Joseph Amodio, “il prete fratello dei senzatetto” in Massachusetts era calabrese

Joseph Amodio nacque a Tarsia, in provincia di Cosenza, il 12 ottobre del 1914, da Umile e Maria Domenica Serrao.
 
Il padre, nel 1923, decise di tentare il “sogno americano”.
 
Giunse ad “Ellis Island” a bordo della nave “Dante Alighieri” e stabilì la sua residenza a Philadelphia, in Pennsylvania.
 
Sei anni dopo, nel 1929, la famiglia lo poté raggiungere negli Stati Uniti.
 
Joseph, era già partito da Tarsia con la vocazione per il sacerdozio, si diplomò, nel 1934, alla “Roman Catholic High School”. Successivamente “Stigmatine Fathers & Brothers Seminary” di Waltham in Massachusetts.
 
Fu ordinato sacerdote, il 12 giugno 1944, nella chiesa di “Sacred Heart Church” di Newton Centre, contea di Middlesex, in Massachusetts, dall’arcivescovo di Boston Richard James Cushing.
 
Subito dopo divenne vice-parroco della “Sacred Heart Church” di Waltham, in Massachusetts, dove rimase fino al 1947.
 
Successivamente servì in varie parrocchie della Contea del Middlesex.
 
Nel 1960 divenne Pastore della “Sacred Heart Church” di Waltham dove rimase fino al 1967 (Liquidò il debito parrocchiale e ristrutturò l'esterno e l'interno della canonica. Durante il suo mandato, padre Amodio fondò la “The Holy Rosary Guild” una nuova società ecclesiastica per le donne sposate).
 
Favorì l’apertura di mense, scuole serali e dormitori per i più poveri ed i senzatetto.
 
Diede vita alla rivista cattolica “The Shining Light”.
 
Alla “Sacred Heart Church” continuò e terminò la sua missione da “direttore spirituale”.

Joseph Amodio morì il 28 settembre del 1981.

*Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

 

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Esegue lavori di sbancamento senza autorizzazione, denunciato

Durante un servizio di controllo del territorio, i carabinieri forestale delle Stazioni di Cerzeto e Acri hanno individuato un'area oggetto di uno sbancamento non autorizzato, in località "Quercia rotonda", del comune di Tarsia.

Una volta rilevata la modifica dell’assetto territoriale e idrogeologico della zona, i militari hanno sequestrato l'area interessata dai lavori, denunciando l’affittuario del terreno.

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Tarsia, Corbelli ed il cimitero dei migranti rinviato

 Franco Corbelli non è molto dotato di senso dell’ironia, e figuratevi dell’autoironia; tanto meno lo sono i giornalisti che gli danno retta. E già, o qualcuno almeno un poco di sano sarcasmo lo farebbe, su questa idea funerea, e soprattutto sui continui rinvii corbelleschi di “imminenti” lavori, quando poi le cronache suggeriscono che non c’è ancora un mattone sopra un mattone.

 Oggi, che è il 19 novembre 2016, il Corbelli informa che i lavori “dovrebbero” iniziare il 30 di questo mese. Poi, ascoltando bene, si apprende che non è stato deciso un bel nulla, e che, tutto per tutto, il Corbelli ha chiesto al sindaco di Tarsia di mettere mano alla funebre zolla.

 Attenzione qui, amici lettori. È vero che la Regione Calabria, nella persona di Oliverio in persona, ha più o meno assicurato uno “stanziamento” di soldi per il simpatico edificio; ma è altrettanto, anzi più vero, che nel linguaggio della Regione, stanziamento e soldi non sono affatto sinonimi, e che tra lo stanziamento a parole e i soldi effettivi possono passare mesi e mesi, più spesso anni. Escludo quindi che i soldi per i cipressi e cedri ci siano, e siano disponibili in contanti.

 E allora, con quali monete il sindaco di Tarsia dovrebbe accontentare Corbelli? Anticipando con i fondi del Comune, cioè con le tasche dei cittadini? È così abbondante, il bilancio di Tarsia? E perché dovrebbe? E non ci sono priorità a Tarsia? Non buche, non acqua carente? Non ci sono bisognosi, a Tarsia? E che ne dice il Consiglio comunale? E non c’è un’opposizione consiliare, a Tarsia?

 Attenzione ancora. Se il sindaco di Tarsia spende soldi comunali oggi con la speranza del finanziamento regionale domani, anzi dopodomani, qui secondo me si configura un bel danno erariale. Io, al posto del sindaco, mi consulterei con un avvocato.

 Infine, esiste un impegno di spesa regionale, o il sindaco di Tarsia ha come unica pezza d’appoggio la parola onoratissima ma verbale di Franco Corbelli?

 Ma, alla fine, quale sarebbe la logica che degli stranieri decaduti, per esempio, a Sciacca o al Pantelleria, vengano sepolti in Calabria, e, tra tutti i luoghi calabri, a Tarsia? E a spese di chi?

 Insomma, ci sono fondati motivi perché un sindaco serio inviti Corbelli a ripassare quando porterà i soldi in contanti della Regione. Nel frattempo, Oliverio o cade o scade, e magari la Calabria si evita la realizzazione di questa sepolcrale idea balzana. Speriamo.

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Folle corsa di un'Audi A6 sull'A3: la Polizia la blocca e denuncia 4 persone

Nell’ambito dei servizi di vigilanza autostradale, nel pomeriggio odierno equipaggi della Polizia Stradale, impiegate nel tratto autostradale di competenza, all’altezza dello svincolo autostradale di Tarsia, hanno intercettato un’Audi A6 ad oltre 250 Km/h con targhe rubate ad una Hunday e regolarmente denunciate il giorno precedente a Napoli. L’Audi non si è fermata all’alt di una prima pattuglia autostradale, continuando ad altissima velocità in direzione sud e mettendo in grave pericolo gli altri automobilisti che percorrevano il tratto. Immediatamente, un altro equipaggio appartenente al Comando Polstrada di Cosenza Nord si è posto all’inseguimento della stessa Audi A6. Nel frattempo, equipaggio del Comando Polstrada di Lamezia Terme, coordinato dal Centro Operativo Autostradale, portatosi allo svincolo di Rogliano, ha bloccato il traffico in direzione sud e permesso agli altri due equipaggi della Polstrada di Cosenza Nord di fermare l’Audi A6 con a bordo 4 cittadini di nazionalità serba tutti con precedenti specifici per furto. Dai controlli effettuati è scaturito che gli stessi a bordo dell’autovettura avevano attrezzi atti allo scasso (piede di porco, mazza, cacciaviti ecc.). I  4 serbi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per resistenza a Pubblico Ufficiale e per possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso, attualmente si trovano in Questura dove l’Ufficio Immigrazione sta verificando la loro regolare presenza sul territorio nazionale al fine di valutare la possibilità di espulsione.

 

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Tarsia ed il cimitero dei migranti

Se io andassi alla Regione Calabria a chiedere un finanziamento per qualche iniziativa culturale, storica, letteraria eccetera, mi risponderebbero che è una bellissima pensata, anzi che solo a me poteva venire a mente una così bella, “però, in questo particolare momento, non ci sono soldi”. Nel caso migliore, mi diranno di ripassare quando scatteranno i PUS, PIS, PAS, PON, PON PON, POF, PUF e PUFFI… Tipo, per capirci, il Comitato pro Sirleto istituito da Caligiuri con finanziamento zero, cioè a spese dei comitanti, tra cui chi scrive. Posso sapere da Oliverio, o dalla sua Giunta di Alto Profilo, o da chi capita, come mai la Regione senza soldi trova quattro (04) milioni di euro, pari, per i nostalgici, a lire 7 miliardi e 745 milioni, e li trova senza battere ciglio per un cimitero? Eh, questo si chiama prendere alla lettera le Dodici Tavole: Deorum Manium iura sancta sunto. A questo prezzo… Il cimitero è quello dei migranti, e deve sorgere a Tarsia. È un’ideona intelligentissima di Franco Corbelli, ragazzi: tanto nomini nullum par elogium! Ecco alcune mie considerazioni: La parola “migranti” è giuridicamente ambigua, ma su questo argomento qui sorvolo. I “migranti” che arrivano in Calabria sono, grazie a Dio, pochi; sbarcano dalle nostre navi da guerra, e, grazie a Dio, sono vivi. Non riesco a ricordare un morto per sbarco. I forestieri che arrivano in Calabria non vedono l’ora di andarsene di corsa in posti migliori, e, grazie a Dio, molto spesso ci riescono. Non c’è perciò alcuna esigenza, grazie a Dio, di seppellire morti che sono vivi, e spero per loro tali rimangano. A parte che non credo quei poveracci paghino fior di soldi agli scafisti e alla mafia per avere la gioia di essere sepolti a Tarsia. Sappiamo che molti “migranti” sono morti per naufragio o altre cause, e ciò è avvenuto in mare o sta avvenendo nelle isole greche e nei Balcani. Secondo Corbelli e la Regione Calabria, se uno muore nell’Egeo o in Serbia dobbiamo andare a prenderlo per seppellirlo noi a Tarsia? A tale proposito, sono stati presi accordi internazionali per il trasporto delle salme da là a Tarsia? La Regione Calabria è facoltata a prendere accordi internazionali con Stati dell’Unione Europea come la Grecia, o fuori come la Turchia e la Serbia eccetera? Si è almeno rivolta, per la bisogna, al Ministero degli Esteri? Ho visto in tv il progetto del cimitero, e, così di primo acchito, mi è parso un cimitero comunale di Tarsia con una sezioncina riservata ad eventuali stranieri: al costo di milioni quattro. Se ho visto male, informatemi meglio. Che c’entra Tarsia con i “migranti”, che non è manco sul mare? Ah, perché settant’anni fa c’era un campo di concentramento per militari nemici prigionieri e per apolidi: tutto qui. La maggioranza consiliare di PD e altri ha deciso tale sperpero di milioni quattro. Che ne dice l’opposizione? Che ne dice la Santelli? Che ne dice Tallini? Che ne dice il gruppo di Forza Italia? Niente, non dicono niente. Già, siamo in Calabria, e “a mejjiu parola è chirha chi non nescia”. Mi risponderanno mai Oliverio, gli Alto Profilo, la Santelli, Tallini eccetera, Corbelli e il sindaco di Tarsia? Mai: “a mejjiu parola è chirha chi non nescia”.

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Cimitero per "migranti": chi è d'accordo?

 Sorvolo sulle ovvie battute, se un disgraziato di “migrante” paga un pacco di soldi agli scafisti per aver la gioia di essere sepolto a Tarsia! Sorvolo perché la Calabria ha tante virtù, ma è del tutto priva del senso dell’umorismo, e figuratevi se macabro. Come ne parlano il TG3 e i giornali, uno potrebbe credere che tutti i Calabresi siano d’accordo, anzi felici che si spendano dei soldi per un cimitero, con tanti che ne ce sono. Eh, perché non apriamo un sondaggio, un dibattito, una chiacchierata, per sapere chi ci sta e chi no? Io, per esempio, Ulderico Nisticò, non sono d’accordo, per un mucchio di ragioni, che qui in sintesi esprimo:

1.       La proposta è palesemente iellatoria anche per i poveracci “migranti”. Terque quaterque… con quel che segue.

2.       A proporre la singolare idea è Franco Corbelli, che si presenta come “leader dei Diritti Civili”, il che farebbe supporre un numero imponente di seguaci. Possiamo sapere quanti iscritti vanti il Corbelli, atteso che quando si candidò a qualcosa pigliò voti da microscopio?

3.       Il Corbelli ha fatto pressione su Oliverio grazie a un giochino procedurale che riguardava le abortite primarie e l’ipotesi corbelliana di un ricorso, guaio che andrebbe ad aggiungersi a situazioni già poco comode; e solo con pressioni, per altro rese pubbliche, ha costretto Oliverio ad aderire alla funebre opinione.

4.       La spesa prevista è di euro quattro milioni. Avrei tante idee migliori su come spendere a vantaggio della Calabria tutto quel denaro.

5.       Anche a vantaggio dei poveracci di clandestini vivi.

6.       Il Corbelli va dicendo che il cimitero deve sorgere a Tarsia perché lì c’era chissà quale orribile luogo di stragi e morti… Egli ignora che Ferramonti era un normalissimo e tranquillissimo campo di concentramento per prigionieri di guerra angloamericani, con qualche internato per ragioni particolari, come gli apolidi; in cui non accadde nulla di nulla di strano.

7.       Ma veniamo al sindaco di Tarsia. Il TG3, non ricco di ironia, ci ha mostrato il progettino del suddetto primo cittadino, il quale progetto prevede: per circa otto decimi dell’area, il normale cimitero dei cittadini di Tarsia; e per i rimanenti due decimi scarsi, una “sezione migranti”: il tutto, a spese della Regione eccetera. Vorrei essere smentito, illustre sindaco.

 Insomma, ho sette ottimi motivi per NON essere d’accordo sul cimitero. Posso sapere chi in Calabria invece lo vuole, lo desidera, lo ritiene una cosa buona e giusta, ed è disposto a spendere euro quattro milioni ? Coraggio, votate!

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Oggi l'autopsia sulla salma del neonato morto

Sarà eseguito fra qualche ora l'esame autoptico ordinato dalla Proura della Repubblica di Castrovillari sul corpicino del neonato deceduto durante il parto naturale nell'ospedale della città del Pollino. Originariamente era stata diffusa la notizia che a morire fosse stata una piccola, di sesso femminile. Il bimbo, di 4,3 chilogrammi, era nel grembo di una donna residente a Tarsia, al suo primo figlio.  L'agenzia Agi riporta che Raffaele Cirone, dirigente medico del nosocomio, ha riferito della presenza dei caratteristici tratti dell'asfissia. Il collo del neonato era avvolto dal cordone ombelicale  "E' stata - sostiene il dottor Cirone - chiaramente un disgrazia, un caso assai raro probabilmente dovuta alla posizione del feto".

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