Perseguita la ex, misura cautelare per un 28enne

I poliziotti della Questura di Cosenza hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa e ai luoghi da lei frequentati, emessa dal gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo, T.M. ventottenne dell’hinterland cosentino, ritenuto responsabile del reato di stalking.

Le indagini, condotte dagli investigatori della 3’ sezione della Squadra mobile, hanno permesso di acclarare le ripetute minacce e violenze psicologiche e fisiche dell’uomo, che non accettava di essere stato lasciato dalla sua compagna.

In una circostanza, il destinatario della misura avrebbe persino inseguito la donna, costringendola a fargli visionare il suo telefono cellulare per verificare con chi intratteneva comunicazioni.

Le reiterate condotte avrebbero provocato alla vittima un grave stato di ansia e di paura ed un fondato timore per la propria incolumità, tanto da costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita.

La donna ha infine trovato il coraggio di denunciare gli atti persecutori al personale specializzato della Squadra mobile.

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Droga, due giovani denunciati e uno segnalato al prefetto

Durante un servizio di controllo del territorio, svolto con l’ausilio di equipaggi del Reparto prevenzione Crimine, i poliziotti della Questura di Cosenza hanno denunciato un uomo, J.K. di 21 anni e una donna, O.F. di 19 anni, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Gli agenti hanno fermato il ragazzo è la ragazza, i quali, durante una breve fuga, avrebbero cercato, rispettivamente, di disfarsi di due involucri contenenti marjuana e di nascondere un borsello al cui interno sono stati trovati un bilanciano di precisione e 365 euro in banconote di piccolo taglio.

Nel corso di un altro servizio di controllo, i poliziotti hanno segnalato alla Prefettura della città bruzia un 23enne sorpreso a fumare hashish.

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La polizia trova eroina e munizioni nella roccaforte del Clan degli zingari

Cinquanta grammi d'eroina e dieci cartucce calibro 22.

È quanto hanno rinvenuto i poliziotti della Questura di Cosenza in alcune cassette di derivazione della Telecom, ubicate nel quartiere roccaforte del “Clan degli zingari”.

Il materiale trovato, dopo i rilievi tecnici eseguiti dal personale della polizia scientifica, è stato sequestrato per essere sottoposto ad ulteriori accertamenti investigativi.

 

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Deposito ed abbandono incontrollato di rifiuti speciali, sequestri e denunce

I carabinieri forestale della Stazione di Cosenza, con il supporto degli uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale di Cosenza e delle Stazioni forestali di Spezzano della Sila, San Pietro in Guarano e Montalto Uffugo, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del Tribunale di Cosenza, con il quale è stato disposto il sequestro di due autocarri e di una discarica realizzata abusivamente a ridosso del fiume Crati, in località Petrara, a Cosenza.

Durante l'operazione, sono state denunciate due persone ritenute responsabili del reato di attività di gestione non autorizzata di rifiuti speciali.

Denunciati anche quattro imprenditori per deposito ed abbandono incontrollato di rifiuti speciali per essersi avvalsi di persone non autorizzate alla gestione dei rifiuti prodotti nell’ambito delle loro attività di impresa.

I militari sono intervenuti in seguito ad una segnalazione con la quale alcuni cittadini hanno denunciato il continuo abbandono di rifiuti speciali.

Giunti sul posto, i carabinieri forestale hanno individuato un’area di circa 5 mila metri quadrati sulla quale erano stati abbandonati rifiuti speciali, quali scarti di attività edile, parti di veicoli, rifiuti ingombranti, rifiuti elettrici ed elettronici.

Gli uomini dell'Arma hanno quindi avviato le indagini che hanno permesso d'identificare i presunti responsabili dell'abbandono dei rifiuti.

Pertanto, al termine dell'attività d'indagine è stato disposto il sequestro preventivo dell’area adibita a discarica e degli autocarri utilizzati per il trasporto dei rifiuti.

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Biodiversità in corsia, Babbo Natale regala un sorriso ai piccoli degenti dell'Annunziata

I piccoli degenti dell’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza hanno vissuto un Natale particolare: sono stati, infatti, piacevolmente sorpresi dall’arrivo dei carabinieri forestali del Reparto Biodiversità del capoluogo bruzio che, congiuntamente al personale operaio dipendente e alla figura di Babbo Natale, hanno voluto manifestare loro vicinanza e solidarietà nel giorno di festa.

La felice iniziativa assume infatti il significato di una giornata speciale di educazione ambientale e solidarietà, vissuta in maniera intensa e particolare dal personale militare e dalle maestranze operaie del Cupone presso i reparti di medicina pediatrica, chirurgia pediatrica e pronto soccorso pediatrico del nosocomio cosentino.

Le attività proposte ai bambini sono state caratterizzate da un grande impatto emozionale, al fine di generare empatia con la natura e con l’Arma..

 

Duro colpo a due clan di 'ndrangheta, 18 persone in manette

Nella prima mattinata di oggi la polizia di Stato, i carabinieri e la guardia di finanza hanno dato esecuzione a un provvedimento di fermo d'indiziato di delitto della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 18 persone ritenute appartenenti ai due principali clan di ‘ndrangheta operanti a Cosenza, accusate, a vario titolo, dei reati di omicidio, estorsione, porto e detenzione abusivi di arma, ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti, usura e lesioni, tutti aggravati dalle modalità mafiose. 

Ad alcuni degli indagati viene contestato anche l'omicidio di Luca Bruni, il presunto boss della 'ndrangheta cosentina scomparso il 3 gennaio 2012, il cui cadavere è stato trovato nel dicembre 2014.

 

Pensionato 82enne segregato e maltrattato, in manette la badante romena

I carabinieri della Stazione di Cosenza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari emessa da gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta dalla locale Procura, nei confronti di una badante 52enne di nazionalità romena, accusata dei reati di lesioni personali aggravate, sequestro di persona, minaccia continuata, furto aggravato, tentata estorsione e maltrattamenti nei confronti di persona convivente.

Il provvedimento scaturisce da una celere ed accurata indagine svolta dai militari che ricostruisce un’agghiacciante storia di maltrattamenti e soprusi ai danni di un anziano 82enne, solo ed indifeso, affetto da gravi problemi di salute.

L’attività dei carabinieri ha avuto inizio la mattina dello scorso 22 novembre, quando una donna di origini bulgare ha segnalato, presso gli uffici della Caserma "P. Grippo", di aver appreso che un anziano era tenuto segregato in un appartamento in via della Repubblica.

Gli uomini dell'Arma si sono quindi recati presso l’abitazione indicata al fine di verificare la veridicità di quanto appreso.

Al loro ingresso in casa, hanno trovato l’anziano disteso su un lettino di fortuna posizionato in un angolo angusto della cucina, il quale alla vista del personale in divisa, con grande commozione, ha esclamato “Che dio vi aiuti, siete venuti a salvarmi!”.

Da quelle parole, esternate con profonda riconoscenza e sollievo, l’uomo ha iniziato il suo triste racconto, riferendo le angherie ed i soprusi subiti nell’ultimo mese, quando, a seguito di una caduta e privo di assistenza, era stato accompagnato a casa di quella che sarebbe dovuta essere la sua badante.

In particolare, il malcapitato ha riferito che la donna, con continue minacce e vessazioni, gli usava violenza fisica e verbale, proferendo ai suoi danni parole ingiuriose, sputandogli in viso, picchiandolo con pugni in testa e schiaffi sul viso.

L'uomo sarebbe stato anche minacciato di morte con un coltello.

La badante, inoltre, si era anche impossessata del suo bancomat e relativo codice pin ed  aveva prelevato, indebitamente, 3 mila e 500 euro, e pretendeva per la sua restituzione la consegna di 5 mila euro.

Per tutto il periodo in cui è stato segregato, all’uomo veniva dato pochissimo da mangiare, l’indispensabile per la sua sopravvivenza.

L’anziano, dopo l’intervento dei carabinieri è stato affidato alle cure di una famiglia cosentina.

In virtù dei riscontri effettuati, gli uomini dell'Arma hanno tratto in arresto la badante, la quale, al termine delle formalità di rito, è stata posta ai domiciliari. 

 

In auto con 100 grammi di cocaina, arrestati

I militari della Compagnia di Cosenza hanno tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un 37enne ed un 36enne originari di Corigliano Calabro (Cs).

I due, durante un posto di controllo effettuato in prossimità dello svincolo autostradale, sono stati trovati in possesso di 100 grammi di cocaina pura.

In particolare, i militari hanno fermato una Mercedes Classe B, il cui conducente ha cercato di allontanarsi prima di essere bloccato da una seconda pattuglia impegnata in un servizio di supporto.

Il passeggero dell’auto, una volta capito di non poter evitare il controllo, sperando di non essere visto, avrebbe gettato dallo sportello del veicolo un involucro di colore bianco.

Gli uomini dell’Arma hanno quindi recuperato ciò che era stato buttato, rinvenendo una grossa pietra di cocaina dal peso di 100 grammi, dalla quale, con l’aggiunta di sostanze da taglio, si sarebbero potute ricavare circa 900 dosi che, vendute al dettaglio, avrebbero fruttato oltre 50 mila euro.

Nel corso dei successivi accertamenti effettuati in caserma, i carabinieri hanno scoperto che il 36enne era sottoposto a sorveglianza speciale.

Pertanto, al termine delle formalità di rito, i due sono stati associati alla casa circondariale di Cosenza.

Al termine dell’udienza di convalida, il 36 enne è stato trattenuto in carcere, mentre per l’altro arrestato è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di Corigliano (Cs).

 

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