Donna abusata e violentata per 10 anni, 5 aguzzini in manette

All'alba di oggi gli uomini del Commissariato di Corigliano-Rossano e della squadra mobile di Cosenza, con l’ausilio di equipaggi del Reparto prevenzione crimine Calabria Settentrionale di Rende, hanno tratto in arresto cinque persone, tutte originarie di Corigliano-Rossano, accusate, a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo ed estorsione.

A finire in manette sono stati: P. L. G., S. G., W. O., G. M., e S. B..

Gli arresti giungono al termine di un'indagine che ha preso l'abbrivio in seguito alla denuncia presentata, il 5 agosto scorso, da una cittadina albanese, che ha raccontato, con dovizia di particolari, la lunga serie di violenze sessuali, sevizie e soprusi di ogni genere che avrebbe subito ad opera degli indagati, nel corso degli ultimi dieci anni.

La malcapitata ha spiegato come una relazione extraconiugale con uno degli indagati, abbia dato origine ad una lunga sequela di brutali violenze fisiche e psicologiche.

La donna ha raccontato agli investigatori che gli indagati l'avrebbero minacciata di ucciderle il figlio di appena 5 anni ed il compagno, qualora si fosse rifiutata di fornire delle prestazioni sessuali.

La vittima sarebbe stata pertanto costretta a prostituirsi, a subire rapporti sessuali anche di gruppo e comunque pratiche sessuali violente consistenti in vere e proprie sevizie, nonché a consegnare agli indagati ingenti somme di denaro sotto la minaccia di divulgare filmati che la ritraevano in atteggiamenti sessuali espliciti.

L’attività svolta dagli agenti ha permesso di trovare riscontro al racconto fatto dalla vittima.

Durante le indagini, i poliziotti hanno eseguito alcune perquisizioni a casa degli indagati, rinvenendo: 480 grammi di marijuana, un bilancino di precisione ed una serra per la coltivazione di marijuana ed attrezzi utilizzati per praticare prestazioni sessuali particolari.

Gli investigatori sono ancora al lavoro, per cercare d'identificare altre persone che avrebbero partecipato alle violenze compiute ai danni della donna.

Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Castrovillari.

Uccide un connazionale al culmine di una lite, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno sottoposto a fermo d’indiziato di delitto un romeno di 33 anni per il reato di omicidio preterintenzionale.

In particolare, nella tarda serata di ieri, i militari sono intervenuti in contrada Boscarello di Corigliano, dove era stata segnalata una furibonda lite fra gli abitanti di alcune baracche presenti nell’area.

Arrivati sul posto, gli uomini dell’Arma hanno  trovato uno dei protagonisti della contesa, esanime, a terra, in una pozza di sangue.

Avviate le ricerche del responsabile del delitto, i carabinieri hanno individuato un uomo intento a nascondersi dietro alcuni cespugli, il quale, una volta scoperto, è scoppiato in un pianto liberatorio, ammettendo le proprie responsabilità sull’omicidio.

L’uomo, successivamente identificato in P.M.I., 33enne romeno con precedenti per reati contro il patrimonio, è stato immediatamente accompagnato in caserma.

Secondo una testimonianza resa da un altro cittadino romeno che ha assistito alla lite, la vittima avrebbe battuto la fronte contro un oggetto contundente, finendo poi esanime a terra.

Al termine delle formalità di rito, il fermato è stato tradotto presso la casa circondariale di Castrovillari.

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Evade dai domiciliari per buttare la spazzatura, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno tratto in arresto F.R., di 60 anni, accusato di essere evaso dagli arresti domiciliari.

In particolare, durante un normale controllo alle persone sottoposte a misure restrittive nella popolosa frazione di Schiavonea, i militari della Sezione radiomobile di Corigliano hanno sorpreso l'uomo per strada, mentre rientrava a casa con in mano un bidone dell’immondizia appena svuotato.

Il 60enne è stato, pertanto, tratto in arresto per il reato d'evasione e sottoposto nuovamente ai domiciliari.

 

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Cocaina e marijuana nascoste in un rotolo di carta, 55enne finisce in manette

Un uomo di 55 anni, A. P., è stato arrestato a Corigliano Schiavonea, con l'accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio.

L'arresto è stato effettuato dai poliziotti del Commissariato di Corigliano-Rossano che durante una perquisizione domiciliare, effettuata con l'ausilio degli uomini del Reparto prevenzione crimine Calabria Settentrionale e del Reparto cinofili di Vibo Valentia, hanno rinvenuto, occultati nel tubo di un rotolo di carta appeso alla parete della cucina, alcuni involucri con all'interno cocaina e marjuana.

Durante il controllo, in un’altra stanza, sono stati trovati: un bilancino di precisione e delle banconote di piccolo taglio, verosimilmente provento dell’attività di spaccio.

Per A.P. sono quindi scattati gli arresti in flagranza, per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Al termine delle formalità di rito, l'uomo è stato posto ai domiciliari, in attesa del rito direttissimo.

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Evade dai domiciliari per comprare un telefono, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno tratto in arresto un coriglianese per evasione dalla detenzione domiciliare.

Nello specifico, i militari hanno sorpreso A.D.C., di 41 anni, presso un centro commerciale del luogo, dove, ancorché detenuto ai domiciliari, si era recato per comprare un telefono cellulare.

L'uomo è stato, pertanto, condotto in caserma e tratto in arresto per il reato d'evasione e risottoposto nuovamente ai domiciliari, in attesa del processo.

 

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Fratello e sorella rapinati in casa, arrestati i presunti autori

I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno arrestato tre uomini, due romeni ed un rossanese, con l’accusa di rapina aggravata in concorso e detenzione di arma comune da sparo.

In particolare, nei giorni scorsi, tre uomini dopo essersi introdotti in un’abitazione di Corigliano Scalo hanno costretto, minacciandoli con una pistola, gli abitanti, fratello e sorella, a consegnare tutti i soldi, poco più di 800 euro, in loro possesso.

I tre si sono quindi dileguati a bordo di una Ford Focus station wagon con targa straniera.

Una delle vittime è riuscita a fotografare sia i rapinatori che l’autovettura.

Il successivo intervento dei militari della Stazione di Corigliano Calabro Scalo ha permesso di rintracciare ed arrestate i due romeni a Villa San Giovanni, dove stavano cercando d'imbarcarsi per la Sicilia.

Alla vista dei militari i presunti rapinatori, M.D.M. e M.C, di 27 e 22 anni, si sono dati alla fuga, ma sono stati tempestivamente bloccati.

Il presunto complice, S.A., di 42 anni è stato, invece, arrestato nella sua abitazione ed è stato tradotto nel carcere di Castrovillari.

 

Furto di legna in area demaniale, denunciati due fratelli

Sono stati bloccati sulla strada provinciale mentre si stavano allontanando dalla zona in cui avevano rubato della legna.

Così due fratelli di Rossano già noti alle forze dell’ordine, sono stati denunciati per furto di legna in area demaniale.

In particolare, i militari della Stazione carabinieri forestale di Rossano e dell’aliquota radiomobile della Compagnia carabinieri di Rossano, dopo aver sentito il rumore di una motosega in località “Campi” di Corigliano-Rossano, hanno predisposto un apposito servizio di controllo che ha permesso d'intercettare gli indagati a bordo di un fuoristrada.

Nel mezzo, carico di legna di quercia, sono state rinvenute anche una motosega e tre torce ricaricabili.

Il fuoristrada, la legna e la motosega sono stati posti sotto sequestro.

Contestualmente, i militari hanno individuato le ceppaie appena tagliate, in un'area di proprietà della Regione Calabria, sottoposta a vincolo paesaggistico.

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Sbancamenti abusivi, denunciate due persone

Durante un controllo effettuato in località “Pricacore” nel comune di Corigliano-Rossano, i militari delle Stazioni di Oriolo e Corigliano hanno accertato la realizzazione di uno sbancamento in un terreno ubicato in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico.

Al momento del controllo, i lavori erano in corso di realizzazione con una ruspa ed un escavatore.

L'attività, commissionata dal proprietario del terreno ed effettuata senza alcuna autorizzazione da una ditta del luogo, ha causato la formazione di due spiazzi lungo una pendice ad elevata pendenza.

Dopo aver sequestrato le due aree interessate dallo sbancamento ed i mezzi impiegati per l'esecuzione del lavoro, i militari hanno denunciato il proprietario del terreno e l’amministratore della ditta esecutrice per la realizzazione di uno sbancamento senza autorizzazione in zona sottoposta a vincolo.

 

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