Catanzaro, Chirillo (Confesercenti): “Al Comune, tanto tuonò che non piovve”

“Tanto tuonò che...non piovve! Catanzaro riscrive così l'antico proverbio attribuito a Socrate”. Lo scrive in una nota il presidente di Confesercenti Catanzaro, Francesco Chirillo.

“Tanto rumore (dalla cosiddetta inchiesta gettonopoli alle trasmissioni tv, dalle dimissioni annunciate a quelle prontamente ritirate), polemiche a non finire, ma nessuna ripercussione concreta sull'amministrazione comunale” sottolinea Chirillo. “Una scelta di sopravvivenza - prosegue - che la politica cittadina ha tacitamente sottoscritto, incurante del malcontento serpeggiante sull'andazzo dell'attuale consiliatura. Una occasione persa, a nostro avviso, per fare finalmente chiarezza sui problemi irrisolti del capoluogo di regione”.

“I problemi a cui ci riferiamo - evidenzia il presidente di Confesercenti - non sono, certamente, quelli degli equilibri di palazzo. Pensiamo, invece, alle questioni gravi dell'economia e dell'occupazione, ai cantieri fermi, ai giovani che partono e decidono di non tornare, allo sviluppo che non c'è. Fatti che, però, non sembrano toccare questa amministrazione. Denunciamo da fin troppo tempo l'assenza di strategie di medio e lungo termine, capaci di incidere strutturalmente sul destino della città. Contestiamo da sempre il campare alla giornata, la navigazione a vista, la rinuncia alle grandi sfide che richiederebbe il rango di capoluogo che ci appartiene. Un mero pennacchio, al momento. Riteniamo, quale espressione di forze imprenditoriali produttive che hanno a cuore il futuro di Catanzaro, che sia nostro dovere intervenire in questa situazione, senza tacere o fare finta di niente. Così come dovrebbe essere dovere dei consiglieri comunali esercitare la loro alta funzione sempre in ossequio al principio di buona amministrazione. Dovrebbe...”.

Regionali, Chirillo (Confesercenti Catanzaro): il non-voto è la soluzione peggiore

“Delegare ad altri le scelte sul nostro futuro attraverso il non-voto è la soluzione peggiore. Inutile lamentarsi dopo”.

Lo scrive, in una nota, il presidente di Confesercenti Catanzaro, Francesco Chirillo. Un appello, il suo, in vista delle prossime Regionali del 26 gennaio “contro l’astensione elettorale che, in Calabria, ha già raggiunto livelli preoccupanti”.

“Secondo alcune stime - sottolinea Chirillo - i votanti potrebbero attestarsi, ancora una volta, sotto la fatidica soglia del 50 per cento degli aventi diritto, confermando un dato drammatico, negativo, che si è consolidato nel tempo nell'indifferenza generale. Un crollo di partecipazione democratica che ha, certamente, delle motivazioni ben precise. La cosiddetta questione morale, soprattutto, ha generato tra i calabresi un diffuso e comprensibile sentimento di sfiducia nelle istituzioni. Assistiamo, dunque, a un forte astensionismo di protesta, come ritorsione contro la mala gestione della cosa pubblica che ha affossato sogni e speranze di questa nostra terra”.

“Eppure - chiarisce il presidente di Confesercenti Catanzaro - queste ragioni non possono essere considerate sufficienti a giustificare un atteggiamento così totalmente passivo e di sconforto. Paolo Grossi, già presidente della Corte costituzionale, ribadiva giustamente che proprio il voto è, invece, l'arma del popolo sovrano. Il solo modo a nostra disposizione per provare a cambiare le cose (e di cose da cambiare, in Calabria, ce ne sono davvero tante) è il voto, mentre l’astensionismo non altera il risultato finale. Che senso avrebbe, dunque, ritrovarsi a protestare, da qui a qualche mese o anno, contro l’esito di una tornata elettorale alla quale abbiamo deciso a-priori di non partecipare?”. 

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Chirillo (Confesercenti Catanzaro): locali sfitti, il governo blocca le agevolazioni

“I miliardi che mancavano al Governo per far quadrare i conti arriveranno da nuove tasse. E a pagare saranno, guarda caso, le piccole imprese e i già tartassati commercianti”.

Lo evidenzia, in una nota, il presidente di Confesercenti Catanzaro, Francesco Chirillo.

Viene giudicata “una batosta per l'economia locale” in particolare “la mancata proroga della cedolare secca sulle locazioni commerciali”.

Una misura introdotta un anno fa “anche su spinta di Confesercenti” con l’intento di limitare la crisi del mercato dei locali commerciali. 

In pratica, su tutti i contratti stipulati fino al 31 dicembre di quest’anno il proprietario versa un’imposta sostitutiva unica del 21 per cento del canone per tutta la durata del contratto (di solito 6 anni più 6). Senza la proroga del regime agevolato, sui contratti stipulati dal 2020 si tornerebbe alla tassazione secondo le normali aliquote Irpef, più le addizionali locali e l’imposta di registro, “per un carico totale che potrà superare il 48 per cento del canone”. 

“Ad oggi l'opzione per la cedolare secca resta così limitata ai contratti stipulati nel 2019 e, salvo interventi parlamentari al fotofinish, non troverà conferma nel 2020” spiega Chirillo.

“Aiutare le attività commerciali, far rivivere i tanti locali sfitti dei centri storici, sostenere le piccole imprese sono, evidentemente, temi ben lontani dalla sensibilità di questo Governo, impegnato solo a fare cassa” afferma con amarezza il presidente di Confesercenti Catanzaro.

“Ma ce lo chiede l'Europa, ci risponderanno. Forse è anche per questo (vedi elezioni inglesi) che il sentimento di appartenenza all'Ue si sta rivelando così fragile” conclude Chirillo.

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Chirillo (Confesercenti): “La Manovra? Scritta da Totò e Aldo Fabrizi”

“La manovra economica del governo? Colpisce chi ha sempre pagato”.

È caustico il commento di Francesco Chirillo, presidente di Confesercenti Calabria Nord, sulla legge di bilancio 2020. Un giudizio che non manca di sollecitare molti altri spunti di riflessione.

“Nel 1959 erano stati Totò e Aldo Fabrizi a interpretare la dinamica tra il piccolo commerciante e il fisco italiano - ironizza Chirillo. - E quell'idea cinematografica sembra essere rimasta immutata, dopo 60 anni, nella mente di chi ci governa. Chi apre un negozio, chi si presenta dinanzi allo Stato mettendoci la faccia e una partita Iva, va tartassato, a prescindere”.

Secondo Chirillo “risultano evidenti i limiti di una manovra poco espansiva, che punta solo a fare cassa sulla pelle di chi lavora, ovvero delle piccole e medie imprese italiane”.

E le Pmi “che dovrebbero essere considerate la chiave del rilancio della crescita economica, invece, risultano oggetto di interventi a dir poco oppressivi, per non dire che sono perseguitate: fatti che scoraggiano gli stimoli a fare impresa e favoriscono solo la recessione e il tracollo del Pil”.

“Ho letto una stima - spiega Chirillo - in base alla quale, in media le Pmi e le cosiddette partite Iva italiane sono passibili di ricevere 122 controlli l'anno da parte di ben 19 autorità diverse. Giusto. Ma nessun altro settore pubblico o privato vive in questa nazione situazioni analoghe!”.

“Tornare a investire sul problema lavoro” è l'invito accorato di Francesco Chirillo.

Che ribadisce: “In questo momento critico dell'economia nazionale, con un Paese fermo che è il malato cronico d'Europa e i consumi fermi al palo, solo le piccole imprese, il commercio, gli artigiani, i liberi professionisti possono garantire nuova e solida occupazione. La necessità di agire per sostenere questi settori appare di una chiarezza indubitabile. Eppure, stiamo qui a parlare dell'esatto contrario. Perché?”.

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Regionali, Chirillo (Confesercenti): si dia spazio alla competenza

"Non c'è ancora chiarezza su chi si candiderà alla presidenza della Regione, ma è molto chiaro quello che, necessariamente, il nuovo governatore dovrà andare a fare: dovrà avere il coraggio di puntare sulla competenza”.

Lo scrive in una nota il presidente di Confesercenti Catanzaro, Francesco Chirillo.

“Facciamo nostro il recente appello di Mario Draghi alla classe politica - sottolinea Chirillo - e lo caliamo nella nostra realtà calabrese, dove calza alla perfezione. La Calabria ha bisogno di persone competenti da collocare al posto giusto”.

“Una squadra che sappia come e dove intervenire” è quello che serve, secondo il presidente di Confesercenti Catanzaro. A cominciare dai fondi Ue “laddove emerge, ormai con chiarezza, l'enorme vuoto di investimenti pubblici nazionali nelle regioni come la nostra, inferiore di circa il 20 per cento rispetto agli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea”.

“Non bisogna isolarsi ma occorre dialogare, confrontarsi e sollevare giuste rivendicazioni con il governo nazionale, su questi temi, e per farlo sono indispensabili capacità di relazione e preparazione tecnica” evidenzia Chirillo.

“Armi” da sfoderare anche rispetto ad altre priorità programmatiche, messe in luce dal presidente di Confesercenti Catanzaro: “Il turismo, l'innovazione digitale, le zone franche, meritano assessori preposti che esprimano conoscenze adeguate alle sfide da affrontare”.

“Non ci entusiasmano le discussioni sulle questioni di lana caprina, ovvero se sia meglio una giunta tecnica o una politica. Non è questo il problema - ribadisce Francesco Chirillo. - Il nodo centrale è quello di assegnare un ruolo decisionale a chi sa, offrendogli adeguati spazi di manovra, consegnandogli strumenti efficaci per agire”.

“Solo così possiamo immaginare una ripresa reale e solida per la nostra regione” conclude il presidente di Confesercenti Catanzaro nella sua disamina della situazione attuale.  

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Catanzaro, Chirillo (Confesercenti): nuova recessione, dramma per il Sud

“Tra le tante analisi di questa crisi di Governo, credo di non aver letto da nessuna parte questa considerazione: ieri in Senato tutti, ma proprio tutti, erano concordi su una sola cosa. Lo ha detto Conte, lo ha ripetuto Salvini, lo ha ribadito Renzi. In Europa e in Italia sta arrivando una nuova ondata recessiva i cui esiti sono difficilmente prevedibili”. Ad affermarlo è Francesco Chirillo, presidente di Confesercenti Catanzaro.

“A preannunciarlo - prosegue Chirillo - sono i numeri e, in particolare, l'affaticamento della locomotiva tedesca che arranca già da diversi mesi sotto il peso di un Pil che stenta a decollare. Ciò significa, per il nostro Sud, l'ennesimo colpo al cuore. Già la lenta ripresa degli ultimi anni non era stata sufficiente a far riprendere sviluppo e occupazione. Immaginiamoci cosa potrà accadere da qui a qualche mese se le fosche previsioni di politici ed economisti dovessero trovare conferma. Sarebbe un disastro per regioni come la Calabria che pagano una storica carenza di investimenti pubblici e privati, unitamente alla fragilità del tessuto produttivo locale”. Cosa fare, dunque? Secondo Chirillo “occorre ribadire la posizione già espressa dalla scrivente associazione rispetto alle dinamiche in atto a livello parlamentare”.

Serve, cioè, in buona sostanza “un Governo che sia espressione di una maggioranza forte, coesa, coerente rispetto alle scelte coraggiose da fare e che si profilano all'orizzonte”. Non già dunque “maggioranze raccogliticce e frutto solo della paura del voto”.

“Adesso - spiega Chirillo - la vera emergenza da affrontare è il sostegno alle piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale di questa nazione. Una sfida che richiede scelte coraggiose come la riduzione del cuneo fiscale, il credito d'imposta per le nuove assunzioni, una vera politica mirata nei confronti delle regioni meridionali. Per queste ragioni   confermiamo la necessità di una guida seria per questo Paese e, a breve, anche per la Regione Calabria”.

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