Scioglimento Comuni per mafia, Nicolò (FdI): "Legge da rivedere"

“Non ho dubbi sulla validità dello strumento ‘scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose’, ma sono altrettanto certo che tale strumento vada ripensato, attualizzato e riformato per renderlo più efficace agli scopi prefissi”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale Alessandro Nicolò (FdI), aggiungendo: ”In Calabria, regione che detiene il triste record delle amministrazioni sciolte, sono tanti i Comuni raggiunti svariate volte da questi provvedimenti con veri e propri casi-limite di consigli comunali sciolti in media anche ogni due anni. Basterebbero questi dati per cogliere con palmare evidenza l’esigenza di riformare una normativa che manifestamente non riesce a produrre gli effetti desiderati”.

“Il problema non s’è certo attenuato. Tutt’altro. I Comuni, gli enti elettivi e altre istituzioni locali – prosegue l’esponente politico – sono sempre più sottoposti alle interessatissime attenzioni delle organizzazioni mafiose perché la criminalità non mette certo da parte l’intenzione di incidere sugli organi delle amministrazioni sia infiltrandosi all’interno, sia esercitando forme di pressione dall’esterno”. Ancora Nicolò: “Se non ci sono dubbi sulla costituzionalità della normativa, stante il pronunciamento della Consulta, non poche perplessità nascono sul quadro probatorio che sorregge taluni provvedimenti e sull’efficacia dei periodi di commissariamento straordinario degli enti sciolti. Dato per assodato che non ci si basa su reati bensì su indizi e circostanze sospette, appare assai dubbio l’utilizzo di semplici rapporti di amicizia e parentela, neanche sorretti da frequentazione, e di fatti e situazioni che neppure il magistrato inquirente più pignolo prenderebbe in seria considerazione. D’altra parte sono sempre più frequenti le bocciature dei decreti di scioglimento dei consigli comunali, come confermano le sentenze adottate dal Tar del Lazio per un’importante città come Lamezia Terme e una grande cittadina come Marina di Gioiosa Ionica, i cui scioglimenti sono stati annullati in un giorno solo”.

“Dice niente – continua Alessandro Nicolò – che l’attuale presidente della Commissione parlamentare antimafia, senatore Morra, si pronunci pubblicamente a favore della necessità di ripensare l’attuale normativa sugli scioglimenti? Ed è doveroso ricordare che un’altra figura politica, l’onorevole Bindi, che ha guidato la stessa Commissione nella scorsa legislatura, aveva avanzato perplessità sulla rigidità dell’attuale normativa”.

“Che ci siano molte cose da rivedere – conclude Nicolò – lo ha confermato di recente lo stesso procuratore Gratteri prospettando l’esigenza di dotare di maggiori poteri i commissari straordinari degli enti disciolti, ad esempio, conferendo la possibilità di annullare delibere volute dall’amministrazione precedente fino all’adozione di provvedimenti di licenziamento per taluni casi”. gm L’Ufficio Stampa

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Paziente morto all'ospedale di Locri, Nicolò presenta un'interrogazione

“La triste quanto dolorosa vicenda del decesso di un paziente all’ospedale di Locri, richiamata anche dall’attenzione della cronaca, evidenzia peraltro macroscopicamente le strutturali carenze e disfunzioni delle strutture sanitarie e dei servizi nella nostra regione, ripetutamente rappresentate attraverso atti di sindacato ispettivo. La garanzia degli standard di sicurezza ed affidabilità e la dotazione dei servizi accessori sono condizione indefettibile soprattutto nelle infrastrutture deputate ad erogare prestazioni sanitarie ed assistenziali”.

È quanto afferma il consigliere regionale Alessandro Nicolò che in merito ha presentato in data 14 gennaio un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al Presidente della Regione.

 “In merito al ritardo - causato dall’incomprensibile disservizio - nel trasferimento del paziente dal reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Locri a quello di Rianimazione dello stesso Nosocomio sul cui decesso i carabinieri stanno svolgendo attività d’indagine e indipendentemente dagli esiti afferenti le risultanze investigative, occorre che siano immediatamente adottati i giusti provvedimenti atti a garantire il ripristino degli ascensori del presidio locrese. Dei cinque ascensori esistenti, i due destinati all’utenza sono da tempo guasti; mentre dei 3 riservati ai servizi ospedalieri, allo stato, solo uno è operativo ma difettoso. Situazione intollerabile…”.

“Sul punto, già nel 2015, una nota sigla sindacale del comparto aveva formalmente e in più circostanze inviato richiesta agli uffici competenti perché si provvedesse alla riattivazione degli ascensori, senza ottenere alcuna risposta. Peraltro - prosegue il consigliere regionale - nelle stesse istanze si evidenziava la condizione di precarietà in cui versava l’unico ascensore funzionante, non in grado di sopportare un carico di lavoro tale da poter servire ininterrottamente cinque reparti.  A questo si aggiunga che, secondo fonti attendibili, l’unico ascensore operativo veniva da molto tempo utilizzato per scopi diversi: trasporto di alimenti, di materiale infetto, ma anche di visitatori, pazienti ambulatoriali e degenti con potenziale nocumento delle norme igieniche e della salute pubblica”.

“I medici del nosocomio Spoke - conclude Alessandro Nicolò - continuano tra mille difficoltà strutturali ed organizzative a fare il proprio lavoro assicurando comunque l’assistenza terapeutica ai pazienti ma il contesto in cui sono costretti ad operare non è dignitoso né garantisce l’incolumità e la sicurezza dei pazienti e degli stessi operatori. Si provveda pertanto tempestivamente a ripristinare la funzionalità dei servizi le cui criticità sono state evidenziate costantemente anche da più parti”.

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Ferro e Orsomarso plaudono all'adesione a Fratelli d'Italia del consigliere regionale Nicolò

Il deputato e consigliere regionale di Fratelli d’Italia Wanda Ferro e il consigliere regionale Fausto Orsomarso accolgono con entusiasmo l’adesione al partito di Giorgia Meloni del consigliere regionale Alessandro Nicolò.

“Il suo ingresso, condiviso con i vertici nazionali - commentano i due esponenti di Fratelli d’Italia - rappresenta per il nostro partito un importante valore aggiunto, per l’autorevolezza, l’esperienza, la serietà, la coerenza e la capacità che Alessandro Nicolò ha saputo dimostrare nel corso della sua esperienza politica. Fratelli d’Italia non solo aumenta la sua rappresentanza a Palazzo Campanella, ma dimostra di proseguire nel suo percorso di crescita in tutta la regione, frutto di un confronto continuo con quei cittadini alle cui istanze Fratelli d’Italia vuole dare rappresentanza e risposte attraverso un progetto politico moderno e credibile sia a livello nazionale che regionale. Alessandro Nicolò è un esponente politico di grande valore, con il quale abbiamo avuto sempre rapporti di stima e di leale collaborazione, e averlo insieme a noi è la dimostrazione della capacità di Fratelli d’Italia di radicarsi sul territorio e di crescere in maniera inclusiva e attenta alla qualità e alla serietà delle persone”.

Alla soddisfazione degli on. Wanda Ferro e Fausto Orsomarso, si aggiungono anche le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro da parte del portavoce regionale Ernesto Rapani.

L’adesione dell’on. Nicolò a Fratelli d’Italia sarà oggetto di una conferenza stampa dei vertici calabresi del partito che verrà convocata dopo le festività pasquali.

 

Nicolò (FI): "Un piano per la riconversione turistica dei terreni dell’ex Liquichimica di Saline Joniche"

“Un piano per la riconversione turistica dei terreni dell’ex Liquichimica di Saline Joniche, per la fruibilità ed il rilancio del porto e per la valorizzazione di un’area d’indubbio pregio ambientale e faunistico dove insiste un’oasi naturale inserita tra i siti di interesse comunitario”.

E’ quanto chiede il presidente del gruppo di Forza Italia alla Regione Alessandro Nicolò.

“Definitivamente superata la fallimentare esperienza della destinazione industriale di un’area a forte vocazione turistica e finalmente archiviato il progetto di costruzione della Centrale a carbone, grazie anche alla ferma presa di posizione del Gruppo di Forza Italia, alle mozioni e agli atti di indirizzo votati all’unanimità dal Consiglio regionale, occorre ora volgere lo sguardo al futuro” - sottolinea il Capogruppo Fi.

Regione, Città Metropolitana, Comuni ed associazioni che perseguono finalità pubblicistiche di salvaguardia e promozione del territorio, sono chiamati a ragionare su un progetto comune di rilancio. La vendita dei terreni di proprietà della società Sipi - prosegue Alessandro Nicolò - impone di giungere in tempi celeri all’acquisizione delle aree interessate. E’ questo lo step cruciale, propedeutico ad un disegno di sviluppo condiviso del comprensorio di Saline Joniche”.

“Allo stato - evidenzia l’esponente politico - non vi è ancora traccia del progetto di bonifica e sviluppo dell’intera area grecanica, passaggio contenuto nella mozione bipartisan approvata nel 2014 dal Consiglio regionale che impegnava la Giunta in tal senso. Riteniamo che non sia ulteriormente procrastinabile il processo di riqualificazione complessiva del sito, anche attraverso investimenti comunitari, bonificando i resti ferrosi dell’impianto industriale e debellando situazioni d’impatto ambientale e di pericolosità per la salute pubblica”.

“E’ tempo di raccogliere la domanda delle comunità interessate e di un territorio che ambisce a caratterizzarsi in una prospettiva turistica e di sviluppo eco-sostenibile. Per questo, serve la rimodulazione del Piano Regolatore di tutta l’area industriale di Saline Ioniche ed occorre investire sul porto per renderlo nuovamente operativo e trasformarlo in approdo turistico. Occorrerà dunque - conclude Alessandro Nicolò - elaborare un piano complessivo per la tutela e la valorizzazione di un’area dalle significative potenzialità paesaggistiche e culturali, scegliendo un modello di sviluppo economico che si attagli alla vocazione e peculiarità del territorio, privilegiando il turismo”.

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Alessandro Nicolò (FI) sul dossier certificato da Legambiente in materia di balneabilità e depurazione

Resta cronica la deficienza del sistema depurazione e balneabilità in Calabria con strutturali criticità da noi sempre puntualmente evidenziate, per evitare di giungere in prossimità della stagione estiva nuovamente impreparati rispetto ai persistenti problemi del mare sporco e dell'inquinamento. E' di solo un mese fa l'ultimo appello che abbiamo lanciato per ottenere un cambio di marcia. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere quale sia la situazione: ecomostri, reati ambientali, inquinamento del mare, rifiuti e cattiva depurazione. E' quel che emerge dal dossier ‘Mare Monstrum 2017’, certificato da Legambiente, che riscontra varie inadempienze della Regione Calabria e delle amministrazioni locali le quali continuano ad ignorare l'ammonimento della Ue e della Corte dei Conti sulla gestione delle risorse pubbliche finalizzate a prevenire l'inquinamento e l'erosione delle coste, migliorando la qualità delle acque di balneazione a tutela della salute pubblica. L'incuria dell'uomo e i comportamenti dannosi - risulta che il 96% dei rifiuti nelle nostre acque è di plastica - hanno ripercussioni sia sullo stato di salute del mare e della fauna marina che sulla qualità dei prodotti ittici consumati dall'uomo”.

E’ quanto dichiara il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Alessandro Nicolò, che evidenzia: “In questi anni nessuna risposta in termini di programmazione mirata è giunta dal Governo regionale, né tanto meno sono stati assunti interventi efficaci per fronteggiare l’emergenza. E' drammatico lo stato di salute dei mari della Calabria, nonostante l'Arpacal certifichi solo il 2% di costa non balneabile. Le proteste inondano i social e l'insoddisfazione dei cittadini e dei turisti è ampiamente documentata anche dalla stampa locale”.

“Sono tante le bocciature che si registrano. L’ultima, del Ministero dell'Ambiente, che marchia la Calabria per le situazioni più critiche ‘da allarme rosso’, ci impone un'attenta riflessione sull'operato della Giunta, dal suo insediamento fino a oggi, e su quali interventi si intendano avviare per rimuovere le criticità denunciate. A nulla sono valsi – rilancia il Capogruppo di Fi - i copiosi atti di sindacato ispettivo che fin qui abbiamo prodotto in ordine al rischio balneazione e per l'efficientamento del sistema di depurazione. Interrogazioni che ad oggi risultano inevase per il persistere di problemi strutturali segnalati da Arpacal”.

“La stagione estiva ha già fatto il suo esordio ma il rischio - rilancia Alessandro Nicolò - è che tutti gli interventi annunciati dalla Giunta restino mera propaganda. Sui 716 Km di costa, non sono state esposte ancora le apposite segnalazioni sulla qualità delle acque e sulle specificità e criticità di ogni singolo litorale”.

“Tra le buone notizie: il passaggio della storica imbarcazione 'Goletta Verde' che farà tappa a Roccella Jonica e a Cariati, località sensibili alla qualità dei servizi turistici. Troppo poco per una Calabria riconosciuta come destinazione turistica ma ancora non organizzata con un'offerta adeguata e priva dei servizi minimi indispensabili. Agli occhi dei turisti la nostra regione è conosciuta principalmente per le sue coste pur essendo 'una montagna immersa nel mare' che non è riuscita ad avviare un piano strategico di valorizzazione degli altri 'turismi' presenti”.

“La nostra regione meriterebbe altro, anche perché tutti i visitatori che giungono in Calabria rimangono sorpresi dal paesaggio, dalla montagna selvaggia ed incontaminata, dalla varietà bionaturalistica, dalle estese aree protette e da eccellenze enogastronomiche tali da attirare l'attenzione del ‘New York Times’, l’autorevole organo di informazione statunitense che ha indicato la Calabria tra i primi 52 posti del mondo da visitare nel 2017” - sottolinea il Capogruppo di Fi.

“Considerato che il turismo balneare è la principale fonte economica della regione, si dovrà programmare - accanto alla tutela dell’ambiente e del nostro mare - una politica mirata a sviluppare un'offerta allargata, promuovendo le vie del mare, dal charter nautico alla crociera con un'attenzione particolare alla diportistica. Serve predisporre per tempo - conclude Alessandro Nicolò - piani concreti di intervento e progetti all’altezza, gestendo al meglio le risorse e accelerando gli investimenti soprattutto a difesa della salute dei cittadini”.

 

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Nicolo (FI): "In Calabria la sanità è ormai al collasso"

“In Calabria la sanità è ormai al collasso e il rischio di un coma irreversibile è concreto e tangibile. Cresce solo la sfiducia. Per l’erogazione di analisi e prestazioni anche di livello ordinario i tempi di attesa sono lunghi, interminabili. Ed aumentano, fino a superare i livelli di guardia, i viaggi dell'emigrazione sanitaria ma anche i medici ancora precari”.

E’ quanto afferma in una nota il presidente del gruppo di Forza Italia alla Regione, Alessandro Nicolò, rilevando che “restano sul tappeto problemi irrisolti importanti, la mancata attuazione del registro tumori, la definitiva rinuncia del Fascicolo sanitario elettronico e la costruzione dei nuovi ospedali che i calabresi attendono da quindici anni”.

“Sono tante, davvero troppe, le questioni aperte da affrontare e risolvere – continua Nicolò - mentre il presidente Oliverio interviene solo con proclami. In merito, le interrogazioni presentate sono rimaste prive di riscontro e queste criticità ci preoccupano, al punto da chiedere ripetutamente chiarimenti su questioni funzionali e strutturali che riguardano i calabresi”.

“Assistiamo – rimarca Nicolò – al film infinito dei ‘duellanti’ sul Decreto 50: una pellicola sdoppiata, mi si passi il calembour, tra il commissario e il Governo e la struttura commissariale e il presidente Oliverio. Uno spettacolo ripetitivo che per i calabresi rimane incomprensibile, perchè è una competizione con fini esclusivamente di titolarità di potere, senza che nessuno dei contendenti si preoccupi minimamente di portare davvero a soluzione i problemi che hanno già indebolito ulteriormente un  tessuto sanitario territoriale fragile, che attende da mesi le assunzioni di personale indispensabili sia per l'erogazione all’utenza dei servizi ospedalieri esistenti, sia per l'attivazione di nuovi servizi per migliorare l'offerta e adeguare i livelli essenziali di assistenza”.

Ancora Nicolò: “Quando il presidente Oliverio testualmente denuncia che ‘In questi sette anni di commissariamento della sanità non sono stati affrontati i problemi fondamentali ‘ e annuncia ‘chiederò al ministro della Salute un intervento diretto per sbloccare positivamente attraverso i necessari correttivi un provvedimento che possa consentire l'assunzione del personale necessario al rafforzamento dei servizi sanitari’ i calabresi ne ricavano la conferma plateale della disattenzione nei confronti della Calabria del Governo nazionale, nonostante l'omogeneità politica, che continua ad interrogarsi ‘su come e su cosa fare’, noncurante dei calabresi che pagano con le loro alte tasse un sistema sanitario che non risponde”.

“Voglio stavolta prevenire d’anticipo la solita obiezione del presidente Oliverio – aggiunge  il capogruppo di Forza Italia – quando parla dei setti anni di commissariamento, ricordando che il percorso avviato dalla giunta Scopelliti per la gestione della sanità è stato virtuoso al punto che il Tavolo Massicci ha certificato positivamente i conti, gli adempimenti regionali in materia e ha espresso compiacimento per il disavanzo, pur se i risultati raggiunti sono stati poi frenati dall'interruzione traumatica della precedente legislatura”.

“Oggi – osserva l’esponente politico –  la Calabria è tra le quattro regioni che non hanno mai avviato le procedure per attivare il Fascicolo sanitario elettronico, rinunciando definitivamente alla ‘cartella clinica virtuale’, strumento basilare per relazionarsi con la maggior parte delle strutture sanitarie nazionali. Tali carenze, emersa anche dal recente Rapporto OsservaSalute 2016, renderà la nostra sanità anche più disastrata mentre la spesa privata dei cittadini calabresi per la salute è in aumento e cresce la spesa sanitaria pubblica pro capite.

Dalla Giunta regionale, che insiste nella sua inerzia e col suo silenzio assordante – conclude Nicolò – ci aspettiamo più che duelli, tempi certi per la realizzazione dei nuovi ospedali e per l’attuazione della legge regionale che ha istituito il registro dei tumori, attività più che mai importanti in territori dove il bisogno di buona sanità è particolarmente avvertito. Purtroppo, però, non vediamo all’orizzonte alcun segnale dalla Cittadella che indichi la più flebile delle speranze del cambiamento a cui comunque tutti aspiriamo".

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Nicolò (FI): "Dalla Regione nessun intervento per fronteggiare l'emergenza depurazione"

“Il sistema depurazione in Calabria presenta croniche deficienze e strutturali criticità rispetto alle quali, in questi anni, nessuna risposta in termini di programmazione è giunta dal Governo regionale né tantomeno sono stati assunti interventi efficaci per fronteggiare l’emergenza”.

Ad affermarlo è il presidente del gruppo di Forza Italia alla Regione, Alessandro Nicolò che evidenzia: “L’ultima bocciatura - l’ennesima di una lunga serie - giunge dal rapporto di Legambiente che, tra le varie regioni italiane, marchia la Calabria per le situazioni più critiche ‘da allarme rosso’”.

“Dal suo insediamento quali interventi hanno promosso Oliverio e la sua Giunta per rimuovere le criticità denunciate?” - chiede Alessandro Nicolò.

“Fino ad oggi - rilancia il Capogruppo di Fi - a nulla sono valsi i copiosi atti di sindacato ispettivo che fin qui abbiamo prodotto. Solo per citarne alcune, richiamo in questa sede una mia interrogazione in ordine al rischio balneazione in Calabria (datata 31/08/2016) ed una successiva del 26/09/2016, concernente il sistema di depurazione in Calabria. Atti documentati, corredati da cifre precise che attestano criticità ed inadempienze, ritardi ed omissioni rispetto alla gestione delle acque reflue e che - sottolinea - denunciano la presenza di scarichi illegali, di depuratori mal funzionanti e la deficienza del sistema infrastrutturale dedicato”.

“Interrogazioni - stigmatizza Alessandro Nicolò - che ad oggi risultano tutte inevase. Dalla Giunta e dal suo Presidente non è dato sapere nulla sull’attuale stato dell’arte, né se nel frattempo siano state adottate misure idonee anche in vista dell’approssimarsi della stagione estiva”.

Secondo Alessandro Nicolò: “Lo stato del nostro del mare sconta il prezzo di una gestione della depurazione che presenta numerose falle e criticità e soprattutto l’assenza di una rigorosa programmazione da parte della Regione. Si opera in perenne emergenza assumendo soluzioni-tampone che lasciano il tempo che trovano. L’imperversare di allacci abusivi e di scarichi illegali che immettono direttamente a mare - sottolinea ancora l’esponente politico - pregiudicano la salute delle acque con ripercussioni gravissime su un comparto come il turismo individuato strategico per la nostra regione ma di cui ci si ricorda ad intermittenza e solo a ridosso della stagione estiva. Che senso ha parlare di promozione del paesaggio e di valorizzazione degli oltre 700 km di costa se poi non si è neppure in grado di garantire servizi basilari al cittadino? Alle continue proteste dei calabresi si sommano le doglianze dei turisti e degli operatori del comparto scoraggiati per il futuro. La misura è colma. Occorre individuare le responsabilità rispetto alle differenziate competenze che si sostanziano nell’indirizzo, nella pianificazione e nella gestione della depurazione. Chiediamo al presidente Oliverio di riferire in Aula quali siano le strategie e le azioni che egli intende assumere da qui a breve per sanare e mettere a norma il sistema depurativo regionale, colmando anche il gap strutturale esistente. Di certo - conclude Alessandro Nicolò - non si potrà più tergiversare ma occorrerà agire con fermezza laddove persistono guasti e lacune. Stop agli interventi in emergenza. Servono solo azioni strutturali ed integrate, le uniche in grado di garantire il risultato finale del buon ed efficiente funzionamento della depurazione in Calabria”.       

Il presidente del gruppo di Fi alla Regione Alessandro Nicolò sull'accordo tra la Cardiochirurgia di Reggio e il Niguarda di Milano

In una sanità calabrese caratterizzata dalle pesanti conseguenze di un commissariamento governativo che ha imposto risparmi strutturali, un insostenibile piano di rientro ed una drastica riorganizzazione territoriale che pregiudica servizi e prestazioni, il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Alessandro Nicolò ha depositato un'interrogazione rivolta al Presidente della Giunta nella quale chiede “delucidazioni e chiarimenti in merito ai parametri finanziari previsti nell’accordo siglato tra la Cardiochirurgia di Reggio Calabria e l’Ospedale Niguarda di Milano”.

“La convenzione, approvata lo scorso 19 luglio, prevede l’affiancamento di medici dell’ospedale lombardo nella fase di start up della Cardiochirurgia del nosocomio reggino. Nulla  quaestio. Potrebbe essere un accordo apprezzabile - dichiara l’esponente politico - se consideriamo che la nostra Cardiochirurgia potrà avvalersi della professionalità e dell’esperienza dei medici di uno degli Ospedali più efficienti e all’avanguardia del nord Italia. Però, contestualmente, dovrebbero essere valorizzate le professionalità potenziali esistenti nel nostro sistema sanitario regionale che, senza tema di smentita, vanta eccellenze unanimemente riconosciute".

"In particolare - sottolinea Alessandro Nicolò - dalla lettura dell’accordo, nulla emerge in ordine alle spese che l’Azienda Ospedaliera dovrà affrontare per coprire i costi. Infatti, nella convenzione non sono state specificate né l’impegno di spesa né tantomeno alcuna previsione sull’ammontare di una collaborazione, rinnovabile, che durerà circa un anno. Gli unici particolari emersi, finora, dal Protocollo riguardano esclusivamente i compensi per l’attività giornaliera svolta dai dirigenti medici, che non sono per nulla allineati alla politica di riduzione dei costi necessitata dal Piano di rientro.

Una omissione che, pertanto, rileva scarsa chiarezza e trasparenza soprattutto nei confronti dei cittadini che hanno il diritto di fruire di un sistema sanitario efficiente e di qualità ma anche di conoscere - trattandosi di denaro pubblico - i costi derivanti da tale accordo che, peraltro, saranno esclusivamente a carico dei Riuniti.  Le considerazioni sopraesposte sono necessarie anche alla luce dei diversi tagli che vedono un ridimensionamento globale dei servizi sanitari con effetti negativi sul sistema  regionale.

Si chiede quindi formalmente al presidente Oliverio di fare piena chiarezza su una convenzione che, seppur fondamentale per la garanzia di servizi di emergenza salvavita, deve comunque rispondere a criteri e logiche di efficienza, risparmio e qualità" – conclude il Presidente del gruppo di Fi alla Regione. 

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