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Chiaravalle, De Leo: “A breve il ‘porta a porta’, non pericolosi i rifiuti presso l’isola ecologica”

CHIARAVALLE CENTRALE – Punta al “cambiamento radicale” nella gestione del settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani l’amministrazione comunale della cittadina delle Preserre, guidata da Gregorio Tino. Ad approfondire la questione è l’assessore all’Ambiente Giuseppe De Leo che intende superare “il polverone delle polemiche che il consigliere Claudio Foti continua sistematicamente a sollevare” e specifica che, già da prima, “erano in atto le procedure per l’esecuzione di un intervento straordinario di pulizia” dell’isola ecologica di contrada Foresta. L’esponente di Fratelli d’Italia ribadisce che i rifiuti presenti all’interno dell’isola ecologica “sono definiti ‘non pericolosi’ dalla vigente normativa” puntualizzando che il sito “è stato individuato dalla precedente Amministrazione” e che fra le cause che hanno determinato un eccessivo accumulo di materiali presso l’isola vi è anche “il mancato funzionamento dell’impianto di smaltimento di Catanzaro”. Ad ogni modo, già al momento dell’approvazione della delibera del consiglio comunale relativa ai costi dei servizi di raccolta e smaltimento Rsu, “si era tenuto conto della necessità di provvedere alla pulizia dell’isola ecologica, in quanto funzionale all’attuazione del servizio di raccolta ‘porta a porta’ ”. Forniti questi chiarimenti, De Leo passa al contrattacco e, imputata la responsabilità del dissesto finanziario ai predecessori, mette in evidenza che lo stesso “impeto” da parte della minoranza non vi è stato “nel denunciare gli ultimi provvedimenti dell’attuale giunta regionale che ha raddoppiato le tariffe per il conferimento dei rifiuti in discarica, che incidono pesantemente” sui bilanci familiari. Il componente dell’esecutivo comunica poi che “il nuovo servizio di raccolta ‘porta a porta’, di imminente attuazione, oltre ad introdurre un sistema che per la prima volta tiene conto anche delle zone rurali, alla stessa stregua del centro abitato, va incontro agli anziani, ai disabili e a quanti sono impediti, che non dovranno recarsi ai centri di raccolta. Il servizio – aggiunge - affidato provvisoriamente nelle more di espletamento di gara ad evidenza pubblica, comprende la gestione e la riqualificazione dell’isola ecologica che sarà funzionale con la continua presenza di un operatore per 5 giorni, con orari da stabilire, per dare la possibilità cittadini di poter conferire i materiali nell’arco di tutta la giornata”. De Leo ammette infine che è necessario “avere un po’ di pazienza”, ma segnala che il nuovo percorso “darà sicuramente un vantaggio economico” alla comunità.

Tino: “Prima la mia comunità e poi le banche”

CHIARAVALLE CENTRALE – Il principio è elementare. I patti vanno rispettati, ma ci sono delle priorità. La parola data bisogna mantenerla principalmente con quelle famiglie che oggi subiscono gli effetti di una crisi economica e sociale senza precedenti, dopo si pensa agli altri aspetti. Gregorio Tino va avanti con questa convinzione e adotta provvedimenti che rispecchiano questi intendimenti. Alla dichiarazione di dissesto avvenuto negli sgoccioli dell’anno scorso fanno così seguito altre decisioni nette che aprono un dibattito ad ampio raggio. Il consiglio comunale ha approvato una deliberazione recante “Revoca della delegazione di pagamento conferita al tesoriere comunale con delibera di C.C. n. 8/2005 per il pagamento del prestito obbligazionario denominato B.O.C. Comune di Chiaravalle Centrale”. In pratica, per i prossimi 6 mesi non saranno effettuati pagamenti in favore dell’ex Banca Opi (ora Intesa San Paolo), la quale era stata formalmente invitata in precedenza a voler ristrutturare il B.O.C. con un allungamento  della durata dello stesso fino ad un massimo di 30 anni con la contestuale riduzione del tasso d’interesse dal 3,8% al 3,1%. Richiesta rispedita al mittente e che ha costretto l’Ente ad “accantonare la somma di 226.062,62 euro semestralmente” per “un totale annuo che ammonta a 452.354 euro”. Tale situazione ha creato “notevoli disagi non consentendo l’assolvimento dei servizi essenziali” e il Comune ha scelto di “sospendere per un tempo limitato i pagamenti delle rate in scadenza”. In cima ai pensieri del sindaco ci sono infatti “i servizi indispensabili e il pagamento degli stipendi”. Va precisato che devono essere ancora restituiti 4.078.000 euro (il prestito obbligazionario aveva un importo iniziale di 6.229.000 euro che con gli interessi è salito a circa 9.000.000)  e che al debito per l’acquisto dei B.O.C. deve aggiungersi quello derivante dall’assunzione di mutui presso la Cassa Depositi e Prestiti che non è rimodulabile. “Il Comune – spiega il capo dell’esecutivo – ha sempre pagato le rate dei B.O.C. e la Banca non dovrebbe avere interesse a mandare in sofferenza l’Ente. Vogliamo pagare ma con un piano che sia sostenibile. Vi sono stati d’altronde precedenti in altri Comuni. È necessario – conclude – chiedere ed ottenere la rimodulazione del debito”. Prevedibile adesso una contromossa della Banca, ma un segnale chiaro e forte è stato mandato.

Un unico Comune nelle Preserre: primi passi verso la fusione

I tagli imposti dal governo centrale, che a sua volta è a corto di risorse, le difficoltà a predisporre i servizi, il venir meno dei vecchi campanilismi che spesso si sono rivelati controproducenti. Organizzarsi con forme di amministrazione condivisa è ormai un’esigenza per i centri calabresi, sempre più in difficoltà nella gestione di problemi dalle origini lontane e dalla soluzione assai complessa. Serve unire le forze e sfruttare le occasioni che si presentano, guardando al futuro e non al passato. Il dibattito sollevato dal Redattore circa la necessità del “mettersi insieme” di diversi Comuni sembra trovare riscontri nella realtà, a dimostrazione del fatto che qualcosa, in questo senso, si muove.  E’ viva, infatti, la discussione nelle Preserre dopo il disco verde da parte del civico consesso di Torre di Ruggiero alla mozione, presentata dal sindaco Giuseppe Pitaro, per la fusione con i Comuni di Chiaravalle Centrale e Cardinale.

Interessante è, in particolare, il pensiero del primo cittadino di Chiaravalle Gregorio Tino che trova “apprezzabile” l’iniziativa del suo omologo rilevando che “si tratta di 3 comunità già aggregate da un punto di vista culturale e sociale”. A suo avviso, sarebbero indiscutibili “i vantaggi che si avrebbero nella gestione dei servizi ed in riferimento ai trasferimenti erariali”, ma il processo non deve essere calato dall’alto. Più opportuno è, invece, “cominciare a percepire gli umori delle comunità ed eventualmente procedere con gli atti propedeutici all’indizione di un referendum”. Sostanzialmente, il progetto ha i favori degli amministratori che, però, vogliono agire solo con un convinto sostegno della popolazione. Rilevante è, ad ogni modo, il fiorire di elementi innovativi nella mentalità della classe dirigente che ha preso atto della richieste di efficienza e competitività della società moderna. Tino sembra avere la lungimiranza di allargare gli orizzonti e propone di “coinvolgere anche Argusto e Gagliato” in un piano ambizioso ma allo stesso tempo concreto. La realizzazione non è semplice ma potrebbe essere l’unica via per sopravvivere agli effetti dello spopolamento e ai colpi frenetici della globalizzazione.

Angelina Brasacchio presenta "Il vestito della sposa"

Sarà presentato a Chiaravalle Centrale il libro scritto da Angelina Brasacchio “Il vestito della Sposa”, edito da Edizioni Liberetà e patrocinato dal SPI CGIL CALABRIA e dal COORDINAMENTO NAZIONALE DONNE della CGIL. La presentazione che si terrà a Palazzo Staglianò alle ore 16 vedrà gli interventi, oltre all’autrice, di Antonietta Santoro della segreteria regionale SPI CGIL CALABRIA, di Carmela Melluso, segretaria regionale SPI CGIL CALABRIA e di Lucia Rossi, segretaria nazionale SPI CGIL. L’autrice definisce “Il vestito della Sposa” la storia “di una donna calabrese scritta da una donna calabrese” e rappresenta un viaggio all’interno dell’universo femminile calabrese raccontato da una donna che di quell’universo è parte.

Trasversale delle Serre, infruttuoso l'esito dell'incontro con l'Anas

 CHIARVALLE CENTRALE - Si è svolta nel pomeriggio di ieri a Chiaravalle, l’assemblea sulla Trasversale, indetta dal sindaco Gregorio Tino alla quale hanno preso parte i sindaci di Torre di Ruggiero, Cardinale, Argusto, il vicesindaco di Gagliato, e il capo compartimento Anas, Vincenzo Marsi. L’incontro, piuttosto infruttuoso in termine di risposte ricevute, era stato programmata con l’intento di avere qualche certezza in merito ai tempi di realizzazione dei lotti IV e IV bis, comprendenti i tratti “Torre di Ruggiero – Chiaravalle Centrale”, “Argusto – Gagliato” e la bretella “Petrizzi – Gagliato”. Nel corso del convegno, con varietà di accenti secondo le diverse opinioni, i sindaci hanno richiamato l’attenzione sulla storia ormai pluridecennale dell’arteria notoriamente incompleta, anzi a stento iniziata. Numerosi gli interventi del pubblico e dei corrispondenti di stampa, tv e radio; non è mancato l’intervento pungente di Ulderico Nisticò, che agita da molti anni il tema. Il capo compartimento Marsi ha spiegato, dal punto di vista dell’Anas, le difficoltà incontrate, e, in particolare, lo stato di commissariamento e pre fallimento della ditta appaltatrice, che non è in grado di condurre a termine il lavoro. Non meno problematica l’eventuale rescissione del contratto con conseguente avvio di una nuova procedura d’appalto, poiché ha spiegato Marsi, in tal caso si allungherebbero ulteriormente i tempi di realizzazione. L’esito della riunione sembra, quindi, aver lasciato un certo senso di insoddisfazione generale per la mancanza di certezze sulle date di agibilità della strada.

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L'Ancinale e l'oasi che non c'é

Per i Greci era Ekinar, per i Romani Caicinos come citato da Plinio e da Tucidide, è l’Ancinale, il fiume di Serra San Bruno tanto apprezzato da san Bruno che qui venne a fondarvi la sua Certosa. L’Ancinale ha origine con un ramo nel versante nord-est dal Timpone del Papa e con un altro nel versante nord-ovest della Pietra del Caricatore, tra le foreste conifere delle Serre. Ha un percorso sinuoso di circa 34 kilometri durante il quale lambisce o attraversa, oltre Serra, Spadola, Brognaturo, Simbario, Cardinale, Chiaravalle Centrale, Satriano sino ad andare a finire nello Jonio a sud di Soverato. Il naturalista Francesco Bevilacqua scrive che “il suo corso è in qualche modo il prototipo del più classico fiume della Calabria jonica: acque cristalline, pure ed abbondanti in alto, ben distribuite tutto l’anno grazie alla funzione di contenimento delle folte foreste; placide anse in un letto sinuoso e purtroppo ingombro di rifiuti e di scarichi inquinanti sull’altopiano più densamente popolato”. Non si può sottacere, qui, che agli inizi del secolo scorso, tra le montagne di Santa Maria funzionò per qualche tempo la Cartiera dei Feltrinelli e conti Fabbricotti con tutto quel che ne derivava in fatto di scarichi. Ed ancora per Bevilacqua l’Ancinale si mostra con “imponenti cascate laddove l’orlo dell’altopiano stesso precipita verso le pianure litoranee; ampio e riarso alveo ghiaioso nel tratto finale.” Negli anni ’90 il Wwf aveva proposto un progetto, redatto dal mio amico ing. Pasqualino Degni, di un parco fluviale compreso da tutti i centri abitati interessati dal passaggio delle acque del fiume. Insomma, nelle intenzioni del progettista e dell’Associazione naturalistica voleva essere una sorta di museo naturale all’aperto, luogo di studio e di ricerca ed occasione di svago come la pesca. Ah quante trote, nella mia fanciullezza, ho pescato tra queste acque allora cristalline! Già, la trota potrebbe rappresentare il volano di sviluppo economico anche attraverso la creazione di vasche di allevamento come avviene in Sila, favorendo così la ripresa dell’ecosistema fluviale. Che ne è stato di tal progetto? E più di recente, nel 2011 il divulgatore scientifico Luciano Pisani aveva proposto un progetto inteso a trasformare l’Ancinale in un’oasi ecologica capace di soddisfare bisogni sociali, oltre che la salvaguardia dello stesso corso d’acqua. Un progetto di arredamento urbano, di parco attrezzato, uno spazio ludico, piacevoli soste di osservazione ecc. Il lavoro del Pisani pare sia piaciuto anche agli ambientalisti del Wwf e agli amministratori del Parco delle Serre. Con l’auspicio di essere prontamente smentito ma non mi pare di aver visto un briciolo di ecomuseo o di oasi ecologica come dir si voglia.La verità è che, durante le mie pur sporadiche visite al “mio” paese, ho sempre visto il letto dell’Ancinale pericolosamente imbrigliato da vegetazione selvaggia e rifiuti di ogni sorta. Ad ogni minima caduta di acqua piovana il pericolo di allagamenti si rende reale. Ma si è dimenticata la disastrosa e letale alluvione del 21 novembre del 1935? E si sono facilmente dimenticati anche gli allagamenti recenti degli anni scorsi?

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Di "Trasversale" solo le promesse

 Detengo un prezioso documento: la prima riunione per parlare della Trasversale delle Serre, allora detta Superstrada; e la annunziò come imminente. Era il 1968, io frequentavo ancora il Liceo.

 Quell’anno stesso m’iscrissi all’Università di Pisa, e lì feci il Sessantotto, con prolungamento l’anno seguente. Via, era troppo presto perché fosse finita la Trasversale delle Serre, siamo onesti.

 Era poi l’anno 1971 quando io, sì, proprio io, avendo in corso una complessa storia d’amore con una fanciulla abitante sul Tirreno, io, sì, proprio io, io peggio del più squallido politicante calabro, le dissi queste immortali parole o giù di lì: “Cara, sarà facile vederci, perché tra poco faranno la Trasversale delle Serre”. Vi prego di credermi, lo giuro, è vero.

 Era poi l’anno 1985, credo, e a Serra, come accadeva allora ogni anno, c’erano le elezioni comunali; venne tale Tassone Mario con un funzionario dell’ANAS, e ci dimostrò, carte alla mano, che erano stati stanziati i soldi per la Trasversale. Io, carte alla mano, feci due conti, e, presa la parola, obiettai che potevano fare esattamente un chilometro e settecento metri. Sarebbe quella specie di allargamento dalle parti di Vallelonga. Dite voi: e Vallelonga che c’entra? C’entra, perché in quegli anni tutti i sindaci dell’Istmo e dintorni volevano la Trasversale sotto casa, e il progetto cambiò una ventina di volte senza un centimetro di asfalto.

 Passò il 1971, il 1972, 3, 4, 5… 1980… 1990… Arrivò nel 1994 al potere Berlusconi con il MSI e la Lega, e in quel di Chiaravalle io, sì, proprio io, partecipai come relatore a un convegno che, presenti alcuni esponenti di quel fugace governo e dintorni, dichiarò che la Trasversale era “cantierabile”; io commentai che prendevo atto, anche in cuor mio sentivo che questa melodiosa parola era troppo strana per sembrarmi traduzione di “inizieremo i lavori domani”; e così, infatti, non fu.

 Fecero poi quella che, al massimo, possiamo chiamare Tangenziale di Chiaravalle. Arrivò il governo D’Alema (sì, o italiani, abbiamo visto anche questo!) con sottosegretario Soriero, il quale pensò bene che il traffico convulso di Argusto, nota e popolosissima metropoli, aveva bisogno di almeno due svincoli, uno ovest e uno più o meno est; e qualche miliardo di lire dell’epoca volò per soddisfare la più ridicola vanagloria.

 Si tracciò poi persino il tratto Gagliato – Argusto, che è lì, che è pronto da anni e anni, ha tutto, asfalto eccetera, però ad Argusto ne impediscono l’accesso dei veri megaliti di cemento. Davvero un mistero, che nessuno mi vuole svelare. ma il 15 novembre 2001 la stampa annunziava imminente l’apertura, entro un anno. Dal 2002 sono passati 13 anni invano.

 Aggiungiamo il tratto di Spadola e quello di Serra, e questo è tutto, dal 1968!

Una paroletta sulla qualità. La locuzione superstrada è già di per sé arcaica, roba da anni 1960, un esperimento che poi si abbandonò. Il risultato attuale è una strada a due corsie con divieto continuo di sorpasso (violato alla grande, ma divieto), sicché, se mai finirà e uno volesse davvero, come io promisi nel 1971, da Soverato raggiungere il Tirreno, e per disgrazia gli capita davanti un’Ape Piaggio, allora gli conviene di più la gloriosa murattiana, borbonica e fascista 182 con scorciatoia Filogaso!

 Alla prossima, la Bretella di Gagliato. Una barzelletta per volta, ragazzi.

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Dissesto, il sindaco Tino: “E’ l’ora di una verità condivisa”

CHIARAVALLE CENTRALE – Ad oltre un mese di distanza dal dissesto finanziario dichiarato dal Consiglio comunale, il sindaco Gregorio Tino torna sull’argomento che sta monopolizzando il dibattito nel centro delle Preserre auspicando “un chiarimento definitivo” capace di portare ad una “verità condivisa” e rivendicando un’azione amministrativa posta in essere “nel supremo interesse della collettività”. Il primo cittadino spiega “le origini antiche” del problema e snocciola ogni dettaglio riguardo ad una massa debitoria che alla data del 31 maggio 2011 è stata quantificata in 7.087.000 euro. A pesare vi è poi “un debito per mutui che grava per circa 745.000 euro all’anno”,  determinato dal fatto che “nel passato vi è stato un eccessivo ricorso all’indebitamento attraverso la contrazione di mutui per il finanziamento di opere, tant’è che l’ente già nell’esercizio del 2005 si è trovato costretto a dover rinegoziare i mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti  e con un altro istituto di credito privato per mezzo dell’emissione di BOC e l’adozione di un nuovo piano finanziario”. Inoltre, “le amministrazioni per poter apparentemente garantire gli equilibri di bilancio e di gestione hanno utilizzato vari espedienti che hanno contribuito a creare l’attuale situazione finanziaria. Fra questi – sostiene Tino – troviamo la frequente pratica di sottostima delle spese in sede di redazione del bilancio di previsione che ha determinato la generazione nel tempo di numerosi debiti fuori bilancio, anche perché il Comune ha dovuto comunque assicurare i vari e necessari interventi sul territorio facendo spesso ricorso allo strumento della somma urgenza e dei pronti interventi”. Secondo il sindaco, questo stato di cose, “che ha avuto come effetto indiretto una tenuta delle scritture contabili spesso contraddittoria ed incerta, ha posto l’ente nella condizione di inattendibilità nei confronti della magistratura contabile”. Tino mette il dito nella piaga ed elenca ciò che, a suo avviso, di sbagliato c’è stato nell’operato dei predecessori: “un forsennato ricorso all’anticipazione di cassa che talvolta non veniva ricostituita nei limiti degli esercizi finanziari, un utilizzo frequente non sempre ricostituito nei termini di legge dei fondi a destinazione vincolata e tale situazione trascinata negli anni ha comportato lo stralcio di crediti inesigibili, l’inerzia dell’amministrazione relativamente alla determinazione e all’allineamento delle tariffe al reale costo dei servizi, la propensione patologica al contenzioso con l’instaurazione di numerose liti pendenti che hanno prodotto incertezza nella determinazione delle spese, la previsione delle alienazioni di immobili mai realizzata”. Condannata “l’irresponsabilità delle opposizioni”, Tino passa alla rassegna dei risultati conseguiti in direzione del risanamento e, tal fine, cita “il pagamento di debiti per 4.498.000 euro (di cui 3.770.000 con il ricorso al decreto legge 35/2013 e 728.000 euro con risorse proprie), la riduzione delle spese del personale per 267.661 euro, la riduzione del contenzioso e l’eliminazione dell’anticipazione di cassa”. Il tutto a dispetto della “decurtazione netta del fondo di solidarietà di 710.347 euro (i trasferimenti al Comune di Chiaravalle sono passati da 1.882.261 euro del 2011 a 1.171.914 euro del 2014)”. In questo contesto, si è andata ad inserire “la grave crisi di liquidità verificatasi nell’ultimo trimestre del 2014 che ha fatto emergere la gracilità del nostro sistema finanziario integrando la fattispecie classica della situazione di dissesto”. Dunque, svaniti i due tentativi di condurre in porto il riequilibrio e vista la necessità di guardare alla “prospettiva dell’introduzione nel sistema della contabilità armonizzata per l’esercizio 2015, abbiamo dovuto rassegnarci alla drammatica presa d’atto”. Il sindaco evidenzia infine  “la grande sofferenza” ma specifica di avere “la coscienza a posto” poiché ha fatto “fino in fondo, e con serenità, la propria parte”. 

  • Pubblicato in Politica
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