Cosenza, Bruno Bossio (Pd) invoca la riapertura di viale Mancini

Riceviamo e pubblichiamo

"La città di Cosenza non è più fruibile. Di fatto è stata sequestrata dai provvedimenti assunti dall'amministrazione comunale. Quotidianamente ai pendolari è impedito l'accesso dal blocco automobilistico che si crea nelle ore di punta nelle aree adiacenti l'ingresso della autostrada. Ma il colpo durissimo è stato quello inflitto con la chiusura del tratto centrale di viale Mancini e con la istituzione della Ztl negli attraversamenti di corso Mazzini. È stato un grave errore aprire il cantiere del Parco del Benessere. La scelta di stralciare l'avvio di questo cantiere dai lavori della Metro non solo ha impedito l’attuazione coerente del progetto definitivo della Regione ma ha paralizzato la città intera. Il Parco del Benessere sarebbe dovuto essere l’ultimo atto del cronoprogramma dei lavori e non il punto di partenza. Il risultato di questa scelta dell’amministrazione comunale è sotto gli occhi di tutta la città.  Un bel paradosso considerare Parco del Benessere un luogo che sta causando tanti disagi che si potevano benissimo evitare, poiché i lavori della Metroleggera, previsti in origine lateralmente alla strada, non avrebbero interessato la viabilità in entrambi i sensi di marcia.  Il Comune invece ha inteso agire senza una strategia e prima che si attivasse una efficace viabilità alternativa. Bisogna riaprire subito viale Mancini attivando una rimodulazione del programma e della organizzazione dei lavori e dei cantieri".

Enza Bruno Bossio - Deputata Pd

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Cosenza, Guccione (Pd):"Sul Psc l'ennesimo atto di arroganza di Occhiuto"

Riceviamo e pubblichiamo

"A domanda non risponde. È trascorso un mese dalla presentazione della mia interrogazione al sindaco di Cosenza sul Piano strutturale comunale (Psc). Con una delibera di Giunta comunale del giugno 2017, con la scusa di “modificare e adeguare alcune tavole del Psc finalizzate a una buona lettura e fruizione delle stesse”, venivano modificati e spostati – rispetto al Piano strutturale comunale del 2015 che aveva avuto tutti i pareri dalla Conferenza di Pianificazione - milioni di metri cubi edificabili dalle frazioni e periferie della città al centro di Cosenza. Il sindaco fa finta di non capire che questa modifica sostanziale del Psc, licenziato nel 2015 con tutti i pareri di legge dalla Conferenza di Pianificazione, deve essere nuovamente sottoposta ai pareri di tutti gli organismi istituzionali competenti. Infatti, la modifica degli indici territoriali di perequazione e compensazione al Psc/Reu è da considerare come variante sostanziale allo strumento urbanistico in corso di approvazione. Qualsiasi variazione apportata al Psc/Reu invalida il precedente parere rilasciato dalla Regione Calabria - Settore 2 Vigilanza normativa tecnica sulle costruzioni e supporto tecnico – quale parere prodromico all’adozione dell’atto. Siamo al disprezzo delle regole e delle procedure. A questo punto servirebbe un atto di correttezza istituzionale e chiarezza da parte del sindaco: dica finalmente alla città, in maniera trasparente, chi sono i beneficiari di questa modifica subdola, mascherata da un atto amministrativo. Un atto che non evidenzia in maniera chiara che veniva avviata una procedura di modifica sostanziale degli indici di edificabilità. Nei fatti comporta uno spostamento di milioni di metri cubi nel centro di Cosenza per attività edificatorie. Da ciò emerge, ancora una volta, l’arroganza istituzionale e politica di collocarsi fuori dal confronto e dalle procedure a garanzia della buona amministrazione. Il sindaco, invece, ha fatto prevalere l’interesse privato rispetto a quello pubblico. Non dimentichiamo poi che il sindaco architetto nel Piano strutturale comunale (Psc) ha previsto, nei prossimi vent’anni, un aumento di soli 620 abitanti nel centro storico di Cosenza, proprio nel momento in cui il governo Gentiloni stanziava 90 milioni di euro e oggi il governo Conte sta programmando la spesa per la realizzazione delle opere che si dovranno realizzare per il rilancio di questa parte della città. Siamo veramente al paradosso. Si spenderanno 90 milioni per il centro storico di Cosenza e il sindaco, nel suo Psc, prevede di fatto uno spopolamento dell’area. Il Piano strutturale comunale andrebbe sicuramente rivisto alla luce di quello che si sta per concretizzare, e anche per non compromettere uno sviluppo a Sud della città che renderebbe più centrale la parte storica di Cosenza. Tale impostazione rischia ancora di più di marginalizzare la nostra città. I dati, forniti dall’ufficio Affari generali Servizi demografici del Comune di Cosenza, parlano chiaro: nel 2011 Cosenza aveva 69376 abitanti, nel 2017 arriviamo a 67239 (2137 abitanti in meno). Evidentemente la qualità della vita, i servizi idrici, di trasporto, il caos e la paralisi del traffico cittadino rendono sempre meno appetibile la città".

Carlo Guccione -Consigliere comunale Pd - Cosenza

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Le più belle incisioni di Rembrandt in mostra Calabria

A Cosenza, nel cinquecentesco Palazzo Arnone, è possibile ammirare fino al prossimo 24 marzo, Rembrandt.

I cicli grafici, le sue più belle incisioni, un focus dedicato all’attività grafica di uno più celebri artisti del Seicento europeo.

L’esposizione, organizzata dall’Associazione N. 9 in collaborazione con il Polo museale della Calabria, presenta oltre trenta incisioni originali provenienti da collezioni private ed è supportata da attività laboratoriali.

La mostra è patrocinata dall’ambasciata dei Paesi Bassi.

Antonella Cucciniello, dirigente delegato del Polo museale della Calabria, si dice "orgogliosa che Cosenza dedichi un tributo a Rembrandt proprio nel 2019, mentre - a 350 anni dalla scomparsa - l’Olanda gli rende omaggio con iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale".

 

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Il libro di Goffredo Bettini presentato a Cosenza

 «Se non conosci la storia, non puoi capire quando e dove qualcosa si è rotto all’interno del Partito. Non riusciremo mai a riprendere il cammino, se non andiamo a fondo affrontando le questioni del passato».

Goffredo Bettini, europarlamentare del Pd e da sempre vicino a Nicola Zingaretti, ha presentato a Cosenza, al Salone degli Specchi della Provincia, il suo ultimo libro “Agorà – L’Ago della bilancia sei tu”. 

Ad accoglierlo una platea che insieme all’autore ha ripercorso le tappe della sinistra italiana.

Bettini, già all’età di 14 anni iscritto al Partito Comunista, innamorato di politica e cinema, uno dei fondatori della Festa internazionale del cinema di Roma, fa un’analisi di quello che è accaduto negli ultimi anni, dove lo smisurato, proiettato sulla società e sulla politica, “illude che tutto sia possibile”, è diventato modello di vita. Partendo dalla solitudine moderna e individuando nella crescita delle ingiustizie e della povertà le condizioni di uno sviluppo malato, l’autore tenta di indicare la via da seguire «dopo un fallimento senza precedenti».

«Un libro scritto dopo la sconfitta del 4 marzo. Ero molto arrabbiato. E dopo questa scoppola, ancora non abbiamo discusso sulle ragioni della sconfitta. Senza questo esame collettivo – ha spiegato Bettini - è difficile anche fare un’opposizione incalzante ed efficace contro l’attuale governo, che presenta contraddizioni, evidenti insufficienze culturali e una condotta avventuristica che può portate l’Italia al disastro. Il problema viene da lontano e sono due le date che ci devono far riflettere: il 1989 e il 1992. Abbiamo sottovalutato ciò che stava accadendo. Già negli anni Ottanta il quadro cambiò e si avviò un processo di restrizione della democrazia. Poi, a un certo punto, abbiamo fatto solo propaganda politica e se non la smettiamo non saremo in grado neanche di cogliere la crisi di questo governo».  

Un’analisi lucida, da molti definita spietata, come ha ammesso lo stesso autore.

Insieme a Goffredo Bettini sono intervenuti il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci e il consigliere regionale Carlo Guccione.

A discutere delle varie tematiche del libro, dalla crisi della rappresentanza alla secessione delle élite, al problema della meritocrazia che “funziona oggi all’interno dei ceti privilegiati, e non ha più alcuna funzione di ascensore sociale”, alla “missione” Europa, Federica Pietramala (segreteria Flai-Cgil), Michele Leonetti (senatore accademico Unical), Francesco Scanni (dottorando di ricerca Unical), Giuseppe Terranova (Dems Calabria).

«Agorà – ha spiegato Bettini - è il tentativo di dire a questo partito che deve tornare a riunirsi dove ci sono iscritti e non iscritti, dove non si discute su quali correnti scegliere, ma finalmente le persone libere si confrontano e decidono quello che il gruppo dirigente deve mettere in campo. Dobbiamo parlare anche a un elettorato deluso. Nelle Agorà si decide sulla politica, sulle strategie che contano. Ed è l’occasione per abbandonare forme di rappresentanza che non stanno più in piedi. Bisogna tornare alle persone, al rapporto con l’altro. La rete invece oggi deforma la realtà, tutto diventa lecito, viene fuori il peggio di te, insulti e non si prevedono No. Tutto ciò ci sta portando a un crollo antropologico che alla fine renderà l’uomo schiavo di ciò che ha creato». 

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Trovati in possesso di cocaina e hashish, denunciati due ragazzi

I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno messo a segno un vero e proprio blitz nel cuore medioevale del capoluogo bruzio.

Durante l'attività, svolta con l'ausilio dei cinofili dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, i militari hanno denunciato due persone, accusate di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, durante un controllo alla circolazione stradale, gli uomini dell'Arma hanno fermato un ventiquattrenne, trovato in possesso di 5 grammi di cocaina, divisi in dosi pronte per lo spaccio.

Diciotto grammi di hashish sono stati, invece, trovati ad un diciassettenne.

Al termine delle attività, i carabinieri hanno, inoltre, segnalato alla prefettura di Cosenza quattro persone sorprese in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti.

Complessivamente, il blitz ha portato al sequestro di 11 grammi di cocaina, 28 d'hashish e 2 di marijuana.

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Scoperta maxi evasione fiscale, eseguite due misure cautelari. Sequestrati beni per oltre 3,5 milioni di euro

I finanzieri della Compagnia di Paola (Cs) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare personale e un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore pari a 3,7 milioni di euro, emesso dal gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 2 persone residenti nella Provincia di Cosenza, per occultamento o distruzione di documenti contabili ed evasione fiscale.

Il sequestro ha interessato: rapporti finanziari, quote societarie, beni immobili e mobili.

Durante l'attività, le fiamme gialle hanno eseguito, anche, diverse perquisizioni.

Per l'amministratore “di fatto” di una società che avrebbe “nascosto al fisco, dal 2011 ad oggi, ricavi per ben 11 milioni di euro”, sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per un “prestanome”, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, con divieto di esercizio di qualsiasi attività di impresa e di assunzione di cariche all’interno di persone giuridiche per la durata di un anno.

Le indagini penali sono scaturite da due verifiche fiscali, avviate dai finanzieri grazie all‘individuazione dei soggetti economici attraverso l’attività di controllo del territorio e l’utilizzo delle banche dati.

Le investigazioni – proseguite sotto la direzione della Procura di Cosenza e rese particolarmente complesse ed articolate anche a causa della mancata esibizione e consegna della documentazione contabile, occultata al fine di ostacolare la ricostruzione degli affari e del reddito, hanno avuto ad oggetto non solo la gestione delle due società interessate dal controllo, attive nel settore della “commercializzazione di macchine e attrezzi agricoli”, sia in Calabria che in altre regioni italiane, ma anche numerose altre imprese, tutte operanti nel medesimo settore e facenti parte di uno stesso “gruppo societario”, riconducibili ad un’unica famiglia ed in particolare ad un “dominus”, individuato nell’indagato finito agli arresti.

Le fiamme gialle, attraverso una serie di verifiche e riscontri, sono riuscite a ricostruire la reale posizione fiscale della società “fantasma” ed il “ruolo dell’amministratore di fatto”.

Attraverso l’occultamento di migliaia di fatture e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, sarebbero stati sottratti al fisco oltre 3 milioni e 700 mila euro.

Al temine delle indagini, sono state denunciate 4 persone (2 delle quali destinatarie dei provvedimenti cautelari), per i reati di: occultamento o distruzione di documenti contabili; omessa dichiarazione; emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti..

L'operazione è culminata nel sequestro di beni per oltre 3,7 milioni di euro.

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Scoperto evasore totale, ha occultato al fisco oltre 236 mila euro

I finanzieri della Compagnia di Paola (Cs) hanno scoperto un evasore, che dal 2014 non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi pur avendo conseguito ricavi per oltre 236 mila euro.

I militari hanno smascherato la società “fantasma”, operante nella provincia di Cosenza e con un ufficio anche a Roma, attiva nel settore della “fabbricazione di acqua minerale e bevande analcoliche”, grazie all‘individuazione del soggetto economico, attraverso l’attività di controllo del territorio e l’utilizzo delle banche dati a loro disposizione.

I finanzieri hanno, quindi, ricostruito la reale posizione fiscale della società, le vendite effettuate e gli utili conseguiti.

Al termine del controllo è stata rilevata, quindi, la mancata dichiarazione di ricavi per oltre 236 mila euro e sono state calcolate imposte evase per oltre 123 mila euro.

L’amministratore e legale rappresentante della società è stato, pertanto, denunciato all’autorità giudiziaria, per il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili ed ora rischia anche la reclusione fino a sei anni. 

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Maxi operazione antidroga, eseguite 17 misure cautelari

Nel corso di un'operazione avviata all'alba di oggi, i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno disarticolato un'organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti ed alle estorsioni.

I militari del Comando bruzio sono entrati in azione, con il supporto dei colleghi dell'8°Elinucleo, del 14°Battaglione "Calabria", del Nucleo cinofili e dello Squadrone "Cacciatori".

Durante l'operazione, denominata "Last minute", gli uomini dell'Arma hanno eseguito 17 misure cautelari emesse dal gip presso il tribunale di Castrovillari, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Contestualmente sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari, a carico di pregiudicati, indagati in stato di libertà per gli stessi reati.

I dettagli dell'attività saranno resi noti, durante una conferenza stampa in programma alle 11 di oggi, presso la Compagnia carabinieri di Castrovillari, alla presenza del Procuratore della Repubblica, Eugenio Facciolla. 

 

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