Trasversale delle Serre, "Combatto" lancia l'allarme sul possibile "abbandono" del tratto Vallelonga-Vazzano

"La paventata intenzione da parte di Anas di abbandonare l'appalto del tronco 2 (lotto unico Vazzano-Vallelonga), il superamento del cimitero di Vazzano e il superamento del colle dello Scornari, manderebbe in fumo circa 148 milioni di euro. 

Ci auguriamo che tutte le istituzioni preposte, in particolare i sindaci delle Serre ed in primis quello di Serra San Bruno, vigilino sul rischio di depauperamento delle risorse in atto e non si abbassino i pantaloni per cedere alla opzione di fare della trasversale delle Serre una presa in giro legalizzata. 

I progetti già realizzati in un territorio in piena emergenza, impongono non di abbandonare gli appalti ma di accelerarne l'attuazione. Non esiste alcun compromesso rispetto ad una soluzione diversa, ma si auspica invece comprensione da parte di chi deve dare risposte immediate ad un territorio in completo abbandono. Da parte nostra, continuerà un'attenta vigilanza con nuove forti iniziative affinché quanto fin qui conquistato non vada perduto.

È quanto scrive in un comunicato l'Aggregazione civica "Combatto".  

Serra: Tassone vara la nuova giunta (I nomi)

È partito questa mattina, con il varo della nuova giunta, il tandem a trazione Partito democratico - In alto volare.

Del nuovo esecutivo guidato dal sindaco Luigi Tassone, fanno parte: Jlenia Tucci (vicesindaco), Francesco De Caria, Antonio Gallè e Adele La Rizza.

 

Serra, dopo l'accordo con Censore "In alto volare perde pezzi". Tassone e Zaffino lasciano il movimento

"In merito alla particolare situazione politica del Comune di Serra San Bruno comunico che ho deciso di abbandonare Il movimento 'In Alto Volare' non condividendone più le scelte ed il percorso che si è scelto di intraprendere".

Questo il contenuto di un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, dall'ex assessore Adriano Tassone.

Analoga decisione è stata assunta da Domenico Zaffino, candidato insieme a Tassone alle scorse amministrative nella lista "In alto volare". 

"A seguito dell’evoluzione politica Serrese degli ultimi giorni - scrive Zaffino sulla sua pagina Facebook - non condividendo nel merito e nella forma le decisioni prese, ho deciso, con rammarico, ma forte delle mie idee, di lasciare il movimento in ‘Alto Volare’ augurando comunque ai neo assessori un buon lavoro".

Serra, De Caria (In alto volare) entra in giunta e lascia il coordinamento cittadino di Forza Italia

“Ho sempre ritenuto che fare politica significhi assumersi grandi responsabilità, metterci la faccia, fare sacrifici, non tirarsi indietro nei momenti difficili. E di momenti difficili nel corso degli anni ne abbiamo vissuto tanti e li abbiamo sempre superati. Io sono fatto così: accetto le sfide, accetto le responsabilità perché in gioco non c’è l’interesse di una persona ma quello della comunità”.

È quanto scrive in una nota, Francesco De Caria, indicato dal movimento "In alto volare" a far parte della squadra che comporrà la nuova giunta comunale serrese. 

“Il gruppo ‘In alto volare’ – spiega De Caria - ha fatto il mio nome per l’entrata in giunta. Ho riflettuto su tante cose, soprattutto sulla mia lunga militanza nella cosiddetta squadra dei salerniani e sulle tante battaglie per lo sviluppo del territorio e ho scelto di accettare questo gravoso compito. Nell’amministrazione comunale rappresenterò tutti quegli elettori che si riconoscono nelle nostre posizioni, che vogliono un impegno reale, quotidiano, per la gente. Impegno e risposte concrete, che devono arrivare con celerità e senza titubanze. Condividerò questo cammino nell’esecutivo con Jlenia Tucci, che per questo gruppo si è sempre spesa con dedizione e competenza”.

De Caria poi aggiunge: “Rappresenterò un gruppo civico, del quale vado orgoglioso. Forza Italia non c’entra, è una scelta personale, civica, di gruppo, ma non di partito. Anzi, per dedicare tutte le mie forze al governo della città, ho provveduto a rassegnare le mie dimissioni da coordinatore cittadino del partito, che così avrà modo di riorganizzarsi in tutta serenità. Ringrazio il senatore Giuseppe Mangialavori per la fiducia che mi ha accordato ed al quale, per correttezza, ho immediatamente comunicato questa mia intenzione”.

Quanto al ruolo che andrà ad occupare, De Caria sostiene che “tutti conoscono il mio impegno nel sociale e nel mondo dello sport, settori che amo e che traducono una mia innata passione”.

Crisi al Comune di Serra, Rosi (FdI): "Il sindaco faccia approvare il bilancio e si dimetta"

"Dopo circa venti giorni dall'apertura della crisi polito/amministrativa al Comune di Serra San Bruno pare che, anche se faticosamente, sia stata trovata la soluzione che dovrebbe consentire al sindaco ed a quel che rimane della sua maggioranza di portare a termine, forse, la legislatura".

È quanto scrive in una nota l'ex sindaco di Serra, Bruno Rosi.

"A prescindere da quelle che potrebbero essere le opinioni personali - prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia - mi corre l'obbligo di lanciare un appello agli attori di questa vicenda per far sì che si soffermino un attimo per valutare attentamente tutto il malcontento che ha suscitato nella gran parte della cittadinanza la soluzione che pare essere stata trovata. Infatti, da quando circola la notizia dell'eventuale accordo, che alla fine unisce i due rivali storici della politica serrese, si vedono sempre più gruppi di persone che inevitabilmente discutono della questione e su ogni gruppo di cinque ce ne sono sei, e non si tratta di un errore di scrittura, contrari a questo accordo. Nel corso degli anni - aggiunge Rosi - ci sono state famiglie che si sono divise ed amicizie che si sono interrotte per parteggiare per Censore o per Salerno ed oggi, se dovesse andare in porto questo accordo, quelle stesse famiglie spaccate e quelle stesse amicizie interrotte sarebbero costrette a digerire il fatto che i due rivali storici, per i quali si sono tanto battuti, sarebbero alleati. Fa onore a Salerno la disponibilità a tendere la mano al sindaco in un momento di difficoltà, ma dopo quanto esternato da Censore dai microfono di Radio Serra ed anche alla luce di come è stato accolto dalla gran parte della cittadinanza questo ipotetico accordo, forse sarebbe il caso di ripensarci un attimo. Si vocifera che se dovesse cadere l'amministrazione comunale i commissari potrebbero dichiarare il dissesto, ma mi domando "se il Comune ha approvato debiti fuori bilancio per quasi un milione di euro e, quindi, ha trovato la copertura finanziaria spalmata in più esercizi, siamo sicuri che si trova in una situazione di dissesto o, pur non navigando nell'oro, attraversa solo un periodo di crisi di liquidità? Si parla tanto - continua Rosi - di piano strutturale comunale, ma siamo sicuri che una maggioranza di sette consiglieri possa essere in grado di approvarlo, possibile che nessuno abbia conflitto di interessi. Il piano, a mio avviso, dovrebbe essere approvato entro e non oltre tre mesi, parlo di tre mesi perchè si tratta di una vicenda che si trascina ormai da dieci anni, dall'insediamento della nuova amministrazione comunale. Se questo accordo dovesse andare in porto l'unico a trarne profitto dal punto di vista politico sarebbe Censore il quale, tra l'altro, per come è stata raccontata la vicenza, sarebbe anche il solo ed unico responsabile della crisi. Credo che se l'accordo dovesse andare in porto il sindaco ne uscirebbe danneggiato in maniera irreversibile perchè è vero che rimarrebbe in sella per altri due anni, ma sarebbe solo una lenta e lunga agonia politica, anche perchè tra le fila dell'opposizione ci sarebbero tre consiglieri che fino ad ieri erano con lui e che quindi sono a conoscenza delle più disparate vicende amministrative. Anche la compagine che fa capo a Salerno quasi certamente ne pagherebbe le conseguenze. Per tutto questo ed anche per tanti altri motivi suggerirei, il mio non vuole essere un consiglio ma una semplice riflessione, agli attori di questa vicenda di valutarla con molta più attenzione ed al sindaco di approvare il bilancio di previsione, e su questo credo che la responsabilità di tutte le forze di opposizione non dovrebbe venir meno, e subito dopo rassegnare le dimissioni. Così facendo - conclude l'ex primo cittadino -  ogni forza politica in campo e, quindi, anche il sindaco, avrebbe un anno di tempo per lavorare sulla costruzione di una squadra capace di redigere un programma serio e realizzabile ed il popolo sovrano di scegliere da chi vuole essere rappresentato".

 

Serra, Liberamente tuona contro "l'inganno dell'accurduni" Censore-Salerno

Riceviamo e pubblichiamo

"Ora che 'l'Accurduni' si è palesato in tutte le sue sfumature, riteniamo di dover intervenire per condannare duramente le scelleratezze politiche che hanno portato a questo patto che vedrà amministrare una maggioranza diversa dalla volontà elettorale emersa nel giugno 2016. Innanzitutto, ci teniamo ad evidenziare l’inganno che si è perpetrato nei confronti dei cittadini serresi e delle forze politiche “estranee”: con l'accordo in tasca siglato tra i “capi” a Verona, infatti, il “sindaco” e la sua futura alleata, recitando un copione già scritto, hanno messo in scena un valzer di appelli alla responsabilità, comunicati, finti tentennamenti, risposte, pur conoscendo in partenza quale sarebbe stato l'epilogo. La scena allestita, inoltre, tradisce la volontà degli elettori. Un elemento che vogliamo ribadire con forza, in quanto le serresi e i serresi, in molti casi spinti da un sentito senso di appartenenza politica, hanno scelto con chiarezza chi avrebbe dovuto essere in maggioranza e attuare un preciso programma amministrativo. Con il nuovo assetto, invece, chi avrebbe dovuto vigilare sull'attività della maggioranza passa ad essere una parte determinante della stessa. Infine, in un consiglio comunale in cui la maggioranza sarà rappresentata da soli 6 consiglieri comunali su 12, il “sindaco” risulta molto indebolito nelle sue funzioni di indirizzo politico e amministrativo dell'ente. È chiaro, infatti, che qualsiasi consigliere di maggioranza (compresa la nuova “adepta” e il suo mentore) conta più del primo cittadino, alterando, così, un sano equilibrio istituzionale: in pratica siamo di fronte alla stessa situazione di potenziale “ricatto” attribuita ai tre membri ex Pd defenestrati. Sulla base di questi numeri, appare evidente che Serra sarà rappresentata sui tavoli istituzionali da un sindaco senza alcun peso politico e privo di autorevolezza istituzionale. Insomma, con il patto siglato a Verona dai soliti “eroi", pronti a “salvare” Serra da un commissariamento che gli stessi protagonisti non hanno ritenuto così problematico quando si è trattato di staccare la spina alle amministrazioni Lo Iacono e Rosi, ci troviamo di fronte ad un’amministrazione priva di credibilità e incoerente alla volontà popolare, in cui l’agibilità amministrativa è fortemente a rischio; dove ogni singolo consigliere è determinante per la sua stessa tenuta e per qualunque scelta, con conseguenze che potrebbero rivelarsi devastanti ed in cui i problemi da risolvere non saranno acqua, sanità, psc, viabilità... bensì come sopravvivere. Queste osservazioni ci spingono perciò a chiedere al sindaco un vero atto di responsabilità nei confronti del paese: rassegnare le dimissioni. Crediamo che sia questo l'unico modo per mostrare rispetto nei confronti dell'intera comunità e offrire, così, l'opportunità alle cittadine e ai cittadini di ristabilire l'equilibrio istituzionale in accordo alla volontà popolare, unica e sola sovrana del futuro di Serra".

Movimento civico serrese LiberaMente 

Serra, crisi al Comune: l'altra verità

"Avevamo deciso di lasciare il Pd, non di mettere in discussione l'amministrazione comunale".

Questo uno dei punti salienti della conferenza stampa tenuta ieri sera nella sala giunta del municipio, da Brunella Albano, Valeria Giancotti e Walter Lagrotteria.

Durante l'incontro con i giornalisti, i tre consiglieri comunali hanno sviscerato i retroscena che hanno portato alla crisi, aprendo una finestra su "33 mesi di amministrazione". Una finestra che ha fatto trasparire tante ombre e poche luci.

Ombre pesanti che non hanno risparmiato nessuno, a cominciare dall'ex deputato Bruno Censore.

Proprio il "docente", com'è stato più volte definito da Brunella Albano, avrebbe determinato "le scelte" per scopi meramente "personali".

Il j'accuse, ovviamente, ha investito in pieno il sindaco Luigi Tassone, tratteggiato come una persona "pavida" e priva d'autonomia decisionale.

Albano ha quindi sparato a palle incatenate, all'indirizzo degli ex colleghi della maggioranza accusati di non partecipare attivamente alla vita amministrativa e di “non aver avuto il coraggio di esprimere i dissapori a causa dei loro interessi”.

Di mancanza di confronto ha parlato, invece, Valeria Giancotti, che ha evidenziato come "nel partito, a livello provinciale" non fosse possibile "intervenire a causa di un cronoprogramma precostituito".

L'ex vice sindaco, con evidente riferimento a Censore, ha rincarato la dose: " i nostri voti - ha detto - servivano solo a garantire lo status quo di chi si candida alla segreteria regionale".

Giancotti ha, infine, puntato l'indice contro “l’alunno Tassone", relegato ad un ruolo di subalternità.

È stata poi la volta di Walter Lagrotteria che ha rivelato i particolari che hanno portato a quello che ha definito il “Patto col Nazzareno”, un accordo sottoscritto a Verona dove "Censore e Salerno" si sarebbero "incontrati in presenza del sindaco".

Proprio l'ex parlamentare è stato più volte oggetto della reprimenda di Lagrotteria, che lo ha definito "arrogante e prepotente".

" Ci sono stati - ha detto - travisamenti della realtà e bugie dettati dalla paura di perdere tutto. Noi non abbiamo mai condizionato l’attività amministrativa. Io - ha aggiunto - non ho figli inseriti in graduatorie, il docente cerchi semmai fra i suoi. I miei figli non hanno fatto domanda per il concorso dei vigili né al Parco”.

Sibillino, poi, il riferimento al concorso per l'assunzione dei vigili urbani, rispetto al quale Lagrotteria ha invitato il sindaco "se c’è, a dare un segnale di legalità a sua tutela e a tutela dei consiglieri, chiedendo al commissario di polizia e al capitano dei carabinieri di far parte della commissione di valutazione".

Con chiaro riferimento al nuovo assetto della maggioranza, Lagrotteria ha, infine, ammonito:" Nessuno dovrà mettere il cappello su ciò che stavamo per realizzare. Mi riferisco - ha chiosato - al prolungamento del contratto degli ex lsu e degli ex lavoratori in mobilità, al Psc, alla manutenzione stradale, al rilancio della zona Pip, al nuovo sistema di gestione dei rifiuti, al potenziamento idrico, al piano di gestione del bosco, al bando per i borghi, ai distretti turistici, alla biblioteca comunale, all’aggiornamento della pianta organica ed ai progetti sul sociale”

Serra, accordo Salerno-Censore: per Combatto si tratta di "una pagina buia per il territorio"

Riceviamo e pubblichiamo

"Non possiamo che essere rammaricati rispetto ai fatti politici che hanno investito la nostra comunità e rispetto ai quali si è scritta una pagina buia per il territorio. Stando così le cose abbiamo seri dubbi che quanto promesso dall'Amministrazione insediatasi poco più di 36 mesi fa in tema di sviluppo territoriale possa concretamente realizzarsi. Strade colabrodo, mancata attuazione del PSC, situazione di stallo del piano del bosco, zona industriale dimenticata, assenza di misure contro lo spopolamento, assenza di piani di salvaguardia e intervento volto al mantenimento e salvaguardia dell'ospedale e degli uffici pubblici di vitale importanza, sono solo alcune dei punti programmatici che sono stati del tutto trascurati. Dubitiamo che l'avvenuto accoppiamento tra forze politiche trasversali possa costituire quel surplus in grado di far realizzare quanto promesso perché è evidente l'assenza di spirito civico in seno al Comune. Chiediamo priorità a settori come strade, acqua, lavoro. Auspichiamo   precedenza ad interventi di emergenza-urgenza in tema di infrastrutture, decoro urbano e manutenzione comunale. Assistere ad una penosa telenovela politica all'interno dell'Amministrazione Comunale apre una crepa profonda con il suo popolo che chiede riscatto e rilancio di un territorio in piena crisi. Il senso civico ha toccato il fondo, il senso di vergogna dettato dal malcostume politico non ha limiti.

Aggregazione Civica Combatto

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