Precari del Pugliese-Ciaccio, Wanda Ferro (FdI) presenta un'interrogazione

La vertenza che riguarda i precari dell’azienda ospedaliera 'Pugliese-Ciaccio' è stata portata all’attenzione del governo nazionale dal deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che ha rivolto una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro della Salute.

L’on. Ferro ha evidenziato come l’adozione del cosiddetto Decreto “Calabria” in materia sanitaria da parte del governo ha generato una serie di gravi disfunzioni che hanno portato al collasso il già precario sistema sanitario calabrese. 

Negli scorsi l’azienda ospedaliera 'Pugliese Ciaccio' di Catanzaro ha notificato la cessazione del rapporto di lavoro a circa 20 lavoratori assunti a tempo determinato alcuni anni fa previa selezione pubblica ma che, in ragione dei vincoli disposti dal decreto, non possono essere ulteriormente prorogati.

“Il provvedimento di interruzione del rapporto lavorativo è stato comunicato, al momento, ad una ventina di precari dell’azienda ospedaliera di Catanzaro ma la vertenza coinvolge complessivamente oltre 200 tra medici, infermieri e Oss. La carenza di personale dovuta a tali licenziamenti – spiega Wanda Ferro - determinerà, entro la fine dell’anno, l’impossibilità oggettiva per l’azienda ospedaliera 'Pugliese-Ciaccio' di Catanzaro di garantire le prestazioni ospedaliere con grave pregiudizio per il diritto alla salute di tutti i cittadini calabresi”.

Per questo il deputato di Fratelli d’Italia ha chiesto al governo “quali iniziative urgenti intenda adottare per stabilizzare i lavoratori precari dell’azienda ospedaliera 'Pugliese – Ciaccio' garantendo il mantenimento del know how posseduto” e se “non ritenga opportuno avviare, immediatamente, una riflessione sui danni arrecati alla sanità calabrese dal decreto Calabria”

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'Ndrangheta, il 're del pesce' lascia il 41 bis: il commento di Wanda Ferro (FdI)

"Rispetto come sempre le decisioni della magistratura, che avrà ritenuto di avere motivazioni molto solide per concedere i domiciliari al boss della ‘ndrangheta Franco Muto, il 're del pesce', finora detenuto in regime di carcere duro. È innegabile però che la decisione del Riesame, per quanto ponderata, susciti perplessità tra i cittadini e contribuisca a diffondere un senso di sfiducia sulla complessiva capacità dello Stato, nelle sue articolazioni, a dare una concreta risposta alla criminalità organizzata".

È quanto afferma il segretario della commissione parlamentare antimafia, on. Wanda Ferro (FdI), che prosegue: "Che un boss condannato per gravi reati torni a casa restituisce inevitabilmente l’idea di uno Stato che indietreggia nell'azione di contrasto alla mafia. Certo, in uno Stato di diritto prevale sempre il rispetto della  legge, anche di fronte ad un legittimo senso di rivalsa nei confronti dei più spietati boss mafiosi, ma occorre a questo punto interrogarsi sulla eventuale necessità di rafforzare l’efficacia della attuale legislazione per avere la certezza che i criminali scontino fino in fondo la propria pena, senza il rischio che possano tornare, con l’alleggerimento delle misure detentive, alle loro postazioni di comando. È doveroso nei confronti dei cittadini, dei magistrati e delle forze dell'ordine che sacrificano la loro vita nella lotta alle organizzazioni mafiose, ma soprattutto nei confronti delle tante vittime innocenti della criminalità e dei loro familiari".

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A Catanzaro “Aspettando Atreju 2019”, si parlerà della "Forza delle idee contro i patti di potere"

Lunedì prossimo (16 settembre), alle ore 17, il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, commissario provinciale del partito, parteciperà all’incontro “La forza delle idee contro i patti di potere, per cambiare la Calabria e l’Italia”.

L'iniziativa, organizzata nell’ambito di “Aspettando Atreju 2019”, si terrà presso il Salone delle bonifiche del Consorzio di bonifica Ionio catanzarese. 

Nel corso dell’incontro, al quale prenderanno parte dirigenti regionali e nazionali, sarà presentato il nuovo coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia. 

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Fratelli d'Italia si mobilita contro il "governo dell'inciucio"

La mobilitazione nazionale di Fratelli d'Italia per chiedere le “elezioni subito” contro qualsiasi forma di governo “salva poltrone”, fa tappa anche nella provincia di Catanzaro.

Domani (domenica 25 agosto), alle ore 18.30, presso lo storico locale “La Rotonda” di Copanello nel comune di Stalettì, il partito sarà presente con un banchetto per la raccolta delle firme.

L'incontro, cui prenderanno parte i presidenti dei circoli della costa jonica, sarà presieduto dall'on. Wanda Ferro.

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Montauro, danni al lido “Il Pescatore": la solidarietà di Fratelli d'Italia

"La viltà di alcuni gesti supera il confine della tollerabilità civica, quello accaduto questa notte, presso la concessione balneare “Il Pescatore” a Montauro ci lascia sgomenti, increduli ed alimenta un ardente desiderio di giustizia.

Non è possibile che la nostra terra debba assistere, ancora una volta, ad episodi intimidatori cosi evidenti, che distruggono la dignità sociale di un territorio martoriato, rendendoci oltremodo stanchi di dover sopravvivere a comportamenti malavitosi, illegali e palesemente contrari ad ogni morale.

Estrema e piena solidarietà viene rivolta da Fratelli d'Italia, non solo spiritualmente ma anche fisicamente ai gestori dello stabilimento balneare vittima di questo truce ed infimo atto d'intimidazione.

Nel particolare ci rivolgiamo al presidente del circolo FdI Montauro, a cui va tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza.

Auspichiamo che, alla luce di questi eventi, la sicurezza del territorio e la salvaguardia delle attività produttive vengano considerate obbiettivi principali di ogni strategia politica futura e non solo “parole al vento”.

Tutte le amministrazioni locali hanno l'obbligo civico e morale di contribuire, attraverso il controllo istituzionale e l'educazione alla legalità, ad evitare future lordure del sistema civico come quella a cui oggi stiamo assistendo".

E' quanto scrive in una nota, il presidente del circolo Fratelli d'Italia di Montepaone, Giuseppe Grande

 

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Serra, Fratelli d'Italia auspica il ritorno alle urne e chiama a raccolta le forze politiche alternative all'attuale maggioranza

"Nonostante l'avvicendamento avvenuto all'inizio di marzo, appaiono ormai lampanti le difficoltà della maggioranza a proseguire quest'ultimo scorcio di legislatura in maniera tale da dare risposte efficaci alla cittadinanza. Come dice quel detto serrese 'la cera si scioglie ed il Santo non cammina'. Si assiste al solito rimpallo di responsabilità, ma di concreto nulla. Il sindaco da un lato annuncia il distacco degli utenti morosi per il mancato pagamento delle bollette dell'acqua e dall'altro annuncia in maniera trionfale il parziale distacco da Sorical con un risparmio di circa 200 mila euro. Ma sarebbe stato meglio spiegare le motivazioni che hanno indotto l'amministrazione comunale a ritardare di oltre tre anni o meglio di oltre 1.100 giorni l'esecuzione di un lavoro il cui tempo iniziale era previsto da contratto in 70 (settanta) giorni lavorativi. Se i lavori fossero stati realizzati 3 (tre) anni fa si sarebbero risparmiati oltre 600mila euro ed oggi non ci sarebbe stato bisogno di brandire la minaccia di distacco per quegli utenti morosi non per volontà, ma per necessità. Ancora una volta, dopo oltre tre anni, parlano di un nuovo progetto per la raccolta differenziata, ormai non ci crede più nessuno. Un progetto serio iniziale avrebbe fatto si che si raggiungesse la percentuale del 65% con un risparmio consistente sulle bollette che i cittadini sono costretti a pagare e con incassi per oltre 100 mila euro all'anno per le casse comunali derivanti dalla vendita del materiale differenziato. Invece, dopo tanti annunci siamo ancorati ad una percentuale irrisoria del 20-25%, non incassiamo nulla (gli incassi vengono incamerati dall'impresa) e le bollette che i cittadini pagano sono sempre più care. Il Psc ancora una volta non vede la luce, viene previsto l'arrivo in consiglio tra quattro mesi, ma il sindaco sa bene che non ci sono i numeri per evitare eventuali conflitti di interesse e che, quindi, c'è la necessità di far nominare un commissario ad acta. L'approvazione del Psc, oltre a sbloccare l'edilizia, avrebbe consentito a tutti quei cittadini che hanno realizzato la propria abitazione con i parametri agricoli di ottenere il cambio di destinazione d'uso con conseguente introito per le casse comunali di oltre un milione di euro. La situazione economica del Comune non sembra essere delle più rosee, ma sarebbe bastato realizzare nei tempi previsti il progetto dell'acqua, incassare i proventi della differenziata ed approvare il Psc con il conseguente incasso degli oneri derivanti dal rilascio dei permessi a costruire in sanatoria, per avere oggi nelle casse comunali la disponibilità di oltre due milioni di euro. Alla luce di quanto sopra ci sembra doveroso rivolgere un appello alla maggioranza affinchè prenda atto che non ci sono le condizioni per dare quell'impulso di cui Serra necessita per poter progettare un futuro migliore. Il nostro non vuole essere un atto d'accusa contro la maggioranza, anche perchè la realtà è così lampante e sotto gli occhi di tutti che sarebbe come sparare sulla croce rossa, ma vuole essere un invito a tutte le forze politiche in campo affinchè, auspicando il ritorno alle urne entro la primavera prossima, lavorino alla stesura di programmi seri e realizzabili ed alla formazione di squadre assemblate non solo per vincere ma, sopratutto, per governare cinque anni".

È quanto si legge in una nota del circolo Fratelli d'Italia di Serra San Bruno.

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Montepaone, Grande (FdI): Recuperiamo il senso di Repubblica

Riceviamo e pubblichiamo 

"Il 2 giugno rappresenta la nascita del concetto di patria nel senso condiviso del termine, una giornata in cui l’orgoglio comune delle donne e degli uomini d’Italia si concretizza in una scelta storica: la Repubblica. Il sacrificio dei nostri compatrioti di ieri e di oggi viene vanificato quotidianamente da scelte politiche e sociali alquanto discutibili, che lentamente ed inevitabilmente erodono lo strato vivo e sensibile della nostra cultura, della nostra sovranità e del nostro “essere Italiani”. Quest’oggi celebriamo con ardimento e fulgida dignità le donne e gli uomini d’Italia che pongono la propria esistenza al servizio della Patria, i nostri soldati in patria e all’estero, le nostre forze di pubblica sicurezza, le procure ed il sistema giudiziario e tutti coloro che nell’ombra, giorno dopo giorno, decidono, con piccoli gesti dall’elevato valore civico, di contribuire a tutelare la Repubblica e l’ordine sociale. Viviamo in tempi difficili, momenti in cui il valore della patria viene posto, senza scrupolo alcuno, in secondo piano, in ossequio alle bagarre mediatiche e pseudo politiche montate dai presunti tutori del potere esecutivo. I dicasteri che dovrebbero urlare all’Italia l’orgoglio patriottico si inchinano, forse per una manciata di voti o forse per masochistici ideali populisti, a pensieri che corrompono il senso stesso di questa giornata di festa e di memoria. Fratelli d’Italia rimane fedele alla Repubblica, resta, ancora una volta, ferma ed orgogliosa ad issare il tricolore, rendendo un sincero e commosso omaggio a coloro che sacrificano la propria vita per tutta l’Italia, anche per quella parte che ripudia la difesa, che sbeffeggia le forze armate e schernisce i giudici. Riconquistiamo la nostra dignità riscoprendo ogni giorno l’orgoglio d’essere Italiani, fieri della nostra sovranità, della nostra storia e soprattutto della nostra cultura, non facciamo morire il 2 giugno 1946".

Giuseppe Grande Circolo Fratelli d’Italia “Audentes” Montepaone

Decreto Calabria, Wanda Ferro (FdI) contro i 5 Stelle:"Pensano solo ad occupare posizioni di potere"

“Se certo c’è la necessità di tutelare i livelli essenziali di assistenza e di garantire il fondamentale diritto alla salute dei calabresi mediante la risoluzione delle gravi inadempienze amministrative e gestionali, non si può dimenticare che la sanità in Calabria è commissariata dal governo da ben 10 anni con effetti distorsivi che ricadono su tutti i pazienti. Soprattutto non si può sottacere che nella realtà il decreto legge non interviene con misure mirate per risolvere le valide e condivisibili motivazioni in premessa, ma rappresenta un modo per consegnare al governo tutti i poteri di nomina per assumere il controllo delle strutture sanitarie calabresi”.

Così il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, on. Wanda Ferro, è intervenuta in aula per la dichiarazione di voto, motivando il “no” del partito di Giorgia Meloni alla legge di conversione del Decreto Calabria.

“Altro che attenzione per l’interesse dei cittadini calabresi e della loro salute. I Cinque stelle in Calabria hanno attaccato per anni la gestione commissariale, ritenendola inadeguata a risolvere i reali problemi della sanità. Oggi che sono al governo si comportano come i loro predecessori, anzi in maniera ancora più arrogante. I nomi indicati dal commissario Cotticelli per la guida delle aziende sanitarie e ospedaliere sono la cartina al tornasole che rivela la volontà del governo di occupare le postazioni di potere. Al di là delle competenze professionali e gestionali dei manager designati, che non mettiamo in discussione, colpisce non poco la circostanza che provengano tutti, tranne uno, da fuori regione. Si tratta di un’operazione tutta politica di occupazione di potere, pagata a caro prezzo dai cittadini, in cui l’attuale governo si distingue per particolare sfacciataggine. Difficile credere che i nuovi commissari straordinari, provenienti da altri contesti professionali e profumatamente pagati, potranno fare molto prima di capire la situazione e ritornare da dove sono venuti. Abbiamo già evidenziato, in sede di esame delle questioni pregiudiziali, che questo decreto non affronta i problemi urgenti e necessari per la salute dei cittadini calabresi, costretti quotidianamente ad affrontare inefficienze e carenze strutturali nonché una dolorosa emigrazione sanitaria. Infatti il provvedimento viola l’autonomia della Regione Calabria – che verrebbe completamente esautorata delle sue competenze - andando a pregiudicare, definitivamente, la leale collaborazione che la Costituzione impone tra le diverse componenti dello Stato i cui poteri e le cui funzioni sono fissati e garantiti, giova ricordarlo, dalla medesima Carta costituzionale.  Abbiamo presentato una serie di emendamenti al decreto, il più rilevante dei quali ha riguardato l’immediato sblocco del turn-over del personale delle aziende sanitarie ed ospedaliere. E’ infatti incredibile che il governo, dichiarando di volere affrontare le criticità della sanità in Calabria, non abbia valutato come prioritario il tema di dotare le aziende sanitarie e ospedaliere del necessario personale medico e sanitario, dopo ben otto anni di blocco delle assunzioni che hanno mandato al collasso i reparti e soprattutto creato un vuoto gravissimo nel prezioso processo di trasferimento delle competenze tra i medici più anziani e quelli più giovani, decretando la morte di quelle ‘scuole di medicina’ che per decenni sono stati una risorsa preziosa per la qualità dell’assistenza. Dopo che le opposizioni hanno chiesto con forza al governo di correggere questa evidente stortura, la maggioranza ha acconsentito ad emendare il testo al fine di sbloccare il turn-over. Ho già dato atto alla maggioranza di non essersi incaponita, questa volta, su una norma che avrebbe avuto effetti devastanti per la sanità calabrese, ma di avere recepito questa modifica del decreto che consentirà di procedere alle necessarie assunzioni. Per una volta siamo riusciti a dialogare e a confrontarci per fare l’interesse dei cittadini. Come Fratelli d’Italia abbiamo proposto due emendamenti approvati in commissione, il primo sulla necessità del Commissario ad acta di confrontarsi con il rettore nelle nomine dei commissari delle aziende ospedaliero-universitarie, il secondo che pone limiti ai compensi dei Commissari straordinari. È la prova che la nostra non è una posizione pregiudiziale, ma un impegno diretto a migliorare le norme nell’interesse dei cittadini”. In aula sono poi stati approvati alcuni emendamenti presentati insieme alla collega Maria Teresa Bellucci, come quello che condiziona la corresponsione del compenso aggiuntivo ai commissari alla valutazione positiva della loro attività, quello che elimina il rimborso delle spese documentate per i commissari residenti fuori regione, e quello che aumenta il periodo dopo il quale deve essere fatta la verifica dei commissari. “Purtroppo decine di emendamenti non sono stati presi in considerazione, in particolare avremmo voluto rendere più trasparenti e rispondenti a criteri meritocratici le nomine, ma soprattutto ridurre gli emolumenti per i commissari straordinari, l’unica voce di spesa che sembra stare realmente a cuore al governo. Mentre si spendono soldi per pagare le indennità ai commissari che arrivano da fuori regione, come se in Calabria non fosse possibile individuare personalità oneste e competenti, si lasciano le briciole per l’indispensabile ammodernamento tecnologico delle strutture, mentre si è addirittura ignorato il tema della carenza di personale. Per non parlare poi del disprezzo manifestato dalla maggioranza nei confronti della Stazione Unica Appaltante calabrese che, in maniera preconcetta e ingiustificata, è stata estromessa dalla gestione dell’approvvigionamento dei servizi e delle forniture per le aziende ospedaliere calabresi. Insomma secondo il governo basta riservarsi la scelta dei commissari e pagarli profumatamente per risolvere i problemi di una sanità disastrata, ridurre le liste di attesa, porre rimedio alle gravissime carenze infrastrutturali. E purtroppo sono i calabresi a pagare il prezzo dello spot politico 5 stelle: grazie al Governo, ai tanti Commissari governativi che si sono succeduti e anche alla Regione, i calabresi subiranno l’incremento delle aliquote fiscali di Irap e l’addizionale regionale all’Irpef. Giudichiamo positivamente, invece, la previsione della collaborazione con la Guardia di Finanza, fiduciosi che questo non sia solo uno specchietto per le allodole ma che ci sia la volontà di affidare realmente le funzioni di controllo amministrativo ad un corpo investigativo specializzato, per porre un freno alle voragini di risorse pubbliche, alle irregolarità amministrative e alle infiltrazioni criminali”.

“Nelle more dell’esame della norma - ha ricordato Wanda Ferro - è però intervenuto un fatto nuovo, la lettera ai parlamentari del precedente commissario alla sanità Massimo Scura, il cui contenuto, se fosse confermato, sarebbe di estrema gravità.  L’ingegnere Scura ha infatti rappresentato le proprie perplessità circa le motivazioni del decreto legge, contestandone integralmente i contenuti fino a ritenerlo ingiustificato in quanto “i Lea 2018 hanno superato il valore 161. Come ha confermato il dirigente generale del dipartimento” della Regione Calabria “non erano stati inviati i flussi a Roma da parte delle aziende sanitarie. Mancano ancora i dati della prevenzione che valgono altri 6-10 punti. Pertanto il valore 2018 va da 167 a 171” e ancora che “Lo stesso disastro, provocato dal mancato inoltro dei dati, si era verificato nel 2016 e nel 2017.” e quindi che“…il livello dei Lea effettivo era di 153,5 nel 2016 e di 161 nel 2017”. L’ex Commissario Scura, che si chiede se il mancato invio dei dati non abbia natura “dolosa”, contesta anche la correttezza dei dati inerenti la mobilità extraregionale e la vera entità del disavanzo finanziario. Le accuse dell’Ing. Scura, nominato nel 2015 dal Consiglio dei ministri Commissario ad acta per il rientro dal debito sanitario della Regione Calabria, non possono essere sottovalutate considerato il ruolo ricoperto dal medesimo per molti anni. Se queste considerazioni fossero vere, il Governo ha adottato un provvedimento d’urgenza sulla base di dati che, quanto meno, possono essere considerati discutibili evidenziando, quindi, superficialità di valutazione e totale ignoranza dei problemi della sanità calabrese”.

 “Basta  - ha concluso Wanda Ferro - con le lotte politiche sulla pelle degli ammalati, basta con l’occupazione delle postazioni di vertice basata sull’appartenenza e non sul merito, basta con la sanità che continua ad essere utilizzata come fabbrica di consensi e non come fabbrica di salute”.

 

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