Di Natale (Iric): "I tamponi per chi rientra in Calabria non possono essere facoltativi, la Regione chiarisca"

“I tamponi non possono essere un’opzione facoltativa: è assolutamente necessario che la Regione chiarisca subito”.

Lancia un preciso allarme il consigliere Graziano Di Natale (Iric), Segretario-questore dell’Assemblea regionale, sulla gestione del rientro nei luoghi di residenza dei calabresi finora bloccati fuori regione.

L’esponente politico si dichiara “a dir poco preoccupato per quanto sta succedendo in Calabria in queste ore” rivolgendosi con una secca nota alla presidente onorevole Jole Santelli ed ai vertici dell’Esecutivo regionale.

“Potrei dire – aggiunge Di Natale – che avevo ragione a chiedere l’obbligo dei tamponi. Ma non è certo questo il momento di sterili polemiche. Chiedo l’adozione di immediate misure chiarificatrici perchè alcuni sanitari mi riferiscono che i soggetti rientranti si stanno rifiutando di sottoporsi a tampone perché lo stesso sarebbe facoltativo”. “Così – continua – si delineano nuove ombre e nuovi pericoli: una gestione di questo tipo potrebbe aumentare i rischi di ulteriori contagi trasformando un evento significativo e tanto auspicato in un incontrollato fattore di circolazione del virus”.

“E’ per questi motivi – conclude il Segretario-questore dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale – che pongo il problema della sicurezza dei rientri chiedendo  un intervento urgente della Presidente Santelli e della Giunta Regione che hanno il dovere di fare chiarezza.”

 

Santelli dà il via libera al rientro dei fuori sede residenti in Calabria

"In relazione al Dpcm che da un lato impedisce lo spostamento interregionale ma consente il rientro nelle proprie residenze, domicili ed abitazioni, ho firmato un’ordinanza che consente solo ai calabresi residenti la possibilità di rientrare in regione, a partire dal prossimo 4 maggio.

Chi partirà dovrà comunicarlo preventivamente, compilando attraverso il portale www.rcovid19.it raggiungibile anche dall'indirizzo emergenzacovid.regione.calabria.it, attivo dal 2 maggio, sulla pagina dedicata alle 'prenotazione rientri', l’apposito modulo, utile al monitoraggio dei rientri.

Una volta rientrati sarà comunque necessario sottoporsi ad isolamento volontario domiciliare di 14 giorni.

I dati relativi ai rientri saranno trasmessi al Dipartimento prevenzione dell’Asp di competenza ed al sindaco del comune di residenza.

Il Dipartimento di prevenzione valuterà la necessità e/o l’opportunità di effettuare il tampone rinofaringeo.

Non sono consentiti al momento rientri presso il domicilio o l’abitazione.

Non è consentito il rientro per i residenti nei Comuni identificati attualmente come 'zona rossa'”.

E' quanto si legge in una nota del presidente della Regione Calabria, Jole Santelli.

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Risorse a studenti fuori sede, U.Di.Con.: “Siamo soddisfatti che la nostra proposta sia stata accolta”

“A seguito dell’emergenza sanitaria derivante dal coronavirus e delle restrizioni per limitare i rischi di contagio imposte dal Governo, numerosi studenti fuori sede sono stati costretti a rimanere isolati nelle loro abitazioni – scrive in una nota il vice presidente regionale dell’U.Di.Con. Calabria Domenico Iamundo – alcuni lontani dalle loro famiglie, altri rientrati nelle loro città nel rispetto delle limitazioni alla circolazione. Qualche settimana fa avevamo chiesto alle istituzioni regionali di istituire un fondo economico di aiuto agli studenti calabresi fuori sede destinato a loro e alle rispettive famiglie, in quanto subiscono notevoli disagi economici dovendo pagare un affitto e le utenze nei luoghi dei rispettivi atenei. Ma non solo – continua Iamundo - parliamo anche di spese di trasporto per gli studenti pendolari che pagano un abbonamento nonostante il mancato utilizzo del servizio. Siamo soddisfatti che le Istituzioni ci abbiano ascoltato ma che abbiano ascoltato soprattutto il grido disperato di numerose famiglie calabresi in serie difficoltà, stanziando 3 milioni di euro come aiuto economico destinato ai fuori sede iscritti sia negli Atenei calabresi che in quelli fuori regione. Ci tengo a ringraziare l’On. Santelli, presidente della Regione Calabria, l’assessore Talarico e il gruppo Fratelli d’Italia che ha portato in Consiglio regionale la nostra richiesta – conclude Iamundo – senza lasciare queste famiglie abbandonate a sé stesse e sommerse da spese”.
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Il serrese Ferragina (Fi) chiede alla Santelli di far rientrare i calabresi fuori sede

“Caro presidente ti scrivo”.

Questo l’incipit dell’appello con il quale il serrese Giuseppe Ferragina, in qualità di esponente provinciale di Forza Italia giovani- Vibo Valentia, si è rivolto al presidente della Regione Calabria, Jole Santelli per chiedere il rientro dei calabresi bloccati fuori regione dalle disposizioni anticoronavirus.

 Dopo aver premesso di non aver “nulla da rimproverare” nella “gestione regionale dell’emergenza sanitaria”, Ferragina ha posto in evidenza la necessità di programmare il rientro “a casa di tanti” calabresi  “che si trovano al nord per studio o lavoro”.

 Se da un lato è “ giusto” adottare “le misure necessarie a contenere nuove ondate di contagio”, è “altrettanto giusto far ricongiungere le famiglie”.

Se non si lavorasse in tale direzione, per l’esponente azzurro, vorrebbe dire  averla data “vinta” a coloro i quali sono “rientrati incoscientemente ad inizio marzo, mettendo a rischio un'intera regione”, a scapito di chi, rispettando “le regole rischia di rimanere beffato”.

Alla luce dello “alto senso di responsabilità” dimostrato dai calabresi che hanno seguito “le direttive” e combattuto in “un'unica direzione”, per Ferragina è “ giusto dare inizio” al “rientro organizzato e controllato” dei fuori sede.

 In conclusione, l’esponente azzurro chiede quindi “alla governatrice Santelli di rivedere” le “attuali linee guida sui rientri e di dare ancora una volta un’impronta di buona gestione in questa emergenza”, dimostrando che “la Calabria c’è” ed accoglie”i propri figli, soprattutto nei momenti di difficoltà”.

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