"Politica e cultura" su On the news

"Politica e cultura", sarà questo il tema della puntata di On the news che, a partire dalle 10, andrà in onda domani su Radio Serra. Nel corso della trasmissione si parlerà della "buona notizia" ricevuta, nelle settimane scorse, dall'Istituto della biblioteca calabrese di Soriano Calabro destinataria, "grazie all’interesse del Consigliere regionale di minoranza Giuseppe Mangialavori, di un contributo pari a 23mila euro che permette di garantire, quantomeno, le spese di ordinaria amministrazione. Un traguardo orientato a preservare un segmento culturale di prioritaria importanza visto che la legge numero 19 del 1995 – afferma Mangialavori – ha previsto un contributo annuo da parte della Regione Calabria per assicurare l’operatività e la presenza della biblioteca di Soriano. Una disposizione che, dopo il 2011, non aveva però più avuto un riscontro politico e amministrativo concreto".  Ai microfoni di On the news, ospiti di Francesca Onda e Antonio Zaffino, il Consigliere regionale Giuseppe Mangialavori ed il sindaco di Soriano nonché direttore della Biblioteca, Francesco Bartone. La punta potrà essere seguita sulle normali frequenze radio o in streaming all’indirizzo: http://tunein.com/radio/Radio-Serra-RS-980-s3103/

Play out per la Serrese, Play off per il Soriano. Risultati, classifica e prossimo turno

Sconfitta di misura per la Serrese che si arrende al Soriano ed è ora costretta a vincere l’ultima di campionato, in casa della Bagnarese, per non perdere il quartultimo posto in graduatoria. La vittoria del Rizziconi con il Marina di Gioiosa rischia, infatti, di complicare ulteriormente le cose per i bianco blu. Attardata di un solo punto in classifica, la compagine della Piana ha già in tasca i tre punti della vittoria a tavolino, nel prossimo turno, con il Bianco. Pertanto, il Rizziconi è virtualmente a quota 31, mentre la Serrese è ferma a 29. Ciò vuol dire che nell’eventualità non riuscisse ad imporsi a Bagnara, la compagine del presidente Albano perderebbe la possibilità di godere di qualche vantaggio rispetto alle altre tre squadre che parteciperanno ai play out. Per quanto riguarda, invece, la parte alta della classifica, con il successo al comunale la “Quercia” il Soriano si è assicurato l’accesso agli spareggi promozione. Due ancora i posti da assegnare per i play off; a contenderseli Reggiomedit, San Giuseppe e Deliese che dovranno aspettare ancora novanta minuti per conoscere il loro destino.

 

Risultati della 29^ di campionato                                           Prossimo turno  

Villese – Bagnarese    2-2                                                    Soriano – Aurora Reggio-

Aurora Reggio – Bianco 3-0                                                 Reggiomedit - Cittanovese

Locri - Caulonia 3-0                                                             Caulonia - Deliese

Rizziconi - Marina di Gioiosa  3-2                                           Marina di Gioiosa  - Gioiosa J.

Deliese – Reggiomedit. 0-0                                                   Bianco - Rizziconi

Cittanovese – San Giuseppe  5-4                                          Bagnarese - Serrese

Serrese – Soriano 1-2                                                          San Giuseppe – Villese

Gioiosa – Polistena 6-0                                                         Polistena - Locri                                

 

 

Classifica               Pt          G          V         N            P         DR      

Cittanovese

72

29

23

3

3

64

Locri

63

29

18

9

2

32

Soriano

56

29

17

5

7

30

Reggiomedit.

54

29

16

6

7

29

San Giuseppe

52

29

15

7

7

21

Deliese

52

29

14

10

5

15

Villese

42

29

11

9

9

5

M. di Gioiosa

41

29

11

8

10

-1

Bagnarese

40

29

11

8

10

8

Caulonia

35

29

10

5

14

-12

Aurora Reggio

34

29

9

7

13

-9

Serrese

29

29

7

8

14

-15

Rizziconi

28

29

7

7

15

-26

Gioiosa J.

24

29

7

3

19

-23

Polistena

22

29

5

7

17

-23

Bianco

0

 

 

 

 

 

Bianco escluso dal torneo dopo la quarta mancata presentazione del 6 gennai in casa del Marina di Gioiosa

Bagnarese penalizzata di 2 punti

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Serrese, oggi la sfida con il Soriano

Penultima di campionato per la Serrese che oggi pomeriggio, al comunale la “Quercia”, ospiterà il Soriano. Condannati a disputare gli spareggi salvezza, i bianco blu sono alla ricerca di due punti per poter blindare il quartultimo posto in classifica. Nella coda della graduatoria i giochi sono ormai fatti ed il quadro delle formazioni che si contenderanno la permanenza in Promozione attraverso i play out è ormai definito. Situazione molto più fluida, invece, nella parte alta delle graduatoria dove quattro squadre sono in corsa per accedere ai tre posti disponibili per i play off.  Assodata la partecipazione del Locri, per gli spareggi promozione rimangono ancora in corsa Reggiomedit, Soriano, San Giuseppe e Deliese. La gara di Serra rappresenta, quindi, un crocevia importante per la formazione sorianese consapevole di dover fare bottino pieno per tenere a debita distanza la concorrenza ed approfittare, al contempo, dello scontro diretto tra Deliese e Reggiomedit.

Risultati della 29^ di campionato                                           Prossimo turno  

Villese – Bagnarese                                                               Soriano – Aurora Reggio

Aurora Reggio – Bianco                                                         Reggiomedit - Cittanovese

Locri - Caulonia                                                                     Caulonia - Deliese

Rizziconi - Marina di Gioiosa                                                   Marina di Gioiosa  - Gioiosa J.

Deliese – Reggiomedit.                                                          Bianco - Rizziconi

Cittanovese – San Giuseppe                                                  Bagnarese - Serrese

Serrese – Soriano                                                                 San Giuseppe - Villese

 

 

Classifica               Pt          G          V         N            P         DR      

Cittanovese

69

28

22

3

3

63

Locri

60

28

17

9

2

29

Reggiomedit.

53

28

16

5

7

29

Soriano

53

28

16

5

7

29

San Giuseppe

52

28

15

7

6

22

Deliese

51

28

14

9

5

15

Villese

41

28

11

8

9

5

M. di Gioiosa

41

28

11

8

9

0

Bagnarese

39

28

11

7

10

8

Caulonia

35

28

10

5

13

-9

Aurora Reggio

31

28

8

7

13

-11

Serrese

29

28

7

8

13

-14

Rizziconi

25

28

6

7

15

-27

Polistena

22

28

5

7

16

-17

Gioiosa J.

21

28

6

3

19

-29

Bianco

0

 

 

 

 

 

Bianco escluso dal torneo dopo la quarta mancata presentazione del 6 gennai in casa del Marina di Gioiosa

Bagnarese penalizzata di 2 punti

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Il mostacciolo, storia del biscotto che sbarcherà all'Expo

Anche i “mastazzoli” di Soriano all’Expo di Milano 2015. Assieme a reperti archeologi e testimonianze del Museo della ceramica medievale sorianese, la “città di San Domenico” farà bella mostra di sé all’Esposizione internazionale nei padiglioni Calabria nell’ambito del tema “Il cibo degli Dei”. I mostaccioli di Soriano, detti “mastazzola”, in origine prodotti anche con mosto cotto, da cui prendono il nome ( mustaceum, mustacea, antica focaccia preparata con farina, mosto cotto e anice, condita con grasso cacio e cotta su foglie di lauro), sono dei gustosi biscotti prodotti oggi esclusivamente con farina, miele e tanti aromatici ingredienti, secondo una ricetta che, da secoli, i Sorianesi si tramandano da padre in figlio. Il filologo G. Rohlfs, nel suo “Dizionario dialettale delle tre Calabrie”, definisce i “mostaccioli sorianesi” “specie di dolci di farina impastata con miele o mosto cotto”; mentre, per lo scrittore G.B. Marzano, sono “dolci caserecci fatti con farina, miele cotto, conditi con droghe, di forma romboidale, a pupattoli, panierini e simili.”(Dizionario etimologico del dialetto calabrese). Sono i “mastazzola” di Soriano che negli ultimi anni hanno trovato posto anche in rassegne culturali e mostre prestigiose. Nel 1969 sono stati esposti alla “Mostra-mercato dell’artigianato internazionale” di Pittsburg (USA) e nel 1987 al “Museo nazionale delle Arti e delle tradizioni popolari” di Roma. Qui hanno fatto la loro bella figura per la rassegna de “La cultura della bambola”: insomma accanto alle bambole di stoffa dagli occhi azzurri e dai capelli turchini giunte da ogni regione d’Italia, anche le nostre “pape”, “dame”, “pacchiane” e pure il tradizionale cuore decorato di stagnola policroma con la scritta “amor” che gli “ziti”, i fidanzati, si scambiano in occasione delle feste patronali o nel giorno onomastico e tutto fedelmente prodotto nella terra di San Domenico. Durante quest’anno saranno esposti, anche, a Marsiglia nel Musèe National des Civilisation de l’Europe et de la Mediterranèe. Anche se Soriano è considerata la vera patria di questi tipici dolci calabresi, che da febbraio a settembre sono presenti in tutte le sagre e le feste, per la verità non è l’unico paese produttore. Ma i nostri si distinguono dal tipo di lavorazione, come spesso mi raccontava mio padre sorianese. Qui ogni singolo “pezzo” è lavorato a mano su lunghe tavole di noce, sulle quali i giovani lavoranti, dopo aver manipolato a dovere la farina, il miele e le essenze aromatiche, modellano, con la pasta ottenuta, gli oggetti più strani e bizzarri. Nascono così, oggi un po’ di meno per via della modernità e della sovrabbondanza di altri dolci provenienti dal nord, nascono così, dicevo, cavallucci, agnellini lanuti, torelli bizzosi, grandi cuori con la scritta “ti amo” o “amor” e tanti altri “scherzi” (come in gergo vengono chiamate queste composizioni), in cui elementi decorativi ed un ricercato gusto del particolare, danno vita ad antiche forme, cristallizzate dalla tradizione. La loro origine probabilmente viene da molto lontano nel tempo. I più la fanno risalire al 1510, anno di fondazione del Convento di San Domenico e della venuta dei Domenicani a Soriano, i quali hanno introdotto la lavorazione dei mostaccioli che, a loro volta, avevano appreso dai monaci certosini della vicina Serra San Bruno. Quest’ultimi hanno lasciato ai Serresi la tradizione di un biscotto similare, gli “’nzulli”, la cui lavorazione non è molto differente, è solo l’esito diverso: il dolce è molto duro sotto i denti rispetto ai mostaccioli. Ma secondo una testimonianza di Teocrito nel XV idillio detto delle “siracusane”, che indica i mostaccioli come “ex voto” da offrire alle divinità per grazia ricevuta, quelli di Soriano risalirebbero addirittura a tre secoli prima di Cristo. Beh, dopo oltre duemila anni, i mostaccioli non sono sostanzialmente cambiati, sono sempre “sculture povere ma belle” da meritarsi palcoscenici di grande prestigio come l’Expo di Milano 2015.

Soriano, il convento domenicano ed il quadro dei miracoli

Soriano Calabro “centro di cultura e fede irradiante” come lo ha definito lo storico Gustavo Valente nel suo “Dizionario dei luoghi della Calabria”. Circa le sue origini, taluni studiosi la vogliono fondata da monaci basiliani provenienti dalla Siria o Soria come veniva chiamata a quei tempi questa terra asiatica e da qui il suo toponimo e comunque durante tutto il medioevo e nei secoli successivi fece parte dello Stato di Arena e più avanti feudo dei Carafa di Nocera che l’innalzarono a Contea nel 1505. Ma la grande celebrità, da sempre, a Soriano le deriva dai Domenicani, che nel 1495 comprarono questo feudo e nel 1510 vi edificarono il grande convento dell’Ordine dei Predicatori per volontà di Padre Vincenzo da Catanzaro. Da questa data e dopo il rinvenimento della tela Achiropita di san Domenico, comunque attribuita ad un artista del ‘400, Soriano diventa punto di riferimento per credenti, religiosi ed artisti provenienti da ogni parte del mondo ed addirittura in alcune città dell’America Latina è venerato san Domenico di Soriano come in Perù, Uruguay, Argentina e altri. E non solo, il convento sorianese fu definito la “Santa Casa” per antonomasia ed anche considerato “l’occhio destro dell’Ordine Domenicano”. Attorno al taumaturgico Quadro, al grande Convento, ai miracoli e a tutta la storia domenicana di Soriano e dello stesso paese sono arrivate fino a noi moltissime pubblicazioni. Di queste ci piace ricordare: la Raccolta de’Miracoli e Grazie operati dall’Immagine del P.S. Domenico di Soriano di fra’ Silvestro Frangipane del 1621, le Lodi del Patriarca di fra’ Pio Vandendyek del 1746, le Memorie storiche del Santuario di S. Domenico di Soriano nella Diocesi di Mileto di G.B. Melloni del 1791 ed inoltre la tante volte citata Della Calabria Illustrata di P. Giovanni da Fiore e, ai nostri giorni, gli scritti di P. Antonino Barilaro, Angelo Fatiga, Nicola Provenzano, Tonino Ceravolo, Sharo Gambino, P. Pietro Lippini e P. Giovanni Calcara. Di certo è che i Domenicani di Soriano non si son fermati alla sola preghiera e cultura, anzi. Negli anni difficili e poveri della nostra terra di Calabria rovinata non solo dai tanti dominatori ma anche da carestie, pestilenze e terremoti, il più devastante quello del 1783 che distrusse anche l’antico e imponente Convento sorianese e la Certosa rinascimentale della vicina Serra San Bruno, i frati di san Domenico di Guzman si attivarono per il rifiorire delle terre, dell’artigianato, edificarono fattorie, mulini e frantoi, accrebbero la manifattura della cera, del sapone, del miele e della terracotta. Ecco come si giustifica l’intensa industriosità dei Sorianesi di oggi. Come detto prima Soriano deve la sua fama alla presenza del Convento fondato nel 1510 da fra’ Vincenzo da Catanzaro. Distrutto una prima volta dal sisma del 1659, il monastero fu subito riedificato per volontà del Re di Spagna Filippo IV. L’incarico di progettare il nuovo edificio sacro fu affidato dal Vicere di Napoli il Conte di Pigneranda a P. Bonaventura Presti, architetto certosino, che lo disegnò, fatte le debite proporzioni, a somiglianza dell’Escoriale di Madrid, imponente monastero fatto edificare da Filippo II per perpetuare la vittoria di San Quintino. Così il primo convento sorianese occupava una superficie di 23 mila mq con chiostri attorno alla chiesa a croce latina di cui ancora è viva la facciata dalle sei paraste barocche con voluta ionica ed al centro un imponente portale con quattro grandi nicchie dai timpani semicircolari. All’interno, tra le tante opere d’arte, vi era l’altare maggiore in marmi policromi del maestro Cosimo Fanzago, lo stesso che impreziosì la Certosa serrese e basti vedere, oggi, fra le altre opere, il preziosissimo ciborio sull’altare della chiesa dell’Addolorata in Serra San Bruno. Nella chiesa sorianese, completata la sua costruzione nel 1693, fu collocata la miracolosa tela del Santo portoghese che secondo la tradizione apparve il 15 settembre 1530. Ma il valore artistico impareggiabile del dipinto è stato ampiamente dimostrato, anche per l’insuperabile difficoltà d’imitazione più volte tentata e mai riuscita ad alcuno dei molti talenti che hanno lasciato in convento le loro copie imperfette. Tra i tanti disseminati in ogni dove cito un quadro del Guercino nel duomo di Bolzano, un altro del Mela in San Domenico e Sisto a Roma ed un altro ancora di anonimo nella chiesa parrocchiale di San Domenico in Crotone. Dopo l’altro terremoto, quello del 1783, nel 1838 fu ricostruito ancora il Convento e la chiesa consacrata il 15 dicembre 1860. Per rendere ancor più viva la trama intrecciata di storia, arte e soprattutto spiritualità che da Soriano attraverso il “Quadro” ne derivano, la giovane scrittrice sorianese Graziella Idà ha voluto offrirci una piece storica in forma teatrale. Sto dicendo del lavoro editoriale “il Quadro – il Coraggio di Credere”, edito da Calabria Letteraria (2012), che, come scrive lo storico dell’arte Mario Panarello, in prefazione, “non è solo l’attualizzazione di un evento miracoloso che Graziella Idà inscena, ma è la volontà di ripercorrerne la dimensione spirituale dell’identità di un luogo”. Si tratta di un libro col quale, scrive ancora Panarello, “ si tenta di recuperare con una forza rinnovata l’identità storica di una vicenda miracolosa che ha reso questo luogo sacro, una sacralità mai interrotta tra l’immagine del santo e la gente del luogo”. La gente di Soriano che ha sempre amato san Domenico e che, scrive in presentazione P. Francesco La Vecchia, “pur non avendolo conosciuto di persona lo venera come l’amico della porta accanto”. Così, con questa pubblicazione, si realizza il sogno dell’amica Graziella, “il sogno di chi ama il proprio paese è farlo salire un giorno sul palcoscenico, per narrarne le vicende e presentarne i personaggi” come scrive il vaticanista della Rai Enzo Romeo. Il libro della Idà, che in copertina è corredato dalla suggestiva immagine “La forza di credere” tratta da una tela dello scultore e pittore sorianese Antonio Ranieri, che vive ed opera a Bilbao, lo stesso che ha voluto donare alla comunità di Soriano una grande scultura in bronzo che rappresenta l’allegoria del “Mondo”, ruota, in forma di rappresentazione teatrale, attorno ai personaggi che hanno vissuto e costruito la storia del Quadro e della cittadina sorianese, tra i quali due archeologi dei tempi nostri che “hanno riportato alla luce frammenti di storia, sottratti all’incuria umana”, i frati predicatori, contadini e muratori, e le tre donne protagoniste dell’ “apparizione”: la Vergine Madre di Dio, santa Caterina d’Alessandria e santa Maria Maddalena. È un bel libro che si fa leggere tutto di un fiato, che ti attrae e ti coinvolge dalla prima all’ultima pagina perché miniera di dati, documenti, notevoli richiami bibliografici e ricerche, fatti storici ormai acclarati e momenti di alta spiritualità. È una pagina bella dalle intense sollecitazioni interiori, col recupero di valori mai traditi. È teatralità che si fa storia, racconto – poesia della libertà di un popolo che si affranca solo col “suo” Santo. Insomma con “Il Quadro – il Coraggio di Credere” la scrittrice di Soriano ci regala una nuova prova delle sue qualità narrative, raccontando vicende e comportamenti che non sono frutto di fantasia ma figli della storia e della fede.

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