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Calabria, Anas: aggiudicata la gara dei lavori di ricostruzione del Viadotto ‘Allaro’ lungo la strada statale 106 ‘Jonica’

Anas comunica che, sono stati aggiudicati i lavori di ricostruzione del Viadotto ‘Allaro’ ubicato al km 122,000 sulla strada statale 106 ‘Jonica', nel territorio comunale di Caulonia in provincia di Reggio Calabria.

L’appalto, del valore complessivo di aggiudicazione di 1 milione e 230 mila euro, prevede la ricostruzione delle pile demolite e il consolidamento delle fondazioni, danneggiate a seguito degli eventi alluvionali abbattutisi sulla provincia di Reggio Calabria nel mese di novembre 2015 e nel gennaio  2017.

Si comunica inoltre che, il prossimo 5 aprile 2017, a Caulonia, i Responsabili ed i Tecnici Anas illustreranno, nel dettaglio il progetto dei lavori di ricostruzione e consolidamento del Viadotto ‘Allaro’,  alla presenza del Professor Roberto Musmanno, Assessore Regionale alle Infrastrutture e dell’Ingegner Salvatore Siviglia, Segretario Generale Autorità di Bacino Regionale.

 Per informazioni dettagliate su tutti i bandi di gara: www.stradeanas.it.

La Calabria fuori dal mondo, anche nei trasporti

In questi giorni, quando a Firenze si svolge il G7 della Cultura, torna anche sui media l'attenzione sui tanti disservizi che penalizzano la Calabria, mentre i loro artefici si rimpallano le responsabilità, finendo, ahimè, sempre fuori campo.

Fuori dai voli, di fatto, son i due aeroporti di Reggio e Crotone (gli altri due auspicati a Sibari e Scalea - per ora - son posti fuori gioco). 

Ma purtroppo, a sentire i tanti pendolari costretti a salire ogni giorno su treni regionali ed extra, questi sono sempre non solo fuori orario, ma anche fuori ogni decenza, come ci ha fatto vedere il Tg3 regionale.

Per non dire, ahi noi, di strade e servizi pubblici fuori servizio, che pesano sulla vita quotidiana di tutti noi, residenti in questa terra meravigliosa, esaltata sempre dentro e fuori coro, ma solo a parole, con una classe politica al vertice, che è ormai sita fuori del mondo! 

Certo essa non si farà fuori da sola, anzi! e noi non possiamo - per ora - de jure mandarla a casa

Prima che giunga la fine del mondo (che i pronostici gioachimiti direbbero imminente) non sarebbe opportuno darsi una mossa e uscire fuori da questo pelago, come avvenne per i Bronzi di Riace, e chiedere che la prossima riunione del G7 si tenga proprio a Reggio ponte tra Occidente ed Oriente ? 

Un sogno per non uscire fuori della speranza - si fa per dire - in attesa veramente di giorni migliori, anche per le trasversali delle Serre e dintorni.

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Caporalato in Calabria, denunciate otto persone

La guardia di finanza di Cosenza, a seguito di controlli eseguiti nell’ambito del “Piano focus ‘ndrangheta” disposto dalla Prefettura di Cosenza, ha denunciato all’Autorità giudiziaria di Castrovillari, complessivamente 20 persone, otto delle quali accusate del reato di intermediazione illecita di manodopera (caporalato) e dodici per violazione delle norme del Testo unico immigrazione.

Le operazioni, eseguite dai militari della Tenenza di Montegiordano, si sono svolte attraverso il controllo di automezzi in transito sulla SS 106 Jonica, nonché con interventi eseguiti direttamente nei luoghi dove gli operai venivano impiegati illegalmente.

Otto soggetti, di nazionalità italiana e pachistana, sono stati denunciati quali “caporali”, di cui tre per reclutamento e cinque quali titolari di aziende agricole, per utilizzo e impiego illegale di manodopera.

Tutti rischiano la pena della reclusione da uno a sei anni e la multa da 500 a mille euro per ciascun lavoratore reclutato.

Agli stessi potrebbe essere applicata, inoltre, l’aggravante specifica dell’aumento della pena da un terzo alla metà per aver reclutato ed utilizzato forza lavoro superiore alle tre unità.

I presunti “caporali ” reclutatori si sarebbero occupati di reperire manodopera da sfruttare e retribuite con salari inferiori a tre euro l’ora. Tra i reclutati figurerebbero cittadini provenienti prevalentemente da Albania e Pakistan, impiegati nella raccolta di limoni e fragole in aziende agricole calabresi e lucane.

Ad un presunto “caporale”, i militari hanno sequestrato appunti e quaderni riportanti, per ogni singolo lavoratore “reclutato”, le giornate lavorative e la relativa “paga” corrisposta.

Dall’esame della documentazione sarebbe emerso che il presunto “caporale” tratteneva per sé il 30 per cento circa delle retribuzioni di ogni singolo bracciante agricolo, pari ad 11 euro, arrivando a guadagnare, oltre 7 mila euro al mese.

I finanzieri, procederanno ora a valutare le posizione fiscali e patrimoniali dei presunti “caporali” reclutatori al fine dell’eventuale applicazione delle norme in materia di sequestro e confisca di beni.

Le attività condotte dalle fiamme gialle si sono concluse, quindi, con la segnalazione all’Autorità giudiziaria di otto persone di nazionalità italiana e pakistana; l’espulsione di tre 3 soggetti; la denuncia all’Autorità giudiziaria di dodici individui di diverse nazionalità per violazione delle norme sull’immigrazione. Nel corso delle attività, i militari hanno, inoltre individuato 28 lavoratori “in nero” e irregolari, di cui 12 privi di permesso di soggiorno.

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Radioattività ambientale, le grotte calabresi laboratori naturali per lo studio del Radon

Sono circa quattrocento le cavità censite dal Catasto grotte della Calabria. Alcune hanno uno sviluppo di poche decine di metri, altre addirittura di diversi chilometri. Si tratta di cavità naturali, dall’incommensurabile valore naturalistico-ambientale, spesso meta di appassionati frequentatori, degli operatori del Servizio regionale del Soccorso alpino e speleologico della Calabria (SASC) che, nell’ambito delle loro attività istituzionali, sono chiamati ad operare in tali luoghi percorrendo lunghi corridoi di roccia o incuneandosi tra strettoie, a volte allagate, in ambienti impervi, ostili ed in condizioni particolarmente disagiate.

Tali profondità della terra, oltre ad affascinare i visitatori, rappresentano dal punto di vista scientifico un “laboratorio naturale” ideale per studiare alcune dinamiche che interessano la propagazione e l’accumulo del Radon, gas nobile radioattivo di origine naturale. I prodotti del decadimento di questo gas, detti “figli del Radon”, possono legarsi alle pareti, ai pavimenti, alle persone o alle particelle nell’aria ed essere inalate, aumentando conseguentemente il rischio dell’insorgenza di neoplasie polmonari.

Per tali motivi,  il Radon è stato oggetto di una campagna di monitoraggio che Arpacal ha avviato nel 2015, sull’intero territorio regionale, in collaborazione con l’Inail ed il ministero della Salute.

L’incontro tra Arpacal e Soccorso speleologico del servizio regionale Calabrese, ha fatto nascere l’idea di sviluppare insieme una ricerca sperimentale per studiare le condizioni in cui si potrebbero accumulare sacche importanti di gas Radon nel sottosuolo.

L’Arpacal, così, aggiungerà questi importanti dati alle informazioni, acquisite o in fase di acquisizione, riguardanti le misure del Radon negli ambienti di vita come: le scuole, le abitazioni private, gli edifici pubblici e luoghi di lavoro, ed anche nel suolo e nell’acqua.

“Annoverare nel database regionale dati relativi alla concentrazione di Radon in aria, all’interno di cavità sotterranee, sebbene utile ed indispensabile per definire un quadro più completo ed esaustivo della campagna di monitoraggio posta in essere – ha dichiarato il Salvatore Procopio del laboratorio fFisico “E. Majorana” del Dipartimento di Catanzaro dell’Arpacal - risulta per qualsiasi agenzia ambientale regionale molto complicato, considerata la tipologia di luogo impervio ed ostile praticamente impossibile da indagare o finanche accedere senza una giusta preparazione tecnica. La frequentazione di questi luoghi così speciali, importantissimi dal punto di vista della conoscenza scientifica sulla distribuzione del Radon nel nostro territorio, richiederebbe un addestramento specializzato che, allo stato, possiedono gli operatori del Soccorso Speleologico calabrese”.

Il primo obiettivo della ricerca è formare gli speleologi sulle principali caratteristiche del gas Radon, sulla natura della ricerca che l’Arpacal sta svolgendo, nonché sulle procedure tecniche da usare per installare, nei lunghi percorsi di alcune grotte calabresi, i dosimetri che, nel periodo di dodici mesi dal loro posizionamento, saranno in grado di restituire una mole di dati sull’eventuale presenza del gas Radon.

La formazione degli speleologi, a cura di Salvatore Procopio e  Roberto Catalano, si è tenuta ad Arcavacata di Rende presso la sede del Soccorso speleologico calabrese. Successivamente è stata avviata la fase operativa partendo dalla ben nota “Risorgente in Località Palazzo” situata nel territorio comunale di Orsomarso nell’alto Tirreno cosentino. Gli operatori del Soccorso speleologico hanno accompagnato i tecnici Arpacal nell’ ipogeo per iniziare il lavoro di monitoraggio. All’interno della grotta di natura calcarea, in posizioni determinate, sono stati misurati valori di radioattività naturale e sono state ulteriormente illustrate agli speleologi le operazioni da svolgere per il posizionamento dei dosimetri.

Nelle prossime settimane, le squadre di tecnici Arpacal e gli operatori del Soccorso speleologico calabrese continueranno le loro ispezioni in altre grotte della Calabria, installando i dosimetri per la misurazione del gas Radon.

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Il soggiorno in Calabria di Francesco Saverio de Sanctis

Si celebra quest'anno, il 27 marzo, il II centenario della nascita di Francesco Saverio De Sanctis, il grande letterato, patriota  e ministro della pubblica istruzione, al quale - come è noto - è dovuta la più radicale riforma della scuola.

È piacevole , oltre che doveroso , ricordare che egli trascorse  oltre un anno in Calabria dopo che gli fu sottratto l' insegnamento alla Nunzianella di Napoli nel novembre del 1848, perché nel mese di maggio si era schierato insieme con i suoi studenti ai moti promossi dall' Associazione "Unità d' Italia" diretta da Luigi Settembrini. 

Fu allora invitato dal patriota  cosentino Francesco Guzolini, barone di Cervicati, per fare da precettore del figlio Angelo.

Il viaggio via mare non fu facile, ma di certo meno avventuroso di quello via terra tra i lunghi e incerti sentieri dell'Appenino meridionale e la dissestata via Popilia, dove si sprigionava " l'anarchia la selvaggia del brigante". 

Approdato sulla costa tirrenica raggiunse Cosenza dove dimorò sino al dicembre 1849.

Fu subito colpito dallo spettacolo della confluenza del Crati e il Busento, di cui subito avvertì " il mormorio cheto dei due fiumi", " le colline dolci e verdeggianti", e " gli aridi monti su cui si vanno a posare le nubi ".

La famiglia che l' ospitava era gentile e accogliente, ma a lui mancavano i libri e si rattristava per questo col trascorre dei giorni. La città di Telesio perciò cominciò a non soddisfarlo . 

Il  clima gli diviene uggioso e pesante, ma il suo istinto creativo non si ferma: egli scrive e riscrive, in " un angolo della bassezza e della barbarie" , e durante l' estate in campagna e presso il mare nelle dimore del barone ospitante. 

Non immaginava tuttavia che presto sarebbe stato arrestato. 

Era la mattina del 3 dicembre quando il Palazzo Guzzolini, sito nel centro storico presso l'Arco del Vaccaro e la chiesa di S. Francesco d'Assisi, fu circondato da gendarmi e il De Santis venne arrestato per poi essere il 19 dello stesso mese portato a Paola per essere imbarcato verso Napoli, dove venne rinchiuso in Castel dell'Ovo con l'accusa di essere affiliato al movimento mazziniano.

Dentro le sbarre cominciò a ripensare all'esperienza cosentina con più serenità, guardando al futuro e indicando la  Calabria come "una terra di grandi promesse".

C'è da augurarsi che a due secoli di distanza tale futuro giunga a compiersi.

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Wanda Ferro (Gruppo misto): "L'inerzia della Regione mina l'attività dei Consorzi di bonifica"

"Sembra cadere nel vuoto qualunque appello rivolto al presidente Oliverio affinché vengano risolte problematiche importanti, come quelle che riguardano la reale possibilità per i consorzi di bonifica di offrire i loro servizi al territorio e alle aziende agricole".

E' quanto scrive in una nota, il consiglire regionale Wanda Ferro (Gruppo misto)

"Più di un mese fa  - prosegue Wanda Ferro (Gruppo misto) - io stessa avevo chiesto al ‘governatore’ di farsi carico del preoccupato grido di allarme lanciato dal presidente del Consorzio Ionio Catanzarese Grazioso Manno, sulla mancata destinazione di risorse agli enti consortili, impossibilitati a svolgere il loro lavoro nella manutenzione delle opere di bonifica e degli impianti irrigui. Una asfissia finanziaria che ha costretto anche all’avvio di procedure di licenziamento per il personale. Eppure - aggiunge il consigliere -  nessun segnale arriva dal ‘buén retiro’ di Oliverio, da quelle stanze al decimo piano della Cittadella evidentemente troppo elevate e ovattate perché il lungo riposo del governatore venga disturbato dalle proteste e dalle richieste di aiuto che arrivano da tutte le organizzazioni di categoria, da Confagricoltura a Coldiretti, oltre che dalle organizzazioni sindacali del comparto. La Regione è rimasta inerte anche dopo i danni che i nubifragi dello scorso mese di gennaio hanno provocato alle strutture consortili situate lungo i fiumi Simeri e Alli, creando una situazione di pericolo per l’incolumità pubblica e sopratutto il concreto rischio di non potere erogare il servizio irriguo alle aziende agricole di tutta l’area dell’alto Ionio catanzarese. E' necessario - conclude Wanda Ferro - che la Regione faccia la propria parte, destinando le risorse necessarie ad assicurare la messa in sicurezza del territorio e il ripristino di quegli impianti da cui dipende la sopravvivenza di quelle imprese agricole che rappresentano una fetta importante dell’economia di questa parte di Calabria”.

Battaglia ricorda Vincenzo Panuccio

“Giurista colto e professore apprezzato, Vincenzo Panuccio resta una figura di riferimento per la città che gli ha dato i natali ed il suo patrimonio culturale ed umano, bussola spirituale per intere generazioni di studenti”.

E’ quanto dice il consigliere regionale Domenico Battaglia per il quale “il convegno promosso dall’Università ‘Mediterranea’ di Reggio Calabria,  di concerto con il Consiglio Nazionale Forense, il Lions Club Reggio Calabria Host e l’Ordine degli Avvocati della Città dello Stretto,  rappresenta un atto doveroso nei confronti di chi si è speso in favore di Reggio e della Calabria con importanti battaglie civili e sociali.   Ho avuto modo di conoscere il professore Panuccio e di apprezzarne le qualità umane oltre che professionali – commenta Battaglia-. Sempre attento ai bisogni delle persone in difficoltà, del professore ricordiamo anche il suo grande impegno a difesa dei Bronzi e a sostegno del nostro patrimonio archeologico nella funzione di presidente dell’associazione ‘Amici del Museo’”.

Aggiunge Domenico Battaglia: “Panuccio è stato promotore di numerose iniziative culturali e scientifiche che hanno dato risalto alla nostra terra. Accanto al suo impegno da docente universitario esercitato con serietà ed equilibrio, a Messina come a Reggio, il professore è stato anche componente del Comitato per la creazione dell’Università per Stranieri ‘Dante Alighieri’ di Reggio Calabria che oggi costituisce un punto di riferimento del sistema universitario nel segno dell’integrazione e dello scambio fra i popoli dell’area mediterranea. Rendere omaggio alla figura di Panuccio, significa riconoscere alla cultura un ruolo fondamentale per il rilancio della nostra terra”.

Reggio, la Fata Morgana e la toppa peggio del buco

Pezz’a colore è una tipica espressione reggina, corrispondente a “la toppa è peggio del buco”, e varianti dialettali varie in tutta Italia. Si addice bene alla soluzione abborracciata della faccenda Alitalia.

 L’Alitalia, come è noto, è alle strette, e deve far quadrare i conti. L’aeroporto di Reggio, evidentemente passivo, andava abbandonato. In più, Alitalia vanta un credito di quasi due milioni dalla Regione.

 Apriti cielo! Strilli cittadini, e il sindaco minaccia le dimissioni. Può mai la sinistra perdere questo suo enfant prodige? E, più in generale, Reggio rinunciare alla sua Fata Morgana di turno, al suo sindaco magico? Già, prima Falcomatà padre, poi Scopelliti, poi Falcomatà figlio: come si vede, basta sia una Fata Morgana, e non importa di che colore politico.

 Oliverio, che quanto ad idee sta maluccio, quanto a strategie per la Calabria è messo ancora peggio, però è bravissimo nel giocare di rimessa, corre a Roma, e intanto paga.

 Risultato? Due voli sicuri; e promesse di voli futuri. E già, la Fata Morgana è in cielo, vola! Così è fatta Reggio di Calabria.

 Tra un paio di mesi, vedremo se i voli diverranno da due almeno tre, da tre almeno quattro; poi, assicura il sindaco, tutto il cucuzzaro, e torneranno i voli. Io mi segno la data del 31 maggio, per sicurezza. Vedremo.

 Intanto, vedremo se al 31 maggio sarà ancora in vita l’Alitalia, e non è per niente sicuro.

 Per ora, alla data del 25 marzo, a Reggio siamo alla pezz’a colore, rattoppo peggiore della sdrucitura.

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