Montepaone, Fratelli d'Italia ricorda il giorno dell'Unità nazionale

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" Parlare di unità d'Italia, nel meridione del nostro bel paese, ad oggi, risulta essere ancora un argomento quasi dogmatico, ostico nell'interpretazione ed intriso di tanto rancore ed idealismo (quasi fanatismo).

Per questo motivo è compito dei presidi partitici più patriottici ricordare alla popolazione la rilevanza politica e sociale dell'unità, a prescindere dal dato storico che può, in alcuni casi, essere sottoposto ad un cauto revisionismo.

Il tricolore, la solidità nazionale, l'unità e la democrazia rappresentano valori costituzionalmente garantiti sui quali non può e non deve porsi veto o dubbio alcuno, a prescindere dai pareri personali e dalla “presunta” logica meridionalista.

D'altra parte, migliaia di figli della nostra amata Calabria hanno immolato la propria vita a salvaguardia dell'unità nazionale, sentendosi parte viva di questa patria, troppe volte sconvolta da immotivati campanilismi ed insensati agguati alla sua esistenza.

Oggi dunque si festeggia l'anniversario dell'unità nazionale ed in tal modo si rende omaggio a tutta la nostra storia, la nostra cultura, la nostra società “unica” ed “unita”.

Fratelli d'Italia con la sua azione politica quotidiana vuole essere fronte e falange di salvaguardia del dogma della patria, rispettando e proteggendo i valori della nostra nazione in un cammino comune volto a rendere l'Italia unita non solo idealmente ma anche fattivamente.

L'obiettivo è quello di garantire una eguale qualità della vita, del lavoro, della salute e della pubblica amministrazione con atteggiamento propositivo e lungimirante a fronte dell'attuale spaccatura sociale che ancora insiste nella nostra nazione.

Il lavoro continuo sui territori, in Italia ed in Europa, vuole essere il nostro contributo a mantenere vivo l'orgoglio unitario che dovrebbe appartenere ad ogni singolo cittadino, un eredità storica e sociale che non vogliamo venga dimenticata".

Giuseppe Grande - Circolo “Audentes” Fratelli d'Italia Montepaone

Reggio C., Fratelli d’Italia: "Falcomatà faccia un'operazione verità sul bilancio"

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" 'Ciascun dal proprio cuore l’altrui misura'. Il nostro, da sempre, batte forte per Reggio ed i reggini dalla stessa parte incondizionatamente. Non si può dire la stessa cosa per gli esponenti del Partito democratico e del centrosinistra che, a distanza di sette anni con ruoli differenti, oggi si ritrovano pieni di imbarazzo e tensione per l’ipotesi dissesto del Comune di Reggio. Li ricordiamo gli esponenti dem quando, dai banchi del consiglio comunale, per bocca dell’allora capogruppo Giuseppe Falcomatà, oggi sindaco, invocavano il dissesto finanziario, quale “panacea” per ogni problema dei nostri cittadini. Ed inondavano i giornali locali e ogni mass media, convinti di poter utilizzare una problematica cittadina per i propri interessi personali. Su questa strada non ci troveranno. I tentativi del Pd di personalizzare, ancora un volta un momento di assoluta criticità per  Reggio, non ci troveranno disposti a scadere su un terreno che non ci appartiene. Si rassegnino gli uomini che si trincerano dietro una vuota sigla: noi siamo geneticamente diversi, e per storia e valori siamo e saremo sempre dalla parte di Reggio. Lo eravamo quando loro invocavano il dissesto e brindavano per lo scioglimento. Lo siamo adesso, a parti invertite. La ruota gira ed oggi che lo stesso Pd ad amministrare  con il dissesto alle porte viene a chiederci prima “unità d’intenti” e poi, come una personalità bipolare, attacca il centrodestra con una nota schizofrenica. È patetico il tentativo di mescolare carte ed i numeri, seguendo un copione già utilizzato negli anni scorsi. Ma questa volta le sponde sembrano deboli ed i dati(che non sono contestabili) parlano chiaro. La corsa ai numeri sul deficit del Comune di Reggio è chiusa da tempo. Non da noi, ma dalla storia. Certificato nel bilancio 2010 e confermato anche nel biennio commissariale che ha ratificato quel disavanzo senza dare ulteriore spazio ad interpretazioni faziose o artefatte. L’amministrazione Falcomatà è in carica da oltre quattro anni: sul suo operato il deficit del comune ha pesato per 2,5 milioni di euro annui, tanto quanto da loro stessi inserito nel piano di rientro trentennale approvato. Non un euro in più. Non ci provino, quelli del Pd, ad inondare la città di fake news, come già ampiamente fatto negli anni scorsi. I dati non sono contestabili e chi (dis)amministra Reggio da quasi cinque anni dovrà assumersene le responsabilità. Noi saremo sempre al fianco di Reggio e, come sostenevamo sette anni fa, ribadiamo con fermezza che il dissesto sarebbe una sciagura, per le imprese e per la già sofferente economia reggina: bisogna evitarlo in tutti i modi possibili. Ma mentre noi ci impegneremo per scongiurare una eventualità nefasta, al contempo invochiamo con forza che il sindaco Falcomatà faccia una “Operazione Verità” rivolta alla città, spiegandoci come mai e perché la Corte dei conti, rileva che i bilanci comunali degli ultimi tre anni non appaiono in regola, contestando a questa Amministrazione di aver gonfiato i residui attivi inserendo crediti non esigibili, sovrastimando al contempo la massa creditoria. Elementi critici che mostrano non solo l’incapacità di questa amministrazione targata Falcomatà a ridurre il deficit ma che lasciano adito a seri dubbi sulla gestione del bilancio ai limiti (se non oltre) della legalità. Falcomatà la faccia questa operazione verità se come dicono i suoi compagni del Pd, non ha nulla da temere".

Gruppo consiliare Fratelli d’Italia Comune di Reggio Calabria  

Crisi al Comune di Serra, Fratelli d'Italia: "Ora il sindaco dica chi ha cercato di abbassare l'asticella della legalità"

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"Quella che, a memoria d'uomo, sembra la crisi politico/amministrativa più strana e più anomala che abbia mai attraversato le varie amministrazione di Serra San Bruno sembrerebbe, e sottolineamo sembrerebbe, avere le ore contate anche se molti e molti dubbi pare debbano essere ancora sciolti. Parliamo di stranezza e di anomalia perchè scaturisce, tutta all'interno della maggioranza, dalla decisione di tre consiglieri di abbandonare il partito democratico, ma non la maggioranza. Il sindaco ha subito preso la palla al balzo per scaricare i tre consiglieri che avevano osato dissentire apertamente e, quindi, mettere in discussione la leadership di colui che da anni determina le sorti del Partito democratico locale e non solo, ed anzichè riconoscere il fallimento dell'azione amministrativa di tutta la sua maggioranza ha praticamente addossato le colpe di quanto non fatto in tre anni ai tre disobedienti parlando di "ostacoli, sempre più asfissianti, in termini di agibilità amministrativa". Sabato mattina è stata la volta dell'On. Censore il quale dai microfoni di Radio Serra ha fatto riferimento ad una situazione finanziaria del Comune non idilliaca, ma sopratutto ha parlato di legalità alta, alta, alta. Parole, quelle scritte dal sindaco e quelle pronunciate dall'On. Censore, che meriterebbero un approfondimento serio ed alla luce del sole. Ora per la maggioranza si profila, a quanto si legge dai vari comunicati, il soccorso della lista "In alto volare". Per carità noi non ci meravigliamo di nulla, ma se domani nella conferenza stampa convocata dai tre consiglieri ex Pd, ma ad oggi a tutti gli effetti componenti della maggioranza perchè, fino a prova contraria, non ci risulta che abbiano mai detto o scritto di volerla abbandonare e passare all'opposizione, dovessero confermare il loro appoggio incondizionato alla maggioranza come si metterebbero le cose? Ci troveremo con una maggioranza di sette o con una maggioranza di nove componenti? Ci domandiamo, ma il soccorso alla maggioranza è arrivato troppo in anticipo o era già in atto da tempo? Il tempo chiarirà le cose come ci auguriamo che il sindaco, prima di intraprendere il nuovo percorso amministrativo, chiarisca quali siano stati gli "ostacoli asfissianti all'agibilità amministrativa" e, sopratutto, posti in essere da chi e chiarisca anche la sottolineatura fatta dall'On. Censore sul fatto che l'asticella della legalità debba essere alta, alta, alta. C'è stato qualcuno che ha tentato di abbassare l'asticella? Noi ribadiamo la nostra convinzione che la maggioranza dovrebbe andare a casa perchè in tre anni non è stata in grado di porre in essere nessuna azione efficace per la risoluzione dei problemi che affliggono la città e questa nostra convinzione viene avvalorata direttamente dal sindaco quando, inebriato per lo scampato pericolo, diffonde una nota nella quale afferma che discuterà collegialmente sulle priorità, ma fino ad oggi dove ha vissuto, non le conosceva le priorità ?".

Circolo Fratelli d'Italia - Serra San Bruno

Reggio Calabria, la denuncia di Ripepi (FdI): "Aeroporto ai minimi storici, persi 150 mila passeggeri"

“Due anni sono passati dalla gestione unica Sacal, voluta dall’irresponsabile Sindaco Falcomatà e l’unico risultato ottenuto al Tito Minniti è la perdita secca di 150 mila passeggeri, record negativo di tutta la storia dello scalo. Qui è in gioco il destino di Reggio Calabria e dei reggini,  soprattutto di quelli che non prenderanno mai l’aereo, i commercianti, gli imprenditori i singoli cittadini che decidono di costruire un’attività per non lasciare la terra natia; sì perché dallo sviluppo dell’aeroporto dipende il destino di ogni tipo di impresa che si vuole realizzare in Città ed in provincia".

Esordisce così Massimo Ripepi Segretario di Fratelli d’Italia per la Citta Metropolitana di Reggio Calabria e organizzatore di una nuova conferenza stampa che ha visto la nascita di un fronte comune in difesa dello scalo reggino: accanto a lui anche il collega neo capogruppo del Partito in Consiglio comunale Antonio Pizzimenti, Emiliano Imbalzano, rappresentante della Lega in Consiglio comunale e Angelo Costantino portavoce provinciale di Gioventù nazionale.

Per Ripepi a dare il colpo di grazia "la scellerata decisione di affidare la gestione degli aeroporti ad una società unica, la Sacal, che opera facendo gli interessi dello scalo di Lamezia, che invece di passeggeri ne ha guadagnati ben 500mila, e dell’area di Catanzaro-Cosenza, favorita da una politica Pd di incapaci- sia locale che nazionale (vedi governo Renzi)-che ha creato le condizioni necessarie affinchè il Tito Minniti giunga presto a chiusura: l’assenza della classificazione ad aeroporto “strategico” ha fatto sì che l’aeroporto sia soggetto a vincolo di bilancio e, con questi numeri, il default è vicino. A ciò si aggiunga che la continuità territoriale resta una chimera, se pensiamo che Falcomatà- &Co. avrebbero potuto essere interlocutori privilegiati durante il governo precedente. Oggi invece vediamo tra i numerosi paradossi anche la deputata pentastellata Federica Dieni chiedere al governatore Oliverio di interloquire con il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli – quest’ultimo sempre del M5s".

Ripepi commenta anche l’inserimento dei voli di compagnie lowcost, "contentini di una politica che ci vede ai margini e sintomatico di una “programmazione residuale” che la Sacal avrebbe previsto per Reggio, una programmazione che non è data sapere visto che la Sacal continua a tenere segreto il Piano industriale. Senza sapere quali piani e obiettivi ha la società per Reggio Calabria, come potranno gli investitori pensare di spendere risorse per creare strutture e attività?- si chiede Ripepi che, annunciando un ricorso al Tar in proposito, sottolinea che l’aeroporto non è un servizio utile solo a chi viaggia ma è soprattutto occasione di sviluppo per un’area, quella dello Stretto costituita da due Città Metropolitane- Reggio e Messina- con il loro enorme bacino di utenza (2milioni di persone), un’area che potrebbe benissimo gestirsi con una propria società unica a maggioranza privata".

Il consigliere comunale di FdI ha ringraziato il parlamentare forzista Francesco Cannizzaro, il cui emendamento pro Tito Minniti consentirà un finanziamento di 25 milioni.

“Due anni di bluff gli ultimi due trascorsi-secondo il consigliere comunale- che non hanno portato a nulla. Vogliamo: continuità territoriale, aeroporto strategico, abbandono di Sacal e costituzione di una società dello Stretto"

” Posizioni ampiamente condivise anche dal capogruppo FdI in consiglio comunale Antonio Pizzimenti: ‘’Reggio è baricentrica nel Mediterraneo. L’aeroporto è una struttura fondamentale se pensiamo che nel 2019 tutte le città sono ben collegate, ma Reggio è lontana da queste prospettive". Pizzimenti ha poi puntato il dito contro Falcomatà  “non è in grado - ha detto - di rappresentare le istanze per l’aeroporto nelle sedi opportune. Riunioni, tavoli, incontri sono rimasti senza risultati"

Combattivo e determinato anche Emiliano Imbalzano per la Lega: ‘’È risaputo che l’aeroporto è un'infrastruttura necessaria per l’economia. Per l’aeroporto non ci sono steccati politici. Per questo ringrazio l’attività alla Camera e al Senato rispettivamente di Cannizzaro e Siclari”.

Il consigliere leghista ha concluso annunciando che “è in fase di stesura un dossier da consegnare ai sottosegretari alle infrastrutture della Lega Armando Siri ed Edoardo Rixi.”

Serra, crisi al Comune: per Fratelli d'Italia la maggioranza dovrebbe andare a casa non per i litigi, ma l'immobilismo

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" Finalmente, con la nota diramata dal sindaco si è palesata in tutte le sue forme la crisi che si è venuta a creare all'interno della maggioranza, la quale sembra avere imboccato una strada senza ritorno considerando il fatto che il sindaco stesso cerca di addossare tutte le colpe ai dissidenti quando afferma testualmente "che la realizzazione del suo progetto ha incontrato ostacoli, sempre più asfissianti, in termini di agibilità amministrativa". Noi siamo convinti che l'amministrazione comunale meriterebbe di andare a casa non per i litigi interni, ma per la mancanza di un programma serio e credibile, per il proprio immobilismo dimostrato dal fatto che a distanza di tre anni non ha prodotto assolutamente nulla che possa essere considerato farina del proprio sacco o frutto del sudore della propria fronte, basti pensare al problema acqua (lavori aggiudicati a marzo 2016, tempo previsto per l'esecuzione 70 giorni, che avrebbe fatto risparmiare fino ad oggi circa 450mila euro per minore consumo dell'acqua proveniente da SORICAL) ed al problema dei rifiuti (nessun incasso per il comune dalla vendita dei materiali differenziati e percentuale di raccolta a poco più del 20%, un progetto serio avrebbe abbassato i costi per i cittadini ed avrebbe fruttato introiti per il comune per oltre 200mila euro). Sia chiaro che noi non ci auguriamo la caduta dell'amministrazione comunale, siamo però convinti che una maggioranza risicata nei numeri non è quello di cui Serra ha bisogno in questo momento. Serra ha bisogno di un'amministrazione capace in tutti i suoi elementi, disposta a mettere da parte le ambizioni personali e che abbia, non a parole ma con i fatti, un unico obiettivo cioè la risoluzione dei tanti problemi che soffocano la città. Questa crisi della maggioranza sembra un film già visto, diretto dallo stesso regista; questo dovrebbe indurre il sindaco a non stare sereno. Infine, se dovessero corrispondere al vero le notizie apparse sulle testate giornalistiche, che ricondurrebbero lo scontro nella ormai ex maggioranza alle ambizioni politiche di questo o di quel sindaco di qualche comune vicinorio, staremmo veramente freschi, Serra passerebbe dall'essere rappresentata ai più alti livelli regionale e nazionale all'essere considerata un semplice bacino di voti al servizio di questo o quel politico di professione".

Circolo Fratelli d'Italia Serra San Bruno 

Serra, per FdI la frattura nel Pd: "mette in discussione la leadership di Censore"

Riceviamo e pubblichiamo 

"Avevamo pronta una riflessione sull'operato dell'amministrazione monocolore Partito democratico, su quello che si sarebbe potuto fare in questi tre anni e non è stato fatto, ma la notizie di questi giorni che tre componenti della maggioranza hanno deciso di abbandonare il Pd è meritevole di approfondimento. Non potevamo non evidenziare il fatto che nella compagine amministrativa incominciano ad emergere quelli che ad oggi appaiono dei semplici scricchiolii, ma che tra non molto sono destinati a diventare delle crepe assai profonde. Dopo i profondi contrasti del 2010, poi faticosamente sanati, oggi, con uno scenario politico profondamente mutato e con dei rapporti di forza totalmente stravolti, assistiamo ad uno scossone politico che mette in fortissima discussione la leadership di colui che da oltre vent'anni è il capo riconosciuto ed indiscusso del Partito democratico serrese e non solo. Se le parole hanno un senso non si può sorvolare su quelle usate dai tre consiglieri comunali che, per come di legge sulle note stampa, hanno parlato testualmente "di spasmodica sete di potere e di patologia voglia di preservare uno o più status quo ... ". Certo non si riferivano al semplice iscritto Pd. Parole forti, molto forti, che, nonostante il doveroso tentativo da parte di qualche esponente del Pd di minimizzare l'accaduto, sono destinare a lasciare un segno profondissimo e pensiamo che ciò emergerà in tutte le sue sfaccettature sia nel momento, ormai prossimo, degli avvicendamenti in giunta sia alle imminenti tornate elettorali. Fin qui la breve riflessione politica sull'accaduto, a due giorni dalle primarie del Pd, ma se tutto ciò non avesse a che vedere con il Pd e fosse riconducibile a mere rivendicazioni all'interno della compagine amministrativa?".

Fratelli d'Italia - Serra San Bruno

Concorso polizia di Stato, Wanda Ferro (FdI) soddisfatta per l'apertura agli over 26

 “Siamo soddisfatti per la presa d’atto, da parte del governo, dell’obbrobrio giuridico contenuto all’interno del Decreto Semplificazioni, che esclude centinaia di ragazzi di età superiore a 26 anni dal concorso per allievi della polizia di Stato del 2017, del quale sono già state effettuate le prime prove ed è stata stilata una prima graduatoria”.

È quanto afferma il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, che spiega: “All’atto della pubblicazione del bando erano stati infatti stabiliti dei requisiti che gli aspiranti allievi agenti avrebbero dovuto possedere alla data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso, come l’età massima di 30 anni e diploma di licenza media inferiore: con un colpo d’ascia il governo ha deciso che tra i soggetti risultati idonei alla prova d’esame potranno essere assunti solo quelli che alla data del 1° gennaio 2019 hanno massimo 26 anni e il diploma di istruzione secondaria di secondo grado! Una discriminazione gravissima nei confronti di tanti giovani che sono già risultati idonei alle prove”.

“Come Fratelli d’Italia - prosegue Wanda Ferro - avevamo tentato di correggere, attraverso un apposito emendamento, questo assurdo cambiamento delle regole in corsa, che presenta tra l’altro evidenti profili di illegittimità costituzionale, ma il governo ha deciso di blindare il testo con la questione di fiducia. Abbiamo quindi presentato un ordine del giorno alla Camera, finalmente accolto dal governo, per evitare forme di discriminazione nei confronti degli idonei non vincitori al concorso di allievo agenti di Polizia. Vigileremo affinché il governo mantenga gli impegni assunti e interverremo anche altre su eventuali situazioni analoghe”. 

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Ascensori rotti all'ospedale di Locrie pazienti trasportati a braccio: Wanda Ferro (FdI) presenta un'interrogazione

La vicenda portata alla luce dalla stampa, relativa al guasto dell’unico ascensore funzionante nell’ala nord dell’ospedale di Locri, andato in avaria per la terza volta in due settimane, che ha costretto il personale sanitario a condurre a braccio lungo le rampe di scale i pazienti che necessitavano di trasferimento da un piano all’altro, è al centro di un’interrogazione che il deputato di Fratelli d’Italia, on. Wanda Ferro, rivolge al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte.

“Durante la sua visita a Locri il 23 novembre scorso – ricorda Wanda Ferro – il presidente Conte si era impegnato a fornire risposte sull’emergenza sanitaria rappresentata dalla situazione in cui versa l’ospedale di Locri. L’ultimo incredibile episodio, con scene surreali che non si registrano neppure negli ospedali del terzo mondo, è solo l’ultimo di una lunga serie di casi di malasanità e di disservizi che interessano il presidio ospedaliero già oggetto, in passato, di procedimenti penali avviati dalla competente Procura della Repubblica e, nei giorni scorsi, di un nuovo sopralluogo da parte dei Nas dei Carabinieri a seguito del decesso di un paziente”.

“Nello scorso mese di luglio  - ricorda ancora Wanda Ferro - l’Asp di Reggio Calabria, dalla quale dipende l’ospedale di Locri, è stata destinataria di un provvedimento di accesso antimafia disposto dal Prefetto di Reggio Calabria per accertare l’eventuale presenza di infiltrazioni o condizionamenti da parte della ‘ndrangheta”.

“Tutti i cittadini – ricorda Wanda Ferro - meritano rispetto e devono essere tutelati dallo Stato, ancor più in un momento di difficoltà quale quello rappresentato dalla necessità di cure mediche”.

Per questo il deputato di Fratelli d’Italia chiede al capo del Governo, dopo aver assunto precisi impegni, “quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire ai cittadini della Locride il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività;  quali risposte intenda dare il Presidente del Consiglio dei Ministri alla situazione vergognosa in cui versa l’ospedale di Locri e, in generale, tutta la sanità calabrese; se nel corso dell’accesso antimafia siano emerse infiltrazioni mafiose presso l’Asp di Reggio Calabria e se le stesse siano in qualche modo collegate con la pessima gestione dell’ospedale di Locri.

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