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Vibo - Il Redattore

Vibo, rinvenuti un ordigno e due auto rubate

Nel corso di un’attività di controllo del territorio, i finanzieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno rinvenuto, nascosto fra la fitta vegetazione, un recipiente contenente un ordigno esplosivo artigianale, una pistola industriale ed una pistola artigianale.

Individuate, inoltre, due autovetture rubate recentemente.

Gli artificieri dell'Arma hanno messo in sicurezza l'ordigno che successivamente è stato fatto brillare, in sicurezza, sul posto.

Le attività di perlustrazione dell'area hanno visto impegnati anche i carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia di Vibo Valentia, del Nucleo cinofili e del Team artificieri di Catanzaro. 

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Vibo: percuote il figlioletto di sette mesi, arrestato

Gli uomini dell’Aliquota operativa della Compagnia carabinieri di Vibo Valentia hanno tratto in arresto Z.Z., di 29 anni.

L'uomo, di nazionalità cinese, è accusato di aver picchiato il figlioletto di appena 7 mesi, all’interno del proprio negozio, dopo una lite con la moglie per questioni legate al lavoro.

I militari sono intervenuti, in seguito alla richiesta d'aiuto lanciata dalla donna.

Una volta giunti sul posto, i carabinieri hanno trovato l’uomo con il piccolo tra le mani che veniva scosso violentemente.

Il neonato è stato immediatamente trasportato in ambulanza dal personale sanitario presso l’opedale civile di Vibo Valentia dove, dopo un’accurata visita, è stato dimesso con una prognosi di sette giorni

Il padre, invece, si trova ora in stato di arresto presso il carcere del capoluogo di provincia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Vibo, "Il ruolo ideale dei cittadini nella società contemporanea"

Può l'Associazionismo di Vibo Valentia concorrere con le istituzioni e tutto quanto rappresenta un sicuro coinvolgimento delle forze attive ed emergenti odierne pensare ad "un ruolo ideale dei cittadini nella società contemporanea ?"

A giudicare dalle indicative conclusioni emerse dal, svoltosi alla Biblioteca Comunale di via Jan Palach, sul tema: "C'è' un ruolo ideale dei cittadini nella società contemporanea", coordinato da Giuseppe Sarlo, il risultato non può non considerarsi che positivo se è vero che pone il suo finale contenuto all'attenzione di chi ha il più responsabile dovere di tenere presente che l'Associazionismo vibonese ha tutte le carte in regola per avere il diritto a diventare coprotagonista della progettualità locale.

L'idea di capire se esistono le condizioni per superare le passerelle di rito e mirare a qualcosa di concreto sui bisogni della società vibonese, nelle sue articolazioni più disparate, è di una delle Associazioni più in fermento sul territorio di Vibo Valentia e dintorni: "il Convegno Maria Cristina di Savoia" che prendendo spunto dal tema generale dell'anno affrontato da tutti i club nazionali, grazie alla notevole capacità ed esperienza della sua presidente Franca Garoffolo Cantafio, è riuscita a trasferire sul più ideale terreno locale ciò che si è discusso sul piano globale, conseguendo gli esiti sperati: il gradimento del pubblico.

Un notevole merito spetta a Franca Garoffolo Cantafio, presidente dell'Associazione, che attraverso questo evento è riuscita ad interpretare più concretamente il filone nazionale del tema centrale trasferendolo, con l'aiuto degli altri e con estrema efficacia sulla società vibonese, mettendo in piedi un evento che ha finito col suscitare la più viva considerazione da parte della folta platea presente.

In sostanza negli interventi di relatori e platea si è riusciti a discutere con buona capacità i termini di un tema che poi è stata felicemente concluso dall'autorevole e applauditissimo mons. Filippo Ramondino, assistente ecclesiastico dell'Associazione.

Tutto, infatti, ha finito col ruotare su come occorre prodigarsi per favorire un nuovo ed ideale ruolo dei cittadini che quotidianamente affrontano problematiche di tutti i tipi a cui quasi sempre non vengono corrisposte adeguate risposte.

 Ecco perché la politica, l'amministrazione della cosa pubblica, l'occupazione, la cultura, la sanità, l'ambiente, i comportamenti e le mancate risposte alla sempre più fitta domanda di aiuto dei soggetti più disagiati, il modo di fare comunicazione, sono stati alcuni dei momenti essenziali colti dai tre relatori ufficiali nelle loro rispettive esposizioni.

Pino Mazza ex dirigente scolastico ed esponente autorevole del volontariato avanzato calabrese, Gaetano Currà direttore dell'ufficio comunicazione della diocesi e Carla Piro, avvocato del foro di Vibo Valentia, sono riusciti a catturare con grande garbo ed intelligenza l'attenzione del pubblico presente, offrendo spunti di notevole portata socio culturale.

 In apertura è' stato chiesto il contributo dei presenti e questo non è venuto meno se è vero che nelle considerazioni degli intervenuti, e tra questi, Rosellina Nardo presidente di Radici, Teresa Blandino, ex amministratrice comunale, Claudia Sarlo capogruppo di Forza Italia al Comune, Michele Napolitano, Presidente della cooperativa " La Goccia" e del giornalista Domenico Mobilio, ex capo servizi de "Il Quotidiano del sud" , è venuta fuori la concretezza dell'analisi svolta sul tema oggetto di attenzione e l'ambizione presentata in quella sorta di appello che è stato lanciato, al termine, alle istituzioni nel suo complesso e che appunto vuole che anche l'Associazionismo diventi coprotagonista delle scelte per il migliore percorso di vita di una città che non è più quella degli anni '70 di cui resta uno splendido ricordo della Vibo che ogni giorno ci sforziamo di volere sempre meglio e che purtroppo non viviamo.

Escalation criminale nel vibonese, Il Prefetto convoca una riunione straordinaria

Il Prefetto di Vibo Valentia, Guido Nicolò Longo, in seguito all’escalation di attentati ed atti intimidatori verificatisi in questi ultimi giorni in provincia, ha convocato per la serata odierna una riunione tecnica straordinaria di coordinamento delle forze di polizia.

Nel corso dell’incontro, si procederà all’esame della situazione dell’ordine e sicurezza pubblica ai fini di una mirata applicazione di adeguate misure di vigilanza dei territori interessati dai recenti fenomeni.

 

Vibo: ancora irrisolto il problema alla rete idrica di Triparni, la denuncia di Gioventù nazionale

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. E questa vicenda, che si protrae ormai da mesi, sembra non esser affatto ben accetta, dall'intera popolazione, oramai allo stremo delle forze, per vie delle battaglia quotidiane per lo stato a dir poco penoso della frazione. Inutili le diverse segnalazioni al Comune di Vibo Valentia e le denunce fatte nei giorni scorsi dal coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, Anthony Lo Bianco".

È quanto si legge in una nota  del direttivo provinciale di Gioventù nazionale.

"Arrivati a questo punto - proseguono gli esponenti del movimento giovanile di Fratelli d'Italia -  bisogna proprio dirlo: Triparni è ormai un centro abbandonato a se stesso, completamente lasciato al proprio destino. Per le due perdite alla rete idrica, infatti, non è stato adottato nessun tipo di provvedimento; da ciò ne consegue un enorme spreco di un bene tanto prezioso qual è l'acqua. Il problema è aggravato dal dissesto idrogeologico che interessa la zona e da un'eventuale presenza (mai chiarita a pieno) di fonti inquinanti, le quali conferirebbero all'acqua un elevato rischio tumorale. Gli abitanti - conclude la nota  gradirebbero particolarmente un semplice segno di vita da parte dell'amministrazione comunale. In fin dei conti, basterebbe un po' di impegno e buona volontà: non si tratta certo di un problema irrisolvibile". 

 

Risiede in Argentina ma percepisce assegni sociali in Italia, denunciato pensionato vibonese

Risiede in argentina, ma percepiva indebitamente la pensione in Italia.

E’ quanto è emerso nel corso delle indagini condotte dai finanzieri della Compagnia di Vibo Valentia.

In particolare, le investigazioni hanno permesso di accertare che una persona, stabilmente residente in Argentina dall’anno 2003, nel 2005 ha fittiziamente trasferito la propria residenza in provincia col fine di richiedere, e successivamente ottenere, l’erogazione della misura assistenziale per la quale è necessario risiedere in Italia, in maniera stabile e continuativa per almeno dieci anni. Dalle indagini sarebbe emerso che il beneficiario della prestazione Inps, stabilitosi in Argentina, avrebbe fatto ritorno in Italia sporadicamente, permanendo sul territorio nazionale per brevi periodi.

Ciononostante,negli anni dal 2007 al 2016, in assenza dei prescritti requisiti di legge, avrebbe indebitamente percepito la somma di circa 50 mila euro erogata dall’Inps a titolo di assegno sociale.

Le fiamme gialle hanno, quindi, deferito l’autore della frode alla Procura della Repubblica per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche,richiedendo l’applicazione del la misura cautelare reale del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente delle somme indebitamente percepite.

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Vibo: litiga con il compagno e lo accoltella, arrestata 55enne

Tentato omicidio. Questa l'accusa per E.M., una donna di 55 anni arrestata la notte scorsa dagli uomini della Questura di Vibo Valentia. Al culmine di una furibonda lite, scaturita per futili motivi, l'arrestata ha assestato un colpo di coltello al compagno, un 43enne di nazionalità romena.

L'uomo, che si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata presso l'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, è stato raggiunto dal fendente ad un fianco.

Gli agenti sono intervenuti dopo aver ricevuto una telefonata che segnalava la presenza di una persona ferita in un appartamento. Giunti sul posto, i poliziotti hanno trovato la donna in stato confusionale con gli abiti sporchi di sangue.

Il coltello da cucina utilizzato per compiere l'aggressione è stato trovato nell'appartamento.

La donna è la moglie di un uomo, ucciso il 25 febbraio del 2010. Per l'omicidio venne inizialmente condannata a dieci anni di reclusione, l'amante della vittima, una cittadina polacca, poi, assolta in appello. Anche in quella occasione, il delitto sarebbe maturato dopo una lite con l'uomo che, dopo la coltellata alla gola, guidò fino al pronto soccorso per poi morire in una pozza di sangue.

 

 

 

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A Vibo, la presentazione del libro "C'erano una volta le lucciole ... la profezia di Pasolini"

Martedì 13 dicembre, nell’ambito dell’iniziativa “Incontro con l’autore”, verrà presentato il libro “C’erano una volta le lucciole … La profezia di Pasolini” (Calabria Letteraria editrice) nell’aula magna del liceo scientifico “Giuseppe Berto”.

L’incontro tra gli autori, Antonio Pugliese e Nicola Rombolà, e gli studenti, è previsto per le ore 11,30 e sarà presentato dalla dirigente scolastica Teresa Goffredo.

Ad illustrare i contenuti e i significati culturali, letterari, socio-antropologici ed ecologici, Paola Colace Radice, autrice della introduzione al libro, docente ordinario di Filologia classica all’Università di Messina. A moderare l’incontro e il dibattito mons. Giuseppe Fiorillo (coordinatore provinciale di Libera Vibo) che nel lontano 1963 aveva incontrato Pasolini ad Ariola di Gerocarne, quando il regista voleva girare una scena del film “Il vangelo secondo Matteo”.

Il libro ha la genesi nell’articolo che lo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini ha pubblicato sul Corriere della Sera il primo febbraio del 1975, con il titolo originale “Il vuoto del potere in Italia”, ma conosciuto come “L’articolo delle lucciole” che lo stesso Pasolini, prima della sua tragica morte (nella notte tra l’1 e il 2 febbraio del 1975)  ha raccolto nel volume “Scritti corsari”.

Gli autori hanno coniugato la parte scientifica a quella umanistica. Antonio Pugliese (docente ordinario di Clinica Medica Veterinaria all’Università di Messina) ha curato la prima parte del libro affrontando sia gli aspetti etologici e biologici delle lucciole, ma anche l’importanza ecologica di questi coleotteri appartenenti alla famiglia delle lamparidi, in quanto sentinelle dell’eco-sistema; a questi elementi di carattere naturalistico. Pugliese lega il richiamo evocativo delle lucciole nei lontani ricordi: “Un tempo questi piccoli esseri facevano parte integrante della nostra vita a contatto diretto con la natura” e nelle notti d’estate “esaltavano e stimolavano emozioni di ogni tipo: sogni, immaginazioni, palpitazioni, trepidazioni, sentimenti reconditi”.

La seconda parte, curata da Nicola Rombolà (giornalista e docente di materie letterarie) analizza la personalità di Pasolini e lo stile che emerge dagli “Scritti corsari” e dalle “Lettere Luterane” (postumo) mettendo in luce le principali chiavi di lettura.

“Con Pasolini – afferma Rombolà – le lucciole acquistano una carica evocativa che non avevano mai conosciuto prima e assumono un significato simbolico, con una forte connotazione politico-culturale”; e rileva che l’articolo scritto sul Corriere della Sera, “segna un’epoca e rappresenta un evento che resta nella storia italiana – non solo nei primi anni ’70 - perché la visione e l’interpretazione del mondo sono rovesciate”. 

Concetti come “mutazione antropologica”, “omologazione culturale”, “ideologia dei consumi”, “genocidio culturale”, “manipolazione mediatica”,  sono i nuovi paradigmi culturali per definire i comportamenti delle società occidentali globalizzate, sia sotto il profilo sociologico che politico.

Ecco per quale motivo l’analisi di Pasolini è stata profetica, in quanto ha fotografato il mondo contemporaneo, osservando come cambiavano i comportamenti degli italiani sotto i suoi occhi con l’irruzione della televisione, che ha creato una nuova religione e ideologia politica: il potere dei consumi.

Il libro inoltre è arricchito da una postfazione curata da Gaetano Bonetta, direttore del Dipartimento di Scienze filosofiche e Pedagogiche dell’Università degli Studi di Chieti e Pescara, dal titolo “Le lucciole non moriranno mai: siamo noi”.

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