Calabria: la contrattualizzazione dei precari all’esame del prossimo consiglio regionale

Il Consiglio regionale della Calabria tornerà a riunirsi mercoledì prossimo 10 marzo, alle ore 14.00, a Palazzo Campanella.

Lo ha stabilito oggi la Conferenza dei Capigruppo coordinata dal presidente dell’Assemblea Giovanni Arruzzolo.

Fra i punti all’ordine del giorno della prossima seduta la proposta di legge sulla contrattualizzazione dei precari della legge regionale n. 12. L’argomento è stato al centro del confronto odierno in sede di Conferenza che si è concluso con la sottoscrizione del testo di legge (primo proponente il consigliere Vito Pitaro), da parte di tutti i capigruppo in Consiglio.

Inoltre, dopo un intenso ed articolato dibattito, si è convenuto di sottoporre la proposta di legge, prima dell’approvazione in Aula, al vaglio delle Commissioni “Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale” e “Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero”, al fine di acquisirne i rispettivi pareri. Questa decisione è scaturita su espressa richiesta dei Capigruppo di minoranza che hanno subordinato la firma della proposta all’acquisizione dei pareri legislativo e finanziario.

Tallini ritorna in Consiglio regionale: "L’applauso dell’Aula mi ha restituito la fiducia"

 “E’ stato un momento altamente emozionante. L’applauso dell’Aula mi ha restituito la fiducia che, in quest’ultimo periodo, è stata minata da eventi giudiziari - rispetto ai quali continuo a dichiararmi totalmente estraneo - che hanno destabilizzato, psicologicamente e fisicamente, la mia persona. La vicinanza manifestatami da tanti colleghi – afferma il consigliere regionale Domenico Tallini- nel corso della seduta odierna, si ricongiunge con le diverse attestazioni di stima e di affetto ricevute nel momento più difficile della mia storia politica e personale. A volte bastano pochi secondi per distruggere quanto costruito lungo una vita con impegno e passione, senza mai tradire gli ideali, il rispetto del prossimo e delle leggi. Per indole, non mi sono mai arreso dinnanzi alle avversità e non lo farò certamente in questa circostanza. La difesa della mia onorabilità rappresenta oggi la mia principale ragione di vita, a cui dedicherò ogni energia e sforzo per fare trionfare la verità. Lo devo – conclude Tallini- in primis, alla mia famiglia e alle migliaia di calabresi che mi hanno onorato con la loro fiducia”. 

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PD. Teresa Esposito si congratula per l'approvazione della norma sulla doppia preferenza

Attraverso una nota diramata alla stampa, Teresa Esposito, responsabile regionale Democratiche (gruppo interno al Partito Democratico che ne riunisce tutte le donne) esprime soddisfazione per l'approvazione della norma sulla doppia preferenza approvata dal Consiglio Regionale della Calabria. "Finalmente, la Calabria si dota della norma di civiltà sulla doppia preferenza. Un ringraziamento va alle democratiche ed a tutte le donne che a vario titolo hanno lottato in questi lunghi anni per ottenere quello che è uno strumento per riequilibrare la presenza dei generi nell'assise regionale". Inoltre, sempre secondo la rappresentante Dem, "bisogna fare un plauso ai consiglieri che hanno votato a favore. È la vittoria della democrazia.La Calabria vuole cambiare. Questa volta, finalmente, ci siamo".

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L'opposizione chiede a Tallini: "L'annullamento dell’elezione degli Uffici di presidenza delle Commissioni"

“Irregolarità delle procedure di voto e formazione degli Uffici di Presidenza delle Commissioni permanenti e speciali, Consiglio regionale del 12-06-2020 e di ogni altro atto conseguente – diffida”.

Questo l’oggetto della lettera che i consiglieri Domenico Bevacqua, Filippo Callipo, Giuseppe Aieta, Francesco Pitaro, Carlo Guccione, Nicola Irto, Libero Notarangelo, Luigi Tassone, Flora Sculco, Graziano Di Natale e Marcello Anastasi hanno indirizzato al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domencio Tallini.

Nella missiva, si legge: "in data 12-06-2020 si è consumata una pagina istituzionale che ancora una volta ha restituito ai cittadini calabresi un senso assolutamente non alto dell’Istituzione da noi tutti rappresentata.

Ed infatti, in spregio ad ogni normale regola - scritta e non scritta - di prassi istituzionale, che fonda le sue ragioni profonde nella necessità che il controllore non dovrebbe mai coincidere con il controllato, la maggioranza ha eletto presidente della Commissione di vigilanza un proprio esponente. Ciò risulta istituzionalmente non corretto e lesivo dei principi etici e democratici.

Inoltre, si ravvisa la palese irregolarità delle Commissioni consiliari permanenti e speciali per come composte, in base agli artt. 29 e ss. del Regolamento consiliare che prevedono l’obbligo della presenza dei componenti di minoranza all’interno delle commissioni, e soprattutto alla carica di Vicepresidente.

Ed infatti, a mente dell’art 29 del citato regolamento “... La composizione delle Commissioni permanenti deve garantire la presenza di tutti i gruppi consiliari, nel rispetto del criterio della proporzionalità fra maggioranza e minoranza e, comunque, assicurando la rappresentanza di ciascuno gruppo in Commissione...”.

L’art 30, comma 4 bis, poi, sancisce in modo inequivocabile, e non più per mera cortesia o prassi istituzionale, che la carica di Vicepresidente di ognuna delle Commissioni debba essere ricoperta da un membro della minoranza, ovviamente scelto dalla minoranza stessa e non, come avvenuto nella scorsa seduta di Consiglio, con un unico Voto dato ad un membro “a caso” della minoranza, peraltro in assenza dei membri della stessa.

Da qui le ragioni che hanno fatto scaturire le dimissioni di tutti i Vicepresidenti così indicati e mai “eletti” e l’evidente illegittima costituzione delle commissioni consiliari.

Ed invero, manca la dichiarazione con la quale ciascun Gruppo consiliare, ai sensi dell’art. 27 del Regolamento interno, designa i propri rappresentanti che è requisito indefettibile per la successiva elezione degli Uffici di Presidenza delle stesse, ai sensi del successivo art. 30. Ciò, in quanto tale documento è l’atto con il quale la minoranza esprime le proprie prerogative di rappresentanza in seno alle Commissione, nel cui ambito il Consiglio regionale avrebbe dovuto eleggere i Vicepresidenti riservati espressamente alle forze di opposizione.

L’ultimo atto della triste vicenda si consuma in data 15/06/2020: alle ore 16.21 il Settore Segreteria Assemblea invita i presidenti dei gruppi a designare i rappresentanti nelle commissioni, i cui uffici di presidenza sono già stati costituiti unilateralmente dalla maggioranza. In buona sostanza, “ora per allora”, la maggioranza cerca di porre rimedio chiedendo ex post di indicare i nomi dei consiglieri che saranno impegnati nella attività delle commissioni.

Val quanto dire che, a far data dal 12-06-2020 qualsivoglia atto compiuto dalle commissioni così illegittimamente costituite sarà NULLO ab origine, ingenerando la paralisi del Consiglio regionale, da imputare all’improvvido mancato rispetto delle minime regole di convivenza istituzionale fra maggioranza e minoranza, in spregio alla stessa istituzione democratica da noi rappresentata.

Si invitano, inoltre, i competenti uffici del Consiglio regionale a non dar seguito a conferimenti di incarichi di collaborazione presso le Strutture speciali delle Commissioni, ai sensi della legge regionale n. 8/1996, considerato che le stesse Commissioni non risultano ancora validamente costituite fin quando non saranno legittimamente eletti i Vicepresidenti.

Per quanto sopra rappresentato, formuliamo richiesta formale di annullamento dell’elezione degli Uffici di Presidenza delle Commissioni consiliari permanenti e speciali, per come illegittimamente avvenuta nella seduta del 12-06-2020.

Trascorso invano il termine di gg.  5 (cinque) dal ricevimento della presente, proporremo apposito ricorso presso le sedi competenti, per l’annullamento di ogni atto finalizzato all’illegittima composizione delle Commissioni consiliari permanenti e speciali ed alla conseguente individuazione di ogni responsabilità per l’evidente illegittimità della composizione attuale di dette Commissioni”.

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Calabria, cchiù vitalizi pe' tuttti

Quelli trascorsi sono stati giorni difficili per tutti gli italiani.

L’emergenza coronavirus ha gettato nello sconforto l’intero Paese, ma soprattutto la Calabria.

E’ stato proprio in fondo allo Stivale che l’angoscia l’ha fatta da padrona.

I calabresi per settimane sono stati in ambasce, rosi dal dubbio se i loro rappresentanti a Palazzo Campanella avessero una legge adeguata per il vitalizio.

Consapevoli  della prostrazione in cui, a causa loro, versavano gli elettori, i consiglieri regionali hanno pensato d’intervenire con tempestività, ma soprattutto con celerità.

Così, nell’ultima seduta del consiglio regionale, in poco meno di due minuti, hanno approvato una legge sui vitalizi.

Una legge così all’avanguardia che, come ha detto il suo relatore, “si illustra da sé”.

Ovviamente, davanti al fascino di una legge che ha la straordinaria capacità di auto-illustrarsi, non si può resistere.

Infatti, a votarla, in un corale ed ecumenico abbraccio, sono  stati tutti, maggioranza e opposizione.

Va da sé che non siano mancati i distinguo. Alcuni l’hanno votata, ma senza sapere di trovarsi in Consiglio regionale.

Altri ancora, invece, hanno alzato la mano, salvo poi ricordarsi di non averla letta, né fatta leggere al loro stuolo di, evidentemente, inutili collaboratori.

Del resto, la lettura avrebbe comportato un’inutile perdita di tempo che la Calabria non può permettersi.

I calabresi, quindi, ancorché stremati dall’emergenza coronavirus, possono gioire: i loro consiglieri regionali hanno finalmente una nuova legge per il vitalizio!

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Il Consiglio regionale della Calabria, un drappo bianco per ricordare la strage di Capaci

Domani 23 maggio alla facciata di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, in occasione del 28mo anniversario della strage di Capaci, sarà esposto un drappo bianco.

“Ricorderemo così - sostiene il presidente Domenico Tallini -,  in questa fase di emergenza che non consente di svolgere manifestazioni con la partecipazione dei cittadini e delle Istituzioni ed  accogliendo l’invito rivolto a tutte le Assemblee legislative regionali da Maria Falcone, il  giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro”. Aggiunge il presidente Tallini: “E’ un gesto simbolico che ci consente di tenere vivo  il ricordo di quei terribili momenti e di riflettere sulla necessità di contrapporci, ognuno per la propria parte e con ogni mezzo e strumento, alla criminalità organizzata”. 

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Tallini replica a Graziano e Bevacqua: "Non mi limiterò a chiamare l’appello in Aula"

“Sono molto attento al ruolo di terzietà e alle delicate  funzioni in capo alla carica che ho l’onore di esercitare, perciò escludo in assoluto di avere compiuto scivoloni istituzionali. Certo, non me la sento di rassicurare il capogruppo del Pd. Non sarò un Presidente del Consiglio che si limiterà a chiamare l’appello in Aula, né avallerò mai, come accaduto nella scorsa legislatura, palesi violazioni dei diritti dei consiglieri (in particolare delle minoranze), impedendo persino l’iscrizione al Gruppo dove si era stati eletti dopo la proclamazione della Corte D’Appello. E neanche consentirò le pesanti interferenze della maggioranza durante le votazioni per le Commissioni e per l’Ufficio di Presidenze, volte a dividere ed indebolire l’opposizione, che si sono verificate nella X legislatura”.  

E’ la replica del Presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini al commissario e al capogruppo del Pd Graziano e Bevacqua.

Aggiunge: “Difendere le prerogative costituzionali della Regione in materia sanitaria e in riferimento alla ‘fase 2’ nella polemica col Governo, a proposito delle ordinanze della presidente Santelli, tutto mi pare tranne che un atto di parte. Il dibattito sulla potestà legislativa concorrente come disciplinata dalla riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001 e che nell’emergenza pandemica ha generato molteplici e vistose incomprensioni,  è d’altronde di stringente attualità non solo fra costituzionalisti ma anche tra le forze politiche, come dovrebbero sapere i due esponenti del Pd. Contrariamente a quanto sostengono il commissario e il capogruppo del Pd, non ho minacciato alcuna ‘guerra’ contro il Governo per difendere un atto dell’Esecutivo. Si rileggano le mie dichiarazioni sull’argomento con la dovuta attenzione e magari senza vena polemica. Se ho deciso di prendere posizione l’ho fatto non per difendere l’Esecutivo, che tra l’altro sa difendersi da sé, ma esclusivamente perché preoccupato per il disorientamento che le contrapposizioni fra Istituzioni pubbliche producono sui cittadini. Avevo suggerito al Governo di limitarsi alla diffida e di evitare l’impugnativa al Tar che, a me pare, ha tutta l’aria di una prova di forza con l’obiettivo di far prevalere una sorta di clausola di supremazia. E, ancora adesso - puntualizza il presidente Tallini -, se i due esponenti del Pd consentono al Presidente del Consiglio regionale di esprimere liberamente la propria opinione, ribadisco la necessità che, soprattutto in questo grave frangente per il Paese, si evitino strappi e, anzi, si riesca ad intavolare fra Istituzioni centrali e periferiche un proficuo rapporto di collaborazione”.

Conclude Tallini: “Circa le allusioni sulla legge ‘Interventi di manutenzione normativa’ approvata in Consiglio su mia proposta, non avrò alcuna difficoltà a rispondere, ma per poterlo fare, essendo francamente incomprensibile il linguaggio del capogruppo del Pd, sarà necessario che mi si fornisca un’interpretazione autentica del messaggio”.

Chiese chiuse a Pasqua, Tallini: "E' un atto di generosità"

“L’impossibilità di partecipare alle Messe di Pasqua quest’anno è un atto di generosità: condivido -  sostiene il presidente del Consiglio regionale della Calabria Domenico Tallini -  quanto detto dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana. Definire ‘un atto di generosità’ tenere le chiese chiuse in questo difficile frangente, significa che non è la distanza fisica che può attenuare, specie dinanzi alla terribile minaccia del virus, il significato straordinario della Settimana Santa che coinvolge i credenti di tutto il mondo”.

Aggiunge il presidente Tallini: “Sono dell’avviso che occorra insistere, nonostante le buone notizie che ci lasciano sperare in  una fase 2 nella lotta contro l’agente patogeno, cosi come asseriscono le autorità scientifiche e i decisori politici, nell’osservare scrupolosamente le prescrizioni indispensabili per sconfiggere la pandemia. Non dobbiamo  desistere dalla missione civile che ci siamo assunti collettivamente: osservare le regole basilari del distanziamento e  comportamenti responsabili per evitare la diffusione del contagio”.   

Conclude il presidente del Consiglio regionale: “Non era mai accaduto che si celebrasse la Settima Santa con le chiese chiuse, un evento che di per sé  dà l’idea dello sconvolgimento che il virus ha apportato alle nostre società, ma tutto ciò non aggiunge disagio spirituale al già corposo disagio sociale, anzi dobbiamo augurarci che la Resurrezione dopo il sacrificio di Cristo sulla Croce, uno dei messaggi pregnanti del Nuovo Testamento, coincida con la fine della pandemia e col  bisogno delle nostre comunità di riaprire l’Italia all’insegna di un modello di sviluppo più equo e orientato a  ridurre diseguaglianze sociali e povertà”.

 

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