Fienile va a fuoco nel vibonese

Zungri - Un fienile è andato a fuoco intorno alle 21.30 di ieri, in località “Povertà” di Zungri, nel Vibonese.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Vibo Valentia e Ricadi che hanno domato le fiamme impedendone la propagazione alla vicina stalla nella quale si trovavano una quarantina di bovini.

Le operazioni di spegnimento sono andate avanti tutta la notte e si sono concluse solo questa mattina.

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Anticorpi monoclonali per la cura del Covid, l’Asp di Vibo avvia il percorso terapeutico

Il 10 marzo scorso l’Aifa ha dato il via libera all’utilizzo degli anticorpi monoclonali anche in Calabria, ritenendo “opportuno offrire comunque un'opzione terapeutica ai soggetti non ospedalizzati che, pur con malattia lieve/moderata, risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19".

Si tratta di soggetti positivi con particolari fattori di rischio come obesità, diabete con complicanze, dialisi o trapianto che presentano sintomi lievi o moderati di Covid-19.

Tali pazienti, ai quali la somministrazione precoce degli Anticorpi Monoclonali consentirebbe di ridurre ricovero e complicanze, saranno selezionati dai medici Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) e dai medici di medicina generale/pediatri di libera scelta.

Con l’intento di non precludere ai pazienti vibonesi l’accesso a tutte le risorse terapeutiche oggi disponibili nella lotta al Covid-19, il commissario straordinario dell’Asp, Maria Bernardi, coadiuvata dal Covid manager aziendale, Anna Maria Renda, ha predisposto un percorso organizzativo condividendolo con il presidente dell’Ordine dei medici Antonio Maglia, il direttore del distretto Raffaele Bava e il coordinatore infermieristico Domenico Russo.

Nello specifico sono stati individuati i medici somministratori nelle persone del dott. Vincenzo Natale Direttore della U.O. Medicina D’Urgenza e dott. Raffaele Brogna Direttore della U.O. di Malattie Infettive.

Trattandosi di pazienti Covid, la sede di somministrazione sarà raggiungibile attraverso percorsi protetti (trasferimenti con ambulanza 118) e l'infusione endovenosa dei farmaci dovrà essere effettuata in un tempo di 60 minuti (seguiti da altri 60 minuti di osservazione), in setting che consenta una pronta ed appropriata gestione di eventuali reazioni avverse gravi.

L’iter organizzativo prevede inoltre, che i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i medici delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), in fase di prescrizione debbano compilare la scheda semplificata dell’utente, prescrivere la prestazione ambulatoriale su ricetta dematerializzata e inviare entrambe al direttore della medicina d’urgenza per posta elettronica.

Quest’ultimo - entro 24 ore - convocherà l’assistito coordinandosi con il farmacista ospedaliero di riferimento, Luigi Condina per poi procedere, in accordo con il direttore della U.O. di Malattie infettive, alla somministrazione.

I medici di medicina generale/pediatri di libera scelta o i medici Usca effettueranno, nelle settimane successive alla somministrazione, il monitoraggio del paziente fino alla conclusione della fase di follow up prevista dopo 30 giorni dalla somministrazione con la relativa chiusura del registro Aifa attivato in fase di accettazione del paziente.

Sindaci e rappresentanti Pd del Vibonese chiedono “Rinnovamento e condivisione"

Riceviamo e pubblichiamo

"In un momento storico-sociale di estrema delicatezza in cui il nostro territorio si trova a dover far fronte ai molteplici devastanti effetti della pandemia, la nostra Regione si ritrova con una guida confusa ed incerta, fiaccata da lotte politiche e dalla mancanza di una programmazione chiara. Questi limiti, che si innestano in una situazione di grave ritardo di sviluppo, diventano particolarmente pesanti nel settore sanitario che richiederebbe determinazione nelle scelte e nella loro attuazione e non contorti cambi di rotta, orientati alla ricerca del consenso. La realtà quotidiana mostra una Giunta incapace di dialogare e di confrontarsi, di progettare e di costruire, che non dialoga con gli amministratori locali e che, dunque, non conosce esigenze e necessità delle comunità. Alla luce di questo stato di cose, è indispensabile definire un’alternativa forte e credibile rispetto ad un centrodestra che con atteggiamenti superficiali compromette l’immagine della Calabria, che si autoaccusa di lottizzazione in una fase emergenziale, che dimentica il ruolo della politica. Un’alternativa che può partire da una figura di qualità quale quella di Nicola Irto, capace di coniugare il rinnovamento e la rigenerazione con l’esperienza e la meritocrazia e che emerge quale leader autorevole di una squadra che guarda al futuro. La vocazione del Partito democratico è quella di portare avanti le istanze della popolazione, partendo dai più deboli, dal principio solidaristico, dal riformismo e dalla condivisione dei valori.

Il Partito democratico è la casa della gente comune, è un contesto aperto, inclusivo, che vuole porsi come punto di riferimento per i giovani ed i meno giovani, che scommette sulle idee di chi s’impegna per cambiare l’esistente. L’auspicio è che presto possa tornare ad una guida calabrese con i modi ed i tempi previsti dallo Statuto. Il cammino di ricostruzione potrà essere efficace se ognuno offrirà il proprio contributo in maniera disinteressata, lasciando lontani litigi e logiche divisorie e lavorando con i fatti nella direzione della compattezza e dell’unità d’intenti.

In questo senso, il percorso di rinnovamento avviato dal commissario Stefano Graziano, che ha permesso al Pd, alle scorse elezioni regionali, di essere la lista più votata pur in un frangente temporale contraddistinto da notevoli problematiche di ordine politico, va alimentato e sostenuto lealmente con la consapevolezza che indietro – al passato che spesso ha prodotto distacco e disaffezione – non si può e non si deve tornare. L’approccio del nuovo segretario nazionale Enrico Letta va valorizzato con genuino entusiasmo, perché incarna la politica della serietà e della lungimiranza, della competenza e dei temi concreti ed attuali.

Questa strada è quella che conduce alla formazione di un’offerta politica e programmatica valida, riconoscibile, cristallina. Soprattutto, riavvicina i cittadini alla discussione sul presente e sul domani, rende protagonista il territorio e la sua comunità, consente la crescita culturale e sociale tramite il confronto. Questa strada è quella che può portare al definitivo superamento del populismo, delle apparenze, della semplificazione, della banalizzazione dei concetti e della teatrale esposizione degli slogan del centrodestra che si sono spesso dimostrati privi di contenuto e di significato reale. Questa strada può essere percorsa grazie a chi, poco più di un anno fa, ha deciso di essere in campo nonostante la difficoltà a livello politico regionale di quella fase. E lo ha fatto con coraggio, operando scelte complesse e tutt’altro che scontate. Su queste persone, sulla freschezza delle loro energie e sulla loro coerenza, il partito deve investire per ripensare sé stesso e ridare una speranza reale ai calabresi".

Antonio Schinella, sindaco di Arena

Lidio Vallone, sindaco di Briatico

Giuseppe Pizzonia, sindaco di Francavilla Angitola

Francesco Angilletta, sindaco di Mongiana

Antonio Landro, sindaco di Parghelia

Domenico Petrolo, sindaco di Rombiolo

Onofrio Maragò, sindaco di Sant’Onofrio

Maria Budriesi, sindaco di Zaccanopoli

Stefano Luciano, capogruppo Pd Comune di Vibo Valentia

Antonio Carchedi, capogruppo Pd Consiglio provinciale

 

 

 

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Omicidio nel Vibonese, in manette i presunti responsabili

Si chiude il cerchio sull’omicidio di Carmelo Polito, l’uomo assassinato  l’1 marzo del 2011 a San Gregorio d’Ippona (Vv) mentre passeggiava per le vie del centro, in compagnia del figlioletto di 6 anni.

A quasi due anni di distanza dall’arresto di Francesco Pannace, 34 anni, di San Gregorio d’Ippona, ritenuto uno degli esecutori materiale del delitto, ieri sera, i Carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo Valentia hanno eseguito una misura cautelare in carcere, emessa dal gip di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, a carico di Rosario Fiorillo, 32 anni, di Piscopio (VV), già detenuto nel carcere de L’Aquila e del sangregorese  Giuseppe Pannace, di 30 anni.

Nel corso delle indagini, gli uomini dell’Arma sarebbero riusciti a “raccogliere gravi elementi di prova” a carico degli indagati, ritenuti esponenti, rispettivamente del locale di ‘ndrangheta di Piscopio e di quello di San Gregorio d’Ippona.

Pertanto, gli investigatori avrebbero “cristallizzando il ruolo ricoperto nell’omicidio con le aggravanti di aver agito con premeditazione e al fine di agevolare l’attività del locale di Piscopio, quale articolazione territoriale dell’organizzazione mafiosa denominata ‘ndrangheta”.

 Giuseppe Pannace è, infatti, considerato l’autore materiale del delitto, il quale avrebbe agito su mandato di Rosario Fiorillo che avrebbe commissionato l’omicidio per vendicare uno schiaffo ricevuto dalla vittima durante la detenzione in carcere.

'Ndrangheta: reddito di cittadinanza ad esponenti dei clan vibonesi, scatta il sequestro dei beni

La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, nell’ambito dell’attività finalizzata a verificare la regolarità della fruizione del “reddito di cittadinanza”, ha richiesto ed ottenuto dall’ufficio gip del Tribunale di Vibo Valentia l’emissione di un sequestro preventivo delle somme di denaro indebitamente percepite da parte di soggetti residenti nella provincia di Vibo Valentia.  L’indagine ha evidenziato come 23 persone abbiano indebitamente percepito il sussidio economico, rendendo false dichiarazioni all’atto della richiesta, ovvero omettendo di comunicare informazioni dovute e rilevanti durante l’erogazione del beneficio. Il sequestro - di oltre 80 mila euro - è stato eseguito oggi da personale della Sezione di Pg – aliquote Carabinieri e Guardia di finanza, dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Vibo Valentia e dalle Stazioni Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, a carico dei beneficiari del sussidio economico.  Nel corso delle indagini è stato rilevato che i destinatari del sussidio, all’atto della presentazione della domanda o durante l’erogazione del beneficio stesso, avevano omesso di comunicare di essere sottoposti a misura cautelare personale, anche a seguito di convalida dell’arresto o del fermo. Tra gli indagati figurano soggetti che al momento dell’inoltro della domanda all’Inps o comunque durante l’erogazione del beneficio, erano stati sottoposti a misure cautelari personali per reati particolarmente gravi, quali associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, rapina, violazione di norme in materia di armi, sostanze stupefacenti ed atti persecutori.

Investe un ciclista e si dà alla fuga, automobilista denunciato nel Vibonese

I poliziotti della Squadra volante di Vibo Valentia sono intervenuti domenica scorsa sulla Ss18, nel comune di Ionadi, per soccorrere un ciclista di sessantasei anni, che, fermo a bordo strada, ha dichiarato di essere stato investito, mentre era in sella alla propria bicicletta, da un’autovettura che procedeva a velocità sostenuta e che, senza prestare soccorso, si era data alla fuga.

Il ciclista, dopo aver fornito agli agenti il modello del veicolo, è stato condotto nell'ospedale di Vibo Valentia, dove gli è sono state diagnosticate lesioni guaribili in 30 giorni.

Nel frattempo, i poliziotti hanno avviato le indagini e grazie alle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza e ad uno specchieto retrovisore rinvenuto sul luogo dell'impatto, sono riusciti ad identificare il conducente dell’auto pirata.

Per l'automobilista, cui è stata sequestrata la vettura e sospesa la patente di guida, è scattata la denuncia per i reati di lesioni colpose stradali ed omissione di soccorso.

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'Ndrangheta, Vibo: identificati i presunti responsabili dell'omicidio di Filippo Piccione

La scorsa notte, i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno eseguito una misura cautelare in carcere a carico di Salvatore e Rosario Lo Bianco, ritenuti responsabili, in concorso, dell’omicidio dell’imprenditore vibonese Filippo Piccione, avvenuto a Vibo Valentia il 21 febbraio 1993.
 
Ai destinatari della misura sono state contestate le aggravanti di aver agito con premeditazione, al fine di agevolare l’attività della ‘ndrina Lo Bianco – Barba.
 
L’indagine, condotta dai militari del Ros e del Nucleo investigativo di Vibo Valentia, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, è nata da uno stralcio del procedimento Rinascita – Scott, a seguito del quale, il 19 dicembre 2019, erano state eseguite 334 misure cautelari a carico di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa e altri gravi reati.
 
Per gli inquirenti, l’omicidio sarebbe stato deciso dai vertici della cosca Lo Bianco, attiva nella città di Vibo Valentia, per vendicare la morte di Leoluca Lo Bianco, ucciso, nelle campagne di Vibo Valentia, l’1 febbraio 1992.
 
Dalle investigazioni è emerso che i colpi di fucile che causarono la morte di quest’ultimo sarebbero stati esplosi dall’interno di una proprietà di Filippo Piccione.
 
Tale circostanza avrebbe indotto i componenti della cosca Lo Bianco a pensare che Piccione fosse coinvolto nel delitto del loro congiunto.
 

Documento Circoli del Pd del Vibonese, Giannini precisa: “Nessuna volontà di essere utilizzato per campagne distruttive che non mi appartengono ”

Zambrone  - “Ho letto il documento dei segretari di Circolo del Pd del Vibonese con il quale viene contestata con irruenza la gestione globale del partito. Ci tengo a chiarire che non è questa la posizione che intendo assumere e che il documento è difforme da ciò che mi era stato prospettato”.
 
Il segretario del Circolo del Pd di Zambrone Marcello Giannini prende le distanze da ogni strumentalizzazione e chiarisce: "ritenevo e ritengo utile e costruttivo alimentare la discussione ed il coinvolgimento nel Partito democratico, ma è fuorviante porsi in posizioni di sostanziale rottura”.
 
In particolare, Giannini spiega di “non voler essere strumento di nessuno e di non volere essere messo in mezzo a beghe di correnti” e ribadisce di “non voler prestare il fianco ad azioni bellicose”.
 
“Mi riconosco esclusivamente nel simbolo e nei valori del Pd – conclude – e non mi appartiene qualsiasi tentativo di destabilizzare il Pd ad ogni livello o di creare gruppi e gruppetti a favore di questo o quel dirigente o candidato, proprio come ha ribadito ed affermato il segretario Letta in questi giorni£.
 
"Ciò detto - conclude Giannini - ribadisco una volta per tutte che il circolo del Pd di Zambrone mantiene la sua piena autonomia di pensiero nel quadro istituzionale della federazione provinciale del Partito democratico."
 

 

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