Fabrizia: nessuno spiraglio per la banca. Al posto della filiale, Bper aprirà un'area self

“Abbiamo partecipato al tavolo di confronto per risolvere il problema della chiusura della banca Bper a Fabrizia, che, di fatto, isolava il comune da un servizio fondamentale – scrive in una nota il Presidente Provinciale U.Di.Con. Vibo Valentia Pietro Marrella – i vertici della Banca si sono mostrati disposti a trovare una soluzione, pur ribadendo la necessità di chiudere la filiale per motivi legati a politiche aziendali. Il tutto si risolverà con l’installazione nei locali del Comune di un’area self per versamenti, prelevamenti in contanti, bonifici e molto altro, che permetterà di svolgere tutte le funzioni bancarie principali”

“Adesso bisogna aspettare che il Comune si adegui alla possibilità di installare un’area self per versamenti, prelevamenti in contanti, bonifici e molto altro – conclude Marrella – fermo restando che rimarremo alla finestra per capire se realmente questa soluzione potrà bastare ai cittadini di Fabrizia, evitandogli di doversi recare in Comuni molto distanti per delle normali operazioni bancarie”

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Fabrizia, banca Bper: si apre uno spiraglio

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"Il comitato civico spontaneo Pro-Bper, ha appena appreso che la commissione Finanza e tesoro del Senato ha approvato l’ordine del giorno a firma del senatore Mangialavori sulla permanenza delle filiali bancarie periferiche nei piccoli centri come Fabrizia. In attesa dell’evolversi dell’iter completo, il comitato forte delle sue 1170 firme raccolte per il permanere della filiale Bper a Fabrizia ringrazia il Senatore Mangialavori per l’impegno".

Comitato civico Pro-Bper

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Chiusura banca Fabrizia, Minniti: "Sindaco e vice troppo remissivi"

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"Alla riunione del 20 febbraio 2019, tenutasi presso gli Uffici della BPER in Catanzaro per affrontare le sorti della filiale di Fabrizia, si sono consumati contemporaneamente una beffa, una farsa ed un dramma. La beffa, perché l’incontro che avrebbe dovuto tenersi in videoconferenza tra Consiglio di Amministrazione BPER e Istituzioni Locali, secondo quanto riferito da Vice Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale nell’incontro preparatorio della sera precedente, si è svolto con funzionari privi del necessario potere ad assumere decisioni conseguenti al confronto di merito che richiedeva a gran voce il mantenimento della filiale di Fabrizia. Eccezione fatta per Sindaco e Vice Sindaco che remissivi con le tesi ufficiali BPER si sono limitati a ratificare quanto in precedenza, probabilmente, già concordato. La farsa perché durante l’incontro, che si è svolto col morto già nella bara, è stata riaffermata la netta volontà di chiusura della filiale a decorrere dal 22 marzo 2019, peraltro, ufficialmente annunciato nello stesso pomeriggio con avviso pubblico affisso presso la sede della medesima agenzia. Infine il dramma, perché la chiusura della filiale, non né indolore né neutrale rispetto agli interessi dei cittadini residenti. Essa colpisce un territorio fragile economicamente, socialmente ed in forte regressione, progressivamente indebolito da politiche di spoliazione e depauperamento di servizi fondamentali con forti ripercussioni e disagi enormi alla comunità fabriziese ed al suo comprensorio. Pertanto, il gruppo d’opposizione, “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia”, non rassegnandosi ad una chiusura, immotivata sotto tutti i profili, auspica che le interrogazioni dei parlamentari “Viscomi e Ferro” e l’interessamento di S.E. il Prefetto di Vibo Valentia, che ha convocato una riunione giorno 27 febbraio 2019, ed alla quale speriamo essere invitati a partecipare per portare il nostro punto di vista, possano spingere la BPER ad un ravvedimento della sua decisione. Chiediamo, altresì, direttamente all’Amministratore Delegato di BPER, Dott. Vandelli, di compiere un gesto coraggioso che scongiuri la chiusura della filiale, anche, alla luce dei conti economici che il gruppo ha raggiunto sotto la sua gestione, portandolo a diventare il 6° istituto bancario d’Italia con 1200 filiali e 402 milioni di utili netti nell’ultimo esercizio. Il gruppo di opposizione stigmatizza, altresì, quanto sostenuto da Sindaco e Vice Sindaco, durante la riunione di Catanzaro che hanno apertamente manifestato orientamenti difformi al mantenimento della filiale. E poiché il problema potrebbe destare apprensione per l’ordine pubblico, chiediamo a S.E. il Prefetto di estendere la partecipazione alla riunione del 27 p.v., ai soggetti portatori di interessi democratici diffusi, invitando tutti i rappresentanti delle Istituzioni Locali, il Comitato Spontaneo formato dai cittadini Fabriziesi, i Parlamentari firmatari delle rispettive interrogazioni, il Codacons e le Organizzazioni Sindacali di Categoria. Tutto ciò nell’ultimo estremo tentativo di far desistere BPER dalla chiusura dell’agenzia locale di Fabrizia".

Antonio S. Minniti – Capogruppo “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia

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Fabrizia, chiusura banca: il Comitato civico ringrazia Viscomi

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"Il comitato cittadino di Fabrizia desidera esprimere il più sentito ringraziamento per l'apprezzabilissimo lavoro svolto dal deputato Antonio Viscomi per l'impegno e il lavoro svolto per impedire la chiusura dell'agenzia della Bper banca di Fabrizia. IL contributo e la fattiva collaborazione del Deputato Antonio Viscomi sono stati preziosi se non indispensabili per il raggiungimento di un importante obiettivo, quello di evitare ulteriori disagi economici e sociali da noi più volte denunciati e sollevati anche tramite la collaborazione e la denuncia da parte di sindacati di categoria quali U.Di.Con. e associazioni come Codacons. Va riconosciuta nel Prof. Viscomi l'esclusività come politico nell'interessamento al nostro territorio, infatti nonostante il nostro invito tramite manifestazioni, raccolta firme, consiglio comunale, articoli di giornale ecc..ecc.. oltre al prof. Viscomi e alle amministrazioni comunali di Fabrizia, Nardodipace e Mongiana nessun esponente politico ha espresso solidarietà e interesse per il problema che sta interessando il nostro territorio. Nel ringraziare ulteriormente il prof. Viscomi con l'augurio che il problema venga risolto per il bene del futuro territorio di Fabrizia invitiamo il prof. Viscomi a far visita al nostro amato paese".

 

Comitato cittadino Fabrizia 

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Fabrizia, Viscomi (Pd) interroga il governo: “La chiusura della banca genera una vera emergenza sociale"

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"Ho presentato oggi una interrogazione in Commissione attività produttive, per chiedere ai Ministri dell’Interno, per il Sud e per lo Sviluppo economico di assumere un'iniziativa specifica relativamente alle conseguenze socialmente rilevanti derivanti dalla paventata chiusura dell’agenzia della Bper Banca in Fabrizia, in provincia di Vibo Valentia, territorio ricadente in un’area interna in particolari condizioni di disagio per quanto riguarda la mobilità e i collegamenti con gli altri centri. La chiusura della filiale crea seri e gravosi disagi alla popolazione locale ed alle attività economiche del territorio come più volte e reiteratamente denunciato anche da un comitato spontaneo di cittadini. In effetti, quella chiusura crea di fatto una condizione di emergenza sociale che può ragionevolmente essere considerata non meno grave di una emergenza occupazionale, e quindi, al pari di questa, meritevole di una azione proattiva e sinergica da parte delle autorità pubbliche, ai vari livelli della filiera istituzionale. Tale azione proattiva non può che essere orientata ad assicurare condizioni minime per lo svolgimento delle attività economiche ed a scongiurare il rischio concreto di prevedibili e comprensibili effetti di spopolamento. A tal fine parrebbe quanto meno opportuno promuovere l’istituzione, da parte delle competenti autorità governative, anche tramite la locale Prefettura, di un tavolo di confronto al fine di verificare con la direzione aziendale della predetta banca, nonché con le autorità pubbliche locali, l’esistenza e la fattibilità di soluzioni alternative in grado di ridurre o almeno contenere contenere l’impatto sociale della decisione aziendale. Ciò premesso, ho chiesto ai Ministri interrogati se sia loro intendimento intervenire con una specifica azione proattiva al fine di mitigare e comunque governare le conseguenze socialmente rilevanti delle scelte aziendali, quali quelle della citata Bper Banca, consistenti di fatto nella delocalizzazione delle attività di produzione di beni e servizi all’interno del territorio nazionale con conseguenze penalizzanti per le aree più deboli del Mezzogiorno. Pertanto, ho chiesto ai Ministri interrogati di attivare un tavolo di confronto - anche tramite la competente Prefettura e la partecipazione delle autorità pubbliche locali nonché del comitato civico spontaneo che raccoglie la protesta dei cittadini di Fabrizia - al fine di verificare l’esistenza e la fattibilità di soluzioni alternative in grado di contenere l’impatto socialmente rilevante, sia sulle attività economiche sia sulla quotidianità personale, della paventata chiusura dell’agenzia della Bper Banca di Fabrizia".

On. Antonio Viscomi - Deputato Pd

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Fabrizia, l'U.Di.Con prende posizione contro la chiusura della banca

“Le affermazioni del responsabile della Direzione territoriale Mezzogiorno della Banca popolare del Mezzogiorno e le motivazioni che dovrebbero giustificare la chiusura della sede di Fabrizia della Bper Banca, non ci convincono”. 

È quanto afferma il presidente nazionale U.Di.Con. Denis Nesci, che chiede ai vertici dell’istituto bancario di rivedere le proprie posizioni.

“Non credo – afferma Denis Nesci - che ragioni economiche, ovvero riorganizzazione aziendale possano e debbano compromettere l’offerta di servizi ad una comunità locale abitata da una utenza che si trova in una posizione geograficamente disagiata e che necessita assolutamente la presenza di uno sportello bancario già presente sul territorio da oltre 100 anni. Qualora codesta Direzione non ne fosse informata, i cittadini di Mongiana, Nardodipace, Serra San Bruno, Brognaturo, Spadola e Simbario – che gravitano intorno al centro di Fabrizia e che costituiscono la clientela di codesta Banca – subirebbero enormi disagi per la decisione di chiusura.  L’ U.Di.Con da me rappresentata protesta vivamente per una decisione unilaterale che penalizza un territorio in crescita, una intera zona che ha sempre profuso e profonde ogni sforzo per conservare le proprie radici storiche. L’ U.Di.Con. si opporrà in ogni sede ad una decisione che non è condivisa dalle migliaia dei residenti della zona per il suo carattere penalizzante, mortificante ed ingiusto”.

“La decisione unilaterale ed improvvisa di Bper Banca di eliminare la propria storica presenza nel comune di Fabrizia, non tiene conto delle esigenze della propria clientela e sembra dettata non da una effettiva esigenza di razionalizzare la propria struttura, ma da una logica spregiudicata di posizionamento geografico volta a penalizzare il territorio. Inoltre – prosegue Nesci - in un periodo storico come quello che stiamo attraversando, di crisi, in cui già le famiglie e le imprese si sentono depauperate di una serie di servizi e presìdi istituzionali, l’ulteriore venir meno dello sportello bancario, punto di riferimento anche per i suddetti paesi vicini, avrà sicuramente un notevole impatto negativo sul contesto economico e sociale del territorio”.

 “Attendo – conclude il Presidente Denis Nesci - un cortese e rapido riscontro, chiedendo ai vertici dell’Istituto Bancario ed al Prefetto di Vibo Valentia, cui la stessa è diretta in copia, un autorevole intervento a sostegno delle ragioni di territorio che non può essere mortificato”. 

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Fabrizia, il Comitato civico Pro-Bper non si rassegna alla chiusura della banca

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 «Alla luce del piano di razionalizzazione con il quale la Banca Bper ha deciso di sopprimere la filiale di Fabrizia, dopo un momento di riflessione, appare doveroso fare delle considerazioni. All’indomani del consiglio comunale aperto che nei giorni scorsi si è svolto proprio su questo punto, il Comitato cittadino si chiede se l’interrogazione parlamentare promessa dal sindaco di Fabrizia, Francesco Fazio, sia stata avanzata cosi come promesso. Consapevoli della piena legittimità del piano messo in campo dalla Banca sarebbe necessario, infatti, valutare l’incidenza che questa determinazione comporterebbe per il territorio fabriziese e per l’intero comprensorio montano delle Serre. Proprio per questo, un confronto sereno tra Istituzioni amministrative e dirigenza bancaria, riuscirebbe a sciogliere i nodi impedendo che, la decisione, non rappresenti l’ennesimo “scippo” di un servizio ai danni del nostro territorio dove famiglie ed aziende da decenni contano su prestazioni bancarie di qualità. Detto questo, è altrettanto doveroso chiederci come mai i vertici della Bper, o una loro rappresentanza, sebbene invitati abbiano “disertato” sia la manifestazione del Comitato messa in campo per lo scorso 23 gennaio e sia il consiglio comunale aperto dei giorni scorsi. Quali ragioni ostano ad un dialogo costruttivo che contempli le ragioni di entrambe le parti per addivenire ad una soluzione condivisa? Appare, inoltre, curioso che a fronte di un piano di razionalizzazione delle filiali a livello regionale, soltanto alcune sono finite sotto la scure della dirigenza Bper mentre quelle presenti in altre province (Cs) sono state risparmiate. Emblematico è poi il caso del mantenimento di due filiali che distano 5 minuti l’una dall’altra mentre i cittadini fabriziesi per raggiungere quella più vicina dovranno percorrere quasi due ore di macchina, curve e buche permettendo. Anche questa è razionalizzazione? Ringraziamo il senatore del Partito democratico, Antonio Viscomi, che ha mostrato grande sensibilità alla problematica, mentre non è dato sapere le ragioni del disinteresse di altri. L’auspicio e che le Istituzioni e la politica da un lato, la società civile e gli altri comitati territoriali dall’altro si uniscano alla nostra battaglia per fare fronte comune ed impedire che l’ennesimo danno venga perpetrato ai danni di un territorio già martoriato da incuria e dimenticanza».

Il Comitato civico Pro-Bper Fabrizia

Fabrizia all'unisono contro la chiusura della banca

Si è svolto nel pomeriggio di oggi, nell'aula magna della scuola elementare, il Consiglio comunale aperto, convocato per scongiurare la chiusura della filiale Bper di Fabrizia.

In apertura dei lavori, il sindaco Francesco Fazio, ha stigmatizzato l'assenza dei rappresentanti della Bper, i quali "non hanno nemmeno risposto all'invito a partecipare alla discussione".

Fazio ha poi informato i cittadini, in merito alle proposte, declinate, rivolte ad altri istituti di credito, al fine di aprire uno sportello a Fabrizia.

Il sindaco ha poi evidenziato l'impotenza della politica. "La decisione di chiudere la filiale - ha detto - è stata deliberata dal consiglio di amministrazione a Modena; la banca - ha concluso - non la chiude nè il sindaco, nè l’opposizione".

È stata poi la volta del presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Costa, per il quale " la chiusura è una cosa seria e non possiamo affrontarla da soli, per questo è stato indetto un consiglio comunale aperto".

Per l'assessore Enzo Iacopetta: "l’obiettivo è far revocare la chiusura, anche perché senza la banca il futuro di Fabrizia sarà compromesso".

A seguire, l'intervento del consigliere Pietro Mamone, che ha ammonito: "bisogna andare di persona a Modena per parlare con i vertici della banca".

Sulla stessa lunghezza d'onda l'intervento del consigliere Giuseppe Suppa, che ha rincarato: "la banca deve rimanere e per fare questo bisogna andare a Modena, dove vengono prese le decisioni e ci possono dare delle risposte".

Per il consigliere d'opposizione Antonio Carè: "bisogna sensibilizzare la Bper di Modena e non parlare dell'eventualità di trovare altri istituti. Questo perché ci sono dinamiche interne per le quali i dirigenti non sanno di chiusure di filiali di paese".

Infine, entrambe le proposte di deliberazione, una della maggioranza (espressione di dissenso e ricerca di altri istituti) e l’altra dell’opposizione (sentire le determinazioni direttamente dalla Bper di Modena), sono state votate all'unanimità.

Acquisito agli atti, anche il documento del comitato cittadino, presentato da Sistina Tassone per chiedere al Consiglio comunale d'instaurare un tavolo di trattative con i vertici della banca e per chiedere l’apertura di uno sportello spoke.

All'iniziativa ha preso parte anche il sindaco di Nardodipace, Antonio Demasi,  per il quale: "assistere all’ennesima spoliazione di questo territorio è come assistere ad un funerale".  

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