Ferragosto: sole su tutta la Calabria, aria fresca sulle Serre

Ferragosto all'insegna del bel tempo su tutta la Calabria. Il ritorno dell'alta pressione garantirà tempo in prevalenza stabile e caldo. Su tutta la regione splenderà il sole, sia al mare che in montagna. Le temperature saranno in aumento con caldo pienamente estivo, ma senza particolari eccessi. Le massime spazieranno mediamente tra i 28°C ed i 32°C. Temperatura più fresca sulle Serre dove la massima non supererà i 26°. Quella di domani dovrebbe essere una giornata tutto sommato tranquilla, anche, sulle strade calabresi. Come indicato da Autostrade italiane, complice il blocco del traffico ai mezzi pesanti, previsto per oggi e domani dalle 8 alle 22, non ci sarà il classico bollino nero su strade e autostrade. In attesa del controesodo, quindi, la circolazione veicolare non dovrebbe subire rallentamenti in autostrada, tantomeno sulle arterie secondarie.

Rapani (FdI - An): "La Regione Calabria mortifica i veri luoghi d'arte e della cultura"

“E venne il giorno del Ringraziamento! Una pioggia di ringraziamenti! Cinquemilioniottocentoquarantamila euro di finanziamenti distribuiti dalla Regione Calabria, con manovre incomprensibili, a una settantina di eventi detti culturali su buona parte del territorio. Non manca nulla: dal teatro alla musica, fino alle feste del libro e alle sagre paesane, il tutto in odor di antimafia. Con un aumento, in corso d’opera, di ben duemilioni di euro, rispetto ai quasi quattromilioni iniziali. 'Panem et Circensens,' dicevano i Padri Latini. In Calabria, il panem manca. Ma in quanto a giochi circensi estivi non ci facciamo mancare nulla". Questo lo sferzante abbrivio di una nota redatta dal coordinatore regionale di FdI - An, Ernesto Rapani. "Del resto - prosegue Rapani - come si ringraziano i grandi elettori, se non rallegrandone i territori? A farne le spese, in ogni caso, restano i veri luoghi dell’Arte e della Cultura. A Monasterace, per esempio, il Tempio di Kaulon continua a rischiare il crollo a mare e sulle spiagge si possono pescare reperti archeologici abbandonati; a Bova Marina, i resti delle più antiche sinagoghe ebraiche d’Europa languono sotto i pilastri della 106; la grandiosa Piana di Sibari (che va dagli Scavi Archeologici, al Castello di Corigliano, al Codex Purpureus, agli Scavi di Castiglione di Paludi,) somiglia ad una landa desolata; i luoghi della Fede, Santuari, Certose, Conventi Basiliani, non vengono nemmeno menzionati a dovere nelle guide ufficiali; i musei restano chiusi alle visite dei pochi turisti…. Ma, del resto, basta che ci sia “#upeperoncinu” che fa tanto Calabbbria…” . Il Coordinamento Regionale di Fratelli d’Italia AN mette la sordina alle trombe del Palazzo e stigmatizza la decisione della Giunta Oliverio di destinare quasi seimilioni di euro per finanziare un ristretto numero di eventi estivi, sparsi nelle cinque provincie, dimenticando lo stato reale dell’enorme patrimonio culturale e artistico della Calabria. "L’uso del denaro pubblico - conclude Rapani - dovrebbe conoscere più nobili parsimonie e più specifici impieghi, che consentano, sì, di creare possibilità di lavoro, ma continuo nel tempo e sicuro. Lo sfarzo delle luminarie dura una notte, il recupero di un mosaico, l’eternità. Insomma non si possono sperperare in piazza i soldi destinati alla valorizzazione del patrimonio culturale che se debitamente tenuto in considerazione dovrebbe rappresentare la valorizzazione della vera industria naturale “Il Turismo” con il quale creare posti di lavoro e sviluppo economico".

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Mazzitelli: "scioglimento comune Tropea, ferita profonda per tutta la città"

"Su segnalazione del Ministro dell'Interno il Consiglio dei Ministri ha decretato lo scioglimento dell'amministrazione comunale di Tropea per infiltrazione mafiosa disponendone l'immediata attuazione ad opera del Prefetto di Vibo Valentia. E' il triste epilogo di una vicenda che ha coinvolto il sindaco Rodolico e la sua amministrazione che oltre a gettare un'ombra di infamia sull'intera città apre una ferita profonda che difficilmente potrà essere rimarginata". Questo l'incipit di una lunga ed articolaata nota stampa redatta dall'ex direttore saniatrio dell'ospedale di Tropea, Tino Mazzitelli. "Anche se da domani prosegue Mazzitelli - ricalcando l'antico vezzo italico, avrà inizio la solita sceneggiata che vedrà i contendenti strenuamente impegnati ad arrampicarsi sugli specchi per cercare di ribaltare le responsabilità e addossare colpe e malefatte gli uni sugli altri, la verità è che il provvedimento, (se si escludono le donne facenti parte a vario titolo del consiglio comunale, sicuramente ignare dei torbidi intrighi perpetrati a loro insaputa nelle segrete stanze), coinvolge tutti gli altri in egual misura, ragion per cui sarebbe più dignitoso e politicamente corretto porre fine al facile ragionamento gesuitico e alle vacue elucubrazioni manichee e sofiste operando una forte assunzione di responsabilità unita al dovuto obbligo morale di chiedere scusa alla città per averne deturpato la sua immagine". "A subire il vergognoso provvedimento - aggiunge l'ex direttore sanitario non siamo da soli, pur tuttavia sarebbe una magra consolazione trincerarci dietro il 'mal comune mezzo gaudio' per il fatto di essere accumunati a tristemente noti paesi della Campania, della Sicilia e della provincia di Reggio avvezzi a questo andazzo, e soprattutto in 'buona compagnia' con il comune di Corleone famoso per aver dato i natali a Luciano Liggio e a Totò Riina". Allargando il raggio del suo ragionamento, Mazzitelli aggiunge: "Quando si parla di mafia il pensiero va all'organizzazione criminale che, dedita ai traffici illeciti, non esita ad uccidere chi 'sgarra' o chi per motivi istituzionali o per cultura si oppone alla gestione del malaffare. Questo è solo un aspetto della mafia, forse il più iniquo e aberrante, che trova largo spazio sulle prime pagine dei mass media. Esiste un'altra mafia  che non uccide ma è pericolosa quanto la prima in quanto mortifica e uccide la dignità dell'uomo, rendendolo schiavo e succube di minoranze privilegiate: la “Mafiosità”. La mafiosità  è un atteggiamento che ci è stato inculcato a piccole dosi da un potere prepotente, conservatore e senza scrupoli, che pur di non perdere i propri privilegi ha cercato e cerca di acquistare consensi con facili promesse, raccomandazioni, oggifavori e gentili concessioni e, quando tutto ciò non è possibile, con ricatti, atteggiamenti vessatori, minacce più o meno velate, tanto che spesso i cittadini non riuscendo a trovare nella società civile alcuna possibilità di riscatto, sono costretti a sottostare alla legge del più forte per ottenere quello che poi, alla fine, è un loro preciso e sacrosanto diritto. Questo fenomeno è insito in tutti i settori della società civile, nella politica asservita al potere affaristico-clientelare e appartiene a ben precisi schieramenti e personaggi che,non riuscendo a promuovere iniziative nel rispetto della legalità e della dignità della persona,sono costretti ad utilizzare tale fenomeno per raggiungere i loro obiettivi. Ed è purtroppo vero che anche l'amministrazione comunale di Tropea, stante gli atti, non sia immune da questa 'malattia', da questa alterazione mentale e morale con il drammatico risultato che, mentre altri vanno a larghi passi verso una società libera e civile proiettata nel terzo millennio, Tropea continua il suo doloroso viaggio a ritroso, verso il medioevo". "Pur non conoscendo gli atti - continua la nota - è verosimile supporre, a giustificazione della gravità del provvedimento emanato, che all'interno dell'ente si sia instaurato un sistema di potere occulto e dedito al malaffare, tale da rappresentare pur sempre un segnale tangibile che la gestione del potere non è stata improntata alla legalità e alla trasparenza, ma proiettata verso il soddisfacimento di interessi particolari a discapito degli interessi generali. Si è trattato,in sostanza, di un modo di gestire la cosa pubblica a dir poco discutibile che peserà come un macigno sulla futura agibilità democratica dal momento che è stato inficiato il ruolo e la stessa funzione dell'amministrazione, non più volto alla tutela dei diritti fondamentali del cittadino e alla salvaguardia dei valori della legalità. Tutto ciò da solo è sufficiente a giustificare la validità dello scioglimento del consiglio comunale e, come successo nel recente passato, nè le piroette dell'ormai ex sindaco né i suoi corifei potranno più dilazionare, come da prassi ben consolidata, la profonda crisi politico-amministrativa, magari edulcorarla con la retorica di riconoscimenti e attestati di stima, peraltro tutti fasulli. Dietro la patina vellutata che di volta in volta si è tentato di dimostrare è emersa invece una conduzione politico-amministrativa fallimentare che non solo non ha saputo operare alcun rilancio strutturale ma ha anche offeso i cittadini i quali pagano sulla loro pelle i guasti di una politica fatta solo di esternazioni, di dichiarazioni di intenti, di proclami". "A nulla, pertanto, potranno più servire le dietrologie ed il vittimismo o, peggio, la dissociazione da colpe e responsabilità. E' il momento - conclude Mazzitelli - del dignitoso silenzio, della riflessione, dell'acquisizione della consapevolezza che è stato perpetrato un grave danno alla città. E al danno si aggiungerebbe la beffa  se le solite giustificazioni e il solito scaricabarile per stupido orgoglio dovessero avere la meglio rispetto all'inconfutabile certezza di aver gestito unitariamente la cosa pubblica in totale spregio ai principi e ai valori contemplati dalla legge. Non resta, pertanto, che augurarsi per il futuro che i cittadini tropeani prendano realmente coscienza della propria dignità di “DONNE E UOMINI LIBERI”,e incomincino a fare sul serio quella rivoluzione culturale contro ogni tipo di mafia".

 

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Fondi Cipe: la soddisfazione di Battaglia (Pd)

Soddisfazione per “l’attenzione concreta verso la Calabria e la Città Metropolitana di Reggio da parte del Cipe”, viene espressa dal consigliere regionale del Pd Domenico Battaglia che aggiunge: “I Patti per il nostro territorio sottoscritti, lo scorso aprile, alla presenza del premier Matteo Renzi, possono finalmente contare, da oggi, sulla disponibilità effettiva delle risorse per la realizzazione degli interventi già concordati. Si è definito, in questo modo, il passaggio fondamentale dalla fase programmata a quella operativa vera e propria che vedrà la Regione, la Città Metropolitana ed i suoi soggetti, protagonisti di questo nuovo percorso con la realizzazione dei progetti e delle opere. Si tratta di una opportunità straordinaria di crescita dei territori nel rispetto anche delle specifiche vocazioni naturalistiche e culturali”. Continua Battaglia: “Oltre ai Patti per il Sud, l’attenzione da parte del Governo centrale verso la Calabria è testimoniata anche da altri interventi che riguarderanno la strada statale 106 ionica, la linea ferroviaria Battipaglia- Reggio Calabria e le sei azioni, tra le quali, di particolare rilevanza per il territorio reggino, quelle previste per il Castello di Palizzi, il Museo nazionale e l’area archeologica di Locri. Il tutto per un ammontare complessivo di undici milioni di euro previsti dal Pon Cultura e Sviluppo 2014-2020 che saranno attuati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo. Come si può vedere, è stato profuso un impegno straordinario che mira al rilancio infrastrutturale, ambientale, economico e culturale del Mezzogiorno. Infine- conclude Battaglia-, non posso che esprimere analogo compiacimento per la firma del contratto tra l’autorità portuale di Gioia Tauro e la Sogemar, che darà via libera alla realizzazione, attesa da molti anni,  del nuovo terminal intermodale del Porto di Gioia Tauro, opera infrastrutturale strategica per un suo ulteriore sviluppo”.

Controlli straordinari della Polizia Ferroviaria sui treni e nelle stazioni

Hanno interessato anche il territorio calabrese i controlli straordinari di sicurezza, che nelle giornate del 30 luglio e del 6 agosto scorso, hanno portato personale del Compartimento della Polizia Ferroviaria di Reggio Calabria ad effettuare servizi di prevenzione a bordo dei treni viaggiatori e nelle stazioni. L'attività, inquadrata in un più ampio dispositivo di sicurezza di scala nazionale, nei diversi contesti operativi è stata condotta con l'ausilio di metaldetector e di unità cinofile. Il dispositivo di controllo straordinario di sicurezza ha portato all’identificazione di 400 persone presso 43 stazioni ferroviarie controllate ed all’ispezione di oltre 20 bagagli.

Truffa aggravata, denunciate 20 persone

 

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Cosenza ha eseguito una serie di controlli sul corretto utilizzo di risorse pubbliche stanziate attraverso lo strumento dei Contratti di Programma, piani progettuali finalizzati a produrre effetti positivi sull'apparato produttivo mediante attivazione di nuovi impianti e la creazione di nuova occupazione. L’attenzione dei militari si è concentrata su un progetto del valore di circa 800 mila euro ideato da una società operante in Provincia di Cosenza, per la realizzazione di una struttura turistica, cofinanziato con risorse nazionali e regionali. In particolare, le indagini svolte avrebbero evidenziato l’utilizzo di false fatture a fronte della dichiarata esecuzione di lavori presso cantieri risultati sottoposti a sequestro e quindi non realmente effettuati. Al termine delle attività investigative, 20 persone sono stati denunciate all’autorità giudiziaria con l’accusa di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, ex art. 640 bis C.P., e per abuso d’ufficio e dichiarazione infedele mediante l’utilizzo di elementi fittizi ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. I soggetti, segnalati alla procura competente per territorio, rischiano la reclusione fino a sei anni, mentre le società da loro rappresentate, alla luce del D.Lgs. 231/2001, saranno destinatarie di sanzioni pecuniarie e interdittive tra cui l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, e contributi nonché la revoca di quelli già ottenuti.

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Spadola: stasera il concerto degli Amakorà

Serata all’insegna della musica tradizionale calabrese per il borgo della Minerva che, a partire dalle 22 di questa sera, ospiterà gli Amakorà. Il concerto che, rientra nell’ambito dei festeggiamenti in onore di San Nicola di Bari, si svolgerà nella centralissima piazza Ionadi. Per gli amanti del genere, la serata rappresenta una ghiotta occasione per ascoltare i brani che compongono l’ultimo disco prodotto dalla band, “Viva sta vita”. La seconda fatica discografica, pubblicata dopo “Sognu 2013”, rappresenta “un inno alla vita e alla gioia di vivere” e si articola in 11 brani che “parlano di gioventù e spensieratezza, di incontri, di addii ma anche di arrivederci e dell’amore declinato in ogni forma”. Per quanto riguarda, invece, il programma della festa, la serata di oggi si concluderà con il classico spettacolo di fuochi d’artificio. Domattina al termine della messa si svolgeranno, quindi, la processione di San Nicola e la tradizionale “Marcia”. A partire dalle 16, invece, sono in programma i giochi popolari, mentre alle 21 andrà in scena la rappresentazione teatrale “Pee’ curpa du’ caputrenu”, della compagnia “I commedianti”. Come ogni anno, la festa si concluderà con lo spettacolo pirotecnico della “Vaccaaredhjia”.

La denuncia di Gratteri, le colpe della politica e l’ignavia della Giustizia

 Hanno suscitato un incomprensibile scalpore le dichiarazioni del Procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. Non che le parole pronunciate dal magistrato non meritassero attenzione, ma tutto sommato non hanno fatto luce su nessun arcano mistero che già non si conoscesse. “Prima ancora della politica e della ’ndrangheta, il problema della Calabria sono i quadri della pubblica amministrazione” ha affermato Gratteri, che ha puntato l’indice contro “ direttori generali  che da vent’anni sono nello stesso posto”. Nei gangli dell’amministrazione regionale, secondo Gratteri, si sarebbe sviluppato un “centro di potere che è lì da sempre”.  Verità incontrovertibili che in Calabria conoscono tutti e che in tanti fanno finta di non vedere. Alla denuncia del Procuratore hanno fatto seguito la dichiarazione del Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, per il quale quello della burocrazia è un problema “di democrazia”. “Si avverte – ha proseguito Oliverio -  una pressione, una presenza che definirei un macigno, uno schema sempre uguale di burocrazia dominante”. Parole che sembrano essere state pronunciate più come alibi per giustificare l’immobilismo della politica regionale che per fustigare il malcostume. Tanto più, che se ci sono sacche di “burocrazia dominante” o “direttori generali che da vent’anni sono nello stesso posto”, la responsabilità è anche e soprattutto della politica. Se la casta dei colletti bianchi è nata nel passato, con tutta evidenza, nel presente ha continuato a proliferare indisturbata. I “direttori generali” di cui parla Gratteri, non sono, infatti, dei marziani arrivati da Marte, bensì una diretta emanazione della politica che li ha nominati. Quindi, chi governa la Regione eviti l’indignazione di facciata, tiri fuori gli attributi e compia le azioni necessarie a riportare la Calabria alla normalità. Lo stesso dicasi per i magistrati che, evidentemente in taluni casi, non hanno impedito “ai quadri della pubblica amministrazione” calabrese di gestire da “incensurati” la “cosa pubblica con metodo mafioso”.

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