Jole Santelli è il nuovo presidente della Regione Calabria

Jole Santelli è il nuovo presidente della Regione Calabria.

La candidata del centrodestra ha sbaragliato la concorrenza, con il 50,9 per cento. Pippo Callipo, per il centrosinistra, non va oltre il 31,3 per cento.

Alle spalle dei due maggiori competitor si piazza, a sorpresa, Carlo Tansi (lista civica) con il 7,2%.

Ultima piazza, invece, per Francesco Aiello (M5S) che si ferma al 7,2 per cento.

 

 

Regionali 2020, alle 19 affluenza in crescita in Calabria ed Emilia Romagna

Affluenza in crescita rispetto alle precedenti consultazioni regionali, sia in Calabria che in Emilia Romagna.

Alle 19, infatti, ha votato il 35,44 per cento degli elettori calabresi, contro il 34,62 per cento del 2014.

Ancor più elevata la partecipazione al voto in Emilia Romagna dove, alle 19, ha gia votato il 59,29 per cento degli aventi diritto.

Un dato decisamente in controtendenza rispetto alla precedente cosultazione, quando, alla stessa ora si era recato alle urne il 31,13 per cento degli elettori.

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Seggi aperti in Calabria, si vota fino alle 23

Seggi aperti, dalle 7 alle 23 di oggi, per scegliere il governatore della Calabria ed i componenti del Consiglio regionale.

I quattro candidati in campo che si contendono la guida della Regione Calabria per la prossima legislatura sono: Francesco Aiello, sostenuto dal Movimento 5 stelle e da Calabria civica; Pippo Callipo, sostenuto da Io Resto in Calabria, dal Partito democratico e Democratici e progressisti; Jole Santelli, appoggiata da Jole Santelli Presidente, Forza Italia, Casa delle libertà, Lega, Fratelli d’Italia e UdC; Carlo Tansi sostenuto da Tesoro Calabria, Calabria libera e Calabria pulita.

Agli elettori sarà consegnata una sola scheda sulla quale sono riportati i nomi dei candidati alla presidenza e le liste regionali collegate.

Si può votare:

  • solo per un candidato alla carica di presidente, tracciando un segno sul nome;
  • per un candidato alla carica di presidente e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul nome e uno sulla lista;
  • solo per una lista, in tal caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato presidente ad essa collegata.

Può essere espresso un solo voto di preferenza per un candidato a consigliere regionale scrivendone il cognome.

Non è ammesso il voto disgiunto.

Lo scrutinio avverrà questa sera, al termine delle operazioni di voto.

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Calabria, disarticolata organizzazione dedita al traffico e alla produzione di stupefacenti

Alle prime ore di ieri, nelle province di Reggio Calabria ed in altre del territorio nazionale, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi, i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria, del Nucleo cinofili, dell’8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia e dei Comandi Arma competenti per territorio, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 16 persone (di cui 15 in carcere ed 1 all’obbligo di presentazione alla p.g.) ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di coltivazione, detenzione, vendita, acquisto e cessione di sostanze stupefacenti, acquisto, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di armi da guerra e comuni da sparo e ricettazione.

I destinatari della misura cautelare in carcere sono: Domenico Ascone, taurianovese di 40 anni; Francesco Cimato, rosarnese di 36 anni; Adam Frunza, romeno di 47 anni ; Giuseppe Germanò, taurianovese di 38 anni; Gabriele Giardino, rizziconese di 24 anni; Diego Giovinazzo, rizziconese di 45 anni; Rocco Giovinazzo, rizziconese di 37 anni; Francesco Graziano, taurianovese di 41 anni; Giuseppe Graziano, taurianovese di 35 anni; Domenico Nava, taurianovese di 51 anni; Antonino Romeo, taurianovese di 46 anni; Francesco Secolo, rizziconese di 34 anni; Giuseppe Secolo, rizziconese di 64 anni; Pasquale Tropeano, rizziconese di 53 anni; Mihai Tudor, romeno di 36 anni; mentre è stata sottoposta all’obbligo di presentazione giornaliera alla pg Annamaria Mazzotts, rosarnese di 38 anni.

L’operazione, denominata "Piana stupefacente", giunge all’esito di due articolate e convergenti attività d’indagine condotte dalle Compagnie carabinieri di Gioia Tauro e Taurianova, nel periodo compreso tra novembre 2016 e dicembre 2017.

Le attività investigative hanno permesso, in breve tempo, attraverso il ricorso a metodologie d’indagine tradizionali, quali servizi di pedinamento, osservazione, riprese video ed attività intercettive telefoniche ed ambientali, di far luce sull’esistenza di un gruppo criminale, composto prevalentemente da soggetti operanti nella Piana di Gioia Tauro ma con proiezioni anche in altre province d’ Italia, i quali, utilizzando appezzamenti di terra ubicati nelle aree rurali di Gioia Tauro (RC) e Taurianova (RC), erano dediti in modo sistematico alla coltivazione, alla lavorazione ed al successivo spaccio di ingenti quantità di marijuana.

In particolare, le indagini hanno consentito, da un lato, di individuare un gruppo di soggetti, con ruoli direttivi ed organizzativi, deputati alla scelta dei terreni dove realizzare le piantagioni, all’acquisto dei materiali per la lavorazione della droga ed alla produzione all’ingrosso della sostanza stupefacente, e, dall’altro, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di sodali che, con funzioni meramente esecutive e materiali, venivano incaricati di coltivare la sostanza stupefacente, di curare le fasi di semina, coltura e raccolta della canapa indica, e di svolgere attività di intermediazione tra produttori ed acquirenti.

Tra l’altro, alcuni degli indagati sono risultati legati tra di loro da strettissimi legami di parentela a conferma dell’esistenza di una struttura fondata su forti ed impermeabili vincoli di sangue e di una gestione delle singole attività illecite a vocazione principalmente familiare.

Talvolta, come emerso dal complesso delle attività info - investigative, gli indagati si servivano anche di fondi agricoli e beni immobili oggetto di provvedimenti giudiziari ablativi – messi a disposizione da custodi infedeli, uno dei quali destinatario di custodia cautelare in carcere – all’interno dei quali, avvalendosi di serre e capannoni per lo stoccaggio, riuscivano a realizzare fiorentissime colture di canapa indica.

Nel corso delle indagini, infatti, i carabinieri hanno localizzato e rinvenuto, tra Gioia Tauro e Taurianova, 3 vastissime piantagioni di canapa – rispettivamente composte da 13 mila, 12 mila e 9.030 arbusti – sequestrando contestualmente oltre 300 chili di sostanza stupefacente già lavorata, confezionata e pronta per essere immessa nel mercato illegale della droga nella Piana di Gioia Tauro ed in altre zone del territorio nazionale.

La manovra investigativa dei militari dell’Arma ha, inoltre, permesso di documentare e riscontrare alcuni episodi di cessione di sostanze stupefacenti che avvenivano non solo nei comuni pianigiani ma anche in altre note località turistiche, come Cortina d’Ampezzo, comune presso cui uno degli arrestati, impiegato come cuoco in un hotel della zona, aveva avviato un’intensa attività di rivendita al dettaglio della droga prodotta ed importata dalla provincia di Reggio Calabria.

Al contempo è stato accertato come alcuni soggetti del gruppo criminale potessero disporre di armi comuni da sparo e da guerra di provenienza illecita e clandestine; emblematico, al riguardo, il rinvenimento ed il sequestro, il 26 maggio 2017, di una mitragliatrice da guerra Sten mod. MK2 cal. 9, priva di matricola e completa di 4 caricatori e 45 cartucce del medesimo calibro, per la cui detenzione era stato arrestato, in flagranza di reato, Germanò Giuseppe, taurianovese di anni 38, anch’egli odierno destinatario della custodia cautelare in carcere per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

In definitiva, le indagini congiunte dei carabinieri di Gioia Tauro e Taurianova hanno consentito di disarticolare, nelle diverse fasi, una vera e propria filiera di produzione, coltivazione, lavorazione e spaccio di marijuana facente capo ad un sodalizio in grado di realizzare, attraverso l’immissione nel mercato di ingentissimi quantitativi di sostanze stupefacenti (pari a 13.281.802 dosi medie singole ricavabili dalla sostanza prodotta e venduta), illeciti profitti per un valore complessivo stimato in oltre 100 milioni di euro. 

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Cadaveri trovati in Calabria: arriva la conferma del Dna, sono padre e figlio

Sono terminati gli accertamenti biologici effettuati dai carabinieri del Ris di Messina sui due cadaveri rinvenuti in un dirupo in località Scala di Mesoraca (Kr), il 4 settembre scorso.

L’analisi del Dna non lascia dubbi: si tratta di Rosario e Salvatore Manfreda, padre e figlio, scomparsi il giorno di Pasqua 2019.

Si chiude quindi il cerchio sulle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Crotone, coordinate dalla locale Procura della Repubblica che hanno portato all’arresto di Pasquale e Salvatore Manuel Buonvicino e di Pietro Lavigna. 

I primi due, tuttora detenuti, sono accusati del duplice omicidio, mentre Lavigna della sola soppressione dei cadaveri.

Il pm titolare del fascicolo ha già disposto la restituzione delle salme ai familiari.

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Sfruttamento della prostituzione e caporalato, numerosi arresti in Calabria

Erano costretti a lavorare 10-12 ore al giorno, sette giorni su sette, senza alcuna protezione individuale, a 2-3 euro l'ora i braccianti extracomunitari sfruttati da una rete di caporali di origine centrafricana, con la complicità di imprenditori agricoli operanti nel settore della raccolta e vendita di agrumi nella piana di Gioia Tauro.

A fare luce sulla vicenda, sono stati i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria che stamane hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla Procura della Repubblica di Palmi, a carico di 20 persone ritenute responsabili, a vario titolo, d'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

A dare l'abbrivo all'operazione è stata la denuncia di un migrante.

Complessivamente gli uomini dell'Arma hanno arrestato 20 persone (13 in carcere e 7 ai domiciliari) e notificato 9, tra obblighi di dimora, divieti di dimora e obbligo di presentazione alla pg.

 

Calabria, doppia scossa di terremoto nella notte

Due scosse di terremoto sono state rilevate la notte scorsa, a distanza di circa un minuto, lungo la costa sud orientale della Calabria.

I due eventi, di magnitudo 2.4 e 2.3, sono stati registrati, rispettivamente, alle 3.47 e alle 3.48.

I sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno localizzato l'epicentro al largo di Melito Porto Salvo (Rc), a pochi chilometri dal luogo in cui, esattamente 111 anni fa, si sviluppò il terribile terremoto che provocò la distruzione di Reggio Calabria e Messina (Per saperne di più, clicca qui).

 

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Diritto allo studio, gli studenti dell’Unical scrivono ai candidati alla presidenza della Regione Calabria

«In Calabria il diritto allo studio troppo spesso non viene rispettato. Questo diritto, costituzionalmente protetto, infatti non è garantito a tutti gli studenti idonei per mancanza della totalità dei fondi necessari a ricoprire, ogni anno, l’intero fabbisogno. Da ciò la presenza, nella nostra università, di una figura aberrante, triste ed anticostituzionale: “L’idoneo non beneficiario”, cioè lo studente che, pur rispettando i requisiti di reddito e merito, non riceve la borsa di studio per mancanza di fondi».

È quanto scrivono in una lettera, indirizzata ai candidati alla carica di presidente della Regione Calabria, Antonio Maiolino e Vincenzo Delle Donne, studenti e membri rispettivamente del Senato Accademico e del Consiglio d’amministrazione dell’Università della Calabria, insieme ai presidenti delle associazioni studentesche componenti della coalizione “Noi”, “Informa studenti farmacia”, “Sus”, “Campus informa studenti”, “La Fenice”.

Un appello che giunge dai giovani universitari calabresi che sono certi non «resterà inascoltato. Viviamo in un territorio dal contesto storico molto difficile, dove il tasso di disoccupazione giovanile tocca livelli altamente preoccupanti e l’emigrazione è un fenomeno quanto mai attuale dunque riteniamo che non sia possibile prescindere, specialmente per chi si candida a governare la nostra Regione, dal sostenere ed incentivare tutti, soprattutto i meno abbienti, all’istruzione ed alla formazione professionale partendo proprio dalla garanzia di un diritto costituzionale come quello del diritto allo studio.

Proprio per questo auspichiamo – scrivono i giovani universitari nella lettera - che vi stia a cuore il futuro di tanti giovani studenti e la soluzione di questo grave problema che affligge molti di essi, e che inseriate, nel vostro programma elettorale, soluzioni concrete per combattere ed eliminare definitivamente la figura dell’idoneo non beneficiario, considerando la modifica della legge Regionale sul diritto allo studio che in Calabria risale al 1985 e che si dimostra oggi incapace di attuare e garantire il diritto allo studio per tutti a causa della mancanza di un fondo regionale strutturato, a nostro avviso necessario, per garantire ogni anno, ai sensi del d.lgs. 68/2012, la quantità di fondi che occorrono per il conferimento della totalità di borse di studio e agevolazioni agli studenti idonei.

Siamo fiduciosi che l’appello che vi giunge da parte dei giovani calabresi non resterà inascoltato e che vi dimostrerete sensibili e disponibili ad affiancarci in questa battaglia per la difesa e la speranza di un futuro migliore per la nostra Regione e i calabresi tutti»

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