Concorso esterno in associazione mafiosa, in manette due agenti della polizia penitenziaria

I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip presso il tribunale di Catanzaro, nei confronti di due agenti della polizia penitenziaria, in servizio presso la casa circondariale di Cosenza, ritenuti responsabili di concorso esterno in associazione mafiosa.

Le indagini hanno rilevato che, in violazione dei loro doveri e dietro corresponsione di somme di denaro, o di altri benefici di vario genere, i due agenti avrebbero posto in essere condotte finalizzate a favorire detenuti nel carcere di Cosenza, appartenenti alle cosche di ‘ndrangheta “Lanzino/Rua’/Patitucci”, “Bruni/Zingari” e “Rango/Zingari”.

Per gli investigatori, i due indagati si sarebbero posti a disposizione delle consorterie, garantendo ai detenuti di poter continuare ad avere contatti con l’esterno.

Palpeggia una 13enne, arrestato

Atti sessuali con minore. Questa l'accusa che, a Cosenza, ha portato al fermo di un cittadino della Guinea di 29 anni.

L'uomo, sprovvisto di documenti di riconoscimento e senza fissa dimora, è stato arrestato dai carabinieri in seguito alla denuncia presentata dai genitori di una tredicenne.

In particolare, l'immigrato, già noto alle forze dell'ordine, avrebbe avvicinato la ragazzina e dopo aver espresso apprezzamenti verbali, le si sarebbe avventato contro, palpeggiandola.

Scossa ed impaurita per l'accaduto, la ragazzina ha contattato telefonicamente il padre, il quale ha raggiunto la figlia, chiedendo l'intervento degli uomini dell'Arma.

Grazie alle testimonianze dei protagoni e di alcune persone presenti sul posto, i militari della Stazione di Cosenza Nord sono riusciti a rintracciare il presunto aggressore, il quale è stato sottoposto  a fermo e trasferito nella locale casa circondariale, in attesa dell’udienza di convalida.

Titoli di studio falsi per diventare insegnanti, 25 indagati

Nelle Province di Cosenza, Lecce, Pistoia, Milano, Bergamo, Forlì-Cesena, a conclusione di una complessa attività investigativa, i carabinieri della Compagnia di Cosenza hanno notificato 25 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emesse dalle procura della Repubblica presso il tribunale di Cosenza, nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso, falsità materiale commessa da privato in concorso, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.

La minuziosa attività d’indagine, nello specifico, ha permesso di accertare un sistema volto alla falsificazione ed all’utilizzo, sull’intero territorio nazionale, di diplomi apparentemente rilasciati da istituti magistrali statali e paritari delle province di Cosenza e Reggio Calabria, nonché da scuole di specializzazione per l’insegnamento di sostegno agli alunni portatori di handicap e dall’Istituto nazionale scuole e corsi professionali di Cosenza.

I titoli di studio falsi sono stati formalmente acclusi dagli indagati alle domande per essere inseriti sia nelle graduatorie ad esaurimento, sia in quelle d’istituto per l’assunzione come insegnante nelle scuole primarie e dell’infanzia, su posto comune e sul sostegno. In particolare, l’attività investigativa, condotta dai militari, si è sviluppata quale seguito della prima fase d’indagine culminata nel novembre 2017 con la notifica di altri avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di 33 persone per i reati di falsità materiale ed ideologica, avendo presentato diplomi scolastici contraffatti presso provveditorati ed istituti comprensivi in tutta Italia.

La risonanza mediatica ottenuta dalla prima parte dell’indagine "Minerva" ha indotto i dirigenti scolastici a svolgere più approfonditi controlli sui titoli presentati dagli aspiranti insegnanti, in modo da assicurare l’imprescindibile rispetto dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente in materia di insegnamento. È proprio da questi nuovi input che trae origine la seconda parte dell’indagine. Infatti, due dirigenti scolastici, dopo minuziosi ed accurati controlli che hanno fatto emergere la falsità dei titoli magistrali presentati presso gli istituti di competenza da 5 aspiranti insegnanti, hanno provveduto a segnalare l’anomalia direttamente ai carabinieri di Cosenza impegnati nelle indagini.

Nel corso delle attività, al fine di verificare altre posizioni sospette ed escludere ogni illecito accesso al sistema scolastico, i militari di Cosenza hanno avviato una stretta collaborazione con i dirigenti scolastici interessati dal fenomeno, dando vita ad un fitto scambio di informazioni.

Grazie agli elementi raccolti, gli investigatori hanno effettuato, su tutto il territorio nazionale, controlli incrociati, escussioni di persone informate sui fatti, acquisizione di documentazione presso gli Uffici scolastici regionali e gli Istituti scolastici, lavoro svolto anche grazie al costante supporto degli uffici dell’Ambito Territoriale Provinciale di Cosenza. L’intera attività si è conclusa oggi con l’emissione di 25 avvisi di conclusione delle indagini preliminari che si vanno ad aggiungere ai 33 già emessi nel novembre del 2017.

Grazie ad una moltitudine di accertamenti e ad una minuziosa attività info-investigativa, il 25 gennaio 2018 è stata effettuata una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del presunto artefice delle falsificazioni, individuato in un 69enne di Mangone.

La perquisizione domiciliare, infatti, ha permesso di rinvenire, un vero e proprio “diplomificio”, una centrale del falso organizzata con diversi computer, stampanti e vario materiale informatico, nonché copie cartacee di diplomi già falsificati e materiale utile alla specifica attività, permettendo così di chiudere il cerchio sul referente ultimo dei presunti insegnanti.

Nel corso delle operazioni tutto il materiale è stato posto sotto sequestro al fine di cristallizzare le prove raccolte, per l’estrapolazione e l’analisi di copia forense, così impedendo all’uomo di continuare nell’attività illecita.

In particolare, sono state rinvenute 30 stampe di diplomi apparentemente rilasciati dall’“Istituto nazionale scuole e corsi professionali” compilati con nominativi di insegnanti già emersi nel corso dell’operazione per aver utilizzato titoli falsi, nonché 2 risme di carta pergamenata per diplomi, in bianco, pronte per la stampa.

A conclusione delle successive verifiche, così come riportato sull’avviso di conclusione delle indagini preliminari, al pensionato di Mangone è stata contestata la contraffazione di 22 titoli di studio utilizzati dagli indagati nelle istanze presentate ai vari Istituti scolastici e U.S.R.. Da quanto emerge dalle dichiarazioni rese agli inquirenti da un'indagata, il falsario, per il tramite di un intermediario, avrebbe chiesto alla donna la somma di 3 mila euro in cambio del titolo falso.

L’attività, condotta in stretta sinergia con gli U.S.R.-A.T.P. di tutta Italia, ha già portato all’allontanamento di molti degli insegnanti in possesso di titoli falsi, che abusivamente esercitavano la professione.

Non si esclude che possano esserci ulteriori rescissioni di contratti tra gli istituti scolastici ed alcuni docenti indagati, tenuto conto del grave danno sociale, oltre che erariale, derivante dai fatti accertati.

Controlli nei centri scommesse, una denuncia e multe per 70 mila euro

Nell’ambito di un servizio di controllo predisposto dal Comando provinciale carabinieri di Cosenza, i militari della Compagnia cittadina e gli ispettori dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Stato, hanno denunciato una persona per il reato di esercizio abusivo di giochi e scommesse ed elevato multe per un importo complessivo di 70 mila euro nei confronti di altri due esercenti.

In particolare, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile hanno sorpreso un 43enne cosentino, che esercitava l'attività senza essere provvisto della necessaria licenza.

L’uomo è stato pertanto deferito alla locale Procura della Repubblica.

Durante i controlli effettuati presso altre due sale giochi, i militari hanno rinvenuto complessivamente sette slot machines non collegate alla rete dei monopoli.

Dopo aver sequestrato gli apparecchi, gli uomini dell'Arma hanno elevato una sanzione di 10 mila euro per ogni congegno non collegato rinvenuto, per un totale di 70 mila.

 

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Prende il via il progetto Calabria avventura

Nella splendida cornice del Chiostro San Domenico a Cosenza, ha preso ufficialmente il via il progetto, venerdì scorso (31 maggio), “Calabria Avventura”, il primo tourist-docu-reality del Sud Italia.

Un progetto che mira al rafforzamento dell’immagine della Calabria, valorizzando le risorse culturali e ambientali dei luoghi visitati dalla spedizione, un viaggio nei posti più belli e suggestivi della “Regione del sole”, per farla conoscere ai calabresi e al resto del mondo, attraverso gli occhi delle donne che collaboreranno attivamente davanti e dietro le telecamere, macchine fotografiche e notebook e che si concretizzerà in un programma televisivo da un lato, e in una serie di reportages fotografici e servizi giornalistici dall’altra, destinati a essere a loro volta, veicolati tramite i principali social networks, canale YouTube, in emittenti televisive e radifoniche regionali e nazionali.

Alle ore 17.00 la conferenza stampa con la presentazione del progetto, dello staff e delle “Lupe di Calabria Avventura”, le giovani donne protagoniste della spedizione, scelte nei mesi scorsi attraverso veri e propri step di selezione.

Presenti tra gli altri all’incontro, oltre a Loredana Saturno, presidente dell'associazione Orizzonti Calabro cosentini - no profit, responsabile e ideatrice del progetto “Calabria avventura” assieme a Miche Di Stefano; Rosaria Succurro, assessore al turismo del Comune di Cosenza; Teresa Pandolfi, in rappresentanza dell’associazione scientifica Biologi senza frontiere, che nei giorni scorsi ha firmato un protocollo d’intesa con Calabria avventura per curare la parte scientifica del progetto; Rossana Chiodo, capo spedizione che ha presentato le “Lupe di Calabria avventura”; Franca Tozzo direttrice dell’ Accademia new style, la prima in Calabria dal 1998 che con i sui stilisti curerà il look delle ragazze di Calabria avventura; Sante Blasi presidente regionale Confederazione Pmi Italia - Ensi, ha sposato l'iniziativa e sostiene il progetto, moderatrice dell’incontro, Raffaella Bilotta, portavoce e responsabile comunicazione web.

«Abbiamo il piacere di ospitare l’avvio di questo importante progetto nella sede dell’assessorato al turismo del comune di Cosenza – ha sottolineato Rosaria Succurro, assessore al turismo della Città dei Bruzi – un luogo molto bello, a due passi dal centro storico e dalla città nuova che ha tanto fascino, cosi come questa nuova avventura ideata dal presidente Loredana Saturno che ringrazio. Sembra che a qualche centinaio di metri da qui sia nascosto il tesoro di Alarico, io credo – continua l’assessore Succurro - che il tesoro vero della nostra Calabria siano i luoghi e le bellezze che voi andrete a scoprire, questo dunque vuol essere soltanto un simbolo, un modo per dire a tutti voi e a noi che abbiamo sposato questo progetto, di andare a scoprire, valorizzare e far conoscere il vero nostro tesoro che è la Calabria e le sue bellezze. In bocca al lupo ancora e vi aspettiamo di nuovo qui a Cosenza».

«Sono veramente emozionata – ha dichiarato la responsabile e ideatrice del progetto, Loredana Saturno - ci affiancano tantissime figure professionali e questo ci consentirà, senza alcun dubbio, di realizzarlo al meglio quanto da noi prefissato. È stata e sarà una ricerca a trecentosessanta gradi di quelle che sono le bellezze della nostra Calabria, la cultura, la gastronomia e il territorio in generale, il tutto arricchito dall'entusiasmo e dalla passione che già vedo nei volti delle nostre “Lupe di Calabria avventura”».

Al termine della conferenza stampa, dopo le foto di rito, è partita la spedizione; le “Lupe di Calabria avventura” con la troupe a seguito, guidata da Ivan e Francesco, professionisti creativi di Dreush video production, hanno visitato, fotografato e ripreso il Chiostro San Domenico il meraviglioso Teatro Rendano per poi concludere il tour presso il museo multimediale di piazza Bilotti.

Sgominata organizzazione dedita allo spaccio di droga

È scattata all'alba di oggi l'operazione, denominata "Crutch", con la quale 150 carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, con il supporto dei colleghi del 14° Battaglione "Calabria", dello Squadrone eliportato "Cacciatori" e del Nucleo cinofili di Vibo Valentia, hanno eseguito 13 misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, rapina aggravata, lesioni personali aggravate, ricettazione, favoreggiamento personale, porto d'armi o oggetti atti ad offendere e violazione della sorveglianza speciale.

Nel corso dell'operazione, i militari hanno effettuato anche 11 perquisizioni a carico di altri indagati per traffico di stupefacenti.

I dettagli dell'attività saranno illustrati durante una conferenza stampa, in programma alle 10,30 di oggi, presso la Procura della Repubblica di Cosenza.

 

Stalking ai danni dell'ex fidanzata, misura cautelare per un 42enne

I poliziotti della squadra mobile di Cosenza hanno dato esecuzione all’ordinanza d'applicazione della misura cautelare personale, emessa dal gip presso il locale tribunale, nei confronti di M.A., di 42 anni, abitante nel circondario cosentino.

L'indagato si sarebbe reso responsabile del reato di stalking nei confronti dell'ex fidanzata di 40 anni.

 Una volta rintracciato, l'uomo è stato accompagnato in questura dove gli è stato notificato il provvedimento che dispone il divieto di comunicare e di avvicinarsi ad una distanza non inferiore a 200 metri da tutti i luoghi frequentati dalla donna ed in modo particolare il luogo in cui abita.

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Trovati in possesso d'hashish e cocaina, arrestati

Due persone sono state arrestate a Cosenza, dai carabinieri della locale Compagnia, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

Il primo a finire in manette è stato un ventiseienne, P.A., del luogo sorpreso in pieno centro storico con nove dosi di cocaina.

Durante la successiva perquisizione a casa del ragazzo, i militari hanno rinvenuto, occultati in camera da letto, alcune dosi d'hashish e marijuana.

Il secondo a finire in manette è stato, invece, un quarantaquattrenne di Mangone (Cs), trovato in possesso di 12 grammi d'hashish, un coltellino e 950 euro.

Al termine del giudizio direttissimo, per i due arrestati sono stati disposti, rispettivamente, l’obbligo di presentazione alla P.g. e l’obbligo di dimora.

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