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Irregolarità nella costruzione di un lido, tre denunce

I carabinieri forestale della Stazione di Rossano (Cs) hanno posto sotto sequestro uno stabilimento balneare realizzato nella marina di Mandatoriccio.

Il provvedimento è scattato a causa di una serie d’irregolarità progettuali emerse nel corso di un’indagine condotta con i carabinieri della locale Stazione.

Dalle verifiche sarebbe emersa la mancata corrispondenza tra il progetto e l’autorizzazione.

In particolare, la struttura, ricadente anche in area demaniale, sarebbe stata realizzata in un Sito comunitario denominato “Dune di Camigliano", in una zona vincolata paesaggisticamente e ad alto rischio idraulico.

Inevitabile, quindi, il sequestro del lido e la denuncia del titolare dell’impianto, del progettista e dell’assessore al ramo e responsabile dell'area tecnica del Comune, che dovranno rispondere, a vario titolo, di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo con contestuale violazione in materia urbanistica e paesaggistica, abusivismo edilizio e falso in atto pubblico. 

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Costruzioni abusive, scattano i sigilli

I carabinieri forestale della Stazione di Rossano hanno sequestrato, in località “Trionto” del comune di Crosia (Cs), una recinzione in cemento armato, realizzata senza le necessarie autorizzazioni.

 Un altro sequestro è stato eseguito in località “Truglio”, nel comune di Buonvicino, dove i militari forestale di Cetraro hanno scoperto un manufatto abusivo, destinato a ricovero per gli animali di un’azienda agricola.

In questo caso, il proprietario della struttura è stato denunciato.

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Abbattono un bosco per costruire un "villaggio", denunciate 7 persone originarie di Nardodipace

I carabinieri forestale delle Stazioni di Roccella Jonica e Caulonia  hanno denunciato sette persone accusate di aver invaso e distrutto un bosco, in località Vasì-Pericaro, di proprietà del Comune di Martone (Rc) ed aver edificato abusivamente una sorta di "villaggio rurale", composto da abitazioni rustiche, magazzini, depositi, stalle, baraccamenti, terrazzamenti per la coltivazione ed una  vasca di raccolta per le acque di irrigazione. Il tutto collegato da una strada.

La risposta su come lo scempio sia stato possibile, l’ha data F.A, una sessantacinquenne presente sul posto al momento del sopralluogo, che alla domanda dei militari ha risposto candidamente “qua è tutto mio”, esibendo anche una bolletta Enel.

Ai sorpresi carabinieri forestali, coadiuvati dal personale dell’Ufficio tecnico del Comune di Martone, è bastato poco per appurare la verità.

La baraccopoli, nell’insieme vasta circa 2,5 ettari, è stata eretta abusivamente su un terreno di proprietà comunale, abbattendo un bosco di alto fusto di faggio, il tutto in un territorio forestale protetto dal vincolo paesaggistico, idrogeologico ed antisismico.

 Le indagini hanno permesso d’identificare altri sei presunti responsabili, tutti nati o residenti a Nardodipace, alcuni dei quali legati da vincoli di parentela: F.I., di 74 anni; C.G. di 44 anni,; F.C.R. di 48  anni,; M.A. di  75 anni,; I.S.C. di 31 anni; I.P.S. di 48 anni.

Lunghissimo l’elenco dei reati contestati che vanno dall’invasione dei terreni comunali, al furto e danneggiamento di beni demaniali, alla distruzione e deturpamento di bellezze naturali. Sono state inoltre elevate sanzioni amministrative per 7.200 euro, ma il danno all’ambiente ed alla collettività è certamente molto superiore e non facilmente quantificabile, poiché è stata compromessa la protezione idrogeologica del territorio, la conservazione dell’ambiente naturale e del paesaggio, valori ben riconosciuti e tutelati dalla legislazione Italiana. Inevitabile quindi l’immediato sequestro dell’area ed il deferimento dei responsabili, che dovranno rispondere all’autorità giudiziaria di numerose violazioni penali ed amministrative.

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Scoperta segheria abusiva, denunciato il titolare

I carabinieri forestale della locale Stazione, in seguito ad un controllo effettuato congiuntamente al responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, hanno sequestrato, in contrada “Baullo” di Montalto (Cs), un’area di circa mille metri quadri sulla quale sorge una segheria.

Il provvedimento è stato disposto, poiché, nonostante l’opificio fosse operativo da oltre dieci anni, l’inizio della produzione non sarebbe mai stato segnalato al competente ufficio comunale.

I militari hanno, inoltre, riscontrato irregolarità in merito alle autorizzazioni sulle emissioni in atmosfera.

Dopo aver sequestrato la segheria, i carabinieri forestale hanno denunciato in stato di libertà il proprietario.

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Irregolarità nella gestione di un centro raccolta rifiuti, scatta il sequestro

I carabinieri forestale della Stazione di Corigliano hanno sequestrato una parte del centro raccolta Rsu comunale di Cerchiara di Calabria.

Durante il controllo, effettuato in località “Piana”, i militari hanno riscontrato la presenza di rifiuti ingombranti e Raee frantumati e depositati direttamente sul pavimento e solo in parte protetti da una tettoia.

Televisori e monitor pc dotati di tubo catodico, altri apparecchi Raee e ingombranti erano abbandonati sul pavimento senza alcuna separazione.

Inoltre, all’esterno del sito, gli uomini dell’Arma hanno rinvenuto  un cumulo di rifiuti eterogenei, alcuni dei quali pericolosi.

 Dopo aver sequestrato la parte del centro raccolta adibita a deposito di rifiuti ingombrati e Raee, i carabinieri forestale hanno denunciato l’amministratore della società che gestisce il centro raccolta “per aver effettuato, in maniera non conferme e senza autorizzazioni, attività di raccolta e gestione rifiuti di varia natura abbandonati alla rinfusa sul terreno”.

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Distruggono 5 ettari di macchia mediterranea, denunciati

Un'area di cinque ettari sequestrata e due persone denunciate per lavori abusivi.

Questo l’esito di un controllo effettuato dai carabinieri forestale della Stazione di Rossano, in località Cantorato-Otturi, nel comune di Paludi.

In particolare, durante l’attività, gli uomini dell’Arma hanno constatato l’estirpazione di cinque ettari di macchia mediterranea, senza la dovuta autorizzazione paesaggistica.

I lavori, realizzati in parte su proprietà demaniale, sono stati effettuati al fine di rendere il terreno ad uso agricolo.

I militari hanno quindi sequestrato l’area e denunciato sia il committente, che l’esecutore materiale dei lavori, i quali saranno chiamati a rispondere di distruzione e deturpamento di bellezze naturali, modifica dello stato dei luoghi ed invasione di terreni demaniali.

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'Ndrangheta, cospicua somma di denaro sequestrata ad un bracciante

I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Locri hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal tribunale di Reggio Calabria, su proposta della Procura distrettuale reggina, nei confronti di Domenico Agresta, della somma di 55 mila euro, ritenuta dagli investigatori frutto di proventi illeciti.

La misura è la conseguenza delle indagini condotte dai militari del Nucleo investigativo di Locri,  per cercare di delineare la pericolosità di Agresta, bracciante agricolo di Platì, ritentuo “intraneo” alla cosca “Barbaro–Castanu”.

I 55 mila euro sequestrati dagli uomini dell’Arma erano stati rinvenuti a maggio scorso, durante una perquisizione effettuata, dai carabinieri della Compagnia di Locri, su alcuni terreni di proprietà del Comune di Platì, ma “abusivamente occupati ed in uso alla famiglia dell’Agresta”.

In particolare, durante le ricerche, i militari scoprirono un bunker, all’interno del quale furono rinvenuti due grimaldelli, diverse munizioni ed una fondina per pistola.

A poca distanza dal bunker, nascosto dietro un muretto, venne invece trovato il denaro oggetto del sequestro.

Dagli accertamenti effettuati dagli investigatori sarebbe emersa la “vistosa sproporzione fra le capacità di reddito di Agresta e del suo nucleo familiare rispetto alle proprietà in suo possesso ed alla somma di denaro ritrovata, tali da far ritenere tale denaro frutto di probabile attività illecita”.

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Lavori di sbancamento in un agrumeto, sequestro e denunce

Oltre due ettari di terreno sono stati sequestrati dai carabinieri forestale della locale Stazione, in località Apollinara, a Corigliano Calabro.

Durante una serie di controlli effettuati per verificare la regolarità delle coltivazioni ricadenti nell’alveo del torrente Coscile, i militari hanno accertato un lavoro di sbancamento, con conseguente estirpazione di un agrumeto.

Dopo aver identificato i responsabili dei lavori e verificato le autorizzazioni, gli uomini dell'Arma hanno rilevato che l’area interessata ricade in gran parte in zona demaniale e gli esecutori materiali dei lavori finalizzati al cambio di destinazione della coltivazione erano sprovvisti della necessaria concessione demaniale.

L’area, inoltre, è sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale poiché considerata a forte rischio d'inondazione e i lavori eseguiti hanno determinato una trasformazione del territorio vietata dalle misure di salvaguardia delle aree a rischio inondazione.

I carabinieri forestali hanno quindi sequestrato gli oltre due ettari di terreno e denunciato l'occupante l’area demaniale ed il responsabile dei lavori.

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