Picchia e maltratta la moglie, arrestato

Gli uomini della Squadra mobile di Cosenza hanno arrestato un 40enne, L.C., di nazionalità romena, accusato di maltrattamenti in famiglia.

In particolare, l’uomo è ritenuto responsabile di “condotte gravi e reiterate” compiute ai danni della moglie, anche in presenza dei figli minori.

Dalle indagini è emerso che la donna, nel corso degli anni, sarebbe stata vittima di continui atteggiamenti offensivi, minacciosi e violenti.

Pertanto, sulla scorta degli elementi raccolti dagli investigatori della Squadra mobile, il gip ha emesso il provvedimento che ha condotto il 40enne nella casa circondariale di Cosenza.

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Individuato il presunto autore delle truffe dello specchietto

Sarebbe un ventisettenne originario di Lamezia Terme (Cz) il presunto autore delle truffe dello specchietto che negli ultimi mesi hanno interessato l’hinterland cosentino.

L'uomo è stato individuato nella città dei bruzi, in seguito alla reazione dell'ultima vittima, che si è subito rivolta al 113.

In particolare, il presunto truffatore, dopo aver messo in atto una serie di collaudate manovre, si faceva affiancare ed urtare dall'auto della vittima predestinata alla quale faceva credere di aver rotto lo specchietto retrovisore del suo veicolo, per il quale chiedeva un risarcimento di 150 euro.

Il ventisettenne, B.F., con precedenti per furto e truffa, è stato denunciato per truffa aggravata e minacce. 

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Evade dai domiciliari, arrestato

Un cittadino extracomunitario, J.Y., di 21 anni è stato arrestato con l’accusa di evasione dai domiciliari.

In particolare, il giovane si è allontanato dal proprio domicilio dove era detenuto per reati di spaccio di sostanza stupefacente e furto ai danni di un esercizio commerciale.

Il 21enne è stato arrestato dai poliziotti della Questura di Cosenza, che l’hanno rintracciato in piazza Autolinee, nel capoluogo bruzio.

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Operazione "Overture" contro la 'Ndrangheta: disarticolati due gruppi criminali

È stata chiamata “Overture”, l'operazione con la quale, a partire dll'alba di oggi, a Cosenza e provincia, militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale cosentino, supportati da personale del 14° Battaglione carabinieri “Calabria”, dello Squadrone eliportato Cacciatori, con la copertura aerea di un velivolo dell’8° Nec, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Catanzaro, nei confronti di 21 persone ritenute appartenenti a due diversi gruppi criminali, espressione della storica consorteria mafiosa “Perna-Pranno” (poi ridenominata “Lanzino-Cicero”) operante nella città dei Bruzi, considerati responsabili, a vario titolo, di “associazione di tipo mafioso”, ”associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, “tentata estorsione”, “detenzione e porto illegale di armi da fuoco”, “lesioni personali”, “ricettazione” e “furto”.

Il provvedimento scaturisce dall’ampia attività investigativa condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza che ha consentito di documentare la riorganizzazione territoriale del sodalizio mafioso e la sua operatività attraverso il compimento di estorsioni, danneggiamenti, intimidazioni e reati contro la persona ed il patrimonio.

In tale contesto, è stata, tra l’altro, accertata la responsabilità degli indagati in ordine a 3 episodi estorsivi consumati ai danni di altrettante imprese assegnatarie dei lavori di ampliamento dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza, degli interventi per l’ammodernamento del sistema di illuminazione del campus universitario Unical di Rende e delle opere di restauro del Convento di San Francesco di Paola a Spezzano della Sila.

In molte circostanze, i componenti della consorteria avrebbero evidenziato la loro caratura criminale e il rigido controllo del territorio anche attraverso l’esecuzione di furti in alcuni negozi.

Diversi, poi, gli episodi di minaccia ed aggressione, tra cui quella ad un dipendente delle Ferrovie della Calabria presso la sede di Cosenza, “colpevole” di non aver assunto un atteggiamento tollerante a fronte delle condotte illecite poste in essere da altri colleghi, uno dei quali avrebbe chiesto l’intervento protettivo del sodalizio mafioso.

Le investigazioni hanno, inoltre, consentito d'individuare un’altra organizzazione criminale– legata da vincoli parentali con la famiglia “Perna” – dedita all’approvvigionamento ed allo spaccio, attraverso una fitta rete di pusher, di cocaina, hashish e marijuana.

Gli investigatori hanno inoltre accertato la disponibilità, da parte degli esponenti dell’associazione criminale, di armi da fuoco, anche da guerra, e nel corso delle indagine hanno sequestrato:
 1 mitragliatore Kalashnikov con matricola abrasa e relativo munizionamento;
 8 pistole cal. 9x21, 380, 22, con matricola abrasa e munizioni di diverso calibro;
 1 carabina ad aria compressa.

Il provvedimento cautelare è stato eseguito nei confronti di: 
1. FALBO Alfonsino, cl. 1970, (custodia cautelare in carcere);
2. IMBROGNO Massimo, cl. 1962, (custodia cautelare in carcere);
3. LAURATO Vincenzo, cl. 1974, (custodia cautelare in carcere);
4. RAIMONDO Sergio, cl. 1974, (custodia cautelare in carcere);
5. GAGLIANESE Riccardo, cl. 1993, (custodia cautelare in carcere);
6. BARTONE Gaetano, cl. 1981, (custodia cautelare in carcere);
7. FUSARO Gianfranco, cl. 1976, (custodia cautelare in carcere);
8. MAZZEI Pietro, cl. 1973, (custodia cautelare in carcere);
9. SGANGA Gianfranco, cl.1974, (custodia cautelare in carcere);
10. APUZZO Emanuele, cl.1984, (custodia cautelare in carcere);
11. MIGNOLO Ottavio, c. 1964, (custodia cautelare in carcere);
12. CRUPILLO Francesco, cl. 1985, (custodia cautelare in carcere);
13. LIO Carmine, cl. 1972, (custodia cautelare in carcere);
14. CARBONE Giuseppina, cl.1963, (arresti domiciliari);
15. FORTE Manuel, cl. 1989, (arresti domiciliari);
16. FUSARO Alfredo, cl. 1966, (obbligo di dimora);
17. CIPOLLA Egidio, cl. 1994, (obbligo di dimora);
18. QUARTA Cesare, cl. 1992, (obbligo di dimora);
19. CASTIGLIA William, cl. 1987, (obbligo di dimora);
20. LUCA’ Antonio, cl. 1992, (obbligo di dimora);
21. IMBROGNO Vittorio, cl. 1991, (obbligo di dimora).

 

Trovano una borsa con 500 euro e la consegnano ai carabinieri

Hanno trovato una borsa con all'interno 500 euro e l'hanno consegnata ai carabinieri.

Protagonisti della storia avvenuta ieri sera a Cosenza, sono un ragazzo ed ragazza di origine argentina.

I due stavano camminando per strada quando si sono imbattuti in una borsa contenente il denaro ed i documenti di una donna.

Nonostante le difficoltà economiche derivanti dalla mancanza di lavoro, la coppia non ci ha pensato due volte ed ha consegnato quanto trovato ai carabinieti della Stazione di Cosenza Principale.

I militari hanno quindi restituito il tutto alla proprietaria, una badante ucraina che aveva perso la borsa con la paga di un mese di lavoro.

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Torna a casa e trova la casa occupata, arrestato un 40enne

I carabinieri della Sezione radiomobile della Compagnia di Cosenza hanno arrestato, con l’accusa di violazione di domicilio, un 40enne del luogo.

In particolare, l’arrestato, dopo aver forzato la porta d’ingresso, si è introdotto, insieme alla moglie, in un appartamento di proprietà di un’impiegata di 33 anni.

Ritornata a casa, la donna l’ha trovata occupata.

L’uomo barricatosi dentro rifiutava di uscire, rivendicando il diritto a vivere nell’abitazione, anche se, da diversi anni, era stata riscattata e successivamente rivenduta all’attuale proprietaria.   

Sul posto, su richiesta della donna, sono intervenute due pattuglia della Sezione radiomobile.

 I militari, dopo aver ricostruito l’accaduto, hanno fatto irruzione nell’appartamento ed immobilizzato il 40enne, traendolo in arresto per il reato di violazione di domicilio.

L’uomo, nel corso dell’udienza di convalida, dopo essersi ravveduto per il gesto compiuto, si è impegnato a risarcire il danno causato.

Il giudice presso il Tribunale di Cosenza, nel convalidare l’arresto ha così disposto che l’arrestato potesse ritornare in libertà, acconsentendo al risarcimento dei danni causati.

Caporalato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, 60 misure cautelari

La notte scorsa, oltre 300 finanzieri del Comando provinciale di Cosenza, con l’ausilio di militari dei Reparti di Catanzaro e Crotone, hanno dato esecuzione, tra le province di Cosenza e Matera, ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Castrovillari, su richiesta della Procuratore della Repubblica, a carico di 60 persone, indagate di associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Durante l’operazione sono state eseguite 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 38 ordinanze di arresti domiciliari e 8 ordinanze di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le fiamme gialle cosentine hanno proceduto, inoltre, al sequestro preventivo di 14 aziende agricole, di cui 12 ubicate in provincia di Matera e 2 in provincia di Cosenza, per un valore stimato di quasi 8 milioni di euro, e di 20 automezzi utilizzati per il trasporto dei braccianti agricoli reclutati.

L’indagine, denominata “Demetra”, trae origine dal controllo, effettuato dai finanzieri della Tenenza di Montegiordano, di un furgone che, diretto nelle campagne lucane, percorreva la Ss 106 Jonica con a bordo 7 braccianti provenienti dalla sibaritide.

Le indagine, sin da subito, hanno portato all’identificazione di numerose persone, sia italiane che straniere, impegnate in un’organizzata e fiorente attività di caporalato e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nella piana di Sibari.

Due le associazioni criminali smantellate ed operanti tra la Calabria e la Basilicata. La prima, cui appartenevano, a vario titolo, 47 soggetti, impegnata in una fiorente attività d’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

La seconda, composta da 13 persone, impegnata, oltre che nell’illecito sfruttamento della manodopera, anche nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Viola il divieto di avvicinarsi alla moglie, arrestato

I carabinieri della Sezione radiomobile della Compagnia di Cosenza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Cosenza su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 34enne di nazionalità romena, responsabile di aver violato la misura cautelare del divieto di dimora nel capoluogo bruzio e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

L’uomo in passato si era reso responsabile di maltrattamenti ai danni della moglie, la quale era stata costretta a rivolgersi ai militari della Stazione di Cosenza Principale dopo una violenta aggressione fisica avvenuta presso il piazzale Autolinee, dove il 34enne l'aveva colpito con schiaffi e pugni al volto, tanto da causarle delle evidenti tumefazioni agli zigomi, al labbro ed alla mandibola.

Nonostante l’intervento dell’autorità giudiziaria con il primo provvedimento, il 34 enne era stato più volte controllato dai militari nel piazzale Autolinee, dove in un’occasione aveva anche cercato di avvicinarsi alla moglie che stava prendendo l’autobus per recarsi al lavoro.

I carabinieri, al fine di tutelare la donna che dopo anni di soprusi era riuscita a denunciare quanto subito, avevano da tempo incrementato i controlli sull’uomo, il quale in diverse circostanze ha dimostrato di non curarsi dei provvedimenti emessi a suo carico dal Tribunale di Cosenza.

L’arrestato dunque, espletate le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Cosenza.

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