Coronavirus, rinviate Juventus – Lione e Manchester City – Real Madrid

Per la quarantena imposta ai giocatori della Juventus e del Real Madrid, sono state rinviate, a data da destinarsi, le partite di Champions League Manchester City  – Real Madrid e Juventus – Lione.

La notizia è stata diffusa sul sito ufficiale della Uefa.

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Coronavirus, sono 35 i calabresi contagiati

E' salito a 35 il numero dei calabresi contagiati dal coronavirus.

Da quanto emerge dai dati diffusi dalla Regione Calabria, i casi positivi sono così distribuiti:

 - Catanzaro: 5 in reparto;

 - Cosenza: 7 in reparto; 2 in rianimazione; 1 in isolamento domiciliare

 - Reggio Calabria: 4 in reparto; 6 in isolamento domiciliare; 1 guarito

 - Vibo Valentia: 4 in isolamento domiciliare

 - Crotone: 5 in isolamento domiciliare

 Le persone in quarantena volontaria sono 2382, così distribuite:

 - Cosenza: 430

 - Crotone: 140

 - Catanzaro: 396

 - Vibo Valentia: 363

 - Reggio Calabria: 1053

Le persone giunte in Calabria negli ultimi quattordici giorni, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, che si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 5008.

 

Coronavirus: l'epidemia non si ferma, 2.249 nuovi casi in un giorno. I contagiati sono 12.839

Continua a crescere, inesorabilmente, il numero degli italiani contagiati dal coronavirus. 

I nuovi dati diffusi dal commissario Angelo Borrelli, durante la conferenza stampa alla Protezione civile, parlano di 12.839  malati, con un incremento di 2.249 persone rispetto a ieri.

Il numero complessivo dei contagiati – compresi i guariti e le vittime - ha raggiunto i 15.113.

Con i 189 morti registrati nelle ultime ventiquattr'ore, il bilancio complessivo sale a 1.016.

Aumenta di 213 unità il numero delle persone guarite, che ora si attesta a quota 1.258.

Sono 1.153 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 125 in più rispetto a ieri. 

Dei 12.839 malati complessivi, 6.650 sono ricoverati con sintomi e 5.036 sono quelli in isolamento domiciliare

L'Asp di Vibo darà ai Comuni i nomi dei calabresi rientrati dal Nord Italia

“Fra oggi e domani l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia provvederà a comunicare ai Comuni dei territorio i nomi dei soggetti rientrati in Calabria dalle Regioni del Nord che andranno posti in quarantena. E’ quanto mi è stato riferito dal Dipartimento Prevenzione della stessa Asp, che ringrazio per l’importante impegno che stanno dispiegando in questa momento difficile”.

E’ quanto afferma il consigliere regionale di ‘Io Resto in Calabria’ Francesco Pitaro, secondo cui “Il provvedimento dell’Asp, come molto opportunamente sollecitato ieri l’altro dal sindaco di Arena Antonio Schinella, è la condizione indispensabile per dare attuazione alla relativa ordinanza regionale e mettere in atto una  misura di straordinaria importanza per evitare, qualora i soggetti potenzialmente infettati non si adeguassero alle prescritte precauzioni, il diffondersi del virus”.

Aggiunge Pitaro: “Molte cose non funzionano, avendo la Calabria subito un disastroso decennio di commissariamento della sanità e un delittuoso  smantellamento della rete ospedaliera, tuttavia va dato atto che il personale sanitario ed amministrativo, pur operando in condizioni di grave precarietà, si sta  prodigando efficacemente anche a costo di molti rischi e sacrifici”.

Carenza di dispositivi di protezione all'ospedale di Serra, Arena (NurSid) scrive al commissario dell'Asp

"Diverse unità operative del Presidio di Serra San Bruno" non avrebbero ricevuto un numero “sufficiente di dispositivi di protezione individuale idonei  in caso di sospetto o paziente positivo al Covid-19".

 E’ quanto si legge in una comunicazione inviata al commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia, dal segretario del NurSid vibonese, Maurizio Arena.

 “Siamo coscienti – scrive Arena - degli sforzi attuati, parimenti però, non può essere plausibile l'assenza di 2/3 kit di protezione per ogni Unità Operativa in pronto uso nei casi specifici. Inoltre il presidio ospedaliero di Serra San Bruno, ad oggi, non è stato fornito di dispenser igienizzanti per le mani, così come previsto per l'osservanza delle misure profilattiche di protezione personale per i sanitari e per gli utenti. Per tali motivi – aggiunge Arena - si richiede alla S.V. di provvedere con ulteriore sforzo a garantire una dotazione di pronto uso di Dpi in tutte le Unità Operative del Presidio Ospedaliero di Serra San Bruno, in particolare ai servizi di emergenza e a chi è più esposto con l'utenza (Suem 118, Pronto Soccorso, Servizio Infermieristico Domiciliare, etc.)".

Giocano a carte senza rispettare la distanza di un metro, denunciati

Giocavano a carte seduti al tavolo di un esercizio pubblico, senza rispettare la distanza di sicurezza e creando assembramento.

Per questo motivo, nove avventori ed il titolare di un locale sono stati denunciati dai carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria con l’accusa di inosservanza delle prescrizioni imposte dal Dpcm in materia di contrasto alla diffusione del coronavirus.

 Il commerciante, inoltre, è stato segnalato allo sportello unico attività produttive del Comune per la sospensione dell'attività.

Un’altra persona è stata denunciata a Bianco, nella Locride, dove i militati hanno sorpreso il titolare di un circolo ricreativo che, ancorché privo di autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande, aveva comunque aperto il locale al pubblico.

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Esclusione ospedale di Serra dal Piano di emergenza, Carnovale (Codacons): "Decisione incauta e discriminatoria"

"In un momento così difficile e delicato, come quello che sta attraversando l’intero Paese, avremmo voluto dedicarci ad altro, avremmo voluto un clima scevro da polemiche, invece il tenore degli ultimi comunicati stampa apparsi sui mezzi di informazione locali ci fanno sobbalzare dalla sedia".

E' quanto scrive in una nota il responsabile del Codacons di Serra San Bruno, Antonio Carnovale.

"Da quanto si è potuto apprendere da indiscrezioni di stampa - prosegue il comunicato - Serra San Bruno sarebbe, ancora una volta, la vittima di discriminazioni illogiche ed insensate.

Ci riferiamo, ovviamente, a quanto paventato circa l’esclusione del presidio “San Bruno” dal piano “COVID 19” e, cioè, la mancata previsione di posti letto attrezzati per la terapia intensiva a servizio del territorio servito dall’Ospedale cittadino.

È intollerabile, in un momento di emergenza, ed anche antipatico dover assistere a tali indebolimenti di un già provato Sistema Sanitario locale, privo di tanti servizi, di uomini e di mezzi che, nel corso degli anni, per incomprensibili logiche e scellerate determinazioni, sono stati sottratti ad un Ospedale, una volta centro nevralgico del territorio, la cui efficienza ed importanza ormai, appaiono un lontano ricordo.

Le ultime scelte di esclusione del Nosocomio cittadino dal predetto piano, in clima di “pandemia” mondiale, se fossero confermate, apparirebbero quantomeno “incaute”, soprattutto tenendo conto della viabilità provinciale, notoriamente caratterizzata da mulattiere che conducono al “capoluogo” di provincia, dove si trova un Ospedale già atavicamente in affanno.

Non possiamo non metterci nei panni di cittadini che dovessero avere, malauguratamente, bisogno di essere valutati e ricoverati per ricevere le dovute cure in caso di contrazione del virus.

Per tali motivi, le domande sono tante, ed in primis, ci si chiede se sia il caso di attrezzare le sale operatorie del “San Bruno” per offrire cure intensive in caso di necessità, ci si chiede se sia il caso di rendere operativa una seconda ambulanza, in aggiunta all’unica, allo stato, disponibile, magari con attrezzature di bio contenimento, ci si chiede, inoltre, se a fronte del montaggio della tenda di pre-triage, sia stato anche individuato il personale da destinare a tale incombente.

A dare risposta a tali interrogativi non dobbiamo essere noi, ma dovrà farlo chi è stato investito del relativo ruolo e lo deve in virtù anche di un obbligo morale nei confronti degli operatori sanitari, medici, infermieri, OSS, che sono chiamati ad un delicatissimo lavoro ed impegno.

Ma, siccome i mali non vengono mai da soli, sarebbe anche imminente un depotenziamento del già debole Distretto Sanitario serrese, mediante il dirottamento di personale, si badi bene, amministrativo, presso le strutture di Vibo Valentia per tre mesi.

I dubbi e gli interrogativi, qui, si fanno ancora più forti, giacchè non si capisce l’utilità dello spostamento di personale amministrativo in questi termini che, peraltro, travalica le tempistiche emergenziali individuate dal Governo.

A tal proposito ci si chiede anche se tali spostamenti potrebbero in qualche modo incidere negativamente sui Servizi territoriali attivi nel circondario, ad esempio l’assistenza domiciliare di pazienti non autosufficienti.

A noi il compito di unirci e tenere alta l’attenzione, affinchè l’emergenza non si riveli lo spunto per la solita logica di emarginazione del Territorio serrese mediante, solite, illogiche scelte.

Non vorremmo assistere, ancora una volta, all’opera di ineffabili “complicatori” di cose semplici, mediante l’utilizzo di cose completamente incomprensibili.

Non esiteremo - conclude Carnovale -  ad alzare la voce e ad interessare il Ministro della Salute affinchè possa valutare, in caso di emergenza, l’attivazione dei propri poteri sostitutivi in modo che determinate scelte possano, a quel punto, essere imposte da Governo".

 

 

Coronavirus, Calabria: tra i contagiati anche il commissario dell'Asp di Crotone

C’è anche il commissario straordinario dell'Azienda sanitaria provinciale di Crotone, Gilberto Gentili, tra le persone  risultate positive al test del coronavirus.

Il dirigente, al momento asintomatico, è stato posto in isolamento domiciliare.

A darne notizia è stata l’Asp pitagorica che ha precisando che Gentili è rientrato in sede martedì scorso, con un volo Ryanair partito da Bergamo Orio al Serio.
    "Pur avendo superato i controlli sanitari di due aeroporti (Bergamo e Crotone) - si legge in una nota - il commissario Gentili decideva di non accedere agli uffici e di porsi in quarantena parimenti effettuando un tampone. Tale tampone, risultato positivo, costringerà il commissario, seppure asintomatico, ad osservare il prescritto isolamento domiciliare".

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