Calabria, sequestrati 2 quintali di pesce pericoloso

Nell’ambito dei controlli effettuati su mezzi e persone in transito sulla Strada statale 106 Jonica, i militari della guardia di finanza di Montegiordano (Cs) hanno sottoposto a sequestro 210 chilogrammi di prodotti ittici in cattivo stato di conservazione.

Il carico di pesce era trasportato in sacchi di propilene senza ghiaccio, in un furgone privo di cella refrigerante e della necessaria autorizzazione sanitaria.

 Il servizio veterinario dell’Asp di Cosenza, ha confermato l’inidoneità al consumo umano del pesce e quindi la sua pericolosità.

Per tale motivo, l’intero carico, costituito da seppie, polpi, spigole e filetti di pangasio, è stato sequestrato e successivamente distrutto. 

Il conducente ed il passeggero del mezzo sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari per violazione della disciplina inerente la vendita di sostanze alimentari.

Per tale reato rischiano l’arresto fino ad un anno ed una sanzione fino a 30 mila euro.

 

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Controlli della finanza nel vibonese, sequestrati 21 mila prodotti illegali

Nell’ambito di una serie di controlli finalizzati al contrasto dei fenomeni della contraffazione, dell’abusivismo commerciale, delle violazioni in materia di sicurezza dei prodotti e tutela del “Made in Italy”, i finanzieri del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno sequestrato numerosi prodotti, segnalando 21 persone alle competenti Autorità giudiziaria ed amministrativa.

In particolare, sono stati sottoposti a sequestro:

  • Oltre mille prodotti contraffatti, molti dei quali recanti marchi di note multinazionali leader nella commercializzazione di articoli di abbigliamento;
  • 2.500 tra apparecchiature elettroniche, giocattoli e oggetti di moda;
  • 2.500 i file musicali “pirata”;
  • Circa 15 mila, tra piccoli elettrodomestici, giocattoli, prodotti per la cura della persona, materiale sanitario, oggetti elettronici ed utensilerie varie (per un valore complessivo di oltre 100 mila euro), privi dei requisiti minimi di sicurezza previsti dal Codice del consumo e, pertanto, pericolosi per i potenziali utilizzatori, in particolare anziani e bambini.

L’attenzione delle fiamme gialle non ha risparmiato il mercato dei prodotti agroalimentari.

Nello specifico, i finanzieri hanno sequestrato mezzo quintale di prodotti ortofrutticoli e da forno, esposti alla vendita in “negozi” di fortuna, quali panche di legno o bagagliai di autovetture.

Nel corso di tali attività, i militari vibonesi hanno segnalato 5 persone all’Autorità amministrativa per abusivismo commerciale nel settore alimentare.

 

 

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I finanzieri sequestrano nuovamente una struttura balneare abusiva

I finanzieri della tenenza di Corigliano Calabro hanno rinnovato il sequestro su un'area demaniale sulla quale, a fronte di un precedente analogo provvedimento per mancanza di concessione, era stato allestito un lido balneare.

Il titolare della struttura è stato nuovamente denunciato alla Procura della Repubblica di Castrovillari per occupazione abusiva di demanio.

Nel corso dell'operazione, oltre all’area di circa 3 mila metri quadrati occupata illecitamente, le fiamme gialle hanno sequestrato anche le attrezzature presenti, ovvero circa 80 ombrelloni, 155 lettini/sdraio e 4 strutture di servizio.

La prosecuzione dell’attività illecita ha inoltre determinato la violazione dei sigilli precedentemente apposti, per tale motivo il titolare è stato ulteriormente denunciato all’Autorità giudiziaria. L’area sottoposta a sequestro sarà oggetto di costante monitoraggio al fine di evitare la reiterazione di tali reati.

 

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Gasolio agricolo usato per autotrazione, sequestrati 1400 litri di carburante

La guardia di finanza di Rossano (Cs), a conclusione di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, ha rinvenuto e sequestrato 1400 litri di gasolio agricolo di provenienza illecita, indebitamente impiegato come carburante per autotrazione.
 
Contestualmente l’amministratore di una società di trasporti è stato denunciato, per sottrazione al pagamento delle imposte sugli oli minerali.
 
Nel corso del controllo, effettuato presso un’azienda del rossanese, le fiamme gialle si sono insospettite dopo aver analizzato i registri rinvenuti presso gli uffici della ditta dai quali è emerso che i mezzi aziendali effettuavano il rifornimento solo in località estremamente lontane dal luogo di partenza.
 
In seguito ad una più precisa ed approfondita ispezione, i militari hanno rinvenuto all’interno di tre autocarri di proprietà della società un quantitativo di 1.400 litri di gasolio recante il caratteristico colore verde conforme a quello dei carburanti impiegati in agricoltura e beneficiari di specifico regime agevolato.
 
Atteso che l’amministratore della società non è stato in grado di dimostrare la lecita provenienza del carburante, il prodotto è stato estratto dai serbatoi degli automezzi e sottoposto a sequestro penale perchè illegittimamente detenuto e sottratto ad imposizione ai sensi del Testo unico di settore, che sanziona con la pena fino a 3 anni di reclusione chiunque destini ad uso diverso da quello previsto, carburante immesso sul mercato in virtù di regimi agevolati, come appunto quello agricolo.
 
Il gasolio agevolato per l’agricoltura gode, infatti, rispetto a quello utilizzato per autotrazione, di una particolare agevolazione consistente in una riduzione dell’accisa e in una riduzione dell’Iva pari al 10% anziché al 22%.
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Smaltimento illecito di rifiuti, sequestrato impianto di depurazione. Denunciate due persone

Un impianto di depurazione di acque reflue industriali e stato posto sotto sequestro dai militari del Nipaf di Cosenza, Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale Carabinieri, coadiuvati dalle Stazioni Forestale Carabinieri di Spezzano Sila e Castrovillari, nel comune di Spezzano Albanese lungo la SS 19.

Durante le indagini è emerso che l’impianto, utilizzato da una ditta alimentare, era privo delle autorizzazioni allo scarico previste dalla normativa, risultate scadute nel 2014. Durante il controllo i militari hanno accertato, inoltre, l’illecito smaltimento dei fanghi di depurazione industriale prodotti,  oltre alla presenza nelle vasche di depurazione di oltre 80 metri cubi di rifiuti liquidi speciali.

L’indagine, coordinata al Procuratore Capo Eugenio Facciolla, ha portato al sequestro dell’impianto e alla denuncia di due imprenditori, ovvero il legale rappresentante della ditta e il gestore dell’impianto di depurazione. I due sono accusati di “gestione illecita di rifiuti” e “scarico di reflui industriali senza la prescritta autorizzazione”.

'Ndrangheta, Operazione Fata Morgana: sequestrati beni per 1,8 milioni di euro

 Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno provveduto nei giorni scorsi ad individuare e sequestrare, presso Istituti di credito e assicurativi, buoni postali fruttiferi, conti correnti, depositi a risparmio, depositi titoli, polizze assicurative e carte prepagate per un valore complessivo superiore a 1, 8 milioni di euro.

Destinatario del provvedimeno è Giuseppe Chirico, noto imprenditore reggino operante nel settore della grande distribuzione alimentare.

 La misura ha preso l'abbrivio in seguito all'operazione "Fata Morgana", nel corso della quale la Guardia di Finanza reggina, aveva eseguito una serie di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 9 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori.

In tale contesto, Chirico era stato indagato, tra gli altri, per aver preso parte "all’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta operante sul territorio della provincia di Reggio Calabria in cui è stabilmente radicata, ma anche sul restante territorio nazionale ed all’estero”, ed in particolare “per essersi posto quale imprenditore espressione della ‘ndrangheta nel settore della grande distribuzione alimentare, usufruendo, in particolare, del costante e continuativo appoggio delle cosche Tegano e di quella ramificazione della cosca Condello, operante nel quartiere di Gallico, già facente riferimento al defunto Chirico Domenico Consolato, per poi ampliare i propri interessi e proiezioni anche fuori dal quartiere di Gallico e dello stretto ambito commerciale, infiltrandosi nelle settore delle aste immobiliari. Con l’aggravante dell’utilizzare i proventi dell’attività delittuosa per finanziare le attività economiche di cui gli associati intendevano assumere e/o mantenere il controllo”.

 In particolare, nel corso delle indagini sarebbe emerso che l'imprenditore, avvalendosi della “So.R.Al. Sas.”, società di cui era socio e amministratore, avrebbe favorito il gruppo criminale di riferimento.

 La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha, quindi, delegato al Nucleo di Polizia Tributaria/Gico e al Gruppo di Reggio Calabria, un'approfondita indagine a carattere economico/patrimoniale, volta all’individuazione dei beni mobili ed immobili riconducibili a Chirico.

L’attività investigativa dei finanzieri si è concentrata sulla ricostruzione della capacità reddituale e del complesso dei beni di cui l'imprenditore e il suo nucleo familiare sono risultati poter disporre, direttamente o indirettamente. In tale ambito, le fiamme gialle avrebbero accertato non solo la sproporzione esistente tra il profilo reddituale e quello patrimoniale, ma, soprattutto, il ruolo di imprenditore “mafioso” che Chirico avrebbe rivestito nel tempo.

 Alla luce di tali risultanze, su richiesta della stessa Direzione Distrettuale Antimafia, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, a luglio scorso, ha disposto il sequestro di prevenzione del patrimonio riconducibile a Chirico ed al suo nucleo familiare, costituito dai seguenti beni mobili, immobili e compendi aziendali:

 -       “So.R.Al. – Società reggina alimentari di Chirico Giuseppe e C. - Sas”, esercente l’attività di “Ipermercati”, comprensiva del compendio aziendale (capitale sociale, partecipazioni,  3 unità locali, 25 immobili, 3 automezzi e rapporti finanziari a questa riconducibili);

 -      un terreno, un’autovettura, polizze assicurative, fondi comuni di investimento, depositi titoli del valore complessivo pari a 671.738,48 euro intestati a Chirico e/o ai componenti il proprio nucleo familiare.

Il tutto per un valore complessivo di circa 19 milioni di euro. 

A tale cifra deve ora aggiungersi, il sequestro di ulteriori 1,8 milioni di euro, cui i finanzieri sono giunti al termine dei successivi approfondimenti di natura finanziaria condotti sui conti correnti, titoli, libretti di risparmio, buoni postali fruttiferi, polizze assicurative e carte prepagate risultate nella disponibilità del proposto.

 Il patrimonio riconducibile a Chirico, interessato dal provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, raggiunge pertanto il valore stimato di  20.800.000 euro.

 

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La guardia di finanza sequestra un milione di prodotti pericolosi

In concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Cosenza hanno avviato una serie di controlli finalizzati a verificare la sicurezza dei prodotti destinati, in particolare, agli studenti.

Nel corso di un'attività ispettiva effettuata presso una grande struttura commerciale cosentina, i finanzieri hanno scoperto migliaia di articoli messi in vendita senza le informazioni obbligatorie previste dal Codice del consumo e pertanto potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori.

Oltre un milione di apparecchi elettrici, articoli decorativi e numerosi oggetti di cancelleria destinati agli scolari sono stati sottoposti a sequestro, perchè non conformi agli standard di sicurezza prescritti.

Il responsabile dell’attività commerciale è stato segnalato alle competenti Autorità amministrative per l’applicazione di sanzioni fino a 25 mila euro. La merce sequestrata, una volta confiscata verrà distrutta.

Presidente di associazione antimafia indagata per malversazione e appropriazione indebita

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso, in via d’urgenza, dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria nei confronti di Adriana Musella, Presidente dell'Associazione Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” Gerbera Gialla.

La donna è indagata per i reati di malversazione ai danni di numerosi enti pubblici (Consiglio regionale della Calabria, Provincia di Reggio Calabria, Comune di Reggio Calabria, Provincia di Vibo Valentia, Comune di Verona, Comune di Santa Maria Capua a Vetere, Provincia di Salerno, Provincia di Verona, M.I.U.R., Consiglio Ordine degli Ingegneri di Salerno, Camera di Commercio di Reggio Calabria, Comune di Bollate, Comune di Gioia Tauro) e di appropriazione indebita ai danni dell'associazione presieduta.

Dalle indagini sarebbe emerso che, nel corso degli anni, a partire dal 2002, in qualità di presidente di Riferimenti, Musella avrebbe ricevuto e gestito diversi finanziamenti, anche pubblici, per un importo complessivo di circa 450 mila euro, il cui impiego sarebbe dovuto essere vincolato alla divulgazione della cultura antimafia.

Gli accertamenti condotti dai finanzieri avrebbero, invece, evidenziato che parte dei fondi ottenuti nel corso del quinquennio 2010-2015, quantificabili in circa 55 mila euro, sarebbero stati utilizzati per finalità ritenute estranee a quelle associative.

Inoltre, l'esame approfondito dei conti bancari dell'Associazione, avrebbe evidenziato come parte dei fondi disponibili, circa 20 mila euro siano stati utilizzati dalla Musella come uno strumento di liquidità 'personale'. 

Sulla base dei riscontri emersi nel corso dell'indagine, a carico di Musella, le fiamme gialle hanno effettuato un sequestro di beni per un importo pari a 75 mila euro.

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