A caccia con il fucile dell'amico, due persone in manette

Una giornata di caccia che ricorderanno a lungo e che causerà diversi problemi giudiziari a due amici di Grotteria (Rc).

I due, Rocco Panetta e Christian Albanese, di 76 e 35 anni, sono stati arrestati dai carabinieri della Stazione di Giffone, con l'accusa in concorso di porto in luogo pubblico e cessione illegale di armi comuni da sparo e munizionamento.

In particolare, durante un servizio di controllo, i militari hanno notato un’auto con due uomini a bordo avvicinarsi alle zone di caccia e, una volta sottoposti a controllo, hanno scoperto che solo il più anziano dei due era in possesso del porto d’armi.

Insospettiti dalla circostanza, gli uomini della Benemerita hanno seguito i due, sorprendendoli mentre il 76enne cedeva il fucile e le munizioni all'amico, il quale ha iniziato a sparare in direzione dei volatiti, nonostante dal 2011 fosse destinatario del divieto di detenzione e porto d’armi.

I carabinieri sono quindi intervenuti per disarmare l'uomo.

Dopo aver sequestrato il fucile e le munizioni, i militari hanno arrestato Panetta e Albanese, i quali, al termine delle formalità di rito, sono stati posti ai domiciliari, in attesa dell'udienza convalida.

 

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Tragico incidente di caccia nel Vibonese, morto un finanziere

Tragico incidente di caccia a Maierato, nel Vibonese, dove un maresciallo della guardia di finanza, L. P., di 29 anni, è morto in seguito alle ferite riportate nel corso di una battuta.

Dopo essere stato raggiunto da un proiettile esploso accidentalmente da un compagno, l'uomo è precipitato in un dirupo.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco che hanno recuperato il corpo del giovane ed i medici del 118 che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

La salma è stata trasferita nella la camera mortuaria dell’ospedale di Vibo Valentia.

Violazioni alla legge sulla caccia, denunciati tre cacciatori

I carabinieri forestale della Stazione di Corigliano (Rc) hanno denunciato tre cacciatori per violazione della legge sulla caccia.

In particolare, due uomini, originari del napoletano, sono stati fermati in località “Casone” nel comune di Cassano Jonio mentre esercitavano l’attività venatoria con l’ausilio di un richiamo meccanico a funzionamento elettromagnetico, di cui è vietato l'utilizzo.

I cacciatori sono stati trovati in un appostamento temporaneo realizzato sulla spiaggia ed a nulla è valso, all’arrivo degli uomini dell'Arma, il tentativo di occultare il richiamo sotto la sabbia.

I militari di Corigliano, in collaborazione con i colleghi del Soarda (Sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali) e del Reparto carabinieri Parco di Cerchiara, li hanno colti in flagranza di reato e sequestrato loro armi e munizioni.

Un altro cacciatore, sempre del napoletano fermato per un controllo nella zona, è stato denunciato invece perché esercitava l’attività venatoria con un fucile sprovvisto di riduttore, ospitando nel serbatoio un numero maggiore di cartucce consentite, azione che ha alterato le caratteristiche dell’arma da fuoco.

Oltre alla denuncia è stato posto sotto sequestro il fucile calibro 12.

Sorpresi a cacciare uccelli protetti, denunciati

I carabinieri della Stazione di Caccuri, congiuntamente alle guardie ecozoofile del Wwf, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Crotone un 63enne ed un 56enne per uccellaggione e maltrattamenti di animali, in concorso.

I due sono stati sorpresi, in località Acherentia, mentre erano intenti ad installare trappole per la cattura di uccelli appartenenti a specie protetta.

Nel corso della successiva perquisizione effettuata sull'auto in uso ai due uomini, i militari hanno rinvenuto sette gabbie con 4 cardellini, un verdone, un verzellino e un fanello.

Le gabbie sono state sequestrate, mentre i volatili sono stati rimessi in libertà. 

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Gerocarne, cacciatore sorpreso con un fucile alterato durante una battuta al cinghiale

Durante un'attività di controllo effettuata nel territorio del comune di Gerocarne (Vv), i carabinieri forestale della Stazione di Serra San Bruno hanno sanzionato le violazioni compiute da alcuni cacciatori provenienti da fuori provincia.

In particolare, nel corso di una battuta al cinghiale in località “Tuccio”, i militari hanno sequestrato, a  C.F.G., un fucile calibro 12 privo di riduttore.

Un altro cacciatore ha invece subito una multa da 591 euro, per non aver annotato la giornata di caccia sull’apposito tesserino venatorio e per l’omessa iscrizione di un cane da caccia all’anagrafe canina.

 

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A caccia con richiami vietati, denunciati

Tre persone sono state denunciate dai carabinieri forestale di Corigliano per aver esercitato attività venatoria con mezzi vietati.

I tre, due cacciatori, uno del Bresciano e l’altro di Trento, accompagnati da una “guida” locale, sono stati sorpresi nel comune di Villapiana, mentre abbattevano selvaggina usando, oltre ai richiami vivi, anche due richiami acustici, vietati per l’attività venatoria.

Gli uomini dell'Arma sono quindi entrati in azione, contestando ai tre l’attività venatoria illegale.

Ai due cacciatori, denunciati per violazione della legge sulla caccia, sono stati sequestrati le armi, le munizioni, i due richiami acustici e sei allodole.

L’accompagnatore, invece, è stato denunciato in concorso, poichè avrebbe fornito assistenza recuperando i capi abbattuti.

 

A caccia senza licenza, 63enne finisce nei guai

Un uomo di 63 anni è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Cittanova, con l'accusa di porto abusivo d'arma comune da sparo in luogo pubblico.

In particolare, l'arresto è scattato quando i militari hanno trovato il 63enne, a caccia in contrada San Leone di Cittanova.

L'uomo, seppur sprovvisto della licenza di caccia, è stato sorpreso a sparare con un fucile calibro 12, regolarmente detenuto.

Per tale ragione è stato tratto in arresto in flagranza di reato 

 

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In Calabria per cacciare specie protette, denunciati

Quindici cacciatori, provenienti dal Nord Italia, sono stati denunciati, nell'ambito di un'operazione antibracconaggio condotta nella Sibaritide, dai carabinieri forestali.

Durante l'attività, i militari hanno sottoposto a sequestro: fucili, munizioni e diversi capi di selvaggina abbattuta.

L'operazione ha preso il via, quando gli uomini dell'Arma hanno intuito che i cacciatori, molti dei quali provenienti dalla Toscana, si facevano aiutare da "guide" reclutate tra residenti nella zona per praticare la caccia illegale a specie protette.

Sono scattate, quindi, una serie di perquisizioni che hanno portato al rinvenimento di centinaia di capi di fringuello, cardellino, verdone, pettirosso ed altri esemplari la cui caccia è vietata.

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