Decreto Rilancio, Tassone e Censore chiamano a raccolta sindaci e consiglieri provinciali del Pd

Una tavola rotonda per illustrare il contenuto del Decreto Rilancio in una fase in cui è urgente ripartire dopo gli effetti nefasti,dal punto di vista economico oltre che sanitario, del Covid-19.

È questa l’idea del consigliere regionale Luigi Tassone e dell’On. Bruno Censore che hanno organizzato per giovedì alle 16.30 presso il Grand Hotel di Lamezia Terme un’iniziativa a cui parteciperanno sindaci, consiglieri provinciali del Pd e il presidente del Gal “Serre calabresi”.

La discussione si svolgerà a porte chiuse nel rispetto della normativa anti-contagio.

Al dibattito prenderanno parte il commissario del Pd della Federazione di Crotone Franco Iacucci,il segretario della Federazione del Pd di Vibo Valentia Enzo Insardà, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Domenico Bevacqua ed il commissario regionale del Pd Stefano Graziano.

L’attività di studio e confronto potrà giovarsi del contributo di Nicola Oddati, coordinatore dell’iniziativa politica della segreteria nazionale del Pd guidato da Nicola Zingaretti.

“In questo momento – hanno affermato Tassone e Censore – è necessario adottare una serie di iniziative a favore delle imprese e della famiglie. Parlare insieme agli amministratori del ruolo chiave degli Enti locali, di contribuiti a fondo perduto, esenzione del versamento Irap, credito d’imposta e rafforzamento patrimoniale delle imprese, bollette, start-up, occupazione, efficientamento energetico e di tutte le misure  idonee a sostenere l’economia può rappresentare, oltre che un veicolo d’informazione, anche uno strumento programmatico per il futuro. L’Italia può uscire da questa crisi e facendo sinergia potrà riprendere con più forza il percorso di sviluppo”.

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Serra, per FdI la frattura nel Pd: "mette in discussione la leadership di Censore"

Riceviamo e pubblichiamo 

"Avevamo pronta una riflessione sull'operato dell'amministrazione monocolore Partito democratico, su quello che si sarebbe potuto fare in questi tre anni e non è stato fatto, ma la notizie di questi giorni che tre componenti della maggioranza hanno deciso di abbandonare il Pd è meritevole di approfondimento. Non potevamo non evidenziare il fatto che nella compagine amministrativa incominciano ad emergere quelli che ad oggi appaiono dei semplici scricchiolii, ma che tra non molto sono destinati a diventare delle crepe assai profonde. Dopo i profondi contrasti del 2010, poi faticosamente sanati, oggi, con uno scenario politico profondamente mutato e con dei rapporti di forza totalmente stravolti, assistiamo ad uno scossone politico che mette in fortissima discussione la leadership di colui che da oltre vent'anni è il capo riconosciuto ed indiscusso del Partito democratico serrese e non solo. Se le parole hanno un senso non si può sorvolare su quelle usate dai tre consiglieri comunali che, per come di legge sulle note stampa, hanno parlato testualmente "di spasmodica sete di potere e di patologia voglia di preservare uno o più status quo ... ". Certo non si riferivano al semplice iscritto Pd. Parole forti, molto forti, che, nonostante il doveroso tentativo da parte di qualche esponente del Pd di minimizzare l'accaduto, sono destinare a lasciare un segno profondissimo e pensiamo che ciò emergerà in tutte le sue sfaccettature sia nel momento, ormai prossimo, degli avvicendamenti in giunta sia alle imminenti tornate elettorali. Fin qui la breve riflessione politica sull'accaduto, a due giorni dalle primarie del Pd, ma se tutto ciò non avesse a che vedere con il Pd e fosse riconducibile a mere rivendicazioni all'interno della compagine amministrativa?".

Fratelli d'Italia - Serra San Bruno

Serra, elezioni: crolla il Pd, risorge il centrodestra, cresce M5s

Gli elettori serresi rifilano un sonoro schiaffo al Pd e contribuiscono ad affossare i sogni di gloria di Bruno Censore.

Nel paese della Certosa, non può nulla, neppure, la monocolore amministrazione comunale che, schierata a ranghi compatti, non riesce a spingere il suo domius oltre la soglia dei 1372 voti.

Il risultato arride, invece, alla coalizione di centrodestra che, senza padrini, incorona Wanda Ferro con 1547 preferenze.

Terza piazza per i 5 Stelle che, con Dalila Nesci, si fermano a quota 682.

Situazione analoga al Senato, dove a fare la parte del leone è stato il centrodestra che, con Pietro Aiello, ha collezionato 1515 preferenze.

Tracollo per il centrosinistra, che consegna ad Aquila Villella 884 consensi.

Buona la performance della grillina Silvia Vono, sostenuta da 679 elettori.

Per quanto riguarda i risultati delle singole forze politiche, nel centrodestra lo scettro del primo partito va a Forza Italia(1.106 voti alla Camera, 944 al Senato); a seguire la sorpesa rappesentanta dalla Lega. Con 190 preferenze al Senato (195 alla Camera), il movimento di Salvini diventa il secondo partito della coalizione, distanziando Fratelli d'Italia, che non va oltre i 118 voti.

Nel centrosinistra, il Pd ottiene 1086 preferenze alla Camere e 795 al Senato.

Risultato omogeneo per il Movimento 5 Stelle che ottiene la fiducia di 682 elettori alla Camera e 679 al Senato.

 

 

 

 

 

 

Emendamento salva Province, Wanda Ferro (FdI) denuncia il "grande bluff di Censore"

Riceviamo e pubblichiamo


"Il grande bluff dell'on. Censore, che ha rivendicato con toni trionfalistici l’approvazione dell’emendamento destinato al risanamento finanziario delle Province, è stato ormai scoperto. E’ ormai evidente che arriveranno soltanto le briciole alla Provincia di Vibo, che dovrà partecipare alla ripartizione del fondo di riequilibrio insieme ad altre 12 amministrazioni, tra cui quelle di Salerno e Caserta, che per dimensioni e densità di popolazione sono destinate ad assorbire buona parte dello stanziamento. Ciò che resterà non basterà a pagare gli stipendi ai dipendenti né a realizzare gli interventi urgenti per la manutenzione delle strade e delle scuole. Ora delle due l’una: o Censore non ha compreso la reale portata del provvedimento, che ha la stessa efficacia di un’aspirina somministrata ad un moribondo, o ha tentato un imbroglio elettorale troppo grosso per non essere subito scoperto. La realtà è che i governi di centrosinistra, tentando goffamente di assecondare l’onda dell’anti-politica, hanno messo in ginocchio gli enti intermedi provocando confusione amministrativa e gravissime ripercussioni sui servizi offerti ai cittadini, e oggi non sono capaci di porre rimedio alla drammatica situazione che hanno generato. Tanto che oggi i presidenti delle province calabresi - tutti espressione del centrosinistra - considerano insufficienti le risorse messe a disposizione dal governo, denunciando inoltre l’applicazione di algoritmi che premiano le regioni del Nord, ed esprimono il timore di dover chiudere definitivamente gli enti, data l’impossibilità di continuare ad erogare servizi ai cittadini. Se questi sono i successi con cui i parlamentari calabresi del Pd si ripresentano al giudizio dei cittadini, non possono bastare gli ultimi disperati bluff a scongiurare una loro clamorosa bocciatura. Da parte nostra ci impegneremo, una volta tornati al governo del Paese, affinché vengano restituiti agli enti intermedi competenze, funzioni e risorse adeguate, in modo da fornire ai cittadini servizi di qualità e un riferimento amministrativo sul territorio certo e capace di dare risposte".

Wanda Ferro - Consigliere regionale (FdI), candidata alla Camera dei deputati per Fratelli d'Italia

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Piccoli Comuni, Cavallaro (Cisal) e Censore (Pd) propongono una rete per valorizzarli

Molti  comuni della provincia di Vibo Valentia con popolazione inferiore ai cinque mila abitanti potranno usufruire delle opportunità per lo sviluppo dei territori contenuti nella legge n. 158 del 2017, entrata  in vigore lo scorso 17 novembre ed al centro dei lavori del convegno, svoltosi nel Centro di aggregazione sociale di Melicuccà, organizzato dal Comune di Dinami e dall’Uncem Calabria, al quale hanno partecipato quasi tutti i sindaci della provincia di Vibo Valentia, oltre ad amministratori degli enti locali, politici, rappresentanti del mondo dell’imprenditoria, dell’associazionismo, del sindacato e della cultura.

Scopo della norma cosiddetta “salva borghi”  quella di promuovere  lo sviluppo sostenibile economico, sociale, ambientale e culturale dei piccoli Comuni con una dotazione complessiva di 100 milioni di euro per finanziare investimenti : 10 milioni di euro per l’anno 2017, 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023.

I lavori del convegno, coordinato dal giornalista Giuseppe Sarlo, avviati con i saluti del sindaco di Dinami Maria Ventrice e dal Presidente della Provincia Andrea Niglia, si è sviluppato sulla introduzione di Vincenzo Mazzei, Presidente dell’Uncem Calabria e sugli interventi successivi di Michele MIrabello, Presidente della terza commissione consiliare della Regione Calabria, del Segretario Generale della Cisal Franco Cavallaro e del deputato del Pd, Bruno Censore, cui sono state affidate le conclusioni, vista l’assenza  all’ultimo momento del Presidente della Giunta regionale Mario Oliverio colpito da un improvviso lutto familiare.

La efficacia del dibattito è maturata nel momento in cui sono state individuate, dopo un’attenta analisi del territorio su cui insistono i piccoli comuni,  le singole realtà potenziali della provincia interessati ai benefici della legge  per cui è subito venuta fuori la volontà e la ferma determinazione di creare, complessivamente, una rete politica capace di interpretare le esigenze delle popolazioni  e di rendere possibile lo sviluppo sostenibile del territorio vibonese.

Per Franco Cavallaro, tra l’altro anche consigliere nazionale della Fnsi, la inderogabile necessità di fare squadra per affrontare in piena sinergia di intenti, competenze e attività varie con l’obiettivo di centrare il cuore di ogni problema.    

“Il Vibonese – ha  detto, tra l’altro, il leader della Cisal - vive un momento drammatico sul fronte della occupazione, dell’economia, del disastro idrogeologico e  ambientale con la cultura dei servizi in piena difficoltà per cui è necessario che la Regione Calabria si faccia carico della inderogabile necessità di accogliere gli appelli che provengono da più parti per superare i disagi che quotidianamente affliggono il territorio. Invitiamo il Presidente Mario Oliverio a insistere sui progetti che sindaci, amministratori ed enti propongono per rendere possibile un pronto recupero della condizione.

Va in questa direzione l’effetto della riunione di oggi che guarda con estrema attenzione alla formulazione di una strategia politica condivisibile per aiutare il territorio vibonese ad uscire dalle difficoltà odierne.

La presenza di tutte le forze attive della società vibonese – ha, poi aggiunto Franco Cavallaro -  a questo importante evento spiega quanto sia impellente un adeguato e qualificato impegno verso la domanda d’intervento che il cittadino presenta per favorire il recupero della migliore vivibilità.   

Ecco perchè è giusto che anche il sindacato metta a disposizione del dibattito di oggi tutte le sue sinergie, le proposte e la forza della sua fantasia per essere coprotagonista  di una svolta storica che aiuti la Calabria a diventare anche competitiva”.

A suggellare le proposte di Franco Cavallaro è intervenuto Bruno Censore.

Dopo aver ringraziato tutti, in particolare il sindaco di Dinami Maria Ventrice,  per il contributo offerto al dibattito,  ha elogiato Franco Cavallaro per il prestigio e l’autorevolezza con cui porta avanti le battaglie della Cisal condividendo la spinta propulsiva avanzata per costruire sul territorio della provincia di Vibo Valentia una rete di alleanze capaci di meglio capire e interpretare i bisogni di una popolazione che non ha mai rinunciato a ritrovare la strada ideale per uscire fuori dai gravi problemi di tutti i giorni.

Il deputato del Pd ha fatto un po’ il conto della sua, giudicata positiva,  esperienza parlamentare ma soprattutto del suo filing stabilito con i cittadini che lo hanno convinto sempre di più della utilità di porre al centro della sua attenzione quotidiana lo stato dei bisogni dei giovani, degli anziani, degli emarginati e di quanto attende lo sviluppo istituzionale, socio economico, culturale e di tutte le attività produttive.

Censore ha anche avvertito che la provincia di Vibo Valentia rappresenta potenzialmente una buona fetta della Calabria che produce e che cambia ed è su questo che bisogna insistere.

“Daremo fiato e supporto a tutti quei settori di attività che sono le punte avanzate per il decollo dell’economia, delle infrastrutture, della sicurezza, della cultura e punteremo tutta la nostra più caparbia e convinta attenzione sulla opportunità di creare una squadra per affrontare insieme il percorso della Vibo Valentia che sogniamo e che tutti meritano per la storia, le tradizioni, il ruolo e il fascino soprattutto dell’accoglienza e dei beni culturali  che questo territorio ha esercitato sempre nel contesto regionale”.

L’evento ha, infine, raccolto gli interventi  del  Presidente del Consiglio Comunale Stefano Luciano, del Presidente dell’ ordine dei dottori commercialisti Enzo Morelli, del Presidente di Confindustria Giovani  per il Mezzogiorno Mario Romano e di Antony Lo Bianco tutti in piena condivisione con l’aspetto legato alla utilità di creare un fermento politico che veda unita la realtà delle forze attive ed emergenti  che ruotano sul territorio vibonese.        

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SLAI COBAS attacca Tassone e Censore sull'ospedale San Bruno

Riceviamo e pubblichiamo un duro attacco dello SLAI COBAS nei confronti del primo cittadino di Serra San Bruno, Luigi Tassone, e dell'on. Bruno Censore che è alla guida della Commissione Sanità della regione Calabria.

Abbiamo appreso, con rinnovato stupore, dell’ennesimo annuncio trionfale di cui si è reso autore il primo cittadino di Serra San Bruno, Luigi Tassone, riguardo alle «buone notizie» che interesserebbero il locale presidio sanitario. Dobbiamo constatare che, mentre il resto del mondo è ormai immerso nel clima natalizio tipico del periodo, il sindaco sembra si trovi piuttosto fermo al primo d’aprile o a Carnevale. È in vena di scherzi, infatti, il primo cittadino che guida anche la Conferenza dei sindaci dell’Asp di Vibo, perché ancora una volta diffonde notizie che non trovano alcun riscontro concreto nella cruda realtà dei fatti e nelle enormi criticità in cui versa il nosocomio montano.

A leggere le parole di Tassone sembrerebbe infatti che tutto stia procedendo per il meglio, e che l’ospedale di Serra San Bruno sia ormai avviato verso una rigogliosa rinascita. Una condizione che sarebbe frutto dell’azione posta in essere dalla cordata di partito del sindaco e al suo «impegno quotidiano e costante che mira a potenziare l’ospedale». L’occasione per diffondere l’ennesima nota di giubilo pare essere stata quindi quella dell’imminente arrivo di un’unità medica aggiuntiva al Pronto Soccorso, in servizio a Serra dal prossimo 2 gennaio: «Registro con soddisfazione – ha spiegato a tal proposito Tassone – un risultato frutto di un’impostazione politica che abbiamo voluto dare sin dall'insediamento della giunta regionale guidata dal presidente Oliverio, che punta a potenziare gli organici e a migliorare i servizi offerti agli utenti. C’è un’inversione di tendenza, questo è un dato di fatto, così come l’arrivo di un nuovo medico al Pronto soccorso costituisce uno dei tanti tasselli che si aggiungono a quelli già portati a compimento nel corso di questi mesi». Il sindaco, nella sua sfarzosa nota stampa, dimentica però di raccontare ai cittadini che il nuovo medico non aggiungerà nulla di più ai servizi offerti attualmente dal Pronto Soccorso, perché si tratterà in realtà di una semplice sostituzione: il nuovo medico subentrerà al collega andato in pensione in questi giorni. Di conseguenza il numero di medici in servizio al Pronto Soccorso serrese resterà invariato e nulla, al contrario di quanto asserito, sarà potenziato.

Tra l’altro, in merito al nuovo arrivo, è stato lo stesso sindaco a rivelare un particolare inquietante: il nuovo medico avrebbe superato «il periodo di prova al Pronto soccorso dell’ospedale Iazzolino». Che cosa significa nello specifico superare un periodo di prova in un ospedale (Vibo) prima di poter lavorare in un altro (Serra)? Da quando i medici prima di entrare in servizio, dopo aver conseguito una laurea e un’abilitazione, devono essere sottoposti a periodi di prova come se si trattasse di una fase di apprendistato? Ancora una volta dunque l’impressione è che il sindaco si avventuri in temi che disconosce totalmente, magari su dettato di altri che gli vogliono male o che lo considerano un soldatino da mandare alla guerra.

Nessuna clamorosa buona notizia, dunque, per il Pronto Soccorso al contrario di quanto si vuol far credere alla cittadinanza, così come nessuna buona notizia interessa purtroppo il resto di un ospedale ridotto al minimo storico e che si regge in piedi a fatica grazie ormai soltanto all’impegno quotidiano, alla volontà e alla dedizione di pochi medici e infermieri che sono costretti ad operare in gravi condizioni di sottodimensionamento che interessano ogni reparto. Basti pensare che per la Medicina e Lungodegenza a fronte dei 10 medici previsti in pianta organica (6 in Medicina e 4 in Lungodegenza) al momento ce ne sono in attività soltanto 3, chiamati a garantire il servizio per i 30 posti letto in dotazione ai due reparti. A Vibo, invece, tanto per rendere l’idea della condizione organizzativa della rete sanitaria provinciale, si registra la presenza di 12 medici per 12 posti letto del reparto Medicina, uno per ogni paziente.

Forse anche questi particolari il sindaco Tassone non li conosce o, peggio ancora, fa finta di non conoscerli. Così come non conosce, visto che nella sua nota non ne da conto, la condizione in cui verte il Day Surgery di Chirurgia dell’ospedale di Serra San Bruno, che è stato negli ultimi tempi ridotto da 3 sedute settimanali ad una soltanto (che tra l’altro spesso viene soppressa). Di recente, inoltre, il consigliere regionale Michele Mirabello – anche lui diretta espressione del deputato Bruno Censore e alla guida della Commissione Sanità della Regione Calabria – ha istituito un nuovo Day Surgery di Chirurgia a Vibo, proprio con lo scopo di penalizzare progressivamente e poi chiudere quello di Serra, che in precedenza era l’unico previsto in tutta la provincia. Non va meglio per quel che riguarda gli Anestesisti che dovrebbero essere destinati all’ospedale di Serra, ma che, anche in tal caso, vengono inspiegabilmente chiamati in servizio a Vibo. Una condizione, questa, che spesso e volentieri fa saltare tutte le sedute operatorie programmate proprio a Serra San Bruno.

Si rapporti poi il sindaco Tassone con gli infermieri di Sala operatoria, chieda loro magari in quale condizione lavorano quotidianamente, perché forse il sindaco non sa di come vengono continuamente vessati dai direttori dell’U.O. complessa e del dipartimento di Chirurgia di Vibo che li “invitano” ripetutamente a recarsi allo Iazzolino, pena la chiusura del Day Surgery di Serra. Eloquente, in tal senso, è anche quanto accaduto nei primi 5 giorni di dicembre nel corso dei quali i turni della Sala operatoria di Serra sono stati modificati 4 volte (in particolare rispetto alle reperibilità e ai pomeriggi) con il mero scopo di costringere gli infermieri di Serra a recarsi a Vibo, probabilmente per consentire ai colleghi dello Iazzolino di organizzare e godere, come meglio credono, delle ferie natalizie e delle feste di fine anno. Questo modus operandi porterà alla chiusura certa e definitiva della Sala operatoria di Serra e, anche in tal caso, le note stampa intrise di frottole non potranno bastare a risollevare le sorti di un ospedale sempre più abbandonato a se stesso e tutt’altro che potenziato e migliorato come vogliono invece far credere il sindaco Tassone e il parlamentare Censore.

Censore ad On the news per parlare delle emergenze che affliggono le Serre

“ Focus territorio, opportunità di sviluppo e soluzioni delle criticità”, questo il tema della puntata di On the news che andrà in onda, a partire dalle 10 di sabato prossimo su Radio Serra 98.

Come si legge in un comunicato diramato dall'emittente: "La redazione di On the news rivolge ancora una volta la sua attenzione alle difficoltà del nostro territorio, con particolare interesse all’attuale situazione che vede protagonisti, loro malgrado, i tirocinanti in mobilità in deroga, operanti nel comune di Serra San Bruno ed al Parco delle Serre, che ormai, da mesi, vedono negato il loro diritto di una giusta retribuzione per l’importante lavoro svolto".

Ospite in studio, ai microfoni di Antonio Zaffino, ci sarà il deputato del Partito democratico, Bruno Censore.

"Quali le cause di questa incresciosa situazione? Ma, soprattutto, vi sono soluzioni? Quali sono i progetti per la salvaguardia futura di questi lavoratori?

La redazione di On the news avrà inoltre l'opportunità di rivolgere all’on. Bruno Censore alcune domande su altri aspetti che riguardano il nostro territorio come la viabilità provinciale, con particolare riferimento alla Trasversale delle Serre, la sanità, l’attuale situazione dell’ospedale “San Bruno” ed il suo futuro.

Non per ultimo chiederemo al nostro ospite, in quanto “garante” dell’attuale amministrazione comunale di Serra San Bruno, un parere sul bilancio amministrativo della sua squadra che ormai, da più di un anno, amministra la cittadina della Certosa".

 

Serra, ancora niente stipendio per i tirocinanti del Parco delle Serre che rientrano in sciopero. Solidarietà da parte di Alfredo Barillari (Liberamente) e Luigi Tassone, sindaco di Serra

Sono passate tre settimane dall'ultima volta che i tirocinanti assegnati al Comune di Serra San Bruno ed al Parco delle Serre avevano incrociato le braccia in segno di protesta, per il mancato pagamento dello stipendio che si protraeva da mesi.

Ad oggi, pare, non essere arrivata ancora nessuna risposta da parte della Regione Calabria e così, i 37 lavoratori assegnati al Parco delle Serre, stamane, sono entrati nuovamente in sciopero“Ci era stato promesso – sostengono i tirocinanti – che entro il 10 novembre sarebbe stata firmata la convenzione per i pagamenti e, invece, per come ci hanno informato i sindacati, nessun atto è stato prodotto. Questo vuol dire che non possiamo ancora essere retribuiti. Questa situazione è insopportabile: lavoriamo da 4 mesi, non siamo mai stati pagati e nemmeno s’intravede la prospettiva del pagamento”.

Non ce la fanno più a tirare avanti senza un soldo in tasca e sono stanchi delle solite promesse che arrivano dai Palazzi del Potere; nessun lavoratore al mondo, o almeno nessun lavoratore che opera in una società che si definisce civile, dovrebbe vedersi costretto a scioperare per rivendicare il sacrosanto diritto d'intascare il dovuto per il lavoro svolto. Tutto questo diventa ancor più grave se a dover pagare questi stipendi è lo Stato, che dovrebbe sostenere ed aiutare i cittadini e non portarli alla fame.

Dalla politica locale sono subito giunte manifestazione di solidarietà, come quella di Liberamente, prima forza d'opposizione al comune di Serra, che per bocca del proprio capogruppo, Alfredo Barillari, tramite una nota stampa, afferma:

"Esprimo la solidarietà di tutto il movimento agli operai in mobilità che da questa mattina sono entrati in sciopero per i mancati pagamenti dei loro stipendi. Nonostante le rassicurazioni di fine settembre, a quanto pare, le istituzioni serresi non riescono ad incidere (o forse non vogliono) in un sistema in cui è tutto legato alla propria parte politica, il PDSorge spontaneo domandarsi a cosa serva invitare assessori, Presidenti di regione, onorevoli, per le varie passerelle, se poi non si riesce a garantire la dignità a decine di famiglie.
 È un sistema, insomma, veloce nel dare incarichi di migliaia di euro ad amici e parenti, ma deficitario nel fare partire dei progetti con tutte le carte in regola (soprattutto per quanto concerne i contribuiti) al fine di garantire un pur minimo salario a dei lavoratori presi in giro per l'ennesima volta da quella che qualcuno osa ancora chiamare "la buona politica". Spero che chi di dovere ci risparmi l'ennesimo annuncio intriso di retorica ed ipocrisia e, piuttosto, alzi la voce e sbatta i pugni sugli stessi tavoli in cui si siede per prendere parte a logiche di potere."

Attacco dunque frontale di Barillari che punta il dito dritto verso il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, ed il suo referente più alto, l'onorevole Bruno Censore.

Arrivano però, dall'altra parte, gli stessi attestati di solidarietà che vedono il sindaco serrese Tassone, tramite il proprio profilo Facebook, schierarsi a favore dei tirocinanti con queste parole:

"Piena solidarietà ed appoggio ai lavoratori in mobilità che da mesi, pur lavorando con grande professionalità ed impegno, non vengono retribuiti. Questo è inaccettabile ed è per questo che, nonostante le difficoltà che stiamo riscontrando, con diversi colleghi sindaci da diverse settimane stiamo seguendo la vicenda."

Con le parole, dunque, la classe politica sembra esser pronta a sostenere i lavoratori; noi ci auguriamo che presto le parole, gli attestati di stima e solidarietà, così come gli impegni presi si traformino in fatti e dunque in soldi da dare a chi, con fatica ed impegno, giornalmente se li guadagna.

 

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