Viola i sigilli apposti ad un frantoio, arrestato

I carabinieri della Stazione di Rizziconi e gli uomini della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Gioia Tauro, hanno arrestato in flagranza di reato, Domenicantonio Ferraro, 50enne, già noto alle  forze dell'ordine.

L'uomo è stato sorpreso in flagranza di reato ad infrangere i sigilli apposti al proprio frantoio, sottoposto a sequestro per violazione di norme ambientali.

L'opificio era stato sequestrato il 5 dicembre scorso, in seguito alle segnalazioni con le quali alcuni cittadini avevano denunciato l'anomala colorazione della acque del fiume Budello dovuta, presumibilmente, allo sversamento di reflui derivanti dalla lavorazione delle olive.

Nel corso del successivo controllo, i carabinieri e la Capitaneria di Porto hanno scoperto che il titolare aveva provveduto a violare i sigilli, con l'intento di svolgere la propria attività lavorativa mediante l'uso dei macchinari sottoposti a sequestro.

Per tali violazioni, il 50enne è stato arrestato e tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

 

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Continuavano a non rilasciare scontrini: otto negozi chiusi dalla Guardia di Finanza

In esecuzione di appositi provvedimenti emessi dalla Direzione regionale per la Calabria dell’Agenzia delle Entrate, la Guardia di Finanza di Corigliano Calabro ha apposto i sigilli ad otto esercizi di commercio al dettaglio, per la reiterata mancata emissione dello scontrino fiscale. Si tratta di attività commerciali gestite in prevalenza da cittadini extracomunitari, sorpresi in più occasioni ad effettuare vendite di beni senza l’emissione del prescritto documento fiscale e che, pertanto, non rispettando gli obblighi previsti, creano una sleale concorrenza verso chi rispetta le regole, inquinando nel contempo il libero mercato. In tema di sanzioni, la normativa inerente l’obbligo di rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale prevede, nel caso si rilevino quattro violazioni commesse in tempi diversi, anche la sanzione della sospensione dell’autorizzazione amministrativa e quindi la temporanea chiusura dell’attività. Si tratta di gravi violazioni applicate alla effettiva vendita di beni senza scontrino o ricevuta ovvero con scontrino di importo inferiore e quindi senza il pagamento dell’Iva e delle imposte sul reddito da parte del commerciante. In tali casi la Guardia di Finanza segnala le violazioni all’Agenzia delle Entrate che dispone la chiusura che si realizza a cura dei finanzieri mediante la materiale chiusura dell’esercizio ed il ritiro della licenza. All’attività vengono quindi apposti i sigilli e le pattuglie di militari, nei giorni successivi, verificheranno l’effettiva chiusura dell’attività. L’attività svolta si inquadra in un più ampio dispositivo di polizia economico- finanziaria predisposto, a livello locale, dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza a tutela, come citato, della libera concorrenza dei commercianti onesti e degli interessi finanziari dello Stato.

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