Denunciato nel Vibonese il proprietario di un frantoio

E' accusato di aver smaltito con modalità illecite rifiuti speciali il proprietario di un frantoio nei cui confronti è scattata la denuncia. Le indagini di Carabinieri e Corpo forestale dello Stato sono state avviate per accertare se venissero scaricati regolarmente i reflui dell'olio derivanti dalle operazioni di triturazione delle olive. E' così che gli investigatori si sono potuti rendere conto che, in virtù di una concessione firmata dall'ufficio tecnico del Comune di Cessaniti, l'opificio disponeva di un collegamento diretto con la rete fognaria pubblica, terminale di ciò che fuorusciva dalla struttura. L'attività investigativa adesso è concentrata sull'accertamento della liceità della licenza concessa e sull'esito degli esami effettuati con il supporto dei tecnici dell'Arpacal. Infatti, è l'ipotesi formulata da Carabinieri e Forestale, la sansa potrebbe essere finita in vari appezzamenti di terreno provocando, dunque, un danno ambientale ancora più grave. Ventimila metri quadri di terreno sono stati posti sotto sequestro. 

Sversavano liquami nel lago Angitola: denunciati amministratore e due dipendenti di un frantoio

Tre sono le persone che gli Agenti del Comando Stazione Forestale di Polia, collaborati dal personale del Comando Stazione Forestale di Vallelonga, hanno denunciato presso la competente Procura della Repubblica. Si tratta dell’amministratore unico e di due dipendenti di un impianto di molitura delle olive situato il località Postoliti di Monterosso Calabro, in provincia di Vibo Valentia, ritenuti responsabili dello sversamento abusivo delle acque reflue e dei liquami provenienti dallo stesso frantoio. L’attività è scaturita grazie alla segnalazione effettuata dall’equipaggio di un velivolo del Centro Operativo Aeromobili del Corpo Forestale dello Stato di stanza a Lamezia Terme che, sorvolando la zona interessata durante un normale servizio finalizzato alla prevenzione e repressione di illeciti in danno all’ambiente, ha scorto un deflusso di liquido dal colore scuro proveniente dall’alto di un costone prospiciente l’Oasi Protetta del Lago Angitola, proprio dalla zona in cui era ubicato il frantoio. Lo sversamento in questione confluiva, mediante dei corsi d’acqua, all’interno del Lago Angitola, generando un’ampia macchia scura e per un tratto molto esteso. Intervenuto sul posto, il personale operante aveva modo di constatare che l’impianto era in piena attività. Al momento si stava procedendo al lavaggio ed alla molitura delle olive. E' stato possibile accertare che la macchina lavatrice delle olive spargeva i liquami direttamente sul terreno che, attraversando un uliveto, scivolavano a valle ed effettivamente confluivano, mediante i corsi d’acqua Malopera e Reschia, all’interno del Lago Angitola. Analoga situazione si riscontrava dove era situata una vasca con all’interno della sansa. Alla richiesta specifica i dipendenti dell’impianto presenti all’atto della verifica non sono stati in grado di fornire le necessarie autorizzazioni necessarie per il regolare smaltimento delle acque e lo spandimento della sansa. E' stata esibita soltanto una comunicazione per l’utilizzazione agronomica dei reflui oleari inoltrata al Comune di Monterosso Calabro priva, comunque, di relazioni tecniche redatte da un agronomo e da un geologo. Ciò riscontrato, sono stati posti i sigilli all’impianto ed ai macchinari al proprio interno. I tre responsabili, denunciati presso la competente autorità Autorità Giudiziaria, dovranno pertanto rispondere per violazione alla normativa sui rifiuti ed al vincolo paesaggistico-ambientale, per deturpamento di bellezze naturali nonché per violazione alla normativa sulle aree protette

 

Sottoscrivi questo feed RSS