Scura, i primari e la sanità calabrese

 Afferma il commissario Scura che in Calabria si contano oltre 80 (ottanta) primari che non hanno i titoli per essere tali, che non sono primari, che non hanno vinto alcun concorso, ma sono stati nominati da Questo o da Quello. Qui delle due è l’una:

  • -          o Scura mente, o quanto meno è male informato; e allora gli 80 suddetti esibiscano i loro titoli, poi lo querelino per calunnia;
  • -          o Scura ha ragione, e allora gli 80, o, tra gli 80, gli sforniti di titoli devono scendere dal piedistallo e tornare a fare il medico semplice; e nessuna persona seria deve sprecare il suo tempo a difendere l’abuso.

 Tertium non datur, diciamo noi dotti. È facile, ragazzi. Quando io ero in servizio, se qualcuno avesse voluto conoscere la mia posizione, io avrei esibito laurea, cinque abilitazioni, l’immissione in ruolo, detta poi t. i. Se un medico occupa un posto di primario e ne ha i titoli, lo dimostri; se no, a casa… no, peggio, in corsia.  Ora diciamo qualcosa della sanità in Calabria, gran carrozzone pieno di buchi e di privilegiati, e immane voragine in cui precipita il pubblico denaro. La soluzione? Semplicissima, la soluzione: conservare quelle strutture che servono, dismettere d’urgenza il superfluo. Per questo obiettivo vale la pena di proporre, e, se serve, agitarsi; per i comodi di falsi primari, non sono disponibile a una cicca fumata. Lo stesso per passacarte e roba del genere. Intanto Oliverio e la sua Giunta di Alto Profilo non fanno un bel niente di niente se non lamentarsi di Scura. Scura, che ha dietro di sé Renzi, dei loro piagnistei e dei primari clandestini se ne frega!

 

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La Calabria senza cultura dimentica pure san Francesco di Paola

Spigolando sui giornali abbiamo scoperto che, alla data di oggi 8 marzo, sono in atto i seguenti provvedimenti per ricordare il centenario di san Francesco di Paola: libro di Pino Caridi, festa patronale a Fossato Serralta, monologo teatrale a Paola medesima, mostra a Soriano. Fine della trasmissione. Tutto il resto della Calabria, silenzio come cimiteri di notte. La Facoltà di Lettere dell’UNICAL, che pure si onora di un corso di laurea di Pedagogia della resistenza e di uno di Spionaggio (non scherzo, è proprio così!) non ha trovato un momento per la bisogna. Ma ho nominato un libro… fermi tutti, Caridi insegna a Messina. La Regione Calabria… del resto non c’è manco un disgraziato di assessore alla cultura, anzi, con tutta evidenza, non c’è cultura; e i tentativi seri di farne sono finiti a Lilì Marlene. Alla Regione Calabria, al suo presidente Oliverio e alla Giunta Di Alto Profilo (maiuscolo anche Di) importa solo che Sgura abbia tolto loro ben 52 amici da sistemare per primari veri o fasulli. Tutti gli altri Enti vari, province e comuni eccetera, si girano i pollici. Lo stesso per gli operatori turistici. Spero faccia qualcosa la Chiesa. Cosa c’entrano gli operatori turistici? Eh, se c’entrano! Il Paolano fu per secoli il santo della Francia e della Spagna, e ancora oggi in Germania bevono la Paulaner. Era il patrono del Regno di Napoli. I principi Borbone in Italia e Spagna si chiamavano al battesimo Francesco di Paola… Scusate se è poco. Dite, ma ve fai un argomento di vil denaro per flussi di pellegrini e turisti? Anche, in una terra alla strafame. Ma ne faccio anche una questione culturale: come ricostruire quell’interessante periodo della seconda metà del XV secolo, che vide l’estremo bagliore della civiltà medioevale e i primi segni della rinascimentale, e che Huizinga chiama l’autunno del Medioevo; con sussulti politici in Calabria, la rivolta del 1459; la crescita delle istituzioni comunali; lo sviluppo della seta; e, come sempre nei momenti di progresso, problemi sociali cui Francesco prestò attenzione; e respiro internazionale… e quella figura che mi è cara, Nicolò Picardo il guerriero caduto a Otranto, l’amico del santo: Cicco e Cola. Scusate se è poco. Ma siamo in Calabria, e qui vanno solo libri e film di morti ammazzati con sottotitoli. E passa anche il 2016 senza uno straccio di saper cogliere l’occasione.

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Renzi: "Il 10 marzo sarò in Calabria per l'apertura dell'ultima galleria della Sa- RC"

" A Natale gli automobilisti staranno tranquilli: il 22 dicembre inauguriamo la Salerno-Reggio Calabria. Mi ridono tutti dietro quando dico che la finiremo, ma il 10 marzo sarò in Calabria a verificare l'abbattimento dell'ultimo diaframma dell'ultima galleria". E’ quanto ha dichiarato in un’intervista ad Isoradio il presidente del consiglio  Matteo Renzi. "Costi quel che costi, noi vogliamo che sia un'autostrada seria a quattro corsie. Forse non sarà bellissima tutta ma deve essere messa in sicurezza perché lo si deve alla civiltà dell'Italia e alla sua credibilità all'estero". Per quanto riguarda, invece, il Ponte sullo Stretto, il capo del governo ha affermato che prima o poi “verrà fatto”. “L'importante – ha concluso - è che prima portiamo a casa i risultati di opere incompiute perché qui ci son solo quelli che pensano di arrivare e portare a casa progetti faraonici".

Calabria: pioggia e vento, per domani allerta meteo della Protezione civile

La Protezione civile ha emesso un avviso di condizioni meteo avverse per la giornata di giovedì. L'allerta meteo riguarda anche la Calabria dove, dalle prime ore di domani si prevedono precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. La situazione potrebbe essere particolarmente critica sul versante tirrenico dove gli effetti del ciclone Zissi dovrebero farsi sentire con virulenza. Sulla base dei fenomeni previsti,  la Protezione civile ha diramato, quindi, un livello di allerta arancione per rischio idrogeologico sulla Calabria tirrenica. Allerta gialla idrogeologica sui restanti settori della Calabria, nonché nelle regioni: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Basilicata e Sicilia settentrionale. Allerta gialla idraulica e idrogeologica, invece, su alcuni aree di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Marche.

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"Bevo solo acqua calabrese", la singolare protesta del consigliere regionale Tallini

“Bevo solo acqua calabrese convinto da sempre della qualità e della bontà dei prodotti della mia terra. Ed è per questo motivo che ho deciso di resistere alla sete quando, durante i lavori della quarta Commissione consiliare, mi sono trovato di fronte una bottiglia di acqua minerale prodotta nel Comune di Scorzè della Regione Veneta”. E’ quanto afferma il consigliere regionale del gruppo misto Domenico Tallini che aggiunge: “Come possiamo essere di aiuto alla nostra terra quando siamo noi stessi rappresentanti delle Istituzioni a disconoscere l’identità delle produzioni calabresi  che rappresenta un momento di forte legame con i territori, consentendo il consumo di prodotti altrui ed in questo caso proprio di quell’acqua minerale che da noi è così buona, oltre che rinomata in tutta Italia? Così non si va da nessuna parte, perchè sono proprio le piccole cose  a dare il segno di quel rinnovamento che ancora i nostri concittadini si attendono. Pertanto, al presidente Irto – conclude Tallini- chiedo di sollecitare il gestore della mensa del Consiglio regionale a valorizzare il consumo dei nostri prodotti proprio in quella che lui stesso, con orgoglio, definisce la ‘Casa dei calabresi’”.     

 

Orlandino Greco (Oliverio presidente) presenta una mozione sul sistema dei trasporti

“Nel corso del prossimo Consiglio regionale verrà discussa la mozione sul sistema di trasporti per lo sviluppo della Calabria che ho depositato”. E’ quanto rende noto il presidente del gruppo Oliverio Presidente, Orlandino Greco. “Con tale mozione - ha dichiarato - si vuole individuare una nuova prospettiva del sistema ‘trasporti’ finalmente orientata dalle enormi potenzialità della Calabria, regione dotata di uno straordinario patrimonio culturale, storico e naturalistico”. Secondo Greco: “L’attuale sistema dei trasporti risulta essere totalmente inadeguato per le potenzialità di sviluppo dei nostri territori. In Calabria, il trasporto ferroviario soffre di diverse criticità che riguardano problemi infrastrutturali, carenze nei servizi, vetustà del materiabile rotabile, assenza di forme di integrazione e d’informazione. Tutto questo - sostiene il Capogruppo - pregiudica la scelta da parte degli utenti di tale modalità di trasporto con evidenti ripercussioni sul sistema dei trasporti regionale. In particolare, sotto il profilo dei collegamenti ferroviari, alcune zone dell’Alto Jonio risultano completamente isolate o abbandonate”. “Con la mozione - spiega Greco - si chiede un impegno al presidente Oliverio ed alla Giunta regionale, per l’ammodernamento della linea jonica che, a tutt’oggi, risulta a singolo binario e non elettrificata, al fine di realizzare un percorso ad alta velocità ed alta capacità”. Ad avviso dell’esponente politico: “Riuscire a realizzare un’infrastruttura moderna ed efficiente permetterebbe di collegare territori che, al momento, permangono in uno stato di profonda crisi economica e sociale, anche per l’alto costo che hanno i trasporti. Congiungere Reggio Calabria a Taranto con una rete a doppio binario e ad alta velocità si ricollegherebbe anche al progetto, già in fase di realizzazione, dell’alta velocità sulla tratta Napoli - Bari - Lecce - Taranto. Avremo così tolto al ministro Delrio l’alibi che per fare l’alta velocità in Calabria ‘ci vorrebbero 20 miliardi’” - aggiunge Orlandino Greco. “Tali collegamenti, infatti, seguendo l’itinerario Reggio Calabria - Gioia Tauro - Siderno - Taranto - Bari, consentirebbero di congiungere e di ricucire Sicilia e Calabria al sistema dei trasporti nazionale ed europeo, fermo restando - sottolinea - che va superato il gap esistente tra il numero di treni che partono da Roma verso il nord del Paese e quelli che partono dal sud, ed in particolare dalla Calabria. Un drammatico squilibrio - stigmatizza - che impedisce lo sviluppo e la crescita della nostra regione, limitandone fortemente anche la capacità di competere su piattaforme turistiche trans regionali. Lo sviluppo del turismo jonico calabrese, in particolare delle aree economicamente più vivaci quali la Locride, il Catanzarese, il Crotonese, la Piana di Sibari e l’area Grecanica - conclude Orlandino Greco - passa attraverso la realizzazione di queste importanti infrastrutture.”

 

Gli omicidi al Nord ed i luoghi comuni sulla Calabria

Negli ultimi tempi sono accaduti alcuni fatti orrendi, quali l’uccisione della ragazzina Yara e quella della professoressa ingannata e strangolata… eccetera; e tutti accaduti nell’Italia Settentrionale e Centrale. Di tali omicidi viene dato ogni giorno amplissimo resoconto su tutti i giornali e tv eccetera, con dovizia di particolari pruriginosi.  Di Bossetti, presunto assassino e presunto figlio illegittimo, sappiamo ogni benché minimo particolare di cronaca rosa e nera. Della professoressa, anche di più. Se poi ci diamo alla fredda legge dei numeri, siamo indotti a concludere che il numero di delitti di sangue è nettamente superiore a Nord e Centro che a Sud; ma questo potrebbe spiegarsi con il divario di popolazione. Comunque, ne succedono tanti; e, ripeto, ce li raccontano in tutte le salse. Tutt’altro che silenzio stampa, dunque: però, prestate attenzione, ogni singolo caso viene affrontato come singolo caso. A nessuno viene a mente di sproloquiare che a Brembate o nella Bermagasca tutte le ragazzine vengano uccise da tutti i muratori abbronzati, e che la colpa sia del dominio veneziano o, prima, di quello visconteo. In Calabria è successo un caso torbido nell’ambiente degli spacciatori indigeni e zingari, a quanto pare: un pregiudicato e la sua convivente sono stati uccisi per immaginabili sporchi motivi; e con loro un bambino, che, con inopportuno nome de “il piccolo Cocò” è divenuto così noto da occupare larghissimi spazi sui mezzi di comunicazione, e divenire simbolo della mafia. E così larghi che si recò sul luogo il Santo Padre in persona. La mafia non c’entrava, a quanto pare, ma è un dettaglio. L’importante è che il mondo sa che forse uno di Brembate ha ucciso una ragazzina; ma sa che in Calabria vengono uccisi dalla mafia tutti i bambini, e perciò occorre la presenza del papa. Quello di Yara è un delitto isolato, quello di Cocò è un fatto universale. Perché accade questa distorsione? Le cause sono due:

  • -          la potenza dei luoghi comuni e delle frasi fatte nella penna e nella voce di giornalisti improvvisati e poveri di lingua italiana;
  • -          l’antimafia segue cena, cioè il fenomeno per cui ormai migliaia di calabresi campano, fanno soldi, acquisiscono fama e compiono carriere politiche, ostentando la lotta antimafia; a costoro serve la mafia, guai se non ci fosse la mafia! Infatti, appena si è saputo che sono stati gli zingari, Cocò è sparito anche dalle cronache locali.

 Non sarebbe ora di finirla, in Calabria, con tutti questi sciacalli, alcuni pochi in buona, i più in mala fede?

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Sta nevicando su gran parte della Calabria

Come previsto, precipitazioni nevose stanno caratterizzando la giornata odierna in Calabria. Fiocchi copiosi scendono su buona parte della regione, a partire dal capoluogo Catanzaro, a trecento metri sul livello del mare e dalle località pre-silane. Pure l'area attorno a Locri, in provincia di Reggio Calabria è interessata, sia pure in forma lieve, dal fenomeno. Sebbene non si registrino al momento difficoltà particolari, nevica pure sul tratto a nord di Cosenza dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Spazzaneve e mezzi spargisale sono stati comunque predisposti in caso di necessità. Abbondanti sono le nevicate sui monti. La colonnina di mercurio in Sila è piombata fino a 14 gradi sotto lo 0 e sono caduti 70 centimetri di neve, analoga la situazione sui rilievi del Pollino e dell'Aspromonte. 

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