Bunker, pistola e munizioni rinvenuti nel Reggino

I carabinieri della Compagnia di Locri  e dello Squadrone “Cacciatori” di Calabria hanno passato al setaccio centri abitati e campagne, con perquisizioni e rastrellamenti, nelle zone impervie pre-aspromontane.

In particolare, a Ciminà, i militari, nel corso di una perquisizione a casa di un 40enne, hanno scoperto e sequestrato un bunker ricavato nel sottotetto, accessibile attraverso due botole murate di cui una ricavata in una credenza.

Nel corso dello stesso servizio, gli uomini dell'Arma hanno rinvenuto, in un terreno demaniale in località “Quarantena”, occultata in un tubo in plastica, una pistola Glock, circa 600 cartucce di diverso calibro e 2 chili di polvere da sparo con 35 metri di miccia a lenta combustione.

Tenuto conto dell’alta pericolosità di quanto rinvenuto, sul posto sono intervenuti gli artificieri del Comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria, che hanno messo in sicurezza l'area e distrutto l'esplosivo, dopo averlo campionato e analizzato.

La pistola rinvenuta, invece, è stata sequestrata per essere sottoposta agli accertamenti balistici che saranno eseguiti dagli esperti del Ris di Messina.

Bunker con letto rinvenuto in Calabria

 Un bunker è stato rinvenuto in località Cappelli di Platì (Rc), dai carabinieri della locale Stazione e dello Squadrone eliportato “Cacciatori Calabria”.

Alla struttura, composta da una camera dotata di un letto e di una batteria per l'allaccio elettrico, era possibile accedere attraverso un grosso blocco di cemento, ricavato in un muretto a secco, scorrevole su dei binari in ferro grazie ad un meccanismo azionabile manualmente.

Analoghi rinvenimenti sono stati effettuati, negli ultimi mesi, dai carabinieri del Gruppo di Locri e dei "Cacciatori", nei comuni di Sant’Ilario dello Jonio, Locri e  Platì.

Pochi mesi fa, proprio a Platì, è stato scoperto un altro bunker ricavato in un muretto a secco, nel quale, in un tubo in plastica, sono stati trovati circa 50 mila euro.

 

Platì: trovato un bunker, munizioni e 50 mila euro

 Continuano i servizi di contrasto alla criminalità organizzata disposti dal Gruppo Carabinieri di Locri ed effettuati dalle Compagnie di Locri, Bianco e Roccella Jonica.

Negli ultimi giorni i Carabinieri della Locride e quelli dello Squadrone Carabinieri “Cacciatori” di Calabria supportati dal Nucleo Cinofili di Vibo Valentia hanno passato al setaccio centri abitati e campagne con perquisizioni e rastrellamenti nelle zone impervie pre-aspromontane controllando casolari e anfratti naturali.

In particolare, a Platì, i Carabinieri della Compagnia di Locri, nel corso di una serie di perquisizioni domiciliari e locali di immobili e terreni nella disponibilità di un 60enne del posto, hanno rinvenuto e sequestrato un bunker, largo circa 3 metri e lungo altrettanto, il cui accesso era abilmente occultato da un grosso blocco di cemento, scorrevole su dei binari in ferro grazie ad un meccanismo azionabile manualmente.

Lì vicino, inoltre, è stato rinvenuto anche un tubo in plastica contenente un sacchetto al cui interno vi erano oltre 50 mila euro in banconote da diverso taglio, alcune anche false, assieme a 50 munizioni calibro 9 ed un motociclo sprovvisto di targa e oggetto di furto a Milano nel dicembre 2018, nonché di circa 10 grammi di canapa indiana.

Al 60enne sono stati contestati detenzione abusiva di armi e munizioni, riciclaggio, ricettazione, falsificazione di monete, spendita e introduzione nello stato di monete falsificate, produzione, coltivazione e detenzione illecite di sostanze stupefacenti o psicotrope e abusivismo edilizio.

Nel corso del medesimo servizio, oltre al rinvenimento in area demaniale di diversi tubi in plastica contenenti circa 400 grammi di canapa indiana e varie banconote false, è stato eseguito anche un controllo presso un circolo ricreativo di proprietà di un 24enne del posto, dove i carabinieri hanno rinvenuto 25 munizioni calibro 9 occultate all’interno di un forno a legna.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Bunker e cunicoli sotterranei scoperti nella locride

Due bunker della ‘ndrangheta sono stati scoperti nel corso di una serie di rastrellamenti e perquisizioni eseguiti nella locride, dai carabinieri e dai militari dei Cacciatori di Calabria.

Il primo covo è stato rinvenuto nella cucina dell’abitazione di un 60enne di Locri. Al bunker, largo poco più di 3 metri quadrati e alto due metri, mimetizzato e posto sotto un camino, si accedeva da un ingresso occultato dietro un grosso blocco di cemento scorrevole su dei binari in ferro e con un meccanismo azionabile elettricamente dall’interno della casa.

Un secondo nascondiglio, invece, è stato scoperto nel centro storico di Ciminà, dove i carabinieri hanno trovato un vero e proprio labirinto sotterraneo, con almeno due bunker collegati fra di loro da un cunicolo.

Al bunker, nascosto dietro un muro in pietra, si accedeva attraverso un blocco di cemento armato che si apriva scorrendo verso l’interno su dei binari in metallo.

 

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Durante i controlli dei carabinieri saltano fuori tre bunker

Operazione di controllo a largo raggio da parte dei carabinieri delle Compagnie di Locri, Bianco, Roccella Jonica e dello Squadrone “Cacciatori” di Calabria, che hanno passato al setaccio centri abitati e campagne con perquisizioni e rastrellamenti nelle zone impervie pre-aspromontane controllando casolari e anfratti naturali.

In particolare, a Platì, i carabinieri della locale Stazione, nel corso di una perquisizione domiciliare, nella cantina a piano terra dell’abitazione di un 60enne del posto, hanno rivenuto un bunker, largo circa 3 metri e lungo altrettanto, il cui accesso era abilmente occultato da un grosso blocco di cemento, scorrevole su dei binari in ferro grazie ad un meccanismo azionabile manualmente dall’interno della casa.

Analogo rinvenimento è stato effettuato a Ciminà, dove i militari della Stazione di Sant’Ilario dello Jonio e i “Cacciatori” hanno rinvenuto due bunker collegati ad una abitazione ubicata nel centro storico del paese, noto ai più per la cruenta faida che, a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta, ha mietuto decine e decine di vittime.

Anche in questo caso i bunker erano ben mimetizzati negli ambienti delle abitazioni e venivano azionati con sofisticati sistemi elettromeccanici. In quest’ultimo caso, particolarmente interessate il congegno ideato per l’apertura del nascondiglio, che avveniva tirando un filo elettrico di una presa “scoperta” posta al suo fianco.

 

 

 

'Ndrangheta, bunker per latitanti scoperto nella campagne di Rosarno

Un bunker di oltre 20 metri quadrati realizzato in muratura a due metri di profondità, nel sottosuolo di contrada Bosco, nelle campagne di Rosarno, è stato scoperto dagli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria impegnati nella ricerca di latitanti.

Al bunker si accede da una botola in cemento che si apre a scomparsa, scorrendo su appositi binari a circa mezzo metro al di sotto dalla superficie.

Dalla botola, attraverso un pozzo verticale, si entra in un cunicolo-corridoio lungo circa nove metri che conduce alla stanza bunker munita di illuminazione elettrica, letti, cucina e bagno.

La struttura, completamente interrata e mimetizzata da una superficie uniforme con lo stato naturale dei luoghi circostanti, era sorvegliata da alcune microtelecamere esterne nascoste nelle vicinanze.

Gli investigatori della sezione criminalità organizzata e catturandi della Squadra Mobile di Reggio Calabria ritengono che il bunker sia stato utilizzato dai latitanti delle cosche della ‘ndrangheta di Rosarno.

I tecnici del Gabinetto regionale di polizia scientifica di Reggio Calabria hanno effettuato accurati accertamenti alla ricerca di tracce utili alle indagini.

La notizia della scoperta del bunker è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Palmi ed alla Direzione distrettuale di Reggio Calabria, che coordina le inchieste di criminalità organizzata e della cattura dei latitanti.

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I Carabinieri hanno scoperto un bunker ricavato in una villetta

Nella giornata di ieri, i Carabinieri, con il supporto degli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori "Calabria" e della Compagnia Speciale del GOC di Vibo Valentia, a seguito di una prolungata perquisizione avviata, sin dalle prime ore del mattino, hanno rinvenuto un bunker, dell’ampiezza di circa 3 metri quadri, con botola di accesso basculante formata da blocco di cemento armato (delle dimensioni di 80 cm X 40 cm) che si abbassava tramite due pistoni idraulici. All’interno del nascondiglio momentaneo non sono stati ritrovati suppellettili  La scoperta è avvenuta in una delle villette a schiera del Villaggio San Francesco di San Ferdinando riconducibile alla famiglia di Gregorio Bellocco, di 61 anni, pluripregiudicato, attualmente detenuto in regime di 41-bis  e considerato uno degli elementi apicali della omonima famiglia di ‘ndrangheta. Le anomalie e asimmetrie hanno ben presto svelato la presenza del fabbricato abusivo in questione che nel frattempo era stato murato celando le fughe e le crepe perimetrali alla botola.

 

 

 

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'Ndrangheta. Scoperto un bunker

Un bunker in disuso, della lunghezza di 7,5 metri, di 1,80 metri di altezza e 3 di larghezza, è stato scoperto dai Carabinieri impegnati nella perquisizione di diverse abitazioni di Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria. La struttura rinvenuta dai militari della Compagnia di Roccella Ionica era stata ricavata nella cantina di una casa appartenente ad una persona considera contigua al clan Mazzaferro. Ad essa si accedeva facendo scorrere su binari di ferro un pezzo di cemento che era possibile azionare manualmente. Contestualmente al sequestro del vano, è scattata la denuncia per abusivismo edilizio nei confronti dei titolari dell'alloggio in cui è stato trovato il nascondiglio. 

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