Incontro sul "Falso Made in Italy", Wanda Ferro (FdI): "E' necessario tutelare le eccellenze italiane"

La necessità di tutelare le produzioni di eccellenza italiane e di potenziare gli strumenti di contrasto alle agromafie sono stati gli argomenti al centro dell’intervento che l’on. Wanda Ferro (FdI), segretario della Commissione parlamentare antimafia, ha tenuto ieri a Reggio Calabria nell’ambito di un incontro sul “Falso Made in Italy” organizzato a Palazzo Alvaro dal Forum nazionale dei giovani.

Wanda Ferro ha evidenziato come Fratelli d’Italia consideri centrale nel proprio programma la valorizzazione di tutto ciò che è marchio italiano e gli investimenti su tutte le aziende che producono lavoro in Italia e che non delocalizzano, ma soprattutto la difesa della qualità e dell’eccellenza italiana e del made in Italy contro la contraffazione e la concorrenza sleale.

  “Il business delle agromafie – ha spiegato Wanda Ferro - è quantificabile in almeno 24 miliardi e mezzo di euro, come emerge dall’ultimo rapporto Agromafie di Eurispes e Coldiretti. Negli anni il rapporto ha evidenziato il consolidarsi e l’evoluzione del sistema mafioso che occupa ormai spazi sempre più ampi dell’economia del settore, interessandosi di tutti i settori, dalla produzione, alla trasformazione, al trasporto, alla commercializzazione, alla vendita al pubblico. Ciò grazie soprattutto alla capacità delle organizzazioni criminali di sfruttare le debolezze di una normativa che soprattutto in campo agroalimentare non riesce a mettere in campo efficaci strumenti di contrasto, e che ha un potere sanzionatorio assolutamente inadeguato rispetto agli ingenti guadagni possibili, mentre rischia di punire solo chi commette piccole irregolarità. La ’Ndrangheta, in particolare, attraverso l’attività delle famiglie egemoni nel Reggino, ha conquistato importanti fette di mercato, praticando un forte controllo sulle attività economiche nei settori ittico, agrumicolo e dei trasporti. Basti citare le infiltrazioni ‘ndranghetistiche nel Mercato ortofrutticolo di Fondi, il più grande d’Italia, e nell’ortomercato di Milano”.

Wanda Ferro ha ricordato quindi che il “Made in Italy” agroalimentare ha fatto segnare nel 2017 un record storico nel settore delle esportazioni, raggiungendo la quota di 41 miliardi di euro.

“La globalizzazione dei mercati  - ha spiegato - comporta però dei rischi, come quelli causati dall’Italian Sounding, ossia da quelle pratiche di produzione e di commercializzazione di prodotti che 'suonano' italiani, ma che di italiano non hanno alcunché. Per l’agropirateria internazionale si stima un fatturato di oltre 100 miliardi di euro, con la contraffazione di sei prodotti su dieci immessi nel mercato mondiale e la perdita in Italia di trecentomila posti di lavoro”.

“La pirateria agroalimentare – aggiunge Wanda Ferro – è incentivata anche da accordi internazionali come il Ceta, che contempera appena un settimo delle nostre produzioni Dop, Igp e Stg, e quindi priva di ogni garanzia i nostri prodotti, con ricadute pesantissime sul piano della qualità e della sicurezza dei consumatori.  Sostanzialmente è stata legittimata in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, dando il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, come l’ormai famoso Parmesan canadese, ma anche con le imitazioni di prodotti come l’Asiago, la Fontina, il Gorgonzola, i prosciutti di Parma e San Daniele.  Le aziende italiane sono così vittime di una concorrenza sleale che si impone sul mercato con prezzi competitivi, ma nessuna garanzia su qualità e sicurezza”.

“Bisogna poi tutelare il prodotto di eccellenza italiano dalle fake news costruite ad arte in altri paesi, così come da sistemi di etichettatura che penalizzano le nostre produzioni”, ha detto Wanda Ferro, che ha ricordato le assurde posizioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha espresso la volontà di dichiarare nociva per la salute la dieta mediterranea, con i suoi prodotti simbolo come olio d’oliva, parmigiano, prosciutto, vino rosso.

“Un attacco assurdo e pretestuoso contro il nostro agroalimentare – ha detto Ferro -  e a tutto vantaggio delle multinazionali a cui ci siamo ferocemente opposti insieme a Giorgia Meloni”. 

 “Vogliamo che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei - ha proseguito la deputata di Fratelli d’Italia - rispettino gli stessi criteri di qualità di quelli prodotti in Italia. Ciò vale anche per le aziende che importano materie prime dall’estero. Bisogna garantire ai consumatori che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali, ci sia lo stesso percorso di qualità a garanzia dell’ambiente,  del lavoro e della salute dei consumatori. Servono politiche nazionali di tutela del Made in Italy, capaci di difendere le eccellenze nazionali, nel campo dell’agroalimentare come in quelli della moda, del design,  dalla contraffazione e dalle politiche commerciali degli altri paesi europei ed extraeuropei, che rischiano di danneggiare lo sviluppo di quei settori che rappresentano l’identità stessa della nostra Nazione”.

“Difendere le eccellenze del territorio – ha concluso Wanda Ferro -  è una sfida anche per la Calabria, che con i suoi prodotti di qualità, registra un fatturato significativo per l’economia del territorio: parliamo di 39 milioni di euro alla produzione, e oltre 1600 operatori impegnati nella produzione di prodotti Dop e Igp. Dati che fanno emergere le potenzialità della nostra regione, purtroppo non adeguatamente assecondate e messe a sistema da una politica regionale incapace di dare impulso allo sviluppo del territorio”. 

 

Trasversale delle Serre, interrogazione di Wanda Ferro (FdI) sul tratto Vallelonga - Vazzano

Sul completamento dei lavori della Trasversale delle Serre e in particolare sulla paventata intenzione di Anas di abbandonare il progetto del lotto Vallelonga-Vazzano, il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro ha rivolto nei giorni scorsi una interrogazione al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e al ministro per il Sud Barbara Lezzi, in seguito alla sollecitazione inviata dal Comitato per la Trasversale delle Serre a tutti i parlamentari calabresi.

  “Il deficit infrastrutturale viario calabrese pregiudica le opportunità di sviluppo economico del territorio e causa  problemi nei collegamenti che rendono difficoltose le più banali incombenze ai cittadini. La Trasversale delle Serre  - ha ricordato Wanda Ferro -  è interessato da una serie di lavori di completamento tra cui la realizzazione del Tronco 2°, lotto unico da Vazzano a Vallelonga, per un importo di 128 milioni di euro, che dove essere ancora appaltato dall’Anas; il superamento del cimitero di Vazzano (6,42 milioni di euro); il superamento del colle Scornari (14,4 milioni di euro); il Tronco 5 da Gagliato a Satriano (parzialmente finanziato)”. Il deputato di Fratelli d’Italia ha quindi chiesto ai rappresentanti del governo “quali iniziative urgenti, anche di natura finanziaria, intendano assumere per garantire ai cittadini calabresi di poter fruire di una rete infrastrutturale idonea a garantire lo sviluppo del territorio; se corrisponda al vero che l’Anas e le altre Amministrazioni competenti intendano abbandonare il progetto del lotto Vallelonga - Vazzano procedendo, invece, all’adeguamento della strada esistente, sul presupposto che una volta superato la collina Scornari ed aggirato il cimitero di Vazzano la direttrice della Trasversale sarebbe così tracciata senza ricorrere ad ulteriori lavori, se non quelli di parziale adeguamento dell’attuale sede stradale; se i 128,45 milioni di euro stanziati per il lotto Vallelonga – Vazzano, a valere sul fondo di Sviluppo e Coesione, siano ancora disponibili e impegnabili”. L’on. Wanda Ferro ha chiesto quindi di sapere “la data di avvio delle procedure di gara ancora da bandire e il cronoprogramma di realizzazione degli interventi già appaltati e se tutte le opere di completamento della Trasversale delle Serre siano effettivamente finanziate, o necessitino di ulteriori risorse finanziarie”. 

Trasversale delle Serre, interrogazione di Wanda Ferro (FdI) sul tratto Vallelonga - Vazzano

Sul completamento dei lavori della Trasversale delle Serre e in particolare sulla paventata intenzione di Anas di abbandonare il progetto del lotto Vallelonga-Vazzano, il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro ha rivolto nei giorni scorsi una interrogazione al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e al ministro per il Sud Barbara Lezzi, in seguito alla sollecitazione inviata dal Comitato per la Trasversale delle Serre a tutti i parlamentari calabresi.

  “Il deficit infrastrutturale viario calabrese pregiudica le opportunità di sviluppo economico del territorio e causa  problemi nei collegamenti che rendono difficoltose le più banali incombenze ai cittadini. La Trasversale delle Serre  - ha ricordato Wanda Ferro -  è interessato da una serie di lavori di completamento tra cui la realizzazione del Tronco 2°, lotto unico da Vazzano a Vallelonga, per un importo di 128 milioni di euro, che dove essere ancora appaltato dall’Anas; il superamento del cimitero di Vazzano (6,42 milioni di euro); il superamento del colle Scornari (14,4 milioni di euro); il Tronco 5 da Gagliato a Satriano (parzialmente finanziato)”. Il deputato di Fratelli d’Italia ha quindi chiesto ai rappresentanti del governo “quali iniziative urgenti, anche di natura finanziaria, intendano assumere per garantire ai cittadini calabresi di poter fruire di una rete infrastrutturale idonea a garantire lo sviluppo del territorio; se corrisponda al vero che l’Anas e le altre Amministrazioni competenti intendano abbandonare il progetto del lotto Vallelonga - Vazzano procedendo, invece, all’adeguamento della strada esistente, sul presupposto che una volta superato la collina Scornari ed aggirato il cimitero di Vazzano la direttrice della Trasversale sarebbe così tracciata senza ricorrere ad ulteriori lavori, se non quelli di parziale adeguamento dell’attuale sede stradale; se i 128,45 milioni di euro stanziati per il lotto Vallelonga – Vazzano, a valere sul fondo di Sviluppo e Coesione, siano ancora disponibili e impegnabili”. L’on. Wanda Ferro ha chiesto quindi di sapere “la data di avvio delle procedure di gara ancora da bandire e il cronoprogramma di realizzazione degli interventi già appaltati e se tutte le opere di completamento della Trasversale delle Serre siano effettivamente finanziate, o necessitino di ulteriori risorse finanziarie”. 

Emergenza cinghiali, Wanda Ferro (FdI) chiede l'intervento del governo

"I continui e gravi incidenti stradali che continuano a verificarsi nel territorio calabrese a causa della presenza di cinghiali in zone urbanizzate, mettono in evidenza il livello di pericolosità che ha raggiunto un fenomeno rispetto al quale ho chiesto più volte l’intervento del governo, presentando due interrogazioni parlamentari ancora senza risposta. Spero che il governo non attenda il verificarsi di una tragedia per rendersi conto della gravità della situazione. Servono interventi immediati”.

È quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, che evidenzia come  “negli ultimi anni il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato e in molte aree la presenza di ungulati ha raggiunto numeri incalcolabili. La loro presenza sul territorio nazionale, e in particolare in Calabria, è diventata ormai incontrollabile”.

Nelle province di Vibo Valentia e Catanzaro, in particolare, si registrano situazioni di pericolo legate ad invasioni di cinghiali che, oltre a creare danni alle imprese agricole, agrituristiche e zootecniche, mettono in pericolo i cittadini, invadendo strade trafficate e centri abitati, non solo nelle zone rurali ma anche in quelle costiere.  

Sono all'ordine del giorno incidenti stradali, danneggiamenti di giardini e abitazioni, cittadini spaventati da orde di cinghiali che attraversano le spiagge o le vie dei centri urbani, per nulla intimorite dalla presenza umana.

Ai problemi legati alla sicurezza dei cittadini si aggiunge un preoccupante rischio sanitario per la possibile presenza di focolai di tubercolosi.

“Servono interventi urgenti per contrastare il fenomeno crescente dello sviluppo incontrollato dei cinghiali, anche avviando interventi mirati nei Parchi e nelle aree protette che rappresentano dei luoghi di rifugio - conclude Wanda Ferro - e misure finanziare per riparare i danni ingenti arrecati agli imprenditori e agli agricoltori”.

Voto di scambio politico mafioso, Ferro (FdI): "Abbiamo voluto norme più dure, la politica sia più attenta nella ricerca del consenso"

Passa alla Camera con il voto favorevole di Fratelli d'Italia la nuova norma sul voto di scambio politico-mafioso, che consentirà di colpire in maniera ancora più efficace quei politici che si procacciano i voti scendendo a patti con le cosche, comprimendo la libertà dei cittadini di esprimere liberamente il proprio voto, ma soprattutto creando le condizioni per il condizionamento mafioso della attività amministrativa a danno della collettività.

 La nuova norma aumenta le pene, ma soprattutto rende ancora più stringente la norma, colpendo anche gli accordi stretti attraverso intermediari e anche la generica disponibilità del politico a soddisfare gli interessi dell'organizzazione mafiosa.

"Un passo avanti nel contrasto alle infiltrazioni mafiose, ma anche un richiamo alla politica affinché presti una maggiore attenzione nella ricerca del consenso e ritrovi un maggiore senso di responsabilità nella selezione della classe dirigente", ha spiegato il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, on. Wanda Ferro, intervenuta in aula per la dichiarazione di voto finale sul provvedimento. "Ritengo che l'approvazione di questa norma che ridefinisce il reato di scambio elettorale politico-mafioso - ha detto Wanda Ferro - sia una bella pagina per questo Parlamento, che si esprime in maniera chiara e netta contro la pratica del procacciamento dei voti attraverso il ricorso al metodo mafioso. Penso che sia stato fatto davvero un buon lavoro, e la norma è frutto di un confronto intenso tra i colleghi che hanno contribuito alla sua definizione, interpretando al meglio il ruolo del Parlamento come sede in cui si creano le leggi, e non si ratificano semplicemente le decisioni del Governo. Siamo lontani dai Cinque stelle, non ci appartiene la doppia morale di chi ritiene di avere la patente di onestà, ma abbiamo radici profonde e la storia della destra è da sempre una storia di lotta alla mafia. Fratelli d'Italia, da sempre impegnata a difesa della democrazia e della libertà dei cittadini dal condizionamento mafioso, condivide le finalità di questa riforma, che migliora la norma attuale soprattutto alla luce delle modifiche apportate prima in commissione Giustizia, anche a seguito del contributo delle audizioni come quella del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, e quindi in aula. E invito anche i colleghi a riprendere la relazione conclusiva della Commissione presieduta dal procuratore Gratteri, che giace nei cassetti dal 2014, che anche sul voto di scambio aveva fatto delle proposte molto chiare ed incisive".

"È con soddisfazione che abbiamo registrato l'approvazione dell'emendamento presentato dai colleghi Delmastro e Donzelli, che puntualizzano ancor meglio la stipula dell'accordo tramite intermediari, aggiungendo che l'accordo è punito anche quando interviene con soggetti che agiscono in rappresentanza, o nell'interesse o quali intermediari dell'associazione mafiosa, così come è stato importante precisare che la controprestazione da parte del mafioso non debba essere soltanto l'erogazione o la promessa di denaro o altra utilità, ma anche la più generica disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione mafiosa. Sono aspetti che condividiamo in pieno, così come condividiamo l'aumento delle pene previsto nel terzo comma, che si applica nel caso in cui il politico che ha stretto l'accordo di scambio venga effettivamente eletto nella relativa consultazione elettorale". "Sono comprensibili, e in parte condivisibili, i rilievi di alcuni colleghi rispetto alla necessità di introdurre nella norma l'elemento della 'consapevolezza' del politico che si relaziona con il mafioso o il suo intermediario. C'è il rischio infatti che, nel corso degli incontri frenetici di una campagna elettorale, il candidato possa trovarsi inconsapevolmente in rapporti con soggetti in odore di mafia. Riteniamo però che una fugace e inconsapevole stretta di mano non sia sufficiente a configurare la fattispecie incriminatrice, al contrario introdurre l'elemento soggettivo della consapevolezza quale elemento costitutivo aprirebbe un vulnus nella effettiva efficacia della norma.  Magistrati e giuristi hanno evidenziato infatti che richiedere che l'appartenenza all'associazione mafiosa sia 'nota' al contraente del patto elettorale, renderebbe di fatto inapplicabile la norma. Sarà difatti molto difficile provare la 'consapevolezza' del candidato circa il peso criminale del suo interlocutore: in sostanza otterremmo il risultato contrario a quello che questa norma intende perseguire. Siamo stati quindi chiamati ad una scelta, politica più che tecnico-giuridica, nel bilanciamento tra questi due interessi: tra la legittima esigenza di una maggiore salvaguardia per il candidato in buona fede e la reale efficacia della norma in sede processuale. Non è una scelta semplice, ma credo che una norma più stringente possa appunto richiamare la politica ad una maggiore attenzione nella ricerca del consenso. Noi siamo per il consenso chiaro, trasparente, vogliamo la fiducia della gente per le cose che ci impegniamo a fare per il bene della comunità, non per le utilità che possiamo garantire a chi si impegna a portarci voti. Diceva qualcuno che la mafia non spara più ai politici, li compra: vogliamo far capire alla mafia che c'è un mondo fatto di politici che non intendono farsi comprare".

 "Tornando alla norma - ha proseguito Wanda Ferro - allo stesso modo è stato anche importante prevedere nuovamente la possibilità di punire l'accordo con un soggetto che si sia impegnato a procacciare i voti avvalendosi della modalità mafiosa, quindi della forza intimidatrice della associazione, anche se non organico ad essa. Prevedere infatti che l'accordo dello scambio elettorale politico-mafioso potesse intervenire solo con soggetti appartenenti alle associazioni mafiose, come previsto nel testo varato dal Senato, avrebbe ridotto di molto la possibilità di perseguire il reato in sede processuale. Abbiamo deciso da che parte stare - ha concluso Wanda Ferro, evitando ambiguità, e rendendo più solida la portata della norma nel contrasto al voto di scambio politico-mafioso, all'inquinamento delle competizioni elettorali e alle infiltrazioni nelle pubbliche amministrazioni da parte della criminalità organizzata  attraverso il contributo di politici corrotti".

Femminicidio per "tempesta emotiva", Wanda Ferro (FdI): "Forti perplessità per sentenza Bologna, gelosia non può attenuare responsabilità"

"Ho sempre molto rispetto per le decisioni della magistratura, che sono certa siano sempre il frutto di una attenta valutazione del caso concreto. Eppure non posso nascondere le mie forti perplessità sulla decisione della Corte d’Appello di Bologna, che ha quasi dimezzato la pena inflitta al reo confesso dell’omicidio di Olga Mattei, la donna con cui aveva una relazione, e che per gelosia aveva strangolato a mani nude".

È quanto afferma il deputato di Fratelli d'Italia, on. Wanda Ferro, che spiega: "Tra le attenuanti che avrebbero spinto i giudici a ridurre la pena ci sarebbe, infatti, la circostanza che il femminicidio sia stato compiuto a causa della 'tempesta emotiva' determinata dalla volontà della donna di troncare la relazione. Ritengo che questo possa essere un pericolosissimo precedente, perché in nessun caso, a mio avviso, la gelosia può rappresentare qualcosa di diverso da un motivo futile e abietto, quindi un’aggravante dell’azione delittuosa. Sarebbe un pericoloso passo indietro far pensare che dalla gelosia possa scaturire una condizione soggettiva capace di diminuire la capacità di determinazione dell’autore del delitto, e quindi la sua responsabilità. Aver 'perso la testa' non può essere una circostanza attenuante per gli uomini che pensano di poter prevaricare con la violenza, fisica o psicologica, la volontà della donna. Si rischia così di vanificare l’impegno di chi conduce ogni giorno una battaglia per contrastare la violenza contro le donne, anche intervenendo per il recupero degli uomini maltrattanti, i quali devono riesaminare la propria condotta con consapevolezza e senso di responsabilità. Creare alibi che attenuino le colpe, oltre ad essere profondamente ingiusto  nei confronti delle vittime, non può aiutare il recupero di chi si macchia di crimini orribili come il femminicidio o la violenza su una donna".

Concorso polizia, tirocinanti ed età pensionabile medici: gli emendamenti di Wanda Ferro (FdI) al decreto "Concretezza"

La vicenda della modifica dei requisiti per il concorso pubblico per l'assunzione di 893 allievi agenti della Polizia di Stato bandito nel maggio 2017 è ancora all'attenzione del vice capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, Wanda Ferro, che è nuovamente intervenuta presentando alcuni emendamenti al decreto "Concretezza", all'esame di Montecitorio.

La prima proposta di modifica punta ad a evitare il perpetrarsi della" ingiustizia" nei confronti di quei giovani con più di 26 anni che si sono utilmente collocati nella graduatoria della prova scritta di esame del concorso e che, a causa di una successiva modifica dei requisiti di partecipazione, non sono più legittimati all'assunzione.

"Il cambiamento delle regole in corsa da parte del governo - spiega Wanda Ferro - ha determinato una ingiustificata disparità di trattamento e una discriminazione gravissima nei confronti di tanti giovani che sono già risultati idonei alle prove, con evidenti profili di illegittimità costituzionale. La maggioranza ha il dovere, dopo l'approvazione di un nostro ordine del giorno alla Camera, di porre rimedio a questa assurda vicenda".

Un secondo emendamento mira a ripristinare il diritto dei volontari in ferma prefissata di un anno o quadriennale, ovvero in rafferma annuale in servizio o in congedo, partecipanti allo stesso concorso, a essere ricompresi nello scorrimento della graduatoria del concorso dal quale sono stati inopinatamente esclusi.

Wanda Ferro ha quindi proposto altri due emendamenti al decreto "Concretezza".

Una proposta di modifica, alla luce dell'autorizzazione al turn-over per le pubbliche amministrazioni con l'assunzione di personale a tempo indeterminato, destinata all'istituzione di percorsi formativi finalizzati alla qualificazione professionale per i lavoratori interessati da trattamento di mobilità in deroga.

La formazione è finalizzata all'acquisizione di titoli utili ai fini della valutazione nel corso di procedure concorsuali bandite dall'Amministrazione presso la quale prestano la propria attività.

Un altro emendamento punta ad innalzare l'età pensionabile dei medici per consentire loro di restare in servizio fino al settantesimo anno di età, con l'obiettivo di sopperire alla carenza di personale medico specialistico che si è manifestata in molte strutture ospedaliere pubbliche a causa del mancato espletamento dei concorsi, con conseguente perdita di professionalità da parte della sanità pubblic

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Concorso polizia di Stato, Wanda Ferro (FdI) soddisfatta per l'apertura agli over 26

 “Siamo soddisfatti per la presa d’atto, da parte del governo, dell’obbrobrio giuridico contenuto all’interno del Decreto Semplificazioni, che esclude centinaia di ragazzi di età superiore a 26 anni dal concorso per allievi della polizia di Stato del 2017, del quale sono già state effettuate le prime prove ed è stata stilata una prima graduatoria”.

È quanto afferma il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, che spiega: “All’atto della pubblicazione del bando erano stati infatti stabiliti dei requisiti che gli aspiranti allievi agenti avrebbero dovuto possedere alla data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso, come l’età massima di 30 anni e diploma di licenza media inferiore: con un colpo d’ascia il governo ha deciso che tra i soggetti risultati idonei alla prova d’esame potranno essere assunti solo quelli che alla data del 1° gennaio 2019 hanno massimo 26 anni e il diploma di istruzione secondaria di secondo grado! Una discriminazione gravissima nei confronti di tanti giovani che sono già risultati idonei alle prove”.

“Come Fratelli d’Italia - prosegue Wanda Ferro - avevamo tentato di correggere, attraverso un apposito emendamento, questo assurdo cambiamento delle regole in corsa, che presenta tra l’altro evidenti profili di illegittimità costituzionale, ma il governo ha deciso di blindare il testo con la questione di fiducia. Abbiamo quindi presentato un ordine del giorno alla Camera, finalmente accolto dal governo, per evitare forme di discriminazione nei confronti degli idonei non vincitori al concorso di allievo agenti di Polizia. Vigileremo affinché il governo mantenga gli impegni assunti e interverremo anche altre su eventuali situazioni analoghe”. 

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