Coronavirus, tra i contagiati c'è anche un deputato

Il deputato del gruppo Misto Claudio Pedrazzini è risultato positivo al test del coronavirus.

Pedrazzini, deputato di Lodi, ad oggi risulta essere il primo parlamentare positivo al Coronavirus.

I deputati che siedono negli scranni vicini a quelli di Pedrazzini sarebbero stati già informati perché possano prendere le dovute precauzioni. 

Il deputato avrebbe dichiarato: "Sto bene, ho solo qualche linea di febbre". 

La notizia è stata riportata dall'Ansa.

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Un paziente su cinque positivo al coronavirus ha tra 19 e 50 anni

"Il 22% dei pazienti positivi al tampone per Sars-CoV-2 ha tra 19 e 50 anni".

Lo afferma un’analisi dell’Istituto superiore di sanità, che rende chiarissimo come in tutte le fasce di età, compresi i giovani, si debbano rispettare le norme di distanziamento sociale.

“In questi giorni stiamo le cronache riportano molti esempi di violazioni delle raccomandazioni, soprattutto da parte dei giovani – sottolinea Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss -. Questi dati confermano come tutte le fasce di età contribuiscono alla propagazione dell’infezione, e purtroppo gli effetti peggiori colpiscono gli anziani fragili. Rinunciare a una festa o a un aperitivo con gli amici, non allontanarsi dall’area dove si vive e rinunciare a rientrare a casa è un dovere per tutelare la propria salute e quella degli altri, soprattutto i più fragili”.

Dall’analisi, su 8342 casi positivi al 9 marzo alle ore 10, emerge che l’1,4% ha meno di 19 anni, il 22,0% è nella fascia 19-50, il 37,4% tra 51 e 70 e il 39,2% ha più di 70 anni, per un’età mediana di 65 anni. Il 62,1% è rappresentato da uomini. Sono 583 gli operatori sanitari positivi.

Il tempo mediano trascorso tra la data di insorgenza dei sintomi e la diagnosi è di 3-4 giorni. Il 10% dei casi è asintomatico, il 5% con pochi sintomi, il 30% con sintomi lievi, il 31% è sintomatico, il 6% ha sintomi severi e il 19% critici. Il 24% dei casi esaminati risulta ospedalizzato. L’analisi conferma che il 56,6% delle persone decedute ha più di 80 anni, e due terzi di queste ha 3 o più patologie croniche preesistenti.

 

Coronavirus, la fascia d’età sotto i 30 anni cruciale nella trasmissione del contagio

La trasmissione dell’infezione da Sars-Cov-2 è avvenuta in Italia per tutti i casi, ad eccezione dei primi tre segnalati dalla regione Lazio che si sono verosimilmente infettati in Cina, ed è stata poi segnalata dalla regione Lombardia una persona di nazionalità iraniana, tuttavia non è stato indicato dove possa essere avvenuto il contagio anche se la persona si è verosimilmente infettata in Iran. Lo suggerisce l’indagine epidemiologica condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, contenuta nell’approfondimento che verrà pubblicato a partire da oggi il martedì e il venerdì sul sito Epicentro.

Attualmente, si legge nel documento basato sulla situazione alle ore 10 del 9 marzo 2020, non è possibile ricostruire, per tutti i pazienti, la catena di trasmissione dell’infezione. La maggior parte dei casi segnalati in Italia riportano un collegamento epidemiologico con altri casi diagnosticati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, le zone più colpite dall’epidemia. 

Lo stato clinico è disponibile solo per 2.539 casi, di cui 518 (9,8%) asintomatici, 270 (5,1%) pauci-sintomatici, 1.622 (30,7%) con sintomi per cui non viene specificato il livello di gravità, 1.593 (30,1%) con sintomi lievi, 297 (5,6%) con sintomi severi, 985 (18,6%) critici. Il 21% dei casi risulta ospedalizzato, e tra quelli di cui si conosce il reparto di ricovero (1.545) il 12% risulta in terapia intensiva. L’età mediana è di 69 anni (0-18 anni: 0%; 19-50 anni: 10%; 51-70 anni: 46%; >70 anni: 44%).

“L’indagine – ha sottolineato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro – rileva una percentuale significativa di casi sotto i 30 anni, un dato che conferma quanto questa fascia di età sia cruciale nella trasmissione del virus”.

Coronavirus, le raccomandazioni dell'Iss per chi è in isolamento o assiste familiari a casa

Tra le oltre 8500 persone affette da coronavirus in Italia, molte possono, fortunatamente, trascorrere il periodo di degenza tra le mura domestiche.

Per loro e per i loro familiari, l’Istituto superiore di sanità ha redatto il seguente decalogo (per scaricarlo clicca qui):

1.La persona con sospetta o accertata infezione Covid-19 deve stare lontana dagli altri familiari, se possibile, in una stanza singola ben ventilata e non deve ricevere visite.

2.Chi l'assiste deve essere in buona salute e non avere malattie che lo mettano a rischio se contagiato.

3.I membri della famiglia devono soggiornare in altre stanze o, se non è possibile, mantenere una distanza di almeno 1 metro dalla persona malata e dormire in un letto diverso.

4.Chi assiste il malato deve indossare una mascherina chirurgica accuratamente posizionata sul viso quando si trova nella stessa stanza. Se la maschera è bagnata o sporca per secrezioni è necessario sostituirla immediatamente e lavarsi le mani dopo averla rimossa.

5.Le mani vanno accuratamente lavate con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica dopo ogni contatto con il malato o con il suo ambiente circostante, prima e dopo aver preparato il cibo, prima di mangiare, dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani appaiono sporche.

6.Le mani vanno asciugate utilizzando asciugamani di carta usa e getta. Se ciò non è possibile, utilizzare asciugamani riservati e sostituirli quando sono bagnati.

7.Chi assiste il malato deve coprire la bocca e il naso quando tossisce o starnutisce utilizzando fazzoletti possibilmente monouso o il gomito piegato, quindi deve lavarsi le mani.

8.Se non si utilizzano fazzoletti monouso, lavare i fazzoletti in tessuto utilizzando sapone o normale detergente con acqua.

9.Evitare il contatto diretto con i fluidi corporei, in particolare le secrezioni orali o respiratorie, feci e urine utilizzando guanti monouso.

 10.Utilizzare contenitori con apertura a pedale dotati di doppio sacchetto, posizionati all'interno della stanza del malato, per gettare guanti, fazzoletti, maschere e altri rifiuti.

11.Nel caso di isolamento domiciliare va sospesa la raccolta differenziata per evitare l'accumulo di materiali potenzialmente pericolosi che vanno invece eliminati nel bidone dell'indifferenziata.

12.Mettere la biancheria contaminata in un sacchetto dedicato alla biancheria sporca indossando i guanti. Non agitare la biancheria sporca ed evitareil contatto diretto con pelle e indumenti.

13.Evitare di condividere con il malato spazzolini da denti, sigarette, utensili da cucina, asciugamani, biancheria da letto..

14.Pulire e disinfettare quotidianamente le superfici come comodini, reti e altri mobili della camera da letto del malato, servizi igienici e superfici dei bagni con un normale disinfettante domestico, o con prodotti a base di cloro (candeggina) alla concentrazione di 0,5% di cloro attivo oppure con alcol 70%, indossando i guanti e indumenti protettivi (es.un grembiule di plastica).

15.Utilizzare la mascherina quando si cambiano le lenzuola del letto del malato.

16.Lavare vestiti, lenzuola, asciugamani, ecc. del malato in lavatrice a 60-90 C usando un normale detersivo oppure a mano con un normale detersivo e acqua, e asciugarli accuratamente.

17.Se un membro della famiglia mostra i primi sintomi di un'infezione respiratoria acuta (febbre, tosse, mal di gola e difficoltà respiratorie), contattare il medico curante, la guardia medica o i numeri regionali.

18.Evitare il trasporto pubblico per raggiungere la struttura sanitaria designata; chiamare un'ambulanza o trasportare il malato in un'auto privata e, se possibile, aprire i finestrini del veicolo.

19.La persona malata dovrebbe indossare una mascherina chirurgica per recarsi nella struttura sanitaria e mantenere la distanza di almeno 1 metro dalle altre persone.

20.Qualsiasi superficie contaminata da secrezioni respiratorie o fluidi corporei durante il trasporto deve essere pulita e disinfettata usando un normale disinfettante domestico con prodotti a base di cloro (candeggina) alla concentrazione di 0,5% di cloro attivo oppure con alcol 70%

Coronavirus: Il Rotary club avvia una raccolta fondi per l’ospedale di Polistena

Le associazioni territoriali si mobilitano anche per l’Ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena: è stata infatti avviata dal Rotary Club di Polistena una raccolta fondi a sostegno del presidio ospedaliero, unico nel comprensorio della Piana di Gioia Tauro ad essere dotato di reparto rianimazione e terapia intensiva.

L’obiettivo, inizialmente promosso dai soci del Rotary cittadino e rapidamente avallato da altre associazioni e club presenti sul territorio, è quello di raccogliere una somma di 30 mila euro che sarà immediatamente messa a disposizione del presidio ospedaliero per l’acquisto dei beni necessari ad integrare le capacità operative della struttura in vista delle esigenze dei prossimi giorni, e per come sarà indicato direttamente dai responsabili dei reparti interessati.

Così i soci del Rotary Club Polistena: “Nell’ottica di una coesione generale a supporto dell’unica struttura ospedaliera presente in zona, abbiamo deciso come club di destinare tutte le somme che non impiegheremo per le attività sociali dei prossimi mesi in ragione delle limitazioni imposte dal DL Coronavirus (da oggi esteso in tutta Italia) al supporto dell’Ospedale che copre il nostro territorio. Riteniamo che in questo momento d’emergenza l’appello a fare la propria parte debba essere rivolto ai cuori ed alle coscienze di tutti, senza riserve! La nostra campagna si chiama #sosteniamopolistena e, al pari di altre iniziative analoghe avviate a supporto di tutte le strutture ospedaliere della Calabria, mira a dare un aiuto concreto ed immediato in vista del possibile aumento del regime di lavoro. Siamo in contatto con i responsabili dei reparti interessati e, non appena raggiunto l’obiettivo, chiederemo indicazioni sulla destinazione da dare alle somme per fornire il massimo supporto in concreto e nell’immediato. Vi chiediamo quindi di contribuire e di condividere l’iniziativa il più possibile!”

Per chi volesse partecipare con il proprio contributo, il link dove effettuare le donazioni è il seguente:

https://www.gofundme.com/f/s7wjg-sos-coronavirus-ospedale-di-polistena-rc

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Coronavirus: chiusi gli sportelli Inps di Vibo, Serra e Tropea

"Si comunica che, in esecuzioni alle disposizioni introdotte dal Dpcm 9 marzo 2020 e in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica sull’intero territorio nazionale, al fine di contenere l’eventuale diffusione del contagio di virus Covid-19, da giorno 11/03/2020, sino a nuova comunicazione, tutti gli sportelli fisici della Direzione provinciale Inps di Vibo Valentia, Agenzia territoriale di Tropea e Punto Inps Serra San Bruno rimarranno chiusi.
Rimanendo comunque valide le modalità di contatto da remoto (call center, messaggi, e-mail, pec, telefono, ecc.), offerte dal sito www.inps.it, in aggiunta, le informazioni e la consulenza verranno garantite tramite il seguente servizio telefonico provinciale, Tel 0963/598400, con presidio dalle ore 08.30 alle ore 12.30, da lunedì a venerdì.
Pur auspicando che responsabilmente l’utenza riduca al minimo l’afflusso agli sportelli dell’Istituto, per coloro che, per motivazioni improcrastinabili e urgenti, si dovessero comunque recare presso le sedi dell’Inps, sarà garantita la possibilità, attraverso una postazione dedicata allo scopo, di avanzare richiesta attraverso un modulo, reso disponibile in loco, per chiedere, autorizzando l’Istituto e fornendo gli estremi di un documento di identità, di essere ricontattati telefonicamente o via e-mail".

E' quanto si legge in una nota del direttore provinciale dell'Inps, Pasquale Scortecci

Reggio Calabria, in quarantena due poliziotti provenienti dal Nord

“Con riferimento alla notizia pubblicata su alcuni organi di stampa secondo la quale al XII Reparto Mobile della Polizia di Stato di Reggio Calabria si sarebbero verificati i primi casi di poliziotti costretti alla quarantena volontaria, giova chiarire che soltanto due operatori sono stati posti in regime di quarantena, come previsto ai sensi dell’ordinanza n. 3 del 8 marzo 2020 della Regione Calabria. I suddetti, provenienti da zone a rischio epidemiologico ove si trovavano per motivi non inerenti al servizio, asintomatici e non infetti, sono stati accompagnati nei luoghi domiciliari ove deve svolgersi il previsto periodo di quarantena, con un mezzo di trasporto per ciascuno. Detti automezzi sono stati immediatamente sanificati dopo l’uso.

Da parte del XII Reparto Mobile di Reggio Calabria sono state recepite ed attuate tutte le misure generali previste dal Ministero della Salute e dagli altri enti competenti. Ogni iniziativa cautelare è stata inoltre adottata di concerto con l’Ufficio Sanitario Provinciale della Questura e con i sanitari del XII Reparto Mobile. Tutto quanto rappresentato non ha influito sulla operatività del Reparto che continua, in totale sicurezza, a garantire l'ordine e la sicurezza pubblica sul territorio a disposizione dell'Autorità provinciale di pubblica sicurezza”

E’ quanto si legge in una nota del XII Reparto Mobile della Polizia di Stato di Reggio Calabria.

Ryanair cancella i voli da e per l’Italia

Ryanair ha annunciato la sospensione dell’intero programma di voli da / per e all’interno dell’Italia, a seguito della decisione del governo italiano di bloccare l’intero Paese per contenere la diffusione del virus Covid-19.

Le restrizioni saranno valide, dalle 24 dell’11 marzo fino alle 24 dell’8 aprile, per i collegamenti interni e dalle 24 di venerdì 13 marzo fino alle 24 di mercoledì 8 aprile, per tutti i voli internazionali sugli scali in Italia.

I passeggeri coinvolti nelle cancellazioni, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", potranno modificare gratuitamente le loro prenotazioni sui voli confermati o richiederne rimborso secondo le modalità indicate sul sito ryanair.com.

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