Armi e droga nascoste in aree rurali, tre denunce

Tre persone, due di Seminara (Rc) e una di San Procopio, sono state denunciate in stato di libertà con l’accusa, a vario titolo, di possesso di munizioni e refurtiva.

La denuncia è scattata in seguito ad un rastrellamento, durante il quale i carabinieri hanno scovato un vero e proprio arsenale composto da pistole, fucili, circa 170 cartucce di vario calibro, 2 chilogrammi di marijuana e refurtiva provento di furti.

In particolare, i militari della Compagnia di Palmi, dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria, del Nucleo cinofili di Vibo Valentia e del Nucleo cinofili del Comando Gruppo guardia di finanza di Lamezia Terme, hanno effettuato una serie di controlli in alcuni fondi agricoli, ubicati nei comuni di Seminara e San Procopio.

Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti: un fucile sovrapposto calibro 12, una pistola calibro 9 con matricola abrasa, 120 cartucce per pistola calibro 9 e circa 50 cartucce calibro 12 per fucile.

In tale contesto, A.O., 69enne e A.F., 53enne entrambi di Seminara, sono stati deferiti per l’illecito possesso di munizionamento calibro 12 per fucile.

In altri rinvenimenti sono stati invece scovati i nascondigli dove erano stati occultati due bidoni contenenti complessivamente circa 2 chilogrammi di marijuana già essiccata e pronta per la vendita.

Infine, nel corso delle perquisizioni O.G., 28enne di San Procopio, è stato trovato in possesso di materiale risultato provento di furto ed è stato denunciato per ricettazione.

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Operazione antidroga nella Capitale, arrestati presunti appartenenti alla 'ndrangheta

Alle prime luci dell’alba di ieri, i carabinieri del Comando provinciale di Roma, nelle province di Roma, Napoli, Reggio Calabria, Viterbo e Frosinone, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal gip del Tribunale capitolino, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 21 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, nonché tentato omicidio.

Inoltre, nella Capitale, sono state eseguite perquisizioni nei confronti di ulteriori 13 persone ritenute collegate al traffico illecito di sostanze stupefacenti, attribuito agli arrestati.

Le indagini hanno preso il via in seguito all’arresto in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, eseguito il 18 marzo 2016, nei confronti del titolare di un bar nel quartiere Talenti, sorpreso a cedere cocaina e marijuana ad un avventore, poi individuato quale promotore di una organizzazione criminale dedita al narcotraffico, duramente colpita, nel luglio 2018, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 12 soggetti.

Il provvedimento cautelare eseguito ieri è il frutto di ininterrotte indagini coordinate dalla Dda capitolina e delegate ai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Roma Montesacro che hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina e marijuana, operante in una delle più importanti piazze di spaccio del quartiere romano di San Basilio (via Sirolo, via Mondolfo, via Pievebovigliana e via Corinaldo).

La costante e tenace attività investigativa ha consentito di individuare tre sodalizi criminali, collegati dall’attività dei fratelli Alfredo e Francesco (detto Ciccio) Marando, nativi di Platì (RC) e da alcuni anni residenti nel quartiere romano di “San Basilio”, figli del più noto Rosario e nipoti del narcotrafficante Pasquale Marando, questi ultimi considerati elementi di spicco dell’omonima 'Ndrina platinese. Per gli investigatori, Alfredo e Francesco Marando sarebbero stati in grado di movimentare significative quantità di droga, rifornendo non soltanto il gruppo ad essi direttamente facente capo, ma anche due altri gruppi operanti sul territorio.

Gli approfondimenti svolti hanno fatto luce sulle dinamiche operative del folto gruppo dei Marando che, progressivamente insediatosi sul territorio popolare di San Basilio, avrebbe gestito, con l’ausilio di un considerevole numero di vedette e di pusher in vario modo coordinati, una costante, pervasiva e remunerativa attività di spaccio. Quanto emerso dalle indagini ha dunque restituito l’immagine di una vera e propria consorteria, stabilmente dedita al narcotraffico, fondata sulla divisione dei compiti tra i capi, gli organizzatori, e i pusher e/o vedette; sodalizio che avrebbe trasformato, con metodiche ispirate al modello de “Le Vele” di Scampia, un popoloso complesso immobiliare in una enclave dove svolgere una costante e remunerativa attività di stoccaggio, gestione e spaccio di sostanze stupefacenti. La redditività dell’attività illecita è stata comprovata anche in occasione di una perquisizione effettuata presso l’abitazione di alcuni degli arrestati trovati in possesso della contabilità e di una notevole somma di denaro in banconote di vario taglio.        

L’indagine è stata condotta con non poche difficoltà, derivanti dalla presenza continua di vedette preposte al controllo; tuttavia, sono stati documentati numerosissimi episodi di spaccio, che hanno evidenziato le dinamiche operative e l’organigramma del gruppo, suddiviso in pusher e/o vedette, organizzatori e capi.

I pusher e/o vedette assumevano le loro posizioni agli ingressi principali del comprensorio popolare e sui tetti degli immobili, con compiti interscambiabili di vigilanza e/o spaccio al minuto; il gruppo mutava di frequente a causa dei numerosi arresti in flagranza – oltre 90 – effettuati dai carabinieri della Compagnia Roma Monte Sacro.

Gli organizzatori - diretti fiduciari dei capi - formavano invece un gruppo più ristretto, preposto al coordinamento dello spaccio, al prelevamento del narcotico dai luoghi di occultamento e al conseguente rifornimento dei pusher, custodendo altresì il ricavato delle vendite di droga. Tra gli organizzatori, figurerebbero i fratelli Domenico Natale Perre, detto Micu, e Paolo, nativi di Platì, da qualche anno trasferiti a Roma nel quartiere San Basilio, nonché Marco Lenti e Gian Claudio Vannicola, sanbasilini dalla nascita.

Infine, i capi e promotori del sodalizio, Alfredo e Francesco Marando, sarebbero stati preposti alla direzione, vigilanza, coordinamento e gestione dei pusher e delle vedette, alla fissazione dei compensi spettanti a questi ultimi sulla base dell’attività svolta (stabilendone anche compiti, orari e reperibilità), alla definizione degli eventuali contrasti insorti tra i diversi accoliti e, ove necessario, alla assistenza legale e/o economica a favore dei sodali. 

Durante l’attività d’indagine, sono statei segnalati alla prefettura 38 assuntori di sostanze stupefacenti e sequestrati complessivamente 2,961 chili di hashish, 12,106 di cocaina, 1,471 di marijuana e 96.325 euro.

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Quattordici chili di marijuana rinvenuti in fusti di plastica nascosti in un terreno

Quattordici chili di marijuana, contenuti in 34 buste nascoste in tre fusti di plastica.

È quanto hanno rinvenuto i carabinieri della Sezione operativa di Roccella Jonica e della Stazione di Gioiosa Jonica, insieme all'un’unità antidroga della Squadra operativa volante della guardia di finanza di Gioia Tauro, durante un controllo in località Madama Anna di Gioiosa Jonica.

Lo stupefacente, che è stato trovato in un terreno accessibile a chiunque, una volta introdotto nel mercato avrebbe potuto fruttare intorno a 20 mila euro.

In auto con 61 dosi di marijuana, tre giovani finiscono in manette

Con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, i carabinieri della Stazione di Reggio Calabria Gallina hanno arrestato tre reggini, A.G., di 24 anni, B.B. (20) e R.P. (22).

I tre sono stati fermati la notte scorsa, ad un posto di controllo allestito nella città dello Stretto.

Dopo i controlli di rito, gli uomini dell'Arma hanno deciso di effettuare una perquisizione che ha permesso di rinvenire 61 dosi di marijuana nascoste in un sacchetto di cellophane sotto il sedile dell’auto.

La droga è stata sequestrata e sarà inviata al Ris di Messina per le analisi del caso.

Gli arrestati, in seguito al giudizio direttissimo, non sono stati sottoposti ad alcuna misura cautelare.

 

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Occupa un appartamento e coltiva 110 piante di marijuana, arrestato

Quando i carabinieri della Compagnia di Bianco hanno bussato alla porta di un appartamento, in teoria disabitato, avevano capito sin da subito che qualcosa non andava.

Non si aspettavano però di trovare l’intera abitazione adibita ad una serra per la coltivazione di 110 piante di marijuana.

Inizialmente alla richiesta dei militari di aprire la porta è seguito il silenzio, solo dopo la loro insistenza, Domenico Antonio Mollica, 25 anni, bracciante agricolo di Africo,  ha ceduto.

Una volta entrati nella casa, gli uomini dell'Arma hanno trovato: piante di marijuana, cavi sospesi, tubi d'areazione che attraversavano le stanze, il tutto avvolto dalla tiepida luce violetta delle lampade alogene.

A giudicare dal quantitativo, la coltivazione “domestica” avrebbe fruttato quasi 100 mila euro.

Mollica non ha negato, né si è giustificato, anche perchè l’evidenza dei fatti non glielo permetteva, così per lui è scattato immediatamente l’arresto.

Dopo aver sequestrato le piante e tutto ciò che serviva alla loro coltivazione, i carabinieri hanno avviato le indagini per cercare di capire come sia stato possibile, in pieno centro abitato a Bianco, predisporre una serra, con un complesso sistema di coltivazione, senza destare particolari sospetti. 

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Droga, munizioni e un fucile rinvenuti nel centro storico di Gerocarne

Durante le giornate del 31 dicembre e dell'1 gennaio scorsi, i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno e dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria, hanno effettuato una serie di controlli e perquisizioni al fine di contrastare la detenzione abusiva di armi e munizioni.

Nel corso delle attività, nel camino di una casa disabitata nel centro storico di Gerocarne, i militari hanno rinvenuto un fucile Beretta calibro 12 con matricola abrasa e munizioni dello stesso calibro caricate a pallettoni.

Nel sottotetto di un'altra casa abbandonata, gli uomini dell'Arma hanno trovato una quindicina di grammi di marijuana e circa 30 munizioni calibro 12 caricate a pallettoni.

Inoltre, durante i controlli, nei pavimenti delle due case sono stati rinvenuti dei guanti ed un passamontagna.

Il tutto è stato posto sotto sequestro per i successivi accertamenti finalizzati a dare un nome ed un volto ai responsabili degli occultamenti.

Nascondeva in casa dieci dosi di cocaina, arrestato

Un uomo di 55 anni è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Cutro (Kr), con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

In particolare, durante una perquisizione a casa dell'arrestato, i militari dell'Arma hanno trovato 10 dosi di cocaina e denaro contante.

Dopo aver sequestrato quanto rinvenuto, i carabinieri hanno arrestato il 55enne, il quale, al termine delle formalità di rito, è stato posto domiciliari.

 

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I carabinieri trovano 35 grammi di cocaina nascosti in un thermos

Trentacinque grammi di cocaina nascolti in un thermos. È quanto hanno rinvenuto i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Villa San Giovanni (Rc).

La droga è stata trovata, alla base di un albero, durante un controllo in contrada Shila di Melia, a Scilla.

Dopo aver sequestrato lo stupefacente, che sarà inviato al Ris di Messina per le analisi del caso, gli uomini dell'Arma hanno avviato le indagini per cercare di dare un volto al responsabile dell'occultamento.

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