'Ndrangheta, scomparso nel nulla a febbraio: l'auto trovata in fondo ad un dirupo

Era in fondo ad un dirupo, buttata giù da un'altezza di un paio di decine di metri la Opel Frontera appartenente al quarantanovenne Donato Alvaro, di cui ormai non si sa nulla dal lontano 20 febbraio. A ritrovare l'autovettura in una zona di campagna compresa fra i Comuni di San Roberto e Sinopoli, in provincia di Reggio Calabria, sono stati i Carabinieri. Per le operazioni di recupero del veicolo distrutto dal fuoco è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco.  Gli investigatori considerano la persona scomparsa un soggetto organico ai componenti del clan Alvaro, cui peraltro è legato da rapporti parentali. A breve distanza dal luogo del ritrovamento vi sono alcuni fondi che lo stesso individuo provvedeva a coltivare. I militari dell'Arma adesso sono impegnati nell'espletamento degli esami e delle verifiche utili all'individuazione a dipanare il mistero attorno al caso. L

Denunciata la scomparsa di un anziano

Da circa dieci giorni non si hanno notizie di un uomo di 71 anni. A lanciare l'allarme allertando le forze dell'ordine è stata la moglie. L'anziano scomparso da Sinopoli, che secondo quanto riferiscono gli inquirenti, in passato avrebbe avuto problemi con la giustizia, è legato da rapporti di parentela con diversi membri del clan Alvaro, con base nella cittadina in provincia di Reggio Calabria.  A condurre le operazioni di ricerca sono i Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria che stanno battendo tutte le piste investigative nel tentativo di dare una soluzione al misterioso caso. 

"Esecrabili gli attentati subiti da Giovani in vita"

Il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, nei giorni scorsi a Palazzo Campanella, ha incontrato i rappresentanti della cooperativa sociale "Giovani in Vita" di Sinopoli.  Nello scorso mese di agosto, la cooperativa, che svolge la propria attività su terreni confiscati alle mafie e fornisce sostegno a imprenditori vittime della criminalità organizzata, ha subìto reiterati e gravi atti intimidatori. In particolare, il furto di alcune attrezzature necessarie alle attività agricole, durante la fase preparatoria alla stagione olearia, nonché le minacce di morte rivolte al direttore di Giovani in Vita, Domenico Luppino. Il presidente Irto ha accolto le istanze dei rappresentanti della cooperativa sinopolese ed ha espresso solidarietà e garantito la presenza dell'Istituzione sul territorio. "I vili ed esecrabili attentati subiti da Giovani in Vita - ha detto Irto - sono da condannare con fermezza. Non mancherà, oggi, come nel prossimo futuro, l'attenzione del Consiglio regionale, verso tali episodi che minano alle basi di realtà sane e positive del territorio. Gli imprenditori devono sapere che non saranno lasciati soli, perché questa è una condizione che li rende vulnerabili alla criminalità. Aziende che svolgono non solo un ruolo importante nel settore produttivo della Calabria, ma contribuiscono alla crescita civile della nostra terra. Sono certo - ha concluso Irto - che gli sforzi compiuti fino ad oggi dalla Cooperativa Giovani in vita non si fermeranno, ma andranno avanti con rinnovato vigore, per il rilancio del tessuto socio economico calabrese".

 

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