Fabrizia: l'acqua non è potabile

A stilare un elenco di tutti i disagi subiti da chi vive nell’area montana delle Serre si rischia di non finire mai. Dalla disoccupazione, alla viabilità, passando per la carenza, talvolta addirittura l’assenza dei servizi minimi. A parziale compensazione, fino a qualche anno addietro, c’era almeno la salubrità dell’ambiente e la qualità dell’acqua. Piccole consolazioni, ormai, venute meno. Sulla qualità dell’ambiente pende, infatti, la spada di Damocle dei risultati, secretati, relativi alle indagini sulla presunta presenza di rifiuti pericolosi. Per quanto riguarda, invece, la qualità dell’acqua che scorre dai rubinetti della case dei cittadini non c’è nessun mistero. Si tratta di acqua, il più delle volte, di pessima qualità. Da oltre un lustro, infatti, la gran parte degli abitanti che risiedono nei comuni delle Serre sono costretti a vivere i disagi derivanti dalla continua pubblicazione di ordinanze sindacali di non potabilità. L’ultima, in ordine di tempo, è stata emessa, ieri, dal primo cittadino di Fabrizia, Antonio Minniti. Nel provvedimento si legge: “visti i risultati dei rapporti di prova effettuati in autocontrollo” dall’amministrazione cittadina, “ dai quali si evince che i parametri non rientrano nei limiti previsti dal D.Lgs n 31 del 02.02.2001”, si ordina di “non utilizzare per uso potabile l’acqua distribuita dalla rete comunale”. L’ordinanza, ovviamente, rimarrà in vigore fin quando non verranno espletate tutte “le procedure necessarie ad eliminare i motivi che hanno causato le anomalie rilevate”.

In allegato, l'ordinanza di non potabilità.

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Crescere Insieme: "A Fabrizia una deriva autoritaria"

“Chi scrive è una libera Associazione, chiamata in causa dalla necessità di riequilibrare almeno una piccola parte del gap informativo, causato della palese soppressione degli spazi politici spettanti al potenziale dissenso nel Comune di Fabrizia”. Questo l’incipit di un comunicato nel quale il movimento civico “Crescere Insieme” stigmatizza “la deriva autoritaria” di cui sarebbe protagonista l’amministrazione comunale Fabriziese. “Il ruolo del Consigliere di minoranza – prosegue la nota - non è un optional di una vacua parola, “democrazia”, bensì l’essenza e la tangibile dimostrazione di essa. Se l’Ordinamento lo avesse ideato come organo facoltativo o eventuale, lo avrebbe tracciato tale, ponendo altri rimedi ordinari per limitare la possibile deriva autoritaria e dittatoriale. I controlli esterni, per esempio. Invece non è assolutamente così. Anzi, limitando e riducendo all’indispensabile i controlli superiori, la legislazione degli ultimi vent’anni ha mostrato di voler percorrere una diversa strada: pochi - e basilari – controlli esterni, e intensi e diffusi quelli interni. Ma non a Fabrizia! La deriva autoritaria, irregolare e contraria alla legge, è al massimo”. Nel mirino di “Crescere Insieme” finiscono, anche, i rappresentanti della minoranza in consiglio comunale finiti “sul registro degli assenti cronici”. “Sarebbe ora – si legge nel comunicato - che l’Amministrazione comunale dicesse chiaramente il motivo per cui, in barba all’obbligo regolamentare e statutario, non provveda a dichiarare decaduti i consiglieri di minoranza Rullo e Suppa, e non si attiva per la surroga, come sarebbe più che doveroso in presenza del grave dato oggettivo della permanente assenza. Da anni non partecipano, neppure per mera forma, alle sedute consiliari a garanzia di tutti, e non solo di chi ha votato per loro. È evidente la difficoltà, specie nei piccoli centri, di far sopravvivere il ruolo di controllo della minoranza, date le caratteristiche di subalternità rispetto a chi ha il potere di decisione assoluta, peraltro consentito dal sistema elettorale maggioritario. Si aggiunga che in capo al sindaco la rappresentanza è rafforzata dal fatto che non deve rispondere che a se stesso, giacché pure gli assessori sono di sua incondizionata nomina, con l’effetto limitante che si può immaginare. Anche per questo non è pensabile soprassedere oltre, e rassegnarsi allo scippo democratico che la legge assegna alla minoranza consiliare. Nel ruolo della rappresentanza minoritaria è insita la responsabilità di “opposizione” e non vi è solo una mera funzione marginale e passiva, che a Fabrizia, addirittura, manca del tutto. La normativa primaria degli enti locali, il TULCP 267/00 definisce “OPPOSIZIONE” la quota minoritaria eletta. Il ruolo della minoranza è di opporsi alle scelte illegittime e non solo. La legittimazione dell’opposizione si spinge fino al potere e al dovere di contestare anche le scelte che ritiene improvvide e inadeguate, secondo il mandato politico ricevuto. Il diritto alla rappresentanza esponenziale, “è direttamente funzionale non tanto all’interesse del consigliere comunale (o provinciale) ma alla cura dell’interesse pubblico connessa al mandato conferito, controllando il comportamento degli organi decisionali del Comune” (cit. massima Consiglio di Stato 2013, n.846/2013). L’associazione – conclude la nota - intende democraticamente porre l’accento sul diritto di essere rappresentati, anche da parte di chi non ha votato la lista vincente. Per tale motivo, pubblicamente chiede l’intervento immediato di un’appropriata azione di controllo per il ripristino della legalità violata”.

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Fabrizia, scarcerato Giuseppe Antonio Primerano

La Corte d'Appello di Reggio Calabria ha disposto la scarcerazione e concesso gli arresti domiciliari per motivi di salute a Giuseppe Antonio Primerano. Il provvedimento e' stato disposto in seguito all'istanza avanzata dai legali di Primerano che hanno evidenziato l'incompatibilità delle sue condizioni di salute con la detenzione in carcere. Condannato, a 13 anni, in primo grado, nell'ambito del processo "Crimine" con l'accusa di essere il capo promotore della locale di Fabrizia Primerano e' stato giudicato incompatibile con la detenzione carceraria.

 

 

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