Operazione "Eyfhemos": rinvenuti fucili, pistole e munizioni

Durante le operazioni relative all’esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari dell’operazione Eyfhemos, gli investigatori della della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di Palmi, in collaborazione con i colleghi del Reparto prevenzione crimine di Vibo Valentia e della Squadra mobile di Napoli hanno eseguito tre arresti in flagranza di reato per detenzione di armi clandestine.

In particolare, a Palmi, è stato arrestato Domenico Laurendi, poiché risultato detentore di una pistola marca Regina, calibro 6,35, priva di matricola e munita di caricatore e cartucce, di un coltello basculante, di un pugnale e di un machete.

A Sant’Eufemia d’Aspromonte, invece, gli investigatori della polizia di Stato hanno tratto in arresto Diego e Domenico Forgione poiché, durante una perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti una pistola Beretta modello 70, calibro 7,65, con matricola cancellata, due caricatori e 28 cartucce.

Inoltre, nel corso dell'operazione, ad alcuni degli arrestati sono stati complessivamente sequestrati: 13 fucili, 3 pistole e relative munizioni.

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Ruba un fucile e finisce in manette

I carabinieri della Stazione di Strongoli e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cirò Marina hanno tratto in arresto un 47enne accusato di aver rubato un fucile.

In particolare, l'uomo avrebbe rubato l'arma in un’abitazione.

Rintracciato e fermato a Strongoli Marina, il 47enne è stato trovato in possesso del fucile rubato e di un coltello di 22 centimetri di lunghezza.

L'arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Crotone.

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Fucili e munizioni rinvenuti nel Vibonese

Due fucili e centinaia di munizioni. È quanto hanno trovato, a Cessaniti (Vv), i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia e dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria.

Il piccolo arsenale è stato rinvenuto in un terreno abbandonato della frazione Pannaconi.

Uno dei fucili era stato rubato a Briatico, nel 2011.

Inoltre, non lontano da una chiesa abbandonata ubicata in località Madonna del Buon Cammino, i militari hanno trovato un motociclo senza targa, rubato a Pizzo, lo scorso settembre.

Dopo aver sequestrato quanto rinvenuto, gli uomini dell'Arma hanno avviato le indagini del caso.

 

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Fucile e munzioni nascosti in un bancone da bar, manette per un 28enne

I carabinieri della Stazione di Agnana Calabra (Rc) e dello Squadrone Cacciatori Calabria, hanno arrestato Nicodemo La Rosa, 28enne di Canolo, accusato di detenzione di armi clandestine.

In particolare, i militari, nel corso di una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell'uomo, hanno trovato ben occultato all’interno di un bancone da bar un fucile illegalmente detenuto e diverse munizioni.

Dopo aver sequestrato l'arma ed i proiettili, i carabinieri hanno arrestato La Rosa, il quale, al termine delle attività di rito, è stato posto ai domiciliari.

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Fucile rinvenuto tra le rocce, indagano i carabinieti

 Durante un servizio di controllo del territorio, effettuato in località Perre, a Samo (Rc), i carabinieri della locale Stazione e dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria hanno trovato, nascosti tra le rocce, un fucile da caccia Beretta calibro 20 e una trentina di cartucce dello stesso calibro.

L’arma, perfettamente funzionante, è risultata appartenere ad un 69enne di Bovalino, che ne aveva denunciato il furto nel 2008.

Il tutto è stato sequestrato dai militari, i quali hanno avviato ulteriori accertamenti per capire chi avesse la disponibilità del fucile.

Fucile nascosto in un agrumeto, due arresti

I carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria e del Nucleo cinofili di Vibo Valentia, hanno arrestato Domenico Fusca e Giuseppe Vomera, rispettivamente di 38 e 59 anni.

I due, originari di Dasà e Melicucco, sono accusati di possesso ingiustificato di armi e munizioni.

In particolare, durante una perquisizione in un un agrumeto ubicato nella zona “Marepotamo”, al confine tra i comuni di Dasà e Dinami, i militari hanno rinvenuto un fucile sovrapposto calibro 12 con matricola abrasa e undici munizioni dello stesso calibro.

L'arma ed i proiettili sono stati trovati in un tubo metallico posto nelle adiacenze dell’impianto frenante di un autoarticolato.

Il terreno è risultato di proprietà degli arrestati, entrambi presenti sul posto al momento della perquisizione.

Dopo aver sequestrato quanto rinvenuto, i carabinieri hanno arrestato Fusca e Vomera, i quali, al termine delle formalità di rito, sono stati posti ai domiciliari.

 

Colpi di fucile dopo un litigio, ferito un 55enne

I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno arrestato un 60enne del luogo per tentato omicidio.

L’uomo è accusato di aver sparato, dal balcone di casa, due colpi di fucile contro un 55enne con il quale aveva avuto un diverbio.

La vittima, dopo aver raggiunto la locale caserma dei Carabinieri, è stata soccorsa e trasportata da personale del 118 presso l’ospedale civile “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro, non in pericolo di vita.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Crotone.

 

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Nascondeva fucili e munizioni, 86enne finisce nei guai

Un 86enne, Rocco De Marco, è stato arrestato in flagranza di reato, a San Martino di Taurianova (Rc), con l’accusa di ricettazione e detenzione illegale di armi clandestine e munizioni.

A compiere l’arresto sono stati i carabinieri della locale Stazione e dello Squadrone eliportato “Cacciatori”, i quali, durante una perquisizione in un casolare, hanno rinvenuto, nascosta sotto alcuni vestiti appesi ad un attaccapanni, una doppietta calibro 16 con matricola parzialmente abrasa.

Inoltre, in alcuni contenitori di plastica, i militari hanno trovato 16 cartucce dello stesso calibro.

La perquisizione è poi proseguita a casa del pensionato, nella cui mansarda sono stati individuati un altro fucile calibro 12 e 62 cartucce.

Dopo aver sequestrato le armi e le munizioni, i carabinieri hanno tratto in arresto De Marco, il quale, al termine delle formalità di rito è stato posto ai domiciliari, in attesa del giudizio di convalida.

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