Riconoscimento Dop per il pecorino del Monte Poro, la soddisfazione della Cia

"La Cia – Agricoltori Italiani esprime grande soddisfazione per la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della domanda di registrazione della Denominazione di origine protetta “Pecorino del Monte Poro”. Cia – Agricoltori Italiani è stata impegnata sin dall’avvio del percorso per il riconoscimento del marchio Dop, prima all’interno della Camera di commercio di Vibo Valentia e poi promuovendo e sostenendo il Consorzio per la tutela del pecorino del Monte Poro. Da alcuni giorni si era in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della domanda di registrazione, il cui iter è stato seguito passo dopo passo dall’Ufficio qualità della Cia Nazionale e dagli uffici Cia di Bruxelles. La Dop al pecorino del Monte Poro è un riconoscimento importante per la tutela e la valorizzazione di un prodotto che rappresenta non solo una risorsa di pregio del nostro territorio ma anche una parte rilevante della nostra cultura, del nostro saper fare, dei valori legati alla sua terra ed alle aziende che in essa vi operano".

È quanto si legge in una nota del vicepresidente della Cia - Calabria Sud, Nicola Monteleone

Gli allevatori del vibonese incontrano la Regione

Riceviamo e pubblichiamo

"Si è svolto nell’Aula Consiliare del Comune di Rombiolo (VV), importante centro agricolo dell’Altopiano del Poro, un incontro tra gli allevatori del Vibonese e la Regione Calabria per affrontare le problematiche del settore zootecnico e non solo. Incontro che è stato promosso dalla Confederazione Italiana Agricoltori Calabria Sud (che opera sui territori di Reggio C. e Vibo Valentia).
Ha presieduto Nicola Monteleone Vicepresidente Vicario Cia Calabria Sud. Sono intervenuti: Nicodemo Podella Presidente regionale della Cia Calabria ed i sindaci di Rombiolo Giuseppe Navarra e di Limbadi Giuseppe Morello. Per la Regione Calabria era presente il Consigliere delegato all’agricoltura Mauro D’Acri. Negli interventi sono state poste diverse problematiche che stanno penalizzando allevatori ed agricoltori a partire dalla misura 14 del Psr 2014/2020 sul benessere animale, su quasi mille domande ammesse in Calabria circa trecento saranno finanziate e le grandi aziende assorbiranno gran parte della dotazione finanziaria. La Cia ha chiesto di aumentare le risorse stanziate sulla misura favorendo le piccole aziende. Altro punto di confronto è stato il forte ritardo che si sta verificando, da parte dell’ufficio UMA della Regione, per l’assegnazione del carburante agricolo agevolato nella provincia di Vibo V. ad oggi l’elaborazione delle pratiche è ferma a metà febbraio. A tutto ciò si aggiunge il mancato pagamento degli incentivi Pac sulle misure a superfice per gli anni 2015 e 2016. Il Consigliere Regionale delegato all’agricoltura Mauro D’Acri si è scusato per il ritardo nell’assegnazione del carburante agricolo affermando che la Regione interverrà immediatamente. Mentre sul benessere animale si sta lavorando a recuperare somme per poter aumentare la dotazione finanziaria della misura anche inserendola nella richiesta di variazione del psr che sarà trasmessa all’Unione Europea. Per i pagamenti della pac sulla domanda unica e delle misure a superfice, la Regione ha da tempo predisposto gli elenchi dei beneficiari inviandoli ad Agea coordinamento dove sono bloccati per il ricalcolo dei titoli. Durante la discussione hanno preso la parola Leo Pangallo,
Domenico Petrolo, Cosimo Violi e Giuseppe Marturano".

Cia Agricoltori italiani - Provincia Calabria sud

L'Isis pronto a colpire in Europa, rischia anche l'Italia

Nonostante stia perdendo terreno in Siria, Iraq e Libia, L'Isis starebbe continuando ad addestrare terroristi da far entrare in azione in Europa. L'allarme è contenuto in una relazione che il direttore della Cia, John Brennan ha preparato per il Congresso statunitense. Per il capo dell'agenzia di spionaggio per l'estero statunitense, lo Stato islamico punterebbe, inoltre, ad attuare tattiche di guerriglia con le quali compensare le perdite territoriali subite di recente. L'Isis starebbe lavorando, quindi, alla predisposizione di una complessa ed articolata struttura terroristica in grado di compiere ed ispirare attentati come quelli che hanno colpito Parigi e Bruxelles. Secondo le informazioni in possesso della Cia, sarebbero numerosi i terroristi pronti ad entrare in azione. Brennan ha, infine, confermato la nuova strategia messa in campo dall'Isis che starebbe esortando i propri seguaci a compiere attentati in stile lupi solitari nei paesi in cui vivono. Per quanto riguarda l'Italia, secondo il procuratore nazionale antiterrorismo, Franco Roberti, "l'Italia rischia, ma non più di prima". Allo stato, infatti, non ci sarebbero ulteriori "motivi nuovi di preoccupazione"

 

 

La Cia dietro l'arresto di Nelson Mandela

Dietro l'arresto, nel 1962, di Nelson Mandela c'era la Cia. A rivelarlo, un ex agente dei servizi segreti statunitensi che si occupò in prima persona dell'operazione, "giustificata" in chiave anti-comunista e anti-sovietica. La rivelazione fatta dall'ex 007 Donald Rickard, è stata ripresa e pubblicata su diversi organi d'informazione. L'uomo era stato intervistato e registrato nei mesi scorsi, poco prima di morire all'età di 88 anni, dal regista inglese John Irvin, autore di un film, proiettato ieri in anteprima al festival di Cannes, sui giorni che precedettero l'arresto di Mandela. In seguito all'arresto, l'ex presidente sudafricano trascorse oltre trent'anni in carcere, prima di essere liberato e di ascendere al ruolo di capo dello Stato.

Attentati 11/9: funzionari sauditi avrebbero aiutato i terroristi

Gli attentatori dell'11 settembre ricevettero sostegno e supporto da funzionari del governo saudita. E' quanto ha rivelato al Guardian un ex membro della commissione d'inchiesta Usa a dodici anni di distanza dalla pubblicazione del rapporto che ha escluso il coinvolgimento dell'Arabia Saudita nell'attacco alle Torri Gemelle. John F Lehman, segretario della Marina durante la presidenza Reagan, sostiene che la commissione ha commesso un errore nel non dichiarare esplicitamente che funzionari di Riad facevano parte di una "rete di sostegno" ai terroristi. Le prove del coinvolgimento saudita sarebbero contenute nelle famose 28 pagine dell'inchiesta secretate di cui ha recentemente parlato anche l'ex direttore della Cia, John Brennan.

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