Calabria, la Regione sostiene il Parco astronomico di Savelli

Il Parco astronomico “Luigi Lilio” di Savelli, in provincia di Crotone, da oggi torna a splendere di luce propria, grazie al contributo concesso dalla Regione Calabria che ha stanziato 22mila euro del bilancio regionale 2020 per il miglioramento strutturale e per la gestione del Parco, per come previsto all’art. 8, comma 7 della Legge di stabilità regionale n. 2 del 30 aprile 2020.

IL CONTRIBUTO

Il contributo, proposto dall’assessore regionale alla Ricerca, Sandra Savaglio, sostenuto anche dalla presidente Santelli e da tutta la Giunta, arriva in un momento di grande difficoltà per il Parco “Luigi Lilio”, abituato a sostenersi con le visite guidate delle scolaresche che mancano da oltre otto mesi a causa delle restrizioni anti Covid.

Il Parco astronomico, che dal 2016, data della sua apertura, ha accolto circa 100 istituti scolastici ogni anno, dall’infanzia fino alle superiori, compresi gli studenti dell’alternanza scuola-lavoro, e visitatori anche dalla Sicilia e dalla Puglia, offre tante attività didattiche: dal planetario, all’osservazione del sole, costruzione di prototipi di razzi e astronavi, fino ai laboratori di radioastronomie, osservazione del sole e della luna in onde radio soprattutto notturne.

Il Parco si trova a 1.170 metri sul livello del mare, in una zona incontaminata della Sila Crotonese, sotto uno dei cieli più bui di tutta Europa, come ha dimostrato l’osservazione effettuata la scorsa notte con la rilevazione dell’esplosione di una stella avvenuta in una galassia lontana.

LE PAROLE DI SAVAGLIO

«Sono molto felice  - dichiara Sandra Savaglio - di aver contribuito come assessore a riconoscere l’importanza del Parco astronomico “Lilio”. La nota di colore che mi va di aggiungere è che, proprio in questi giorni, grazie al telescopio di Savelli, è stato possibile rilevare per la prima volta un’esplosione avvenuta in una galassia lontanissima, una coincidenza di eventi fortuiti che ci fanno ben sperare per il futuro del Parco».

A gestire il Parco astronomico è un’Ati che si è aggiudicata la concessione messa a bando dalla Provincia di Crotone, un’associazione di giovani che cura il pacchetto completo: dalla direzione del Parco, alle attività didattiche, fino ai tour nel borgo di Savelli. Dal punto di vista della ricerca scientifica, il Parco è all’avanguardia, è uno dei Minor planet center e partecipa a varie campagne di studio sugli astereodi e comete che potrebbero essere pericolosi per la Terra.

IL DIRETTORE SCIENTIFICO

«La divulgazione e la didattica sono un nostro obiettivo - dichiara Antonino Brosio, direttore scientifico del Parco - ma la ricerca scientifica resta l’attività principale grazie alla vicinanza mostrata dalla professoressa Sandra Savaglio, che ci coinvolge in tanti progetti. Lei è il nostro  sponsor principale per campagne di ricerca ma è anche lei che, grazie alle sue donazioni, ha contribuito a tenere acceso il telescopio durante questi mesi così bui».

«In qualità di direttore del Parco astronomico sono grato alla Regione Calabria per quello che è stato fatto in quest’anno così complicato, l’abbraccio più grande è per Sandra Savaglio che non ci ha mai abbandonati. Questo finanziamento ci aiuterà a sostenere le spese vive e ci permette di programmare al meglio il 2021. Sono tanti i progetti che vorremmo portare a termine, come il “Premio Lilio” e il “Festival dell’astronomia”, che ci permetteranno di portare a Savelli e in Calabria tanti studiosi e a rafforzare anche i rapporti con il territorio attraverso un marketing mirato. Ci auguriamo di continuare la collaborazione con le istituzioni e gli enti, senza l’aiuto dei quali il Parco non può sopravvivere. Stiamo pensando anche a una serie di incontri online con ricercatori disponibili a dialoghi dove, da sfondo il Parco astronomico, stimoleremo alla scoperta del cielo attraverso domande e risposta in diretta. Un esperimento fatto proprio con l’assessore Savaglio, quando lo scorso maggio abbiamo osservato oggetti celesti manovrando il telescopio da casa e descrivendoli in diretta streaming».

 

 

 

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Emergenza coronavirus in Calabria, da stanotte in vigore le nuove disposizioni sugli spostamenti

Scatteranno questa notte, a partire dalle ore 24, le nuove norme restrittive sugli spostamenti in tutto il territorio regionale calabrese.

La disposizione è inserita nell’ordinanza n. 79, firmata ieri dal presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, e sottoscritta dal delegato del soggetto attuatore, Antonio Belcastro.

Nel provvedimento, al punto 7, si specifica che «non sono consentiti spostamenti su tutto il territorio regionale, dalle ore 24 alle ore 5 del giorno successivo».

L’ordinanza resterà in vigore fino al prossimo 13 novembre.

In Calabria, altri 166 casi di coronavirus

Sono 166 i nuovi casi di coronavirus registrati in Calabria nelle ultime 24 ore.
 
Complessivamente, quindi, su 252.469 persone sottoposte a tampone dall'inizio della pandemia, 3.611 sono risultate positive.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

- Cosenza: casi attivi 516 (31 in reparto; 3 in terapia intensiva, 482 in isolamento domiciliare); casi chiusi 614 (577 guariti, 37 deceduti).

- Catanzaro: casi attivi 194 (23 in reparto; 5 in terapia intensiva; 166 in isolamento domiciliare); casi chiusi 323 (289 guariti, 34 deceduti).

- Crotone: casi attivi 42 (42 in isolamento domiciliare); casi chiusi 149 (143 guariti, 6 deceduti).

- Vibo Valentia: casi attivi 28 (4 ricoverati ,24 in isolamento domiciliare); casi chiusi 122 (116 guariti, 6 deceduti).

- Reggio Calabria: casi attivi 840 (42 in reparto; 2 in terapia intensiva; 796 in isolamento domiciliare); casi chiusi 437 (416 guariti, 21 deceduti).

- Altra Regione o stato Estero: casi attivi 229 (222 in isolamento domiciliare); casi chiusi 117 (116 guariti, 1 deceduto).

I casi segnalati nelle ultime 24 ore sono così distribuiti: 49 in provincia di Reggio Calabria, 91 in provincia di Cosenza, 10 in provincia di Catanzaro, 14 in provincia di Crotone e 2 in quella di Vibo Valentia.

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria pe comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 773.

Emergenza coronavirus in Calabria, dal centrodestra l'invito al governo nazionale a rispettare gli impegni

“Nella lotta al Coronavirus tanto si è fatto, e molto ancora si potrebbe fare, se solo il Governo centrale tenesse fede agli impegni assunti”.

Lo sostengono FI, Lega, FdI, CdL, Udc e Jole Santelli Presidente in un “dettagliato rendiconto della situazione, degli interventi effettuati - e di quelli rimasti in sospeso - nell’azione di contrasto alla diffusione della pandemia. Una ricostruzione densa di cifre e spunti, critiche e riflessioni - spiegano - contenente anche un invito a mettere in campo più incisive azioni, indirizzata al Governo, e segnatamente, al commissario straordinario per il contenimento ed il contrasto dell'emergenza epidemiologica, Domenico Arcuri”.

“Il discorso - prosegue la coalizione di centrodestra - prende le mosse dall’ordinanza a firma del vicepresidente Nino Spirlì, per l’introduzione di misure più restrittive contemplanti, tra l’altro, il divieto di spostamento (salvo comprovate esigenze) tra le 24 e le 5 e l’avvio della didattica a distanza negli istituti scolastici superiori, «a riprova della prontezza decisionale e del forte livello di prevenzione messo in campo, nonostante la nostra regione continui a risultare attualmente tra le regioni a più basso indice di contagio del Paese», si sottolinea. A seguire, la disamina delle vicende legate alla gestione dell’emergenza sanitaria, a partire dal recepimento del Decreto Rilancio, attraverso il quale la Regione Calabria ha tempestivamente irrobustito le strutture sanitarie: in terapia intensiva si è avuto un raddoppio netto dell’indice da 0,7 a 1,4, con i posti letto attualmente disponibili passati a 146, anche se si punta a far in modo che il prima possibile possano divenire 280. Un salto sin qui mancato per le vicissitudini che hanno interessato il Piano operativo Covid, per la sua attuazione dal Ministero della Salute affidato prima all’Ufficio del Commissario per la Sanità in Calabria e, successivamente, al Commissario straordinario Arcuri. Da segnalare, ancora come la definitiva approvazione del Piano da parte del Ministero sia avvenuta lo scorso giugno, con registrazione dello stesso da parte della Corte dei Conti solo a luglio e conseguente dilatazione temporale delle strategie da adottare. Non bastasse, si registrano carenza di lettini e attrezzature indispensabili per l’attivazione dei nuovi posti letto e lacune nelle assunzioni necessarie all’implementazione del personale sanitario”.

“Va altresì ricordato - rimarcano FI, Lega, FdI, CdL, Udc e Jole Santelli Presidente - come la Calabria, per via del commissariamento della sanità, nonostante le reiterate richieste del presidente Santelli, non sia mai stata annoverata tra le regioni delegate alla gestione e revisione dei suddetti piani operativi, essendo per contro, tale delega, rimasta nelle mani del Commissario Arcuri e, in veste di soggetti attuatori, delle aziende sanitarie territoriali. Ulteriori precisazioni - aggiungono - vengono fornite in riferimento ai ventilatori polmonari, «soltanto transitati attraverso la Regione: ne sono arrivati 155. Alcuni sono stati utilizzati per rimpiazzare i vecchi, ormai obsoleti. Altri, invece, si trovano ancora imballati». Disagi e ritardi vengono altresì segnalati sul versante del contact tracing. «Lo stato di tracciamento del contagio è letteralmente saltato: va immediatamente potenziato anche e soprattutto il Dipartimento di Prevenzione. La quantità di tamponi è vertiginosamente aumentata rispetto alla primavera: il numero quotidiano di test è di circa 3.000, effettuati quasi per la metà dall’A.O. Pugliese - Ciaccio, partendo dal dato iniziale che oscillava tra 300 e 400 esami giornalieri». L’obiettivo resta quello dei 5.000 tamponi giornalieri. «A tal fine - si precisa - la Regione sta provvedendo all’acquisto di 90.000 test. Si rende però necessario un sostegno in tal senso del Governo affinché si possa ottenere un incremento di questi numeri, nonché un netto miglioramento dei livelli di prevenzione, eventualmente ricorrendo anche ai test antigenici, più comunemente noti come ‘test rapidi’. Nelle more, anche per non stressare ulteriormente le strutture pubbliche, il Dipartimento Salute regionale sta provvedendo ad autorizzare alcuni privati accreditati: 3 nella Calabria meridionale, 4 nell’area centrale, 2 in quella a nord: essi potranno sottoporre ai cittadini test (a loro carico) con tariffa fissa stabilita nell’importo di 62 euro, come concordato con le altre regioni d’Italia». In coda, l’invito: Si superino lentezze e polemiche: la Calabria ha sin qui potuto contare quasi esclusivamente sulle proprie forze. Auspichiamo sinergia e collaborazione, nella consapevolezza che la sfida che impegna il Paese ed il mondo intero possa essere affrontata solo con l’aiuto e l’impegno di tutti”.

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Emergenza Coronavirus: app "Immuni", in Calabria l'ha scaricata solo l'8 per cento dei cittadini

Tra le più basse d’Italia, la cui media non supera comunque il 12% (troppo poco affinché abbiano una qualche efficacia), la percentuale di download dell’app “Immuni” per il contenimento del contagio da CoViD-19 in Calabria.

È per tale ragione che la direzione aziendale del Grande ospedale metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria vuole dare il proprio contributo per sensibilizzare, in particolar modo i più giovani, sul tema della prevenzione e dei comportamenti sociali da tenere per il contenimento del contagio.

È questo il momento, infatti, di scaricare “Immuni”, l’app raccomandata dal Ministero della Salute oltre che dalla nuova ordinanza regionale e che è stata pensata e creata per mappare la diffusione del contagio e ricostruire la rete delle persone entrate in contatto con chi risulta infettato, pur rispettando il diritto alla privacy di ciascuno, in modo da prevenire l’avanzamento del virus e lo sviluppo di focolai.

Si tratta di una “guerra di strategia” in cui il contributo dei più giovani è fondamentale, in cui vince chi agisce con più lucidità.

Era noto fin dall’inizio che ci saremmo trovati di fronte ad una seconda ondata ed è stato proprio  per respingerla che il governo ha varato l’app italiana di tracciamento dei contatti che, se usata diffusamente e puntualmente, potrebbe fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

 I numeri ufficiali ci dicono che con la curva dei nuovi casi cresce anche quella dei download, che hanno superato i 7 milioni. Dal 1° ottobre hanno scaricato Immuni oltre 350mila persone. 5.870 le notifiche: è il numero di avvisi inviati agli smartphone di chi è entrato in contatto con un positivo. In 357 al cospetto della diagnosi di positività hanno detto di essere in possesso di Immuni e hanno accettato che partissero le notifiche, perché è tutto volontario e anonimizzato: dal download alla decisione di far partire gli avvisi fino alla reazione alla notifica.

Tuttavia non basta: in Calabria una copertura che non supera l’8% può avere una efficacia molto limitata, vale a dire scarsa, poiché tutela solo le persone già registrate sull’app e che hanno contatti soltanto con persone che a loro volta sono in possesso dell’applicazione. Ovvero, una cerchia ristrettissima.  

Non rendiamo la volontarietà il tallone d’Achille di uno strumento che può aiutare a tenere sotto controllo il Covid-19: scarichiamo “Immuni”, rispettiamo il distanziamento, indossiamo la mascherina e laviamoci spesso le mani.  Isoliamoci e avvisiamo subito il medico in caso arrivi la notifica.

La Direzione del G.O.M. di Reggio Calabria e il suo personale chiedono a tutti, in particolare ai più giovani, un assunzione di responsabilità. Perché non è un paradosso chiedere responsabilità ai giovani e perché scaricare “Immuni” è un atto di rispetto nei confronti degli altri ed, in particolare, dei propri cari.

Come funziona l’applicazione per smartphone basata sul contact tracing scelta per tracciare i contagi da coronavirus: Il funzionamento dell’app, disponibile al download su iOS e Android, è semplice. Tante le domande sul suo funzionamento, come che fare in caso di notifica, e privacy.

Immuni è attiva da diversi mesi in tutta Italia e dopo un periodo di diffidenza sta conoscendo una lenta e progressiva diffusione. L’app spia gli utenti? Ovviamente no.

Facciamo il punto della situazione sull’app che tanto potrebbe essere centrale in questa seconda fase di convivenza con il coronavirus.

Ma come funziona davvero Immuni? L’applicazione sfrutta la tecnologia bluetooth basandosi sul modello indicato da Google e Apple, frutto di una storica alleanza per tracciare il coronavirus. Attraverso il bluetooth, l’app rileva la vicinanza fra due dispositivi e registra sullo smartphone di ciascun cittadino una lista di codici identificativi anonimi di tutti i device con cui è entrato in contatto.

Quando a un utente viene fatto il tampone e risulta positivo un operatore sanitario (che sarà in possesso di un’altra app dedicata) vi richiederà il codice contenuto all’interno dell’app, univoco e generato più volte in maniera causale. Una volta inserito nel sistema il sistema di cloud computing invierà una notifica con il rischio di esposizione al coronavirus a tutti gli utenti entrati a contatto con voi nel periodo finestra identificato come a rischio.

Niente geolocalizzazione ma un sistema di tracciamento basato sul bluetooth a cui gli utenti si sottopongono su base volontaria. L’obiettivo dell’app italiana, e dell’Unione Europea che vigila e detta le regole sulla realizzazione di questo tipo di app, è di arrivare a soluzioni diverse per il tracciamento dei contatti.

Non uno spiare le attività private dei cittadini, ma creare uno strumento utile per ripartire con la quotidianità e prevenire l’arrivo di nuovi contagi.

Immuni e privacy: quali dati sono richiesti?

Una volta scaricata e avviata l’app avremo tutta una serie di voci da attivare e di permessi da concedere per far funzionare Immuni.

Viene richiesta l’attivazione del bluetooth e il consenso a entrare in contatto con l’utente in caso d’emergenza, oltre ai permessi relativi alla notifica del contagio (che vedremo nei prossimi paragrafi).

Coronavirus, Calabria: ancora in crescita il numero dei positivi, oggi sono 159

Sono 159 i nuovi casi di coronavirus registrati in Calabria nelle ultime 24 ore.
 
Complessivamente, quindi, su 249.135 persone sottoposte a tampone dall'inizio della pandemia, 3.445 sono risultate positive.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

- Cosenza: casi attivi 425 (30 in reparto; 3 in terapia intensiva, 392 in isolamento domiciliare); casi chiusi 614 (577 guariti, 37 deceduti).

- Catanzaro: casi attivi 193 (26 in reparto; 4 in terapia intensiva; 163 in isolamento domiciliare); casi chiusi 314 (280 guariti, 34 deceduti).

- Crotone: casi attivi 28 (28 in isolamento domiciliare); casi chiusi 149 (143 guariti, 6 deceduti).

- Vibo Valentia: casi attivi 29 (3 ricoverati ,26 in isolamento domiciliare); casi chiusi 119 (113 guariti, 6 deceduti).

- Reggio Calabria: casi attivi 791 (41 in reparto; 2 in terapia intensiva; 748 in isolamento domiciliare); casi chiusi 437 (416 guariti, 21 deceduti).

- Altra Regione o stato Estero: casi attivi 229 (222 in isolamento domiciliare); casi chiusi 117 (116 guariti, 1 deceduto).

I casi segnalati nelle ultime 24 ore sono così distribuiti: 104 in provincia di Reggio Calabria, 38 in provincia di Cosenza, 14 in provincia di Catanzaro e 3 in quella di Crotone.

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria pe comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 1.141.


 

Pitaro sul cortometraggio di Muccino: "Dannoso per la Calabria"

“Quali obiettivi la Regione si proponeva di conseguire commissionando il cortometraggio ‘Calabria terra mia’? Detti obiettivi discendono da desideri soggettivi ed astratti o sono invece l’esito della consultazione formale di competenze specifiche? Ancora, l’opera, così come realizzata, è coerente con gli obiettivi? Come si è pervenuti alla quantificazione della spesa: la proposta è stata valutata tecnicamente in base ad indagini di mercato o altre modalità di cui c’è traccia formale o la si è accettata sic et simpliciter?”.

Sono alcuni dei quesiti che il consigliere regionale Francesco Pitaro pone in un’interrogazione a risposta scritta al Presidente f.f. della Giunta regionale ed alla Giunta, puntualizzando come “l’opera commissionata dalla Regione Calabria per l’importo di euro 1.700.000,00, (cifra enorme) e senza bando pubblico (incarico attribuito intuitu personae), non abbia evidenziato né messo in risalto le bellezze naturali e lo straordinario patrimonio storico e culturale ed architettonico calabrese. Sostanzialmente, il cortometraggio non ha svolto la funzione cui esso era destinato, fornendo un’immagine dei territori calabresi distorta e irreale nonché incapace, ictu oculi, non solo di emozionare ma anche di attrarre turismo”.

Francesco Pitaro pone anche una questione tecnica: “Nel caso anche la Giunta regionale rilevasse difformità fra gli obiettivi ed il risultato, quali azioni si intendono intraprendere per tutelare gli interessi della Regione e garantire che il danaro pubblico sia stato bene utilizzato?”. 

Ed ancora, “In base a quali parametri e/o valutazioni, se non dovesse esserci stato alcun ricorso a consulenze specifiche, il responsabile del relativo procedimento amministrativo ha reputato congrua la somma di 1milione e 700mila euro per sei minuti reali di filmato”.

Secondo il consigliere regionale: “Il ‘corto’ è inutilizzabile perché privo dei contenuti basilari per promuovere la Calabria, e se diffuso, anziché giovamento produrrebbe un danno, avendo dato un’immagine irreale e distorta e fuori tempo della Calabresi e dei calabresi e del territorio regionale. Alla luce di tutto questo - conclude Francesco Pitaro - chiedo se la Regione intende proporre azioni dirette ad ottenere la restituzione dei soldi pubblici, e se è sì, come intende farlo”.

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Ordinanza anti-Covid in Calabria, tutte le misure

Sospensione delle attività scolastiche secondarie di secondo grado dal 26 ottobre 2020; sospensione, in presenza e con possibilità di attivare la didattica digitale integrata, delle attività didattiche presso gli atenei universitari, fatte salve le lezioni e le attività che devono essere necessariamente svolte in presenza fisica; stop agli spostamenti su tutto il territorio regionale, dalle ore 24 alle ore 5 del giorno successivo; divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei Pronto soccorso; accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Sono queste le principali misure contenute nell’ordinanza n. 79 firmata dal presidente facente funzioni Nino Spirlì, in vigore dal 24 ottobre al 13 novembre prossimi, per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

L’ordinanza, sottoscritta dal delegato del soggetto attuatore Antonio Belcastro, di fatto aggiorna le disposizioni regionali dell’ordinanza n. 73/2020.

OBBLIGO DI MASCHERINE

Il provvedimento dispone «l’obbligo, sull’intero territorio regionale, di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché l’obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto, a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi e, comunque, con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande».

IL PERSONALE DEGLI OSPEDALI

La misura stabilisce inoltre, che «le Aziende ospedaliere dovranno provvedere a incrementare la dotazione di posti letto dedicati all’assistenza di pazienti affetti da Covid-19 nella misura del 20% di quanto previsto nel Dca n. 91/2020, entro 10 giorni dall’adozione della nuova ordinanza».

«Obbligo, per gli operatori sanitari dei dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali, al fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso l'utilizzo dell'App Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività accedendo al sistema centrale di Immuni».

Inoltre, per gli operatori sanitari addetti alle indagini epidemiologiche e al contact tracing, viene ribadito «l’obbligo di utilizzare una scheda informatizzata per la raccolta dei dati sui casi, la ricerca della fonte d’infezione e l’identificazione dei contatti, sulla base di quanto contenuto nel Rapporto Iss Covid-19 n. 53/2020, specificando che resta in capo alle Aziende sanitarie e ospedaliere, attraverso i referenti appositamente individuati ed abilitati all’accesso, l’inserimento dei dati nella piattaforma web di sorveglianza integrata Covid-19 nazionale ed in quella di reportistica Covid-19 regionale».

Per scaricare il testo dell'ordinanza clicca qui

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