Rinvenuti una piantagione con 800 arbusti di canapa indiana e un essiccatoio

I carabinieri della locale Stazione e dello Squadrone eliportato "Cacciatori Calabria" hanno rinvenuto, in un terreno demaniale in località “La Guardiola” della frazione Solano Superiore di Scilla, una piantagione di “canapa indiana” composta da oltre 800 piante.

Inoltre, nei pressi della coltivazione, i militari hanno trovato un capanno in legno, coperto da teli di plastica e attrezzato di stufa a gas, trituratore per vegetali e altri utensili per il confezionamento di sostanze stupefacenti, all’interno del quale erano stati posti ad essiccare poco meno di tre chili di marijuana.

Le piante rinvenute, previa campionatura, sono state estirpate e distrutte.

 

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Scoperte e distrutte due piantagioni di canapa indiana

Due piantagioni di canapa indiana sono state rinvenute a San Luca e Cardeto, nel Reggino.

Nel primo caso, i carabinieri della Compagnia di Bianco e dello Squadrone eliportato "Cacciatori Calabria", dopo aver trovato una coltivazione composta da 35 arbusti, hanno arrestato e posto ai domiciliari un 55enne del luogo, accusato di coltivazione di stupefacente.

Nel secondo caso, invece, gli uomini dell'Arma della Stazione di Cardeto hanno scoperto, in località Cropanè di San Lorenzo, una piantagione di canapa indiana, composta da quasi 600 piante di tipo “Shunk”.

La coltivazione, che era irrigata da un sistema a goccia temporizzato che attingeva l’acqua da una vasca costruita con tronchi d'albero e fango, è stata distrutta.

Serre: rinvenute 7 piantagioni di canapa indiana

 Nel corso dell’ultima settimana i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, delle Stazioni dei carabinieri forestali di Serra San Bruno e Fabrizia e dello Squadrone eliportato “Cacciatori” di Calabria, grazie all’importante contributo del Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, continuando il lavoro che era stato avviato con l’operazione “Un posto al sole”, hanno individuato e distrutto, nell’area montuosa dei comuni di Nardodipace e Fabrizia, ben 750 piante di canapa indiana suddivise in 7 piantagioni.

Il lavoro dei militari ha permesso di non far arrivare sul mercato, una partita di stupefacente il cui valore al dettaglio si sarebbe aggirato  intorno ai 2.8 milioni di euro.

In alcuni casi, per accedere alle piantagioni, stante la difficoltà di raggiungere alcuni costoni di montagna particolarmente impervi, gli uomini dell’Arma hanno dovuto utilizzare corde e materiale d’arrampicata

Durante l’attività sono stati rinvenuti, inoltre, locali “essiccatoio” dove si sarebbe dovuta compiere la seconda parte della produzione e del raffinamento dello stupefacente.

Stava curando una piantagione di canapa indiana, arrestato

Un 30enne, Domenico Catalano, originario di Siderno è stato arrestato dai carabinieri della locale Stazione, con l’accusa di coltivazione di sostanza stupefacente.

In particolare, l’uomo è stato sorpreso in località Garino, in un terreno di proprietà dei familiari, mentre era intento a coltivare una piantagione composta da 220 arbusti di canapa indiana “nana”.

Inoltre, in un’abitazione disabitata, nelle vicinanze  della coltivazione, i militari hanno rinvenuta 300 grammi di marijuana già essiccata e pronta per essere spacciata.

L’arrestato è stato quindi tradotto presso il carcere di Locri, mentre le piante, previa campionatura, sono state distrutte sul posto.

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Scoperta piantagione di canapa indiana

I Carabinieri della Compagnia di Rossano e dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, con l’ausilio di un velivolo dell’8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, hanno svolto una serie di controlli nel comune di Campana (Cs).

Durante l'attività i militari hanno rinvenuto una piantagione composta da oltre 360 arbusti di canapa indiana.

Dopo aver distrutto lo stupefacente, gli uomini dell'Arma hanno avviato le indagini per cercare di dare un volto ai responsabili della coltivazione. 

 

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Sorpresi in una piantagione di canapa indiana, arrestati

I carabinieri della Compagnia di Taurianova e dello Squadrone eliportato "Cacciatori Calabria" hanno arrestato tre persone, sorprese in una piantagione di canapa indiana, in località Castagnari, a Cittanova.

 I tre: Diego Danti, 26 anni, Daniele e Simone Giacco, di 28 e 30 anni, tutti di Polistena, sono accusati di coltivazione di sostanza stupefacente.

La piantagione, composta da 180 arbusti, era stata allestita in un terreno privato.

I tre, alla vista degli uomini dell'Arma, hanno tentato di fuggire, ma sono stati bloccati poco dopo.

Le piante, previa campionatura che sarà inviata al Ris di Messina per le analisi tossicologiche del caso, sono state distrutte sul posto.

Gli arrestati, invece, al termine delle formalità di rito, sono stati posti ai domiciliari in attesa dell'udienza di convalida.

Serre: rinvenute 17 piantagioni con 2200 arbusti di canapa indiana

Nel corso dell’ultima settimana i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno e delle Stazioni Forestali di Serra San Bruno e Fabrizia, dello Squadrone eliportato “Cacciatori” di Calabria, grazie all’importante contributo del Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, hanno individuato, nell’area montuosa delle Serre Vibonesi, ben 2200 piante di canapa indiana suddivise in 17 piantagioni.

Il potenziale giro d’affari è pari a circa 2 milioni di euro; la sostanza, invece, avrebbe fruttato circa 8 milioni di euro se si considera la vendita “al dettaglio” di ogni singola dose.

Dopo l’operazione “Grenn Mountain” coordinata e condotta dai militari della Compagnia di Serra San Bruno nell’estate del 2018, con l’ausilio sempre dei carabinieri forestali, dei cacciatori di Calabria e dell’8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, anche quest’anno gli uomini dell'Arma, con l’operazione “Un posto al sole” (il nome deriva dal fatto che le piazzole coltivate devono necessariamente avere un’esposizione al sole), hanno cercato di dare un duro colpo agli affari economici della locale criminalità al fine di debellare il fenomeno della produzione di cannabis.

Quest’anno, i Carabinieri hanno riscontrato maggiori difficoltà nell’individuazione delle illecite piantagioni: di fatto, dopo i 23 rinvenimenti di coltivazioni di canapa indica dello scorso anno, i “coltivatori” hanno posto in essere maggiori cautele, suddividendo ulteriormente le piazzole in luoghi particolarmente difficili da raggiungere, molte delle volte, sulla cima di alcune montagne poste al di sopra di veri e propri strapiombi. Tutte le piantagioni erano dotate di apposito impianto di irrigazione a goccia, progettato, per l’appunto, per rendere quasi del tutto “autonoma” la crescita della pianta di canapa.

Sono stati inoltre individuati degli essiccatoi artigianali, dove si sarebbe compiuta la seconda fase di produzione dello stupefacente, quella, appunto, dell’essiccazione e del successivo deposito per il consequenziale commercio.

 

 

Fabrizia, rinvenuta una piantagione di canapa indica

I carabinieri della locale Stazione e dello Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria” hanno rinvenuto in località Cellia, a Fabrizia, una piantagione composta da circa 40 arbusti di canapa indica.

Le piante, in pieno stato vegetativo, erano occultate nella fitta vegetazione.

La coltivazione, che era innaffiata con un moderno impianto a goccia, avrebbe potuto fruttare circa 20 mila euro.

Dopo aver preletato alcuni campioni, i militari, su disposizione dell’autorità giudiziaria di Vibo Valentia, hanno proceduto alla distruzione delle piante.

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