Coronavirus, Calabria: 46 nuovi casi, i positivi sono oltre mille

"In Calabria ad oggi sono stati effettuati 19.209 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.009 (+46 rispetto a ieri), mentre quelle negative sono 17.258".

È quanto si legge nel bollettino della Regione Calabria sulla diffusione del coronavirus.

Dei 46 positivi rilevati in data odierna, 36 appartengono al focolaio di Torano Castello (CS) e si aggiungono ai 22 notificati il giorno 14 aprile.

Sono in corso di verifica ulteriori tamponi nella Rsa di Torano.

 "Territorialmente -  si legge nel bollettino - i casi positivi sono così distribuiti: Catanzaro, 60 in reparto; 2 in rianimazione; 89 in isolamento domiciliare; 27 guariti; 25 deceduti; Cosenza, 47 in reparto; 3 in rianimazione; 264 in isolamento domiciliare; 20 guariti; 21 deceduti; Reggio Calabria, 30 in reparto; 4 in rianimazione; 192 in isolamento domiciliare; 28 guariti; 15 deceduti; Vibo Valentia, 5 in reparto; 52 in isolamento domiciliare; 8 guariti; 5 deceduti; Crotone, 15 in reparto; 84 in isolamento domiciliare; 7 guariti; 6 deceduti. I soggetti in quarantena volontaria sono 7232: Cosenza 1.560, Crotone 1.478; Catanzaro 1.677; Vibo 470; Reggio 2047. Le persone giunte in Calabria che ad oggi si sono registrate sul sito della Regione sono 14.902".

Coronavirus: un'altra donna morta in Calabria

Un’altra pensionata affetta da coronavirus si è spenta nelle scorse ore all’ospedale Annunziata di Cosenza.

Si tratta di una donna 81enne, originaria di Acri.

Questa mattina, invece, era morta una 74enne di Rogliano (per leggere la notizia clicca qui).

Sale quindi a 22  il numero delle persone colpite dal covid-19 decedute in provincia di Cosenza.

Coronavirus: un'altra vittima in Calabria, morta una donna di 74anni

Una donna di 74 anni contagiata dal coronavirus è morta nell'ospedale Annunziata di Cosenza, dove era ricoverata da due settimane.

Si tratta del ventunesimo decesso registrato in provincia di Cosenza, il quarto negli ultimi quattro giorni.

Coronavirus, Callipo-Di Natale-Anastasi: "Dalla Regione nessuna strategia, si naviga a vista"

«Ringraziamo la presidente della Regione Jole Santelli per la risposta all’interrogazione presentata lo scorso 23 marzo dal gruppo consiliare “Io resto in Calabria”, ma non possiamo non rilevare come la stessa sia nel complesso non soddisfacente, imprecisa e poco coerente».

È quanto dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali di “Io resto in Calabria” Pippo Callipo, Graziano Di Natale, e Marcello Anastasi. «Nello stesso documento – proseguono – si specifica infatti come in una prima fase siano state “individuate le strutture ospedaliere, articolate per area (Nord, Centro e Sud) da destinare a Covid 19”, mentre in una seconda fase la gestione dell’emergenza sia stata invece concentrata sugli “ospedali Hub delle tre aree” dotati di reparti di Malattie infettive e Terapia intensiva. Nella risposta della presidente della Regione, insomma, si ammette come le strutture sanitarie che si occupano del Coronavirus in Calabria non siano intervenute “secondo uno schema cristallizzato, ma secondo una logica adattiva, che si adegua alla rapida e mutevole epidemiologia, ed al mutamento degli scenari sia nazionali che regionali”».

Secondo Callipo, Di Natale e Anastasi «si tratta, di fatto, della conferma che non sia stata seguita finora una strategia precisa e programmata e che la Regione abbia fin qui navigato a vista cambiando più volte impostazione nel fronteggiare l’emergenza. Tale situazione – rilevano i componenti del gruppo consiliare di Iric – ha prodotto ordinanze che, come quella recente sulle mascherine, impongono obblighi ma non forniscono ai calabresi gli strumenti per osservarli, oltre a generare anche contrasti istituzionali con le singole Asp che in alcuni casi si sono determinate in maniera diversa rispetto alle direttive della Regione. Senza dimenticare il gravissimo caso verificatosi in una Rsa di Chiaravalle e quello, incredibilmente ancora tutto da chiarire, di un’altra struttura a Torano Castello».

«Al fine di rendere maggiormente trasparente l’azione della Regione rispetto all’emergenza Covid-19 – è la posizione dei tre consiglieri regionali – si ribadisce dunque l’importanza di sapere, innanzitutto, come mai negli ultimi giorni si sia verificato un brusco calo dei tamponi effettuati (nei bollettini di lunedì 13 e martedì 14 aprile se ne riportano circa la metà di quelli effettuati nei giorni precedenti). Inoltre sarebbe utile avere un prospetto che complessivamente riporti tutti i dati aggiornati dell’emergenza (con il numero di casi positivi riscontrati in ogni Comune e con il numero di tamponi effettuati giornalmente per provincia), tutte le strutture dedicate, nonché tutte le azioni messe in atto per l’assunzione del personale e per l’approvvigionamento del materiale necessario alle strutture sanitarie».

«Essendo auspicabile che a breve si apra la “fase 2”, inoltre, è opportuno che la Regione – aggiungono Callipo, Di Natale e Anastasi – renda noto quali azioni e quale strategia sia stata pianificata per far fronte alla necessaria, benché graduale, ripartenza delle attività economiche e come intenderà far fronte alla richiesta dei dispositivi di protezione individuale necessari affinché tutto avvenga nella massima sicurezza possibile. È inoltre utile conoscere i programmi, le attività e i risultati dell’Unità di Crisi regionale per l’emergenza Covid-19 e della Task force istituita a suo supporto. Riteniamo doveroso – concludono i consiglieri di IRIC – che di tali importanti questioni inerenti ad ogni aspetto della gestione dell’emergenza Coronavirus si discuta in un apposito dibattito da tenersi al più presto in Consiglio regionale». 

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Spirlì invita gli studenti universitari a rimanere in Calabria

“Nel momento più buio, della preoccupazione, dell’ansia e della paura, molti di voi sono tornati in Calabria. Quando questa emergenza sarà passata non partite, restate. In Calabria si sta bene”.

Ad affermarlo, il vicepresidente della giunta regionale della Calabria, Nino Spirlì.

“Lo dico ai giovani universitari. Sono circa 30 mila i nostri studenti fuorisede che, ogni mese, portano fuori dalla nostra Regione circa 30 milioni di euro. Tutti soldi – aggiunge Spirlì -sudati in Calabria e spesi altrove per il mantenimento. Soldi che potrebbero rimanere qui, nella nostra Terra.

Le nostre università non hanno niente da invidiare alle università delle altre regioni. Restate in Calabria, riflettete sulla possibilità di studiare qui. Il mio invito è rivolto anche a tutti gli artigiani emigrati. Ora che siete tornati restate! Rimettete in piedi le vostre attività nella vostra terra. Se il terrore per il coronavirus vi ha spinto a fare ritorno a casa, ritenendo questa Terra un paradiso, (e i numeri ci danno ragione) vi prego di pensarci: restate qui e aiutate voi stessi, la vostra famiglia. Il tempo c’è.

Riflettete – conclude Spirlì - sull’opportunità di rimanere. Se la Regione vi può dare una mano... Beh, lo faremo! Rifletteremo insieme. È un invito fatto col cuore. Restate, uniti ricostruiremo la Calabria”.

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Coronavirus, Calabria: sale a 971 il numero dei positivi

"In Calabria ad oggi sono stati effettuati 18.229 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 971 (+15 rispetto a ieri), mentre quelle negative sono 17.258".

È quanto si legge nel bollettino della Regione Calabria sulla diffusione del coronavirus, nel quale si precisa che sono in corso di verifica gli ulteriori tamponi effettuati presso l'Rsa di Torano (Per leggere la notizia clicca qui).

 "Territorialmente -  aggiunge - i casi positivi sono distribuiti: Catanzaro, 58 in reparto; 4 in rianimazione; 89 in isolamento domiciliare; 23 guariti; 25 deceduti; Cosenza, 45 in reparto; 4 in rianimazione; 229 in isolamento domiciliare; 18 guariti; 20 deceduti; Reggio Calabria, 30 in reparto; 3 in rianimazione; 200 in isolamento domiciliare; 28 guariti; 15 deceduti ; 15 deceduti; Vibo Valentia, 6 in reparto; 50 in isolamento domiciliare; 7 guarito; 5 deceduti; Crotone, 17 in reparto; 84 in isolamento domiciliare; 5 guariti; 6 deceduti. I soggetti in quarantena volontaria sono 7055: Cosenza 1.743, Crotone 1.463 ; Catanzaro 1.666; Vibo 457; Reggio 1726. Le persone giunte in Calabria che ad oggi si sono registrate sul sito della Regione sono 14.692".

Emergenza coronavirus, Gallo: "Puntare sull’agroalimentare per sconfiggere la crisi"

«Nei momenti di crisi bisogna ripartire dai punti di forza. E il settore economicamente più forte dell’Italia è storicamente quello dell’agricoltura».

Questa la strada che l’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, ha indicato come quella da seguire per far ripartire l’Italia, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, svoltasi in videoconferenza. In particolare, al ministro alle Politiche agricole, Teresa Bellanova, Gallo ha richiesto un sostegno per la promozione dei prodotti agroalimentari sui mercati.

«C’è bisogno di maggiore attenzione e di un aiuto immediato da parte del governo», ha affermato l’assessore: «La Regione Calabria ha già deliberato lo stato di crisi per i comparti florovivaistico, lattiero-caseario e agrituristico, che anche altrove stanno subendo i danni maggiori derivati dall’emergenza Covid-19. Ad essi si è aggiunto anche il settore vitivinicolo, per il quale è necessaria un’immissione di liquidità per consentire il ristoro dei danni. Parliamo di un’immissione controllata e, naturalmente, verificata, e non di una somma da restituire nel giro di sette anni. Attendiamo fiduciosi misure del Governo, ma se queste dovessero mancare, bisogna far sì che l’Unione europea sia meno rigida nella gestione dei fondi comunitari».

Altro tema da affrontare attentamente, secondo l’assessore calabrese, quello delle problematiche patite dal mondo della pesca, fonte di sostentamento per tanti lavoratori e famiglie calabresi. 

«Bisogna intervenire in ambito Agea – ha dichiarato Gallo – affinché tutti i legacci di natura burocratica e di altro tipo vengano superati rapidamente e si proceda a liberare tutte le risorse disponibili».

Infine, ma certo non per ultima quanto ad importanza, la questione legata al proliferare degli ungulati: «In Calabria, a fronte di una popolazione di meno di due milioni di abitanti, si contano oltre 300 mila cinghiali. È evidente, certo non da ora, come essi costituiscano un grave pericolo sia per la pubblica incolumità sia per l’agricoltura e l’allevamento. Per venirne fuori, occorrono risposte e strumenti emergenziali».

Il ministro Bellanova, dal canto suo, dopo aver preso nota di richieste e proposte, si è impegnata a definire di concerto con le Regioni azioni comuni, all’esito degli approfondimenti normativi e finanziari già avviati.

 

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Coronavirus: in Calabria scatta l'obbligo delle mascherine, ma la Regione non le distribuisce. La denuncia di Italia in comune

"Il presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha inteso emanare l'ordinanza n. 29 del 13/04/2020 che rende obbligatorio per chiunque dovesse spostarsi all'interno del territorio regionale per comprovate esigenze l'utilizzo della mascherina 'o, in alternativa, qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca'. Il contesto storico ed epidemiologico che stiamo vivendo in queste ultime settimane imporrebbe la collaborazione fattiva e costruttiva di tutte le forze politiche e dei cittadini per superare insieme, e nel migliore dei modi, l'emergenza sanitaria in cui ci siamo ritrovati catapultati".

È quanto scrive in una nota il coordinatore calabrese di Italia in comune, Serafino Tangari.

"Risulta però evidente - aggiunge Tangari - che non si può più tacere di fronte ad una gestione pressapochista della salute pubblica, che demanda, scarica e soprattutto abbandona il cittadino nella dura battaglia contro la pandemia".

Per Tangari "l'incapacità e l'inettitudine di gestire una così grave situazione" emergerebbe "dall'obbligo di indossare qualsiasi indumento che copra naso e bocca".

"Regioni come Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia, e parzialmente anche Liguria e Sicilia", denuncia il responsabile di Italia in comune  "distribuiscono gratuitamente le mascherine protettive a cittadini ed operatori economici, mentre la Regione Calabria certifica l'incapacità di proteggere i calabresi obbligandoli a soluzioni fai da te e a confidare nell'intervento divino".

Pertanto, Tangari invita i "cittadini calabresi" a "restare a casa il più possibile e di utilizzare solo mascherine, anche se queste sono introvabili ed estremamente costose".

 

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