Cgil e FP: "Il nuovo ospedale di Vibo deve rimanere una priorità"

Riceviamo e pubblichiamo

"Le dichiarazioni fatte in conferenza stampa dal neo commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Maria Pompea Bernardi, in merito alla costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, necessitano a nostro avviso, un correttivo in ordine alle priorità. Per quanto sia vero che bisogna intervenire sullo Jazzolino, fintanto che non venga definitivamente costruito il nuovo ospedale del capoluogo, quest’ultimo resta comunque di primaria importanza e rimane la priorità per la quale occuparsi. Ci rendiamo conto che i ritardi e le vicissitudini registrate non fanno altro che alimentare una crescente sfiducia e svilire maggiormente l’impegno e la speranza di quanti considerano il nuovo ospedale di Vibo Valentia come un diritto legittimo ai bisogni della salute dei cittadini vibonesi, ma la realizzazione di quest’opera, a nostro avviso, è e resta fondamentale, oggi più che mai,  per fronteggiare l’emergenza socio-sanitaria esistente e favorire anche nel territorio vibonese la garanzia di accesso in tempi certi ai servizi e prestazioni di qualità stabiliti nei Lea e favorire l’integrazione dell’attività ospedaliera con l’attività territoriale. Tutto ciò rientra nella più generale rivendicazione del nostro sindacato per il diritto alla sanità pubblica ed universale anche territorio vibonese. La sfida che abbiamo lanciato sta proprio in questo: ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità, deve agire per difendere i diritti non negoziabili dei cittadini. Dal nuovo commissario dell’Asp, dunque, ci attendiamo che dia risposte più consistenti sia sul piano delle azioni messe in campo per superare tutte le difficoltà che oggi si segnalano come i servizi territoriali e l’integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la rete ospedaliera e la questione della mobilità passiva e degli organici insufficienti e soprattutto le azioni anti-covid, sia che si impegni, per quanto sia di sua responsabilità, affinché il nuovo ospedale di Vibo Valentia sia completato in tempi certi e soprattutto brevi. Lo abbiamo detto e continueremo a ripeterlo: tutti i soggetti interessati hanno assunto precisi impegni che dovranno essere rispettati, negli esclusivi interessi generali della nostra collettività". 

Segreteria Cgil Area Vasta CZ-KR-VV

FP-CGIL Area Vasta CZ-KR-VV

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"Rinascita Scott", la Cgil propone di celebrare il processo nell'ex area Sir di Lamezia Terme

Riceviamo e pubblichiamo

"Con l’avviso ai N.479 indagati della conclusione delle indagini preliminari relative all’inchiesta 'Rinascita Scott' della D.D.A. di Catanzaro, si avvicina la fase dello svolgimento del relativo processo. Per la celebrazione dello stesso risulta quanto mai necessario individuare il luogo adeguato per lo svolgimento delle relative attività processuali, in sicurezza, nel rispetto delle misure anti-virus, evitando difficoltà di allestimento e quindi con soluzioni agevoli, economiche e di rapida soluzione. In questo senso rispetto alle proposte avanzate nei giorni scorsi ci sembra di facile percorribilità l’ipotesi che individua come sede, per la eventuale soluzione, l’ ex area SIR di Lamezia Terme e precisamente gli immobili di proprietà della Regione Calabria, gestiti dalla Fondazione Mediterranea Terina Onlus che risponderebbero ai requisiti di sicurezza, logistica, anche in merito a parcheggi e vigilanza. Si tratta di strutture già dotate di servizi che con un investimento contenuto potrebbero garantire la trasformazione e la adattabilità alle necessità di una aula bunker e di prossimità rispetto al Tribunale di Vibo Valentia. Riteniamo tale proposta utile a rispondere in maniera tempestiva e con vantaggio economico alla esigenza processuale e ci consentiamo di sottoporla al vaglio delle autorità competenti anche al fine di assicurare che l’importanza della celebrazione del detto processo, non sia sottratta al contesto sociale della nostra Regione e del territorio, come momento di riscatto e per l’affermazione della giustizia contro il malaffare e l’illegalità prodotte dalla ndrangheta in Calabria".

Cgil Area Vasta (CZ-KR-VV) Cgil Calabria Comunità Progetto Sud Libera- Calabria

Coronavirus, i sindacati denunciano la carenza di mascherine e camici monouso all'Asp di Vibo

Riceviamo e pubblichiamo

"Le organizzazioni sindacali continuano a ricevere da parte dei dipendenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, sia dal personale sanitario (che si trova in prima linea) e sia dal personale amministrativo, numerose segnalazioni e richieste di intervento in merito alle gravi condizioni di lavoro in cui sono obbligati ad operare.

La principale segnalazione è legata alla grave carenza di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), in particolare mascherine (da quelle chirurgiche alle FFP2 e FFP3), di occhiali e visiere protettive, di camice monouso, utili a proteggerli dal rischio di infezione da COVID-19.

Tale carenza obbliga tutto il personale a operare esponendo a rischio la propria salute, quella dell’utenza e quella dei propri cari.

Per le ragioni esposte, dunque, invitiamo la Direzione ASP, ad attivarsi senza indugio, ai fini di mettere a disposizione, del personale tutto, i dispositivi di protezione individuale, in relazione al rischio a cui è esposto durante l’attività lavorativa.

Segnaliamo, inoltre, come il Servizio Sanitario del nostro territorio (non uscito ancora completamente dal Piano di rientro, e negli ultimi anni depotenziato in termini di risorse umane, strutturali e tecnologiche)  rischierebbe il collasso in caso di malattia del personale.

Garantire le massime tutele, (già obbligo del datore di lavoro, ancor di più dopo le direttive emanate dal Ministero della Salute e recepite dalla Regione Calabria con apposite direttive), risulta fondamentale per garantire l’incolumità degli infermieri e del personale sanitario e, quindi, il diritto alla salute dei cittadini.

Come organizzazioni sindacali sentiamo il dovere di ringraziare e confermare il nostro sostegno a tutti gli operatori sanitari, che continuano, con grande sacrificio e spirito di abnegazione, a garantire il proprio servizio a favore dei cittadini, in un momento emergenziale così delicato e difficile.

Infine, ci preme sottolineare a tutta la popolazione (in rispetto delle raccomandazioni dell’Istituto Superiore Sanità), l’importanza vitale di restare a casa. Qualora non sia possibile, sarà opportuno mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone. Se qualcuno, poi, dovesse manifestare sintomi influenzali (quali raffreddore, febbre e tosse) non si rechi autonomamente al Pronto Soccorso, ma chiami il proprio medico di famiglia o i contatti messi a disposizione dall’ASP di Vibo, seguendo scrupolosamente le indicazioni sul percorso idoneo da seguire".

 

FP CGIL                            CISL FP                     UIL FPL                     NURSING UP                 FIALS                           F.S.I

Luciano Contartese*    Antonino D’Aloi*     Domenico Pafumi*        Giuseppe Gliozzi*       Amerigo Colace  *         Soldano Domenico* 

 

Forestali calabresi, Bruno Costa (Flai-Cgil): "Con il rinnovo del contratto, raggiunto un ottimo risultato"

«Finalmente dopo due anni di discussione, di trattativa difficile, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: il rinnovo del Contratto integrativo regionale dei forestali».

A tornare sull’argomento, dopo la firma della preintesa sull’accordo del Contratto integrativo regionale dei lavoratori forestali calabresi, avvenuta lo scorso 22 luglio alla Cittadella di Catanzaro, è il segretario generale regionale della Flai-Cgil Calabria, Bruno Costa, il quale, esprimendo piena soddisfazione per l’accordo raggiunto, ci tiene a sottolineare l’importanza di questo contratto per i forestali calabresi.

«Questo accordo – spiega il dirigente sindacale – arriva dopo due anni di trattativa complicata, che partiva da una situazione di confusione rispetto ad un contesto, anche generale, del lavoro forestale. Ed è stato raggiunto dopo 9 anni di mancato negoziato, che ha impedito ai lavoratori di avere per ben due vigenze un salario bloccato. Inutile dire che in questi anni il mondo è cambiato, è cambiata la vita e la sua condizioni materiali. La nostra esigenza era quella di far recuperare questo gap ai circa 7mila lavoratori forestali calabresi. E possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto». Nell’accordo sottoscritto, infatti, per i lavoratori forestali si parla ora di un aumento salariale pari ad 80 euro mensile, a parametro medio, di 800 euro una tantum come indennità di vacanza contrattuale. Ma non sono sollo questi aspetti squisitamente contrattuali che permettono di ritenere questo contratto un buon accordo. «Solo questi elementi -  continua il segretario della Flai-Cgil Calabria – potrebbero permetterci di dire che un buon contratto, poiché fa avanzare sul piano salariale i lavoratori. Ma nel nostro accordo non c’è solo questo. Come Flai-Cgil ci siamo battuti per avere il riconoscimento dell’istituto della malattia al pari degli altri contratti, rendendo giustizia verso un elemento di inciviltà che ancora resisteva. Un riconoscimento, questo, del lavoro ed anche del ruolo dei forestali. E poi, ancora, non di secondaria importanza i permessi genitoriali. Abbiamo previsto dei permessi particolari, per quelle fatiche aggiuntive che vanno oltre al lavoro. E quindi, come welfare, permessi dedicati alla cura dei figli e di familiari con disabilità. Aggiungendo anche i permessi per le unioni civili. La nostra volontà – prosegue Bruno Costa – è stata quella di legare questo contratto alla vita reale. Crediamo, in questo senso, di aver fatto un buon lavoro, soprattutto poiché si ridà la giusta dignità ed il dovuto riconoscimento a dei lavoratori che in questi anni sono stati bistrattati, ritenuti marginali, addirittura degli assistiti. Disconoscendo invece che proprio i lavoratori forestali, con il loro quotidiano impegno, hanno tenuto in piedi il territorio fragile della Calabria. Anzi, proprio in considerazione delle difficoltà idrogeologiche del nostro territorio e la crisi del sistema agro-forestale della Calabria, strettamente legati allo sviluppo dell’intera regione, chiederemo presto un incontro con la Regione per aprire un tavolo di discussione sulla necessità di nuove assunzioni. Un numero esiguo di lavoratori – conclude il Bruno Costa - non permetterà di contrastare il depauperamento del nostro territorio. Per contrastare ciò, in questa direzione continuerà l’impegno del nostro sindacato».

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Lsu - Lpu Calabria: domani incontro al Ministero del Lavoro

"A seguito dell’annunciato sit-in dei lavoratori ex Lsu-Lpu promosso dalla Cgil e dalle categorie a Cosenza per il 22 maggio, in occasione della presenza del Ministro del Lavoro e dello sviluppo Luigi Di Maio, è stato convocato d’urgenza per lunedì 20 alle ore 15,30 presso il Ministero del Lavoro, un incontro teso alla ripresa del confronto sulla problematica inerente la definitiva stabilizzazione. 
Rimane, al momento, confermato il sit-in previsto a Cosenza per giorno 22 in attesa degli esiti dell’incontro".
 
E quanto si legge in una nota della Cgil Calabria.
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 Ad Africo il tradizionale corteo della Cgil per il Primo maggio

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" Si è rinnovato anche quest'anno l'appuntamento con il tradizionale corteo per il Primo maggio lungo le strade di Africo. La Cgil di Reggio Calabria - Locri con tale iniziativa ha voluto sottolineare l'importanza della celebrazione della Giornata del lavoro in un centro della Locride, simbolo delle innumerevoli potenzialità inespresse della nostra terra. Come segretario generale della Camera del lavoro, mi duole sottolineare come lo spopolamento di tanti bellissimi comuni della Locride, con la partenza di tanti giovani, stia segnando il destino di queste comunità. È una realtà che purtroppo riguarda tutta l'area metropolitana, come la Calabria e il Sud nel suo complesso. È per questo che in questa giornata dal notevole valore simbolico, in cui si ricorda più che mai che il lavoro è vita, dignità e libertà, la Cgil urla il bisogno di lavoro di questi cittadini. Non chiediamo assistenza, provvedimenti che non portano crescita economica, misure fine a se stesse, ma investimenti che offrano servizi a questi territori e opportunità ai suoi abitanti, che meritano di esprimere i propri talenti e spendere le proprie competenze nei luoghi in cui sono nati".

Gregorio Pititto Segretario generale Cgil Reggio Calabria - Locri

Sanità vibonese, Cgil Cisl e Uil: "Occorre lavorare per dare risposte concrete e tangibili ai cittadini"

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"Fronteggiare l’emergenza socio-sanitaria esistente e favorire anche nel territorio vibonese la garanzia di accesso in tempi certi ai servizi e prestazioni di qualità stabiliti nei Lea e favorire l’integrazione dell’attività ospedaliera con l’attività territoriale: è questo quanto abbiamo ribadito questa mattina nell’incontro che si è svolto prima con il Comitato di rappresentanza della Conferenza dei sindaci, presieduto dal sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, e subito dopo con il direttore generale dell’Asp, Angela Caligiuri. In entrambe le sedute, come Cgil, Cisl e Uil, unitamente alle categorie della sanità e dei pensionati, abbiamo avuto modo di verificare la disponibilità al dialogo ed al confronto sia da parte dei sindaci, sia da parte del dg dell’Asp Angela Caligiuri, ed abbiamo ribadito con forza e determinazione il nostro dichiarato impegno nel rimuovere tutte le criticità esistenti nella sanità vibonese, chiedendo altrettanto impegno nel rivendicare e lavorare uniti per il diritto alla sanità pubblica ed universale anche nel nostro territorio. La sfida che abbiamo lanciato, dunque, sta proprio in questo: ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità, deve agire per difendere i diritti non negoziabili dei cittadini. La situazione socio-sanitaria del Vibonese, del resto, come abbiamo già avuto modo di denunciare, non lascia spazi a immobilismo e inerzia, particolarmente ora che si paventa finanche un provvedimento di chiusura degli ospedali e la sospensione delle attività, con tutto ciò che di negativo ne deriverebbe per i cittadini, che verrebbero gettati in un nuovo baratro senza possibilità di risalita. Un aspetto, questo, che ci preoccupa moltissimo, insieme alle tante altre problematicità esistenti che ci sono state elencate nel corso dell’interlocuzione con il Dg Caligiuri, dalla quale, di contro, ci saremmo aspettati risposte più consistenti sul piano delle azioni messe in campo per superare tutte le difficoltà che oggi si segnalano come i servizi territoriali e l’integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la rete ospedaliera e la questione della mobilità passiva e degli organici insufficienti. Come Cgil, Cisl Uil, non siamo minimamente disposti a rimanere a guardare, difronte all’ennesima sventura pronta a colpire questa provincia. Consideriamo, dunque, partito da oggi un nuovo percorso, da cui prende corpo l’idea e la volontà - e dal quale non si potrà assolutamente tornare in dietro – di lavorare sulle proposte rilanciate unitariamente dai nostri sindacati, per superare in tempi brevi e certi la situazione drammatica che sta vivendo il sistema socio-sanitario. Per tanto, ci aspettiamo anche che il sindaco Luigi Tassone tenga fede alla sua promessa, e convochi ad horas la Conferenza dei sindaci, aperta alla partecipazione dei sindacati, per meglio definire la strategia comune di azione.  Dal canto nostro, provvederemo anche noi a convocare a stretto giro di posta un attivo unitario dei quadri e delegati, proprio a Vibo Valentia, per valutare anche le decisioni che assumerà il Consiglio dei Ministri in merito al famoso “decreto Calabria” e per renderci ancora più operativi sia nelle nostre azioni che nei nostri obiettivi: salvaguardare il territorio e dare risposte concrete e tangibili ai cittadini ed ai lavoratori".

R. Mammoliti Cgil - F. Mingrone Cisl- P. Barbalaco Uil

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Sanità vibonese: le proposte unitarie di Cgil, Cisl e Uil

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" Con l’obiettivo dichiarato di rimuovere le criticità esistenti nella Sanità, in modo da garantire l’accesso in tempi certi ai servizi e prestazioni di qualità, stabiliti nei LEA favorendo lo sviluppo delle reti socio-sanitarie territoriali che dovrà prevedere un’effettiva integrazione dell’attività ospedaliera con l’attività territoriale, questo pomeriggio, le tre sigle sindacali confederali di Cgil, Cisl e Uil, unitamente alle tre categorie di competenza, si sono riunite per affrontare tale situazione e decidere il da farsi, e soprattutto elaborare una serie di proposte praticabili. La nostra espressa volontà è quella di riportare al centro dell’attenzione la situazione della sanità sostenendo che il diritto alla salute e alle cure deve essere garantito, su livelli adeguati, in ogni territorio. Siamo ben consci, come sindacati che i problemi sono tanti e soprattutto urgenti, e che riguardano particolarmente i tempi di attesa, i Pronto soccorso e la rete dell’emergenza-urgenza. Ma non solo: ci sono anche i servizi territoriali e l’integrazione socio-sanitaria e la prevenzione. E poi, ancora la rete ospedaliera e la questione della mobilità passiva e degli organici insufficienti. Servono dunque risposte adeguate. La situazione socio-sanitaria del Vibonese non lascia spazi a immobilismo e inerzia da parte di chi possiede le responsabilità di governo, ruoli istituzionali e competenze. Come Cgil, Cisl Uil, dunque, unitamente alle categorie della sanità e dei pensionati, metteremo in campo delle azioni mirate per evitare che la situazione precipiti ad un livello di non ritorno, con gravissime conseguenze sugli operatori e sui cittadini Vibonesi. Partendo dalla richiesta di un incontro al Commissario dell’Asp di Vibo e sollecitando l’immediata convocazione della Conferenza dei Sindaci. Il tutto sarà puntualmente monitorato in piena sintonia con i livelli regionali di categoria e Confederali, al fine di concentrare una forte azione rivendicativa unitaria, al fine di poter ottenere risultati concreti in termini di miglioramento della qualità dei servizi, di un piano straordinario di assunzioni e di una effettiva integrazione tra ospedali e medicina del territorio. Nel corso della riunione, poi, si è convenuto inoltre di attivare una verifica, con gli organi competenti, sullo stato di avanzamento dei lavori per favorire la costruzione del nuovo ospedale in tempi accettabili. E nel frattempo che ciò avvenga, trovare e utilizzare tutte le risorse disponibili, nonché avviare tutti gli interventi straordinari per rendere agibili strutture e presidi esistenti. Come sindacati, non esiteremo a mettere in campo tutte le azioni ed eventuali mobilitazioni necessarie per rilanciare quello che, a nostro avviso, deve costituire ed essere definito come un nuovo Patto per la Salute".

CGIL-CISL-UIL R. Mammoliti-F. Mingrone-P. Barbalaco

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