Alle Ferriere di Mongiana il Premio “Patrimoni viventi”

A seguito della candidatura proposta dal Parco delle Serre, Ente gestore delle strutture culturali, il comune di Mongiana  con il progetto “Le Reali ferriere borboniche di Mongiana“, si aggiudica il premio “Patrimoni viventi” indetto dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e destinato ad associazioni, enti ed istituzioni di tutto il territorio nazionale.

«Mongiana – si legge in un comunicato del  Parco delle Serre - si conferma così ancora una volta laboratorio di sperimentazione nei processi di innovazione culturale. Oltre ai principali attrattori, i resti monumentali delle industrie Borboniche, un unicum a livello nazionale e all’eccellente lavoro di valorizzazione ad opera del comune e del Parco delle Serre, emergono capacità e a realtà innovative che danno vita ad interventi di valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale di Mongiana e del comprensorio.

La Commissione, di Ravello Lab, ha valutato le candidature secondo cinque criteri: impatto territoriale, rispetto dei principi dello sviluppo sostenibile, innovatività dell’intervento, coinvolgimento degli stakeholder (addetti ai lavori) e della comunità locale, economicità dell’intervento di valorizzazione.

L’azione culturale che si sta portando avanti a Mongiana da diversi anni – prosegue la nota - mira a trasformare il concetto di patrimonio culturale, oltrepassando la nozione di bene tangibile, avvalorando le tradizioni e i sentimenti collettivi che cercano di scavare nel passato per ritrovare le radici di una comunità. Il progetto “Le Reali ferriere di Mongiana ”, svincolandosi dalle logiche promozionali e commerciali, assume il carattere etico di un nuovo modo di fare cultura e cittadinanza, elaborando il degrado e rifunzionalizzando il patrimonio, le identità e le singolarità locali che vengono tramutate in esperienze. Questo approccio è in linea con la Conferenza di Faro e l’accezione di eredità culturali in essa contenuta, recentemente ratificata dal Senato della Repubblica.

Siamo onorati di ricevere questo prestigioso riconoscimento - afferma infine Giovanni Aramini, commissario del Parco -  e ringraziamo tutti i collaboratori che

hanno scelto di scommettere ed investire in un progetto visionario e coraggioso. Il lavoro portato avanti negli anni dalle amministrazioni di Mongiana seguendo una logica legata alla storia che proietta al futuro potrà avere altri e migliori risultati grazie alle potenzialità ed alle professionalità messe in campo. Mongiana potrà essere una risorsa da valorizzare ulteriormente ed essere d’esempio ad altre realtà regionali che puntano sulla cultura per risollevare le proprie condizioni sociali ed economiche».

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Mongiana, grande successo di pubblico per il MuFar e le Reali fonderie borboniche

I siti di archeologia industriale affidati alla gestione del Parco Naturale Regionale delle Serre, MuFar e Reali Fonderie Borboniche, hanno riscontrato, nel corso dei mesi estivi, una  notevole affluenza in termini di visitatori. Il Museo della Fabbrica d’Armi e le Fonderie Borboniche, recentemente inaugurate, sono stati ammirati da un grande pubblico di turisti e semplici visitatori che non conoscevano la ricchezza e la bellezza di uno dei patrimoni più importanti del Meridione. La trama narrativa del Museo e la possibilità di visitare le antiche Fonderie hanno immerso il visitatore in un viaggio immaginario nella storia e nella cultura a cavallo tra il 1771 e il 1875. Vedere come veniva lavorato il ferro, come vivevano gli operai, riscoprire antichi suoni e la quotidianità di quel tempo: questo è stato possibile grazie ad un lavoro sinergico col Parco delle Serre  che ha implementato i servizi del museo diffuso di cui fa parte tutto il paese delle Reali Ferriere, dove ogni casa, ogni elemento sono tessere di un domino che ha come minimo comune denominatore la riscoperta della storia di quello che, per un certo periodo di tempo, rappresentò uno dei polo siderurgici di produzione bellica e civile più importanti in ambito europeo. MuFar e Fonderie Borboniche sono a disposizione di turisti e visitatori che vorranno tuffarsi nel passato e vivere una esperienza unica, a contatto con i secoli e la vita di uno dei periodi storici più affascinati e maggiormente controversi della Storia d’Italia.

Viva soddisfazione è stata espressa dal Commissario straordinario dell’Ente di tutela ambientale Giuseppe Pellegrino commentando i risultati del primo periodo di gestione dei siti di archeologia industriale: « Il grande successo di pubblico al museo e ai siti archeologici è un risultato straordinario che ricorda quanto il patrimonio culturale, insieme a quello naturalistico,  costituisca un aspetto fondamentale per il l’Area protetta della Regione Calabria.  La grande affluenza di visitatori è un dato che premia il lavoro fatto in questi mesi ed è sicuramente un segno di uno sviluppo futuro positivo volto ad una ulteriore valorizzazione che vedrà, tra le altere cose, una serie di iniziative di grande qualità».

Nate nel 1771 sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone, ma entrate a regime dieci anni dopo, le ferriere di Mongiana furono prevalentemente adibite alla produzione bellica e attive nel campo dell’ingegneria civile. Dai loro altiforni, infatti, uscirono i ponti sospesi di ferro sui fiumi Garigliano e Cadore (i primi nella Penisola, 1825-28), così come pure le rotaie della prima tratta ferroviaria italiana Napoli-Portici (1839).

Mongiana, tutto pronto per l'inaugurazione del sito archeologico delle Reali ferriere

Si svolgerà a partire dalle 17,30 di domani (31 luglio) l’inaugurazione del sito archeologico delle Reali ferriere borboniche di Mongiana.

All’iniziativa prenderanno parte: il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio; il vescovo della diocesi metropolita di Catanzaro – Squillare, monsignor Vincenzo Bertolone; il commissario del Parco naturale regionale delle Serre, Giuseppe Pellegrino; il sindaco di Mongiana, Francesco Angilletta e l’esperto in archeologia industriale, Danilo Franco.

Con la cerimonia inaugurale, il sito archeologico diventerà quindi pienamente fruibile per visitatori e turisti.

Il Parco delle Serre lavora ad un progetto per valorizzare le Ferriere di Mongiana

Mongiana è un borgo delle Serre Calabre conosciuto per il parco biogenetico di Villa Vittoria e soprattutto per essere stata sede, dal 1771, delle Reali Ferriere Borboniche.

Questo peculiare paesaggio culturale sta portando Mongiana e l'importante percorso siderurgico calabrese alla ribalta nazionale ed internazionale.

Gli sforzi delle varie amministrazioni comunali hanno inserito Mongiana - ma anche l'intero territorio dei centri limitrofi legati tra di loro dalla filiera del ferro- all'attenzione della Regione e di varie istituzioni culturali nazionali e mondiali.

Mongiana da tempo, è sotto "osservazione" del club del Borghi più belli d'Italia, che a giorni effettuerà una visita ispettiva per farla entrare della cerchia dei borghi più belli.

In questi giorni, nel paese delle ferriete si è tenuto un incontro nel corso del quale sono state poste le basi per una programmazione integrata finalizzata ad un progetto di valorizzazione nazionale e internazionale.

All'incontro, organizzato dal sindaco Iorfida, hanno partecipato il Giuseppe Pellegrino, Commissario della Parco delle Serre; Patrizia Nardi esperta in valorizzazione del Patrimonio culturale e candidature Unesco; Antonio Monte, vicepresidente dell'Associazione Italiana per l'archeologia industriale e Danilo Franco che ha collaborato come esperto al restauro dello stabilimento siderurgico di Mongiana.

Nei prossimi giorni, una volta fatte le dovute verifiche, verranno redatte delle linee guida del progetto che consentirà a Mongiana di entrare nei circuiti di attenzione e soprattutto di sviluppare contesti progettuali che garantiscano la sostenibilità e il rispetto del territorio.

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Mongiana, le Reali ferriere impressionano il professor Laven

Nei giorni scorsi, il professor David Spencer Laven dell'università di Nottingham ha visitato per la prima volta la Calabria. Durante il soggiorno, il docente inglese è approdato anche nel territorio delle Serre, dove ha apprezzato i bellissimi boschi, i paesaggi da fiaba ed il sito d'archeologia industriale di Mongiana.

 Ad accoglierlo nel borgo delle Ferriere, è stato il sindaco Bruno Iorfida, che gli ha consegnato un poster intitolato “Le doriche nate dal ferro”.

Il professor Laven, oltre a manifestare apprezzamento per il lavoro di restauro svolto dalla soprintendenza sul sito della Real fonderia, è rimasto estasiato dalla sua architettura e dagli archi a sesto acuto, che rimandano alle costruzioni gotiche.

Guidato dal professor Danilo Franco, esperto di archeologia industriale, Laven ha esplorato il sito, manifestando sorpresa per l’imponenza della Real fonderia borbonica.

 Oltre all'area d'interesse storico, il docente inglese è rimasto colpito dalla pulizia del centro abitato, in netto contrasto con le immagini stereotipate ed i pregiudizi generali che circolano sul Meridione e sulla Calabria. Stupore hanno suscitato anche le abitazioni, che ignorava "esistessero in Calabria con i tetti a falde inclinate".

Una "grande sorpresa", che lo ha portato ad affermare che "gli Inglesi non conoscono nulla della Calabria".

 Grande impressione hanno destato, inoltre, le colonne doriche in ghisa dell'antica fabbrica d'armi, oggi divenuta MuFAr, ovvero Museo della fabbrica d'armi.

Laven ha giudicato “bellissime e uniche” le colonne, che rappresentano "la voglia di fare" e la storia stessa del borgo. Una storia che, ha assicurato, s'impegnerà a divulgare in Inghilterra.

 Il docente è rimasto affascinato e sorpreso, anche, dalle bellezze ambientali, dall'abbondanza di risorse idriche, dalla tipologia del bosco e dal tipo di piante che vi dimorano, "così simili - ha detto - a quelle presenti nella foresta di Sherwood", nei pressi di Nottingham.

Al termine della visita, Laven ha realizzando per i suoi nuovi amici calabresi che lo hanno accompagnato nei due giorni del suo “Calabrian Tour”, un disegno raffigurante un Robin Hood che, vedendosi di fronte un brigante, esclama: ”Questi Briganti calabresi vogliono davvero visitare Nottingham!”

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Serra e Mongiana nell'Atlante dei Cammini d'Italia

La Certosa di Serra San Bruno, le Ferriere di Mongiana, Ferdinandea e tutti gli altri luoghi più significativi dell’altopiano delle Serre sono stati inseriti nell’Atlante dei Cammini d’Italia, presentato a Roma, dal Ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.

Le Serre hanno trovato ospitalità nel portale che raccoglie, per la prima volta, le informazioni per attraversare l'Italia nei percorsi culturali e naturalistici, nell’ambito del Sentiero del brigante che percorre la dorsale appenninica da Gambarie fino a Serra San Bruno e Stilo.

Il percorso, già attivo dagli anni Ottanta a cura del Gea (Gruppo escursionisti d'Aspromonte) si snoda lungo 120 chilometri di strade di montagna costellate di tesori naturalistici e storico-artistici legati anche alla fede.  

“Il nome del Cammino deriva dall’utilizzo che ne facevano i briganti nei secoli scorsi per sfuggire alle ricerche. Evitando percorsi più urbanizzati, sfruttavano la cosiddetta ‘Via Grande’, itinerario ad alta quota circa 1000 metri sul mare, che si sviluppava lungo la via naturale di crinale”.

Nell’Atlante, la Calabria è presente con due Cammini. Oltre a quello del Brigante, nel novero dei 41 sentieri rappresentativi dell’intero territorio nazionale, è stato inserito, anche, il cammino di san Francesco di Paola che si snoda da San Marco Argentano a Paola e fino a Paterno Calabro, lungo la via del giovane Francesco.

L’Atlante, sul quale è presente una ricca e suggestiva galleria fotografica, è consultabile all’indirizzo web: cammiditalia.it

Mongiana, tutto pronto per il restauro della "Casa del Capitano"

“Nell’ambito di una azione orientata allo sviluppo turistico del territorio, che è ricco di siti di rilevante interesse ambientale e di beni storico-culturali, l’Amministrazione Comunale ha programmato diversi interventi finalizzati al recupero e valorizzazione di tale patrimonio”.

E’ quanto scrive in una nota il primo cittadino del borgo delle Ferriere, Bruno Iorfida

“Attraverso l’utilizzo di fondi comunitari recentemente sono stati effettuati alcuni interventi che hanno interessato i ruderi della fonderia, oggetto di un importante intervento di recupero, e la fabbrica d’armi che è stata recuperata e riconvertita in museo, oggi ospita il MuFAR - Museo Fabbrica d’Armi Reali Ferriere Borboniche.

“A completamento di tali attività - prosegue la nota - con l’intento di dotare Mongiana di un invidiabile itinerario di archeologia industriale, risulta di primaria importanza procedere al recupero della ‘Casa del Capitano’.

L’Ente, nell’ambito della programmazione comunitaria Pisl Borghi di Eccellenza, aveva proposto l’intervento di recupero della ‘Casa del Capitano’ ammesso a finanziamento pari a 650 mila euro.

Il fabbricato, ubicato vicino all’area dell’ex fonderia, rappresenterà l’eccellenza sotto l’aspetto tecnologico.

Il recupero e l’adeguamento sismico della muratura riguarderanno le seguenti attività:

  • consolidamento statico/adeguamento sismico attraverso il rinforzo della muratura con la realizzazione di intonaco armato di adeguato spessore;
  • recupero della muratura, nella parte esterna, attraverso il ripristino delle parti mancanti, la sostituzione delle parti ammalorate ed adeguato trattamento per la conservazione. Ciò al fine di lasciare la muratura a faccia vista senza il ripristino di intonaco che renderebbe il fabbricato di minor pregio.

A lavori ultimati la struttura, ospiterà una sala espositiva e sale per consultazioni multimediali. Un’altra grande opera – conclude Iorfida - sta per partire, offrendo ai cittadini di Mongiana e non solo servizi di livello superiore. La grande storia di Mongiana e delle sue Fonderie sta giorno per giorno venendo alla luce, anche con questi interventi di recupero, mirati soprattutto a far diventare Mongiana un centro turistico, ricreativo e culturale di eccellenza. In questa struttura sarà realizzato una sala multimediale per le proiezioni in 3D e sala convegni, con diverse postazioni pc. Siamo orgogliosi del lavoro che stiamo facendo, sicuri che Mongiana rinasce grazie alla sua storia”.

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Quando la regina del Belgio Paola Ruffo visitò la Certosa e le Ferriere

Scorrendo l' aggiornata classifica dei " Luoghi del cuore " stilata del F.A.I., occorre scendere al 4725 posto per trovare le Reali Ferriere di Mongiana, molto più giù, ovviamente, della Certosa di Serra San Bruno indicata al n. 3590, un pò meglio del Castello Ruffo di Nicotera che è al n. 5137. 

Una classifica che parla da sè, notando l' Area archeologica di Isola Capo Rizzuto ( n.4) , il Santuario di S. Maria delle armi in Cerchiara di Calabria ( n. 115), o la Rupe di Tropea ( n. 137) e i Bronzi di Riace (n. 846 !).

Il suddetto elenco mi ha fatto tornare in mente quell'indimenticabile 30 giugno 2001, quando Paola Ruffo di Calabria, regina del Belgio, fu accolta col suo seguito nella Certosa di Serra San Bruno per il vespro pomeridiano.

Avevo avuto il piacere di conoscere Sua Maestà diversi anni prima a Roma, invitato dall'ambasciatore Paolo Francesco Fulci, il quale mi aveva proposto di redigere una monografia sulla famiglia Ruffo. 

Nell'aprile 2001 la Regina mi raggiunse per telefono nello studio al Dipartimento di Storia dell'Università della Calabria, informandomi che alla fine di giugno sarebbe venuta in Calabria e chiedendomi se poteva essere ammessa all'interno della Certosa, non accessibile alle donne. 

Le risposi subito che il Diritto Canonico prevede che le regine cattoliche regnanti godono del privilegio di ingresso, previa domanda alla Santa Sede e al Priore della Certosa.

La richiesta partì in Vaticano e venne subito accolta, ma con le particolari rituali discrezioni previste all'occorrenza.

Un seguito limitato a nove persone, vestite sobriamente, una vettura normale e non elegante, che potesse entrare dal portone principale.

Del seguito feci parte anch'io e mia moglie con l'incarico di incontrare fuori di Serra San Bruno la Regina,  e accompagnarla a Serra, precedendo la sua auto.

Mi sembrò opportuno proporre come punto d'incontro, proprio le Reali Ferriere di Mongiana.

Fu proprio così. Lì però Paola Ruffo giunse in pullman con tanti suoi amici e conoscenti, che non potendo visitare la Certosa, gradirono moltissimo entrare nel Real Museo, mentre Lei a bordo della mia Lancia, poté varcare le "segrete" mura certosine, accolta con giubilo e "dolcetti " dalla comunità monastica.

Le Ferriere furono visitate al ritorno dalla Regina, e vennero da Lei inserite nei luoghi da rivisitare.

Un tassello di storia  - se non erro - che vale la pena ricordare.

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