Tallini: "Il Piano Colao taglia fuori il Sud"

“Così non si va da nessuna parte. Il Piano Colao per la ripartenza del Paese sembra essere stato disegnato come un abito su misura per il rilancio del Nord”.

 Lo sottolinea il presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini.

“Del Sud e delle sue enormi potenzialità non c’è traccia – evidenzia - se non tre misere parole in un dossier di 53 pagine. Il Meridione non compare nelle sei Aree di azione individuate dal Comitato degli esperti voluto dal premier Conte, meno che meno nell’analisi dei 'punti di forza e di fragilità' del sistema Italia”.

“Sono dispiaciuto – commenta il Presidente del Consiglio regionale - che anche un manager di origini calabresi come Colao si sia piegato alle logiche che vedono sempre una supremazia del sistema economico padano. I superesperti hanno tracciato regole e soluzioni per tutti, che valgono in Lombardia come in Calabria, e in questo modo non è difficile intuire che solo le Regioni più attrezzate potranno trarre vantaggio da questo piano”.

“Il Sud, che ha permesso all’Italia di sopravvivere con la sua resistenza all’epidemia – commenta Tallini - meritava ben altro. Meritava uno specifico capitolo dedicato alle grandi infrastrutture, a cominciare dal Ponte sullo Stretto, alla modernizzazione dell’agricoltura e del turismo, all’innovazione e alla ricerca, agli incentivi per attrarre capitali dall’estero”.

“Così non si va da nessuna parte – ribadisce il Presidente del Consiglio regionale - Posso solo augurarmi che la politica, intesa come Governo e come Parlamento, corregga questa impostazione burocratica e senza anima, talmente miope da dimenticare che il sacrificio delle Regioni del sud ha consentito di fermare l’epidemia”. “Vedremo – conclude i Presidente Tallini - quali saranno le forze che sinceramente e realmente si schiereranno per un’Italia più equa nelle sue realtà territoriali. Vedremo se alle belle parole di tanti esponenti politici corrisponderanno i fatti”.

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Coronavirus, Bruno Bossio ( Pd) chiede: " La riapertura in sicurezza anche per piccole imprese al Sud”

"Esprimo pieno sostegno alle rivendicazioni  di Confartigianato-Calabria che, attraverso una lettera appello rivolta ai parlamentari calabresi, chiede maggiore attenzione alle piccole imprese".
 
Ad affermarlo è la parlamentare del Pd, Enza Bruno Bossio, che aggiunge: "Il 4 maggio, 4 milioni e mezzo di lavoratori del nord, nelle zone di maggior contagio, potranno riprendere a lavorare e tirare un sospiro di sollievo per sé e per le loro famiglie.  Non si capisce  perché questa stessa libertà non è garantita ai lavoratori autonomi e alle piccole imprese del sud.
È ingiusto che le scelte indicate nel decreto della Presidenza del consiglio dei ministri autorizzino la apertura della cosiddetta fase 2 riproponendo il tema dello squilibrio tra Nord e Sud. 
La esplosione della emergenza Covid19 - prosegue la deputata- ha messo in evidenza le potenzialità dei territori meridionali e confermato che il rischio di una tremenda fase recessiva nazionale si può fronteggiare soprattutto se si investe sul Sud, inteso come una risorsa che può dare molto più delle aree storicamente forti alla crescita dell'intero Paese.
Il DPCM per il 4 maggio, invece, va nella direzione opposta e ripropone anche in questo contesto emergenziale lo storico dualismo. 
Non si comprende la ragione per cui, ad esempio, ai piccoli esercenti commerciali,agli artigiani, a partire dai barbieri e parrucchieri,bar e ristoratori tipici, operatori del wellness non è consentito riaprire le attività, ovviamente condizionate alle necessarie misure di sicurezza. 
Oltretutto, non può essere sottaciuto il fatto che nel Sud la qualità dell’aria e dell'acqua e del contesto ambientale  in generale, in questa emergenza hanno contribuito anch'essi a fare la differenza. Viene allora da chiedersi perché, se il Governo ha valutato di allentare il lockdown nonostante la mancanza di test e tamponi e la mancanza dell’app di contact tracing, ritenendo sufficienti le stringenti regole di sicurezza interpersonale e sanificazione dei luoghi, si è deciso al contempo di penalizzare il sud, dove il contagio è stato assai più contenuto". 
"Permanendo tale situazione al sud, però,si rischia che l'emergenza dovuta alla incapacità di garantire i livelli minimi di sopravvivenza per una parte grande della società potrà essere più devastante di quanto  non abbia potuto l’epidemia sanitaria. 
Non è azzardato affermare che di questo passo al sud si rischia di morire di povertà e non solo di Coronavirus. Pertanto, ritengo che vadano accolti appelli come quello di Confartigianato-Calabria e di tutti coloro che stanno giustamente protestando inascoltati, perché vogliono riaprire nella massima sicurezza e che avrebbero bisogno solo di un po’ di fiducia e di aiuti economici veri. Bisogna accompagnare la autorizzazione alla riapertura con sussidi volti a ridurre anche i costi richiesti dalla attivazione degli stessi interventi che dovranno garantire la sicurezza a fronte dell’allentamento del lockdown. È stato chiesto ai cittadini di limitare la propria libertà come mai accaduto prima e con grande senso di responsabilità e coraggio lo hanno fatto. Ora è il momento di dare a loro fiducia.
Ritengo che il riconoscimento che stamattina, il Presidente Conte, nel suo intervento alla Camera dei deputati, ha dato verso procedimenti differenziati per i diversi territori per la gestione di una efficace e responsabile gestione della nuova fase emergenziale possa essere di aiuto e non di impedimento ad operare in questa direzione.
Il tema non è quello di aprire tutto o di indurre al massimo le misure restrittive ma è quello di fissare le regole della messa in sicurezza e della riduzione del rischio a salvaguardia - afferma  infine la parlamentare- della salute dei cittadini e ovviamente rispettarle, con piena consapevolezza civica e attraverso la vigilanza della azione dello Stato".
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Coronavirus: "Occorre evitare che il contagio dilaghi al Sud"

"Questa è la settimana molto importante per valutare l'andamento delle curve epidemiologiche".

E’ quanto ha dichiarato durante la conferenza stampa alla Protezione civile, il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro.

"Il nostro impegno - ha aggiunto - è evitare che si verifichino anche al Sud le curve che si sono registrate nel Nord. Al Sud al momento il contributo è molto ridotto. La curva al Sud sembra non impennarsi, ma ho visto in rassegna stampa immagini di strade piene di gente, cose che non si vedono altrove. Se l'atteggiamento sarà rigoroso, e unitario nel Paese, c'è la concreta possibilità che le curve non prendano un andamento simile al Nord. Ma – ha concluso - se non siamo rigorosi, le dinamiche non dipendono dalla latitudine ma dai nostri comportamenti"

Coronavirus: "Al Sud è possibile che circoli di meno". Ecco perchè

L'epidemia di coronavirus che sta mettendo in ginocchio l'Italia, al Sud potrebbe avere un impatto meno devastante che al Nord,

Ad affermarlo è il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro.

«È possibile - ha detto Brusaferro - che al Sud possa esserci una circolazione più limitata del nuovo coronovirus e che i picchi di pazienti che necessitano di terapia intensiva non siano così importanti come è stato al Nord, a patto che si rispettino le attuali misure stringenti di contenimento».

«Al Sud - ha aggiunto il presidente dell'Iss - i casi sono ancora limitati e se si agisce in un momento iniziale della curva epidemica si può intervenire in modo significativo. Ancora più cruciale, in tali aree, è dunque il rispetto delle misure».

Rosarno, Lega: "Il governo dimentica il Sud"

"Si parla tanto di nuova questione meridionale e poi il nostro Governo nella manovra economica dimentica il Sud! È veramente inverosimile che tanti componenti dell’esecutivo, appartenenti all’area meridionale, non abbiano ritenuto di difendere il proprio territorio e le proprie comunità! È di elementare conoscenza che l’Italia può crescere solamente con lo sviluppo del meridione. Senza tale incremento nessun miglioramento vi potrà mai essere a livello nazionale. Ecco, pertanto, che la finanziaria avrebbe dovuto guardare con molta attenzione le esigenze del nostro territorio. Ma, nulla di ciò esiste. Sembra che il meridione non interessi più a nessuno. Senza parlare poi della Calabria! Non possiamo negare che la nostra regione negli ultimi venti anni sia stata malamente amministrata. Anzi, possiamo ben dire che vi è stato un pesantissimo disastro e che si sta assistendo, grazie al valoroso lavoro della magistratura, alla scopertura di vere e proprie lobby di potere che si sono interessate, solamente ed esclusivamente, a depredare le risorse della Calabria. Così come, sembra che questa terra non sia rappresentata a livello nazionale. Non un solo deputato o forza politica che abbia gridato allo scandalo per non essere stato il Sud interessato dal provvedimento che è in discussione in Parlamento. Ci auguriamo, quindi, che durante la discussione qualcuno voglia rappresentare tale situazione negativa e possa riuscire ad ottenere qualche emendamento che aiuti il meridione a crescere. Siamo, comunque, più che certi che Matteo Salvini affronterà, unitamente alla compagine parlamentare della Lega, tale problema rieuscendo a far approvare delle importanti iniziative per la crescita del nostro territorio".

È quanto si legge in una nota del gruppo consiliare della Lega al Comune di Rosarno: Giacomo Saccomanno - Giusy Zungri - Enzo Cusato - Alex Gioffrè

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Catanzaro, Chirillo (Confesercenti): nuova recessione, dramma per il Sud

“Tra le tante analisi di questa crisi di Governo, credo di non aver letto da nessuna parte questa considerazione: ieri in Senato tutti, ma proprio tutti, erano concordi su una sola cosa. Lo ha detto Conte, lo ha ripetuto Salvini, lo ha ribadito Renzi. In Europa e in Italia sta arrivando una nuova ondata recessiva i cui esiti sono difficilmente prevedibili”. Ad affermarlo è Francesco Chirillo, presidente di Confesercenti Catanzaro.

“A preannunciarlo - prosegue Chirillo - sono i numeri e, in particolare, l'affaticamento della locomotiva tedesca che arranca già da diversi mesi sotto il peso di un Pil che stenta a decollare. Ciò significa, per il nostro Sud, l'ennesimo colpo al cuore. Già la lenta ripresa degli ultimi anni non era stata sufficiente a far riprendere sviluppo e occupazione. Immaginiamoci cosa potrà accadere da qui a qualche mese se le fosche previsioni di politici ed economisti dovessero trovare conferma. Sarebbe un disastro per regioni come la Calabria che pagano una storica carenza di investimenti pubblici e privati, unitamente alla fragilità del tessuto produttivo locale”. Cosa fare, dunque? Secondo Chirillo “occorre ribadire la posizione già espressa dalla scrivente associazione rispetto alle dinamiche in atto a livello parlamentare”.

Serve, cioè, in buona sostanza “un Governo che sia espressione di una maggioranza forte, coesa, coerente rispetto alle scelte coraggiose da fare e che si profilano all'orizzonte”. Non già dunque “maggioranze raccogliticce e frutto solo della paura del voto”.

“Adesso - spiega Chirillo - la vera emergenza da affrontare è il sostegno alle piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale di questa nazione. Una sfida che richiede scelte coraggiose come la riduzione del cuneo fiscale, il credito d'imposta per le nuove assunzioni, una vera politica mirata nei confronti delle regioni meridionali. Per queste ragioni   confermiamo la necessità di una guida seria per questo Paese e, a breve, anche per la Regione Calabria”.

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A Soverato Confesercenti dà voce al Sud che si ribella all'abbandono

C'è un Sud, e insieme ad esso una Calabria, che si ribellano all'abbandono.

È il mondo delle piccole e medie imprese meridionali che, con immani sforzi e fatica, continuano a creare lavoro e occupazione. E' la trincea degli amministratori onesti che difendono, coraggiosamente, la linea delle buone pratiche nella gestione della cosa pubblica. E' lo spazio dell'impegno culturale rivolto nei confronti delle giovani generazioni, seme di speranza presente e non già futura. Contenuti importanti emersi con grande forza nel contesto del partecipato incontro pubblico che Confesercenti Catanzaro, Cescot e Naturium hanno promosso a Soverato sul tema “Perché il Sud è senza voce”.

Tantissimo pubblico nell'accogliente arena del “Bounty” sul Lungomare Europa, a dispetto della calura estiva. E numerosi gli interventi. “Testimonianza concreta di un bisogno evidente di dialogo, confronto e partecipazione che dovrebbe far riflettere più di ogni altro argomento” ha sottolineato il consigliere comunale di Soverato Emanuele Amoruso nel formulare un plauso convinto agli organizzatori. Stimolata dall'articolata e densa introduzione di Francesco Chirillo, presidente di Confesercenti Catanzaro, la qualificata platea dei relatori ha animato un dibattito ricco di spunti e prospettive: da Bernard Dika, Alfiere della Repubblica, a Federica Roccisano, economista ed ex assessore regionale al Lavoro, da Maria Antonietta Sacco, consigliere comunale di Carlopoli e vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, a Gregorio Staglianò, giovanissimo storico calabrese impegnato in Rai con la trasmissione “Passato e Presente”.

Non visioni teoriche ma esempi quotidiani di vita quelli trasmessi ai presenti nel corso dei tanti e diversificati contributi offerti al tavolo della discussione. “C'è una questione meridionale irrisolta” ha attaccato Chirillo, rilanciando lo slogan della manifestazione. Una vera e propria “emergenza nazionale destinata ad aggravarsi con le pressanti mire autonomistiche del Nord avallate dal Governo con l'idea del regionalismo differenziato”. E' stata palese la pressoché unanime “delusione” per l'assenza di interventi chiari e incisivi da parte dei parlamentari calabresi e meridionali di maggioranza, in difesa dei diritti negati del Sud, nel quadro della riforma “spinta” che regioni come il Veneto stanno portando avanti come “la svolta epocale” di questa legislatura.

“Così affonderanno il Mezzogiorno e la Calabria” l'affondo di Chirillo che non ha risparmiato, nella sua critica, anche quei meridionali “che con il loro silenzio complice accettano supinamente questo destino senza dire una sola parola”.

Dal pubblico hanno sollevato ulteriori spunti di confronto, tra gli altri, lo storico Ulderico Nisticò, la manager culturale Chiara Giordano, l'ex sindaco di Satriano Michele Drosi. Nel contesto della serata, sono stati consegnati gli attestati di merito ai partecipanti del corso di formazione Cescot “Strumenti per comunicare e farsi ascoltare” tenuto a Soverato dai docenti Francesco Pungitore, giornalista che ha anche moderato il dibattito, e Bernard Dika. Il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Daniele Rossi, il presidente di Confesercenti Catanzaro, Francesco Chirillo, e il promotore del progetto Naturium, Giovanni Sgrò, hanno premiato per le competenze acquisite: Vincenzo Chiodo, Baldassarre Arena, Giovanni Donato, Giuseppe Piroso, Mosè Viscomi, Pietro Procopio, Raffaella Grillone, Roberta Ussia, Francesco Rotondo, Danilo Staglianò e Stefania Oliverio. Da tutti la richiesta di ripetere l'iniziativa didattica, incentrata sui temi della comunicazione e del pubblic speaking, in una cornice “etica” ancorata al miglioramento delle proprie potenzialità relazionali personali.

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Soverato, la Questione Meridionale e il Sud senza voce

“La cosiddetta Questione Meridionale, ad oggi evidentemente irrisolta, non si riflette soltanto nei livelli di crescita economica (una forbice sempre più larga con il Nord) o nella qualità dei servizi (sanità, trasporti, burocrazia).

Sembra anche emergere una incapacità a comunicare il disagio, le esigenze e i bisogni reali della società meridionale in tutta la sua complessità.

Chiuso nella gabbia di atavici stereotipi culturali, il Sud è senza voce”. Questo l'incipit che gli organizzatori hanno individuato nel presentare l'iniziativa in programma giovedì 27 giugno alle ore 21 a Soverato. Sarà il Bounty, sul Lungomare Europa, ad ospitare un incontro pubblico, organizzata a conclusione di un percorso formativo promosso da Confesercenti Catanzaro, Cescot e Naturium Lab-Experience. “Perché il Sud è senza voce” non è una domanda ma un titolo in senso affermativo, una presa d'atto, l'essere consapevoli di un dato di fatto. Ed è il tema che caratterizzerà un dibattito a più voci. Dopo il saluto iniziale di Emanuele Amoruso, consigliere comunale delegato alla Cultura, e di Francesco Chirillo, presidente di Confesercenti Catanzaro, sarà una riflessione più generale sul libro edito dalla Rubbettino “Introduzione alla società della disinformazione” di Mario Caligiuri a dare il via alla discussione.

Interverranno: Bernard Dika, già presidente del parlamento regionale degli studenti della Toscana e Alfiere della Repubblica Italiana; Federica Roccisano, economista, già assessore al Lavoro della Regione Calabria; Gregorio Staglianò, giovane storico impegnato con la Rai nel programma “Passato e Presente”; Maria Antonietta Sacco, consigliera comunale di Carlopoli, eletta nel 2017 vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico.

Coordinerà i lavori Francesco Pungitore, giornalista professionista esperto in comunicazione e social media che, con Bernard Dika, ha tenuto la docenza del corso. 

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