Covid: screening per gli studenti di Spadola, Brognaturo e Simbario. Eseguiti cento tamponi

Si è svolto questa mattina presso la scuola media del borgo della Minerva il drive-in destinato agli alunni delle scuole primaria e secondaria di Spadola, Brognaturo e Simbario.

Durante l'attività sono stati eseguiti 100 tamponi, 30 dei quali a studenti degli istituti “Einaudi” di Serra San Bruno e “Ferrari” di Chiaravalle Centrale.

In virtù della “collaborazione proficua e costante che ha determinato l'ottima riuscita dell'attività e la massima tutela per i minori presenti”, i sindaci di Spadola, Brognaturo e Simbario - Cosimo Damiano Piromalli, Rossana Tassone e Ovidio Romano - hanno stilato un comunicato congiunto, per ringraziare: la “dottoressa Renda, il dottor Demonte, la dottoressa Talarico, gli infermieri Covid, la dirigente scolastica Eleonora Rombola, la responsabile Covid Erichetta Marciano, l'animatore digitale Pino Salerno, i due infermieri volontari, i volontari, gli impiegati comunali e i due collaboratori della polizia municipale per la perfetta tenuta dell'ordine”.

I sindaci esprimono, inoltre, la loro gratitudine “ai consiglieri comunali delle amministrazioni interessate, al personale presente e alle mamme dei bambini coinvolti nello screening.

Infine, i primi cittadini rivolgono un “sentito abbraccio ai bambini” che si sono distinti "per educazione, coraggio e pazienza”.

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Spadola saluta Maria Stella, aveva 104 anni

Spadola piange Maria Stella. Aggiungere il cognome – Tassone – è una ridondanza, poiché, nel borgo della Minerva e non solo, Maria Stella era più di un’istituzione.

A farla diventare tale non erano i suoi 104 anni, ma il modo in cui li ha vissuti.

Nata il 25 aprile del 1917, Maria Stella ha conosciuto la durezza della vita, senza mai farlo pesare  agli altri. Rimasta vedova, ha cresciuto i suoi quattro figli, mandando avanti un bar che ha rappresentato un “faro nella notte” per quanti erano costretti a lasciare malvolentieri il tepore delle coperte, per sfidare le sferzanti gelate degli inverni d’altri tempi.

Chi ha qualche capello bianco, ricorderà sicuramente l’insegna attaccata al balcone, sopra la porta d’ingresso, sulla quale spiccava un elfo sovrastato dal peso di una tazzina di caffè bollente, con sotto la didascalia: “Barbera, il mago del caffè”. Un simbolo quanto mai pertinente per un bar che, con puntualità quasi maniacale, apriva i battenti alle 4.30 per offrire un caffè caldo e un sorriso amico a quanti si mettevano in cammino di buonora. Un luogo in cui la vera magia, però, non risiedeva tanto nelle virtù dell’elfo, quanto nell’atmosfera familiare che vi si respirava.

Chi entrava nel bar di Maria Stella, che fosse il sonnacchioso autonoleggiatore diretto a Catanzaro, o il baldanzoso giovanotto desideroso di un “Tresette”,  veniva sempre accolto con un sorriso cordiale e sincero.

Del resto, il bar di Maria Stella non era un semplice locale, uno di quei luoghi asettici dove meccanicamente si consuma, si paga e si va via. Per oltre mezzo secolo, il bar di Maria Stella è stato   un punto d’incontro,  un ritrovo, un luogo in cui le spietate  legge dell’economia non hanno mai avuto accesso. Maria Stella, infatti, il caffè non sempre se lo faceva pagare e se eri bambino, spesso,  ti chiamava per regalarti il gelato.

Per molti, il suo bar era una seconda casa, soprattutto la sera, quando, gli avventori lasciavano il campo ai giovanotti che si attardavano attorno ai tavolini per giocare a carte. Bastava, infatti, attraversare una porta, peraltro sempre aperta, per passare dal bar all’abitazione privata di Maria Stella. Era in quell’ambiente accogliente e familiare che Maria Stella, dispensava suggerimenti, consigli e talvolta rimproveri.

Con Maria Stella non se ne va solo un pezzo di storia, se ne va una donna d’altri tempi che, per generazioni di spadolesi, è stata una seconda mamma.   

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Covid nelle Serre: 20 casi tra Spadola, Brognaturo e Simbario

Situazione sempre più preoccupante nell’area delle Serre, dove la nuova ondata di Covid rischia di allargarsi a macchia d’olio. Dopo i 67 casi riscontrati a Serra San Bruno e i 28 a Nardodipace – con entrambi i comuni finiti in “zona rossa”-  l’allarme è scattato a Spadola dove, in seguito ai contagi che hanno interessato alcuni alunni, è stata disposta la chiusura della scuola media frequentata anche dagli studenti di Brognaturo e Simbario.

Al momento, nel borgo della Minerva, sono stati accertati 5 casi di Covid, due dei quali riferiti a minorenni.

Situazione ancor più grave a Brognaturo dove, allo stato, si contano 12 casi attivi (5 minorenni e 7 adulti). Da quanto appreso da fonti ufficiali, si tratterebbe di contagi legati alla scuola di Spadola e avvenuti nei medesimi ambiti familiari.

Quadro meno preoccupante a Simbario, dove si registrano 3 soli contagi (un adulto e due minori, uno dei quali legato alla scuola di Spadola).

Vista la situazione, i sindaci e le autorità sanitarie stanno cercando, ciascuno nei propri ambiti di competenza, di attuare misure finalizzate a contenere la circolazione del virus.

Al tal fine, martedì prossimo (19 ottobre) sarà attivato un drive-in destinato a verificare eventuali “casi sospetti”.

Spadola: alunni positivi al Covid, chiuse le scuole. Allarme a Brognaturo e Simbario

Dopo Serra San Bruno - da oggi in zona rossa - l’emergenza Covid fa sentire i suoi effetti anche a Spadola, dove il sindaco Cosimo Damiano Piromalli ha ordinato la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, fino al prossimo 20 ottobre.

Il provvedimento si è reso necessario, poiché “tra gli alunni frequentanti gli edifici scolastici del Comune di Spadola che ospitano, tra l’altro, gli alunni del Comune di Brognaturo e del Comune di Simbario si è accertato il contagio da Covid-19 e la sua rapida diffusione”.

Nell’ordinanza si legge, inoltre, che “allo stato attuale sussiste il reale e oggettivo pericolo della diffusione del virus non solo nel Comune di Spadola ma anche nei comuni contermini di Brognaturo e Simbario”.

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Spadola strada chiusa per allagamento

"A causa di un allagamento avvenuto a seguito delle piogge in corso, la Nsa 572 'Di Monte Cucco e Monte Pecoraro', è provvisoriamente chiusa al traffico - in entrambe le direzioni - al km 33,800, all’altezza del territorio comunale di Spadola, in provincia di Vibo Valentia.

Le squadre Anas sono sul posto per la pulizia della carreggiata su cui si sono riversati fango, rami e detriti e per ripristinare la normale circolazione nel più breve tempo possibile.

Al momento il traffico viene deviato lungo la viabilità locale con segnalazioni in loco".

E'quanto segnala Anas in una nota.

 

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Conto corrente trasferito in un’altra filiale, ma l’interessato non ne sa nulla. L’assurda disavventura di un imprenditore spadolese

Svegliarsi una mattina e ritrovarsi improvvisamente poveri, non riuscire più a pagare i fornitori e rischiare di finire nei guai perché non si ha più accesso al proprio denaro.

Quella che sembra la trama di una pellicola distopica, è la dura realtà con la quale, da qualche giorno, è costretto a fare i conti un imprenditore di Spadola, nel Vibonese.

La storia che stiamo per narrare, ha un preambolo che rimanda agli anni Novanta, quando il protagonista avvia la propria attività e si reca nella filiale Ubi Banca di Serra San Bruno per aprire un conto corrente. Gli affari vanno bene e dopo qualche tempo gli viene concesso un fido.

Il rapporto con l’istituto di credito continua senza alcun problema, fino a quando, qualche tempo fa, non riceve una comunicazione che lo informa dell’imminente transizione da Ubi a Intesa San Paolo. La missiva contiene, inoltre, il nuovo Iban che da maggio avrebbe dovuto essere associato al suo conto corrente.

La variazione, in teoria, non dovrebbe comportare alcun problema poiché, come si legge anche sul portale d’Intesa San Paolo, il nuovo gestore dovrebbe occuparsi “di tutte le attività necessarie per garantire la continuità operativa (ad esempio: accredito bonifici, stipendi, addebito utenze, ordini permanenti di bonifico), attivando specifiche soluzioni per un periodo di almeno 12 mesi”.

Passa qualche giorno e succede qualcosa di anomalo: l’home banking non è più accessibile e il nostro imprenditore non riesce a pagare in modalità online, alcune tasse in scadenza. Decide, quindi, di recarsi in filiale per chiedere lumi. Qui, con grande sorpresa, scopre che il suo conto corrente è stato trasferito, senza che nessuno gliene abbia dato comunicazione, alla filiale Intesa San Paolo di Chiaravalle Centrale.

Intanto, mentre anche gli impiegati cercano di saperne di più, il nostro deve fare i conti con il venir meno della “continuità operativa” del suo conto corrente, con conseguente disattivazione di uno strumento di lavoro collegato ad un pagamento domiciliato. Ovviamente scattano le segnalazioni, ma anche dal servizio clienti sembrano non venirne a capo. Vista la situazione, l’imprenditore sale in macchina per raggiunge la filiale di Chiaravalle Centrale, di cui è divenuto cliente a sua insaputa. Giunto a destinazione, fornisce all’impiegato il nuovo Iban e con somma sorpresa apprende che l’account a suo tempo comunicatogli non corrisponde al suo conto corrente. Inizia, quindi, una lunga attività di verifica, al termine della quale, finalmente, vengono individuati Iban corretto e nuovo conto corrente. In un crescendo rossiniano, si scopre, però, che rispetto a quello d’origine, il nuovo conto, che peraltro continua ad essere inaccessibile, è sprovvisto di fido. Ricomincia, quindi, la giostra di segnalazioni e telefonate, senza però che nessuno riesca a venire a capo di una situazione che, con il passare delle ore, assume contorni kafkiani. Alla fine, l’imprenditore è costretto a ritornare nella sua azienda dove, disperato, attende impotente l’avvicinarsi di una serie di scadenze che rischia di non poter fronteggiare, perché qualcuno ha deciso di chiudere i suoi soldi in una cassaforte di cui nessuno sembra conoscere la combinazione.

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Emergenza Covid, Spadola: scuole chiuse fino al 10 aprile

Scuole chiuse dal 7 al 10 aprile prossimi.

È quanto stabilisce un'ordinanza del sindaco del Comune di Spadola, Cosimo Damiano Piromalli.

Il provvedimento è stato assunto, in considerazione dell' "evolversi della sitazione epidemiologica", del "carattere particolarmente diffuso dell'epidemia" e dell' "incremento dei casi" di Covid nel "comprensorio delle Serre". 

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Strade asfaltate a Serra e nel circondario, denunciati i responsabili dei lavori per stoccaggio illecito di rifiuti

Durante un servizio di controllo effettuato a Serra San Bruno e Spadola, i carabinieri forestale hanno individuato diversi cumuli di rifiuti speciali, costituiti da fresato d'asfalto, giacenti sul suolo e stoccati in maniera del tutto incontrollata.

In particolare, i militari hanno accertato che il materiale proveniva dai lavori di scarificazione del vecchio manto stradale della Ss 182 e della Ss 110, effettuati per conto di Anas, nonché dal rifacimento di alcune vie del centro abitato di Serra San Bruno, eseguito per conto di Enel.

Constatato lo stoccaggio illecito di rifiuti pericolosi e non in assenza di titolo autorizzativo, i carabinieri forestale della Stazione di Serra San Bruno, con la collaborazione dei colleghi del Nipaaf di Vibo Valentia, dopo aver sequestrato le aree sulle quali erano stati stoccati i rifiuti, hanno denunciato i titolari delle ditte appaltatrici, i rispettivi direttori dei lavori ed i responsabili di cantiere.

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