Doppia scossa di terremoto nel cosentino

Due terremoti, a distanza di quattro ore, hanno interessato il territorio di Alessandria del Carretto, in provincia di Cosenza.

La prima scossa, di magnitudo ML 2.7, è rilevata alle 2,14 della notte scorsa, ad una profondità di 24 chilometri.

Alle 6,14, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato un secondo sisma, di magnitudo 2.4.

L'ipocentro è stato localizzato ad una profondità di 26 chilometri.

Tra i Comuni più prossimi alla zona dell'epicentro figurano: Albidona, Plataci e Castroregio

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Calabria, con Ulisse arrivano gli Etruschi

 Ogni tanto qualcuno, anche in buona fede, mi chiede stupito perché io mi accanisca contro l’ingenua favoletta di Wolf che Ulisse sia sbarcato a Gizzeria e salito dai Feaci, marinai alpinisti di Tiriolo! Basterebbe riderci sopra?

 E invece no, perché il virus, ogni virus, quando si diffonde scatena un’epidemia: e figuratevi in Calabria, dove è diffusa l’istruzione, però quasi mai accompagnata da sane dosi di metodologia, una scienza ignota ai più.

 Da Tiriolo, infatti, ecco il contagio scendere fino a Miglierina, Comune di qualche centinaio di anime. Anche lì è sbarcato Ulisse? Per forza, è sulla strada per le canne da pesca e le barchette a vela tiriolesi. Ma a Miglierina, ragazzi, non vogliono scopiazzare nessuno, sono originali. Se a Tiriolo hanno i Feaci, a Miglierina, ecco gli Etruschi, e non Etruschi qualsiasi e generici: con chirurgica precisione, hanno scoperto che erano quelli di Veio.

 Hanno trovato, pensate voi, una città, un tempio, una tomba, una cuccia di cane, una scritta, un coccio anche vagamente somigliante a qualcosa di etrusco? Mai! Ci sono prove archeologiche a Miglierina sugli Etruschi quante ce ne sono dei Feaci a Tiriolo: -273, zero assoluto.

 C’è per caso una fonte antica che, approssimativamente, accenni a qualche lucumone di passaggio da quelle parti? C’è, di grazia, una leggenda, la solita leggenda dei fantasmi etruschi? Niente di niente.

 Niente: solo arrampicarsi sui muri lisci con etimologie complicati di località dai nomi semplicissimi. L’etimologa è una scienza: ma che sia una scienza, è notizia mai giunta in Calabria, dove tutti quelli che si chiamano Barone pensano seriamente che l’antenato fosse un potente feudatario normanno alto biondo e con gli occhi azzurri; e quelli di nome Zoppi, invece, sorvolano.

 Vedete che succede a dar retta a Wolf? A Miglierina vogliono gli Etruschi; e presto a Cardeto vorranno gli Assirobabilonesi; a San Donato di Ninea, i Cinesi; a Piscopio, i Druidi; a Papanice, i Marziani; eccetera. E tutti, Eccetera Marziani Druidi Cinesi Assiri, frutteranno contributi di qualcuno a qualcuno, bene inteso da inserire nell’ambito di una riuscitissima sagra della patata.

 Andate a chiedere una lira per una cosa seria? “Bellissima idea, ma le ristrettezze di bilancio… ” Vedrete che per gli Etruschi il bilancio diventerà improvvisamente larghissimo; come per Ulisse a Tiriolo, no?

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Chiaravalle Centrale, il sindaco: "C'è il massimo impegno della Regione per la Casa della Salute"

“C'è il massimo impegno da parte della Regione Calabria per portare a compimento il progetto della Casa della Salute”.

Lo ha dichiarato il sindaco di Chiaravalle Centrale, Domenico Donato, dopo una lunga serie di colloqui intercorsi per tutta la giornata odierna con il presidente e il vicepresidente della Terza Commissione consiliare regionale “Sanità”, Michele Mirabello e Baldo Esposito.

“Entrambi - ha riferito Donato - hanno espresso vivo apprezzamento per la stipula della nuova convenzione tra la Regione e l'Asp di Catanzaro che consentirà l'avvio, in tempi brevi, dei lavori di realizzazione della struttura”.

“Piena sintonia” anche con Franco Pacenza, delegato del Governatore Oliverio in materia di Sanità. Lo stesso presidente della giunta regionale ha ribadito pubblicamente “l'intenzione di procedere speditamente, per garantire al comprensorio di Chiaravalle prestazioni assistenziali più moderne e di qualità”.

  Dal canto suo, il direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Giuseppe Perri, ha confermato al sindaco Donato “la volontà di recuperare il tempo perduto, reputando la Casa della Salute un obiettivo prioritario strategico”.

Intanto, per tutta la giornata di oggi, Mimmo Donato ha continuato a ricevere continui attestati di stima e affetto, dopo le lunghe notti trascorse occupando pacificamente l'androne dell'ex ospedale “San Biagio” per protestare contro l'immobilismo della burocrazia regionale che blocca da oltre cinque anni la realizzazione della Casa della Salute.

Particolarmente gradita la telefonata di solidarietà da parte del segretario dell'arcivescovo di Catanzaro, don Francesco Candia. 

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Chiaravalle Centrale, Casa della Salute: il sindaco Donato vince il braccio di ferro, Regione e Asp firmano la convenzione

Alla fine la notizia tanto attesa è arrivata. E' stata firmata questa sera la nuova convenzione tra la Regione Calabria e l'Asp di Catanzaro che dà il via libera alla riconversione dell'ex ospedale “San Biagio” di Chiaravalle Centrale in Casa della Salute.

L'annuncio lo ha dato, telefonicamente, il governatore Mario Oliverio direttamente al sindaco Mimmo Donato. Lo stesso primo cittadino ha subito acquisito copia della documentazione sottoscritta, convocando immediatamente una conferenza stampa per le ore 20.30 di oggi presso la struttura ospedaliera di via Mario Ceravolo.

Proprio lì, in trincea, dove Donato ha trascorso l'ultima settimana di lotta, tra sciopero della fame, occupazione, incontri e dichiarazioni pubbliche.

Una vittoria di tutti: del popolo di Chiaravalle, dei sindaci del comprensorio, dei politici di tutti gli schieramenti che si sono messi a disposizione della causa, dei cittadini, degli studenti che hanno accompagnato Mimmo Donato nella sua battaglia contro l'immobilismo della burocrazia regionale.

Una vittoria, soprattutto, di un sindaco coraggioso che non ha esitato a mettere in gioco tutto se stesso, rischiando la propria salute fisica, per conseguire un risultato che premia gli sforzi di un intero territorio in cerca di riscatto.

La notizia è stata accompagnata da scene di entusiasmo ed euforia, mentre Chiaravalle Centrale adesso prepara una grande festa.

D'ora in avanti, nessuno abbasserà mai più la guardia fino a quando la Casa della Salute non diventerà concreta realtà. Donato ha interrotto lo sciopero della fame, annunciando un controllo serrato sull'iter procedurale che condurrà alla realizzazione del progetto.

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L'astrofisica Sandra Savaglio ospite Festival Leggere & Scrivere

È stata il simbolo dei cervelli in fuga dall’Italia: nel 2004 la rivista americana Time le ha dedicato la copertina, dal titolo “Come l’Europa perde i suoi talenti della scienza”. Oggi Sandra Savaglio insegna astrofisica e astronomia al dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria, dove ha cominciato i suoi studi e da dove è partita per fare ricerca all’estero.

Savaglio sarà ospite del Festival Leggere & Scrivere 2017 di Vibo Valentia: appuntamento venerdì 13 ottobre, Palazzo Gagliardi, ore 17. Intanto, ci ha accolto al campus dell’Università della Calabria, ad Arcavacata di Rende, per raccontarci qualcosa di sé.

È arrivata nel 2014 all’Unical dopo “chiamata diretta per chiara fama”, un provvedimento governativo. Alla luce della sua carriera internazionale, com’è stato rientrare nella sua Calabria dopo una lunga esperienza all’estero?

«Sono passati tre anni e sono contenta per diversi fattori: il cibo, il clima, la componente umana. Lavoro in un ateneo che contribuisce alla crescita dell’intera regione: i laureati dell’Unical sono professionisti affermati nel resto d’Italia e del mondo. Un contesto internazionale molto alto. Questo non tutti lo sanno».

 Cosa l’ha spinta a tornare in Italia, in particolare in Calabria?

«Ho ricevuto la richiesta di rientrare al dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria. Ho detto di sì, inviando il curriculum, e dopo un anno e mezzo mi hanno richiamata. Era un momento particolare della mia vita perché ero in crisi con il Max Planck, l’istituto tedesco in cui lavoravo allo studio della fisica extraterrestre. All’Unical mi hanno offerto una cattedra da professore ordinario. All’inizio non ci credevo, invece sono qui e felice di esserci».

 Essere donna e del sud, cosa significa per una docente e una ricercatrice del suo livello?

«Le donne sono state da sempre discriminate, se del sud ancora peggio. Le cose, però, ora sono migliorate. Se potessi tornare indietro avrei più coscienza dei miei mezzi, anche se io ci ho già creduto molto. Spesso non è così per le altre donne. Le opportunità qui sono diverse rispetto a Parigi, Londra, New York. Ma le donne in Calabria: basta vedere le sportive del Cus (Centro universitario sportivo), se la giocano eccome! Quello che mi colpisce positivamente è che gli studenti sono molto interessati: hanno voglia di imparare e sono preparati. Danno valore al tuo tempo».

 Lei sarà ospite del Festival Leggere & Scrivere 2017, giunto alla sesta edizione, per raccontare la sua storia. Può la cultura rappresentare una risorsa per lo sviluppo del territorio calabrese?

«Sì, la cultura è un volano di progresso per ogni luogo e per ogni tempo. La ricerca scientifica in Italia, però, è fortemente penalizzata».

 

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Il traffico è la maggiore fonte d'inquinamento in Calabria

“Sono il traffico veicolare, in particolare lungo l’asse autostradale dell’A2 e sulla Sila, e le sorgenti di riscaldamento, nelle aree urbane con più di 15 mila abitanti, i principali settori nei quali gli inquinanti atmosferici sono più presenti in Calabria”.

E’ una delle conclusioni a cui giunge il report sugli inquinanti atmosferici, relativo al biennio 2015-2016, che l’Arpacal (Agenzia regionale per la Protezione dell’ambiente della Calabria) ha trasmesso alla Regione come contributo specialistico per l’Osservatorio regionale sulla Mobilità, ovvero alla struttura che ha il compito di migliorare l’organizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale e l’informazione all’utenza.

Il Report - la cui sintesi tecnica è stata pubblicata questa mattina sul sito dell’Arpacal (www.arpacal.it) - è stato realizzato dai tecnici Emilio Centorrino e Pasquale Crea, già referenti responsabili delle procedure di reporting europeo per la qualità dell’aria verso la Regione Calabria.

“I risultati ottenuti dall’elaborazione dei dati provenienti dalle Stazioni di Monitoraggio – è detto nel report - hanno evidenziato, grazie alla presenza in diverse aree urbane di stazioni di fondo e di traffico, come l’apporto del traffico veicolare all’inquinamento atmosferico sia chiaramente riscontrabile nei dati osservati. Quest’ultimi hanno evidenziato anche come, in zone tra loro simili, si registrino per gli inquinanti concentrazioni equivalenti, come conseguenza di una corretta strutturazione della rete di monitoraggio. Nel complesso, per tutti i comuni di interesse ai fini della L.R. 35/2015, non sono emersi stati di criticità”.

“Anche con queste attività – ha dichiarato il Commissario Arpacal, Maria Francesca Gatto - l’Agenzia opera per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica in stretta sinergia con la Regione Calabria, allineandosi, con utilizzo di tecnologie avanzate acquisite anche grazie al POR FESR 2007-2013, alle attività più complesse condotte dalle altre Arpa italiane nel campo della qualità dell’aria”.

Ex ospedale di Chiaravalle, il sindaco: adesso tutto è nelle mani di Oliverio

“Adesso è tutto nelle mani del governatore Mario Oliverio”.

Lo ha ribadito oggi pomeriggio, in diretta su La7, il sindaco di Chiaravalle Centrale, Domenico Donato, da cinque giorni in sciopero della fame “per denunciare l'immobilismo della Regione Calabria che da cinque anni si tiene nel cassetto otto milioni di euro per la riconversione dell'ex ospedale San Biagio in Casa della Salute”.

Un caso che sta suscitando sdegno e clamore, tanto da richiamare l'attenzione anche dei media nazionali. L'androne d'ingresso del “San Biagio” ha fatto da scenografia alla diretta televisiva, alla presenza di tantissimi cittadini che hanno voluto “metterci la faccia” per dimostrare il loro sostegno alla coraggiosa protesta del sindaco.

E c'erano anche tanti sindaci del comprensorio “perché questa battaglia - ha affermato il primo cittadino di Argusto, Walter Matozzo (Pd) - riguarda tutti, l'intero territorio, e non ammette divisioni tra appartenenze partitiche e colori politici”.

In prima fila, soprattutto, gli studenti degli istituti superiori di Chiaravalle Centrale, determinati a portare avanti ad oltranza il presidio all'interno del nosocomio “fino a quando la Regione Calabria non darà esito positivo alla vicenda”. Il sindaco Donato ha ribadito che “evidentemente c'è una burocrazia malata che crea danni”. Ma c'è pure “una politica che deve comandare e non riesce a imporsi”. Un riferimento diretto al presidente della Giunta regionale che, da mesi, dichiara di aver fatto tutto il possibile per accelerare l'iter della Casa della Salute.

Eppure, i risultati dimostrano che tutto resta bloccato, fermo, ingessato da un estenuante botta e risposta tra i vari uffici e dipartimenti che si rimpallano continue richieste di pareri.

La stessa Asp di Catanzaro, peraltro, solo ieri ha prodotto una delibera attesa da mesi. Adesso tutti si aspettano un gesto forte da parte di Oliverio, per spazzare via il campo dalle mille contraddizioni di una vicenda a dir poco surreale.

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Quarantatré anni fa moriva Antonio Guarasci, primo Presidente della Regione Calabria

Era il 2 ottobre 1974 . La mattina verso le 9,30 mi raggiunse ad Arcavacata',presso il Dipartimento di Storia nei capannoni dove era provvisoriamente allocata l'università, il prof. Antonio Guarasci, primo presidente della Regione Calabria, libero docente di Storia del Risorgimento. 

Sin dall'anno precedente, quando era stata avviata la Facoltà di Lettere e Filosofia, aveva chiesto formalmente di poter insegnare tale disciplina nell' Unical. 

Tale legittima aspirazione trovava però il forte dìssenso del rettore prof. Beneamino Andreata, in quanto egli riteneva che un politico impegnato nella Regione come Presidente della prima Giunta, non avrebbe avuto a sua disposizione nemmeno un'ora al giorno e pertanto non poteva dedicarsi a tempo pieno all'insegnamento e alla guida degli studenti, in base allo Statuto speciale del nostro Ateneo.

Il Comitato ordinatore pur ritenendo ineccepibili le indicazioni del Rettore, era altresì consapevole che in un momento delicato per la costruzione dell'Unical  in cui la lotta politica tra Socialisti e Democristiani occupava non solo le pagine dei giornali, ma anche le strade e le piazze oltre ai circoli e teatri dell'hinterland, non doveva espandersi vistosamente o surrettiziamente nell'Ateneo .

Mancavano pochi giorni all'inizio del secondo anno accademico della Facoltà di Lettere e Fiolosofia che unica in Italia allora aveva un corso di laurea in storia. 

Fui invitato perciò come vicedirettore del Dipartimento omonimo a cercare un'opportuna soluzione alla velata quaestio. Quella appunto che proposi al Guarasci quella mattina, prima che salisse in macchina verso Roma.

Si presentò con grande cordialità portando in dote al Dipartimento insieme con alcuni volumi da lui pubblicati una copia del Codice di Leonardo.

L'intesa che raggiungemmo era che lui non sarebbe stato titolare di cattedra, ma come libero docente avrebbe potuto tenere a titolo gratuito seminari e lezioni.

Lo accompagnai alla macchina di servizio dopo aver preso un caffè e ci abbraciammo salutandoci con un arrivederci presto.Un momento indimenticabile che mi portò alle lagrime, quando appresi dalla Rai, poche ore dopo, che si era spento in un incidente presso Polla, cittadina del Vallo di Diano, ma anche uno sconosciuto tassello storico dell'Unical.

 

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