I carabinieri forestale soccorrono un cucciolo di cane con le gambe spezzate

Storia a lieto fine per un cane di circa 4 mesi, che i carabinieri forestale della Stazione di Trebisacce (Cs), hanno trovato con due zampe spezzate in località “Torrente Saraceno”.

I militari hanno quindi contattato un veterinario dell’Asp di Trebisacce, responsabile del canile di Villapiana, che ha predisposto il trasferimento nell’infermeria della struttura, dove il cane è stato operato.

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Cerca di sfondare con un'ascia la porta in cui si è barricata la sorella, 18enne finisce in manette

I carabinieri della Stazione di Trebisacce (Cs) hanno arrestato un 18enne del luogo accusato di tentata estorsione, danneggiamento, maltrattamenti in famiglia e minaccia.

L'arresto è scaturito dopo che i militari sono intervenuti a casa del giovane, dove i familiari avevano segnalato che il ragazzo era andato in escandescenze in seguito al loro rifiuto di concedergli il denaro necessario, verosimilmente, per acquistare droga.

Giunti sul posto, i carabinieri hanno sorpreso il giovane con un’ascia in mano, mentre tentava di sfondare la porta della camera in cui si era barricata la sorella.

Una volta immobilizzato e disarmato, il 18enne, nella cui camera è stata rinvenuta una piccola quantità di marijuana, è stato arrestato per maltrattamenti aggravati, danneggiamento, tentata estorsione e minaccia.

Al termine delle formalità di rito, l'arrestato è stato condotto nel carcere di Castrovillari.

 

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Operazione "Fiamme del Tavoliere", 5 misure cautelari per estorsione, lesioni, furto e incendio

Alle prime luci dell’alba di oggi, a Trebisacce e Cassano allo Ionio (Cs), i carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro e del 14° Battaglione Calabria, con il supporto di un'unità cinofila dello Squadrone eliportato “Cacciatori” di Calabria, hanno eseguito due ordinanze di misure cautelari, emesse dai gip presso il Tribunale di Castrovillari e presso il Tribunale per i minorenni di Catanzaro, nei confronti di Giuseppe lo Fiego e Federico Salmena, sottoposti alla misura cautelare della custodia cautelare in carcere, di P.L. trentacinquenne, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, di una donna settantenne sottoposta all’obbligo di presentazione alla pg, mentre per un ragazzo 17enne è stata prevista la misura del collocamento in comunità.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di “estorsione”, “tentata estorsione”, “lesioni personali”, “furto in appartamento”, “danneggiamento seguito da incendio”, “incendio”, “resistenza a pubblico ufficiale” e “spaccio di sostanze stupefacenti”.

Le misure scaturiscono da una complessa attività di polizia giudiziaria condotta, anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, dai militari della Stazione di Trebisacce, che ha avuto origine lo scorso dicembre in seguito alla denuncia da parte di un commerciante locale.

Le indagini hanno permesso di constatare una serie di condotte estorsive ed incendiarie che per gli investigatori sarebbero state pianificate da Giuseppe Lo Fiego, ritenuto, peraltro, l'ideatore del gruppo.

Nell’ambito degli approfondimenti investigativi sarebbe emerso che Lo Fiego avrebbe preteso d'imporsi quale “protettore” di diversi commercianti nel comune di Trebisacce.

Secondo gli investigatori, in caso di tentativi di ribellione da parte delle vittime alle sue richieste, Lo Fiego, "attraverso una rete di fidati complici ed, in particolare, della 'manodopera' criminale di un ragazzo 17enne, poneva in essere ritorsioni di varia natura, creando un clima di terrore e sopraffazione in quel territorio mediante la consumazione di incendi ed altri reati".

Dalle indagini sarebbe emerso inoltre che, "come principale persona di fiducia del Lo Fiego", Salmema insieme a P.L. si sarebbero resi "responsabili anche della detenzione e plurimi episodi di cessione di sostanze stupefacenti a tossicodipendenti del luogo, come riscontrato nel corso di una attività condotta dai carabinieri di Trebisacce che ha portato anche all’arresto di una persona dello stesso centro".

 

Coronavirus, nuova ordinanza restrittiva a Trebisacce

l sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, ha emesso una nuova ordinanza restrittiva, per arginare ulteriormente la diffusione dell'emergenza Covid-19 nel territorio comunale.
 
Il nuovo atto prevede in primo luogo il divieto di ingresso nel Comune di Trebisacce, se non per comprovate esigenze di lavoro, motivi di salute o di ricongiungimento familiare, limiti alla circolazione, prescrizioni di accesso e d’orario di apertura per gli esercizi pubblici, uffici postali, istituti di credito, divieto di praticare attività sportive nelle strade principali della città e diverse altre misure finalizzate ad agire concretamente al fine di impedire che l’epidemia in corso generi nuovi contagi.
 
Uniti possiamo superare questa emergenza – ha dichiarato il sindaco Franco Mundo - Le libertà che sacrifichiamo oggi sono il combustibile per la fiamma della speranza che arde forte. Dobbiamo affrontare oggi dei sacrifici per stare meglio domani. Nessuna paura ma assoluta consapevolezza della situazione: dobbiamo adottare misure adeguate per cercare di fronteggiare la situazione in atto, senza nasconderci dietro un dito, ma senza lasciarci spaventare: siamo in piena emergenza, ma la possiamo superare se ci atteniamo alle disposizioni. Le misure che abbiamo adottato fin ora non sono state abbastanza incisive perché molti cittadini non hanno compreso la gravità della situazione. Abbiamo registrato molti ingressi in città che non rispondono alle motivazioni previste, traffico in entrata e in uscita, assembramenti di persone che passeggiano in gruppo, oppure si recano tutti i giorni a fare la spesa, senza tenere conto che ogni volta che si esce di casa si mette in pericolo se stessi e gli altri. Tutto ciò non è più tollerabile. Ne va della vita di ognuno di noi. Per questo ho deciso, in accordo con l’Amministrazione comunale, di dare un giro di vite allo stato delle cose. Vieteremo il traffico in entrata se non per comprovate esigenze, ma non solo. Intensificheremo i controlli e provvederemo con le denunce ricordando che l'inosservanza delle ordinanze integra la sanzione prevista dall'art. 650 del codice penale (Inosservanza di un provvedimento di un'autorità) con pena prevista dell'arresto fino a 3 mesi o l'ammenda fino a 206 euro, salvo che non si possa configurare una ipotesi più grave quale quella prevista dall'articolo 452 del codice penale (Delitti colposi contro la salute pubblica) con pena prevista della reclusione da 6 mesi fino a 3 anni. Purtroppo questo è un momento in cui siamo tenuti a sacrificarci tutti, a sacrificare parte della nostra libertà per poter avere un domani in cui tornare ad assaporarla. Con le nostre restrizioni vogliamo mandare nelle case dei cittadini un messaggio di speranza contro la paura: possiamo vincere, sconfiggere il virus, con comportamenti responsabili e consoni alla gravità del momento. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando alacremente per la tutela del nostro territorio, in primo luogo le forze dell’ordine, la polizia locale e le associazioni di volontariato, la cui opera è davvero encomiabile ”.

Coronavirus, Trebisacce: il Comune incentiva le misure di precauzione

Ai soli fini precauzionali, per tutelare pazienti e operatori sanitari presenti presso la struttura dell’ospedale e del pronto soccorso di Trebisacce (Cs), il sindaco Franco Mundo, in collaborazione con l’assessore alla Salute, Giuseppe Campanella, con il direttore sanitario Antonio Adduci e con la responsabile dell’Area vigilanza, Marilena Donadio, ha determinato il seguente protocollo di Pre-Triage:

“- L’accesso alla struttura ospedaliera è inibita al traffico automobilistico.

- Prima di accedere alla struttura, la polizia locale, supportata da personale formato in forza ad associazioni di volontariato, provvederà a verificare la temperatura corporea di chi fa richiesta d’ingresso, attraverso strumenti di misurazione a distanza.

- In caso di sintomi epidemiologici legati al coronavirus, i pazienti saranno indirizzati alla tenda medica attrezzata, installata in prossimità del pronto soccorso, al fine di effettuare in tale ambiente ogni controllo finalizzato a valutare il contagio del paziente, per evitare la denegata ipotesi di possibilità di contaminazione dei luoghi (Ps , ospedale) e del personale".

L’assessore alla Salute, Giuseppe Campanella, ha voluto rimarcare come: “Tale attività, tanto l’acquisto di attrezzature quanto l’azione del personale di controllo, sono sostenute con onere economico a carico del comune di Trebisacce. Ciò è stato disposto tanto per fronteggiare al meglio il diffondersi dell’epidemia e rendere più sicuri i luoghi dove lavorano, con sacrificio e spirito di abnegazione, gli operatori sanitari. A loro va il mio ringraziamento a nome di tutta la città di Trebisacce. Grazie anche al sindaco Franco Mundo, ai colleghi assessori e consiglieri, grazie al responsabile dell’Area Vigilanza, ai dipendenti comunali e a tutti coloro che collaborano per farci stare tutti più sicuri e per contrastare al massimo la possibilità si contagio”.

Coronavirus: dalla Calabria l'iniziativa "Una bandiera sui balconi di tutte le case italiane"

Il sindaco di Trebisacce, Franco Mundo e l’amministrazione comunale della cittadina jonica, facendo appello all’orgoglio nazionale, lanciano un’iniziativa tesa a rafforzare il tessuto sociale del Paese, in un periodo in cui, a causa delle misure di emergenza adottate in risposta alla diffusione del Covid-19, è quasi impossibile vivere momenti di integrazione e comunità.

"Una bandiera sui balconi di tutte le case italiane per unire tutti i cittadini d’Italia". È questa l’iniziativa proposta dal primo cittadino di Trebisacce:

“In questo momento - ha dichiarato Mundo - viviamo rapporti distanti ma non distinti. Distanti da tutti coloro che, forti di un grande senso di responsabilità, scelgono di contribuire al debellamento del coronavirus, ma non distinti nel nostro vivere insieme questi giorni di crescita e difficoltà. Ne usciremo più forti ed uniti di sempre, ma per ora credo sia giusto testimoniare il nostro comune sentire con un gesto. Propongo di appendere fuori dai nostri balconi il simbolo del nostro appartenere alla stessa comunità, cioè la bandiera italiana. Il tricolore è simbolo dell'Italia nel mondo, il simbolo che ci unisce tutti e ci fa sentire una sola cosa: ci fa sentire fratelli, ci fa sentire orgogliosi di appartenere alla nazione più bella del mondo. Esponiamolo in segno di forza e di condivisione del sacrificio che stiamo vivendo, della passione e della speranza, ma soprattutto di essere italiani, popolo capace di superare ogni difficoltà. Ovviamente l’invito ad esporre il tricolore vale per tutti, anche per chi non ha nazionalità o origini italiane, perché in questo momento, siamo un solo popolo che lotta insieme per superare un momento difficile. Tutti insieme, con l’ esposizione della bandiera vogliamo condividere il sacrificio, le rinunce, la voglia di affrontare e combattere il virus.

Ogni bandiera appesa al balcone racconterà la storia di coloro che hanno scelto di restare in casa, di non uscire se non per motivi di necessità e urgenza, ogni bandiera sarà un messaggio di speranza, la testimonianza della scelta di #iorestoacasa, fonte di ispirazione perché tutti lo facciano.

La bandiera sul balcone vuole significare che chi vive in quella casa ha scelto di #restareacasa e che rispetta la legge, le indicazione dei medici e delle autorità locali e governative.

Inoltre vuole essere anche un ringraziamento a coloro che lavorano mettendo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Iniziamo ora, esponendo le bandiere sui balconi”.

Cocaina nascosta nella cintura, manette per un 64enne

I carabinieri della Stazione di Trebisacce (Cs) hanno arrestato M.C., 64 anni, di San Lorenzo del Vallo, per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

L’arresto è scattato ad un posto di controllo effettuato sulla strada provinciale 253, tra Trebisacce e di Villapiana, quando i militari hanno fermato un suv guidato dal 64enne.

Dopo aver effettuato le rituale verifiche, gli uomini dell’Arma hanno deciso di procedere con una perquisizione, nel corso della quale, dalla cintura di M.C., sono caduti due involucri di cellophane, con all’interno, rispettivamente, sei grammi di cocaina purissima e cinque grammi di sostanza da taglio.

Una volta sequestrato quanto rinvenuto, i militari hanno tratto in arresto l’uomo con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

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In auto con eroina e cocaina, 43enne in manette

I carabinieri della Stazione di Trebisacce hanno tratto in arresto, per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, L.L di 43 anni.

Dopo essere stato bloccato mentre si trovava al volante di una Fiat Stilo, l’arrestato è stato trovato in possesso di sei grammi di eroina.

Lo stupefacente è stato rinvenuto in un involucro occultato sotto il sedile lato guidatore.

Durante la successiva perquisizione personale, nella tasca del pantalone dell’uomo, i militari hanno rinvenuto un ulteriore involucro contenente cocaina.

Esteso il controllo a casa del 43enne, i carabinieri hanno scoperto, nascosto in un comodino, un coltello intriso di droga, diverse bustine e stagnola per il confezionamento e un bilancino di precisione.

Per L.L. sono quindi scattate le manette.

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