Filadelfia: i maestri Tommaso e Francesco Conidi donano al Comune la partitura della composizione “Ai Caduti filadelfiesi – Al soldato Agazio Conidi”

In occasione delle celebrazioni del 4 novembre, si è svolto presso l’auditorium comunale l’iniziativa “Gli anni della Grande Guerra dal Piave a Vittorio Veneto”, incontro pubblico sul tema della Grande Guerra a cura del Comune di Filadelfia e dei fratelli Rosario e Domenico Masdea, rispettivamente, maggiore e maresciallo della guardia di finanza.

In tale occasione, è stata presentata al pubblico per la prima volta la composizione “Ai Caduti Filadelfiesi – al Soldato Agazio Conidi”, eseguita per l'occasione dall’Orchestra di Fiati Giovanni Gemelli di Filadelfia diretta dai Maestri Massimo Campisano e Francesco Conidi.

La composizione è stata scritta, dai maestri Tommaso e Francesco Conidi per omaggiare il soldato Agazio Conidi, nonno dei compositori, caduto nella Seconda Guerra Mondiale e i cui resti sono rientrati a Filadelfia soltanto nell’agosto del 2004.

Tommaso e Francesco Conidi hanno manifestato la volontà di donare la partitura della composizione musicale al Comune di Filadelfia nel ricordo dei giovani filadelfiesi che hanno combattuto e perso la vita per ridare dignità e giustizia all'Italia.

Il Comune con deliberazione di giunta comunale n. 135/2018 ha ritenuto di accettare la donazione della partitura musicale esprimendo apprezzamento e gratitudine nei confronti dei donanti.

La composizione, molto descrittiva, esprime la presenza di un’infinita mestizia: dall’iniziale chiamata alle armi, alla pietrificazione dei sensi e delle emozioni ed una specie d’indebolimento del pensiero; al contrario, fa percepire le grida di protesta e le forme di rifiuto della realtà. È la descrizione della ribellione che si mescola alla profonda tristezza; la mestizia provata da chi ha perso una persona cara. Colui che ha vissuto un lutto di questo tipo sa come improvvisamente i colori, i suoni, le luci, le sensazioni si spengono, mentre il futuro diventa un buco nero che fa paura. Ha ben chiaro in mente come la vita si impoverisce, mentre il pianto è il primo e il solo sostegno al dolore insopportabile che è fisico ed emotivo assieme. La melodia di mezzo, rilancia l’infinita mestizia della Marcia ed è un pianto sconsolato. L’abbandono al dolore è totale. Non si vuole, né si cerca conforto o fuga. La marcia diventa anche grandiosa, soprattutto nei punti in cui c’è un aumento della sonorità percorso nel registro grave dal baritonale richiamando in modo possente gli echi della guerra, gli echi della battaglia. Conclude con la dolcezza del trio finale che rievoca i ricordi del passato, che si mescolano al dolore, addolcendolo.

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La Grande Guerra e gli eroi di Filogaso

Credo che nella ricorrenza del centenario della fine della Grande guerra del 15-18 i nostri soldati caduti in quel conflitto meritino non solo la commemorazione che normalmente viene tributata loro durante la ricorrenza del 4 novembre, ma un ulteriore omaggio per non far scadere in ritualità quella ricorrenza e per rammentare che il loro sacrifico non scadi in sola cronaca di quegli eventi ormai lontani ma sia memoria e monito per non ricadere negli orrori commessi in passato e scongiurare nuove guerre e barbarie.

I nostri 13 soldati ( sembra che in realtà siano 14) caduti in guerra sono stati davvero eroici ed hanno difeso la Patria con impegno ed abnegazione sfidando la morte ed il nemico.

Giovani ventenni, di umile estrazione familiare, senza cultura se non addirittura analfabeti, hanno lasciato la loro terra per recarsi a combattere in terre lontane e poco conosciute.

Sono stati dapprima chiamati al distretto militare di Catanzaro, poi assegnati nei vari reggimenti e infine spediti al fronte.

«In Calabria erano presenti alcuni reparti di esercito permanente e più precisamente il 19° reggimento fanteria “Brescia” a Cosenza, il 20° “Brescia” a Reggio (col comando di brigata a Catanzaro che era anche sede in tempo di pace della 22 divisione territoriale) e il 48° “Ferrara” a Catanzaro.

Da questi reparti si formarono quindi nuove unità di milizia mobile che operarono in prima linea: dal deposito di Catanzaro si formarono il 96° reggimento “Udine”, il 141° “Catanzaro” e 221° “Jonio”; dal deposito di Cosenza il 142° “Catanzaro” e 243° “Cosenza”; dal deposito di Reggio il 246° reggimento “Siracusa”» (Fonte Vincenzo Santoro).


Due soldati di Filogaso, Tommaso Boragina di Michele e Giuseppe Teti di Antonio, insieme ad altri giovani di Dasà, Dinami, Briatico e Brognaturo, ecc.. fecero parte della famosa “Brigata Catanzaro 141° e 142° reggimento ” il cui stemma ( bandiera) sventola a Roma sul Vittoriano a ricordo imperituro delle loro eroiche gesta, ed a cui fu attribuita la medaglia d’oro al merito da Vittorio Emanule III con la seguente motivazione : 

«Per l'altissimo valore spiegato nei molti combattimenti intorno al San Michele, ad Oslavia, sull'Altopiano di Asiago, al Nad Logem, per l'audacia mai smentita, per l'impeto aggressivo senza pari, sempre e ovunque fu di esempio ai valorosi (luglio 1915 – agosto 1916)»

La brigata fu costituita l’1-03-1916 e si distinse, oltre che per il coraggio e l’abnegazione di tutti i soldati nelle operazioni di guerra, anche per essersi ribellata ai superiori per le condizioni precarie e per la scarsezza di mezzi e vettovaglie di cui disponeva. Per protesta i soldati assaltarono una villa in cui secondo una notizia rivelatasi non vera dimorava lo scrittore Gabriele D’Annunzio ritenuto uno dei principale fautori della guerra (interventista) e dei tremendi patimenti cui i soldati erano sottoposti.

La ribellione fu sedata da altri soldati italiani e si concluse con la fucilazione di ben 28 di loro (non tutti i nomi sono noti) a cui sembra assistette impassibile lo stesso D’Annunzio.

Fu un inglorioso episodio che meriterebbe un maggior approfondimento. Non è dato sapere se fra i fucilati ci fossero i nostri due concittadini anche se ufficialmente risultano deceduti in combattimento il primo sul monte Mosciagh e nell’ospedaletto da campo per le numerose ferite riportate in combattimento il secondo, così come si evince dalle schede di seguito allegate.
Nominativo (e paternità): BORAGINA TOMMASO DI MICHELE
Albo d'Oro: Calabria - (Vol IV) (3)
Province: RC - CZ - CS
Pagina: 65
Sub in Pagina: 16
Comune nascita: Filogaso
Comune nascita Attuale: Filogaso
Data nascita: 12 Maggio 1890
Grado: Soldato
Reparto: 141 Reggimento Fanteria
Distretto: Distretto Militare Di Catanzaro
Morto o Disperso: Morto
Data Morte: 26 Maggio 1916
Luogo Morte: Monte Mosciagh
Causa Morte: Ferite Riportate In Combattimento
Decorazioni: 
Sepoltura: 
Note:

Nominativo (e paternità): TETI GIUSEPPE DI ANTONIO
Albo d'Oro: Calabria - (Vol IV) (3)
Province: RC - CZ - CS
Pagina: 621
Sub in Pagina: 21
Comune nascita: Filogaso
Comune nascita Attuale: Filogaso
Data nascita: 15 Luglio 1890
Grado: Soldato
Reparto: 141 Reggimento Fanteria
Distretto: Distretto Militare Di Catanzaro
Morto o Disperso: Morto
Data Morte: 22 Ottobre 1915
Luogo Morte: Ospedaletto Da Campo N. 009
Causa Morte: Ferite Riportate In Combattimento
Decorazioni: 
Sepoltura: 
Note: 

Anche gli altri nostri giovani si sono distinti per coraggio e altruismo non esitando di rischiare la propria vita per i loro commilitoni. Vale la pena ricordare un nostro valoroso soldato che ha avuto la fortuna di tornare sano dalla guerra e che fu insignito della medagli di bronzo con la motivazione di seguito riportata:

MONTESANO GIOVANNI
Medaglia Di Bronzo con la seguente motivazione : 

"Portaferiti armato, in un momento difficile in cui la compagnia era sottoposta al violento fuoco d'artiglieria nemica, spiegava tutta la sua opera di pietà e di dovere per salvare i feriti, pronto anche ad impugnare l'arma per difendere la trincea che le cannonate avversarie andavano sconvolgendo" San Marco di Gorizia 14-17 Maggio 1917.

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 "I Carabinieri Reali e la Grande Guerra", domani la presentazione

Il Centro Studi e Ricerche Magis Vitae di Reggio Calabria ha promosso la manifestazione "I Carabinieri Reali e la Grande Guerra" che si terrà il 14 novembre 2018, presso la sede del Consiglio regionale della Calabria, Sala Monteleone, alle ore 17.00, nel corso della quale verranno presentati, dei volumi La Grande Guerra.

Le operazioni militari in Italia e all’estero del Gen. B. in riserva Alfonso Magro e I Carabinieri Reali nella Grande Guerra. Impiego tattico e reparti combattenti del Maresciallo Capo Francesca Parisi, quest’ultima opera basata sul patrimonio documentale e iconografico custodito dal Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri di Roma.

L’iniziativa editoriale è patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, dal Comitato Regionale Veneto per le Celebrazioni della Grande Guerra e dal Comune di Sona (VR), nonché, per la prossima presentazione a Reggio Calabria, dal Consiglio regionale della Calabria.

In tale occasione è previsto un duplice percorso espositivo: una mostra fotografica dal titolo Istanti di vita in guerra, riguardante scene di guerra riferite al Regio Esercito nel suo complesso, e una mostra storico-documentale relativa all’evoluzione normativa e tattica dei Carabinieri dalle origini al primo conflitto mondiale.

Verranno altresì distribuite due cartoline dedicate sulle quali sarà possibile apporre un annullo filatelico speciale realizzato per la manifestazione. Il bozzetto di quest’ultimo, creato dal Col. Franco Balducci, già ideatore dell’iniziativa Preso per il naso. Pinocchio e Carabinieri, raffigura due Carabinieri Reali della Grande Guerra: uno in servizio di polizia militare, attività tipica dell’Arma in guerra, e un militare impiegato in un reparto tattico, il Reggimento Carabinieri Reali, che prese parte alle operazioni belliche nelle trincee del Podgora nel 1915.

Nel corso della manifestazione, in omaggio al contributo dei Carabinieri calabresi e dell’Arma in Calabria durante il primo conflitto mondiale, sarà presentato altresì un breve saggio dal titolo I Carabinieri Reali nella Grande Guerra. Calabria.

Le pubblicazioni presentate saranno consultabili sul sito www.fontidistoriamilitare.it.

 

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Filadelfia ha ricordato i caduti della Grande Guerra

In occasione del centenario della fine del Primo conflitto mondiale, il 4 novembre scorso, alla presenza della comunità, delle autorità civili, militari e religiose sono stati commemorati i figli di Filadelfia, caduti nel corso della Grande Guerra.

La cerimonia ha dato lo spunto per un’opera di riappropriazione della memoria storica ed il rispetto di un luogo sacro, qual è il monumento ai caduti di piazza Serrao.

Per volere dell’amministrazione comunale, su proposta e sollecitazione del maggiore della guardia di finanza Rosario Masdea e del fratello, il maresciallo Domenico, che hanno donato alla città la nuova recinzione del sacrario, il monumento è stato nuovamente benedetto e preservato con un'opera realizzata da artigiani locali, per continuare ad essere luogo di commemorazione dei 131 ufficiali e soldati di Filadelfia, immolatesi nel nome della Patria nella guerra del 1915/18.

Le cattive condizioni atmosferiche non hanno impedito di deporre la corona di alloro al monumento e di effettuare il solenne alza bandiera, alla presenza di tutte le autorità militari e civili, con l’esecuzione degli inni patriottici da parte dell’Associazione Ampas, per poi continuare nella chiesa di San Teodoro dove è stata celebrata la Santa messa in ricordo, con la presenza dei cori delle parrocchie di San Teodoro e Santa Barbara.

La cerimonia religiosa si è conclusa con la preghiera del soldato letta dal maggiore Masdea e dal saluto del sindaco Maurizio De Nisi.

Nel pomeriggio, la manifestazione è proseguita presso l’auditorium comunale, con il convegno organizzato dal comune e dall’Istituto Castelmonardo.

A dare l'abbrivio all'evento è stata la mostra allestita nell’atrio dell’auditorium, nella quale sono stati esposti numerosi documenti e materiale fotografico.

A seguire, il convegno aperto con i saluti del presidente dell’Istituzione Castelmonardo Prof. Vito Rondinelli, del vice sindaco Antonio Carchedi e dell’assessore Bruno Caruso.

L'incontro è poi proseguito con le relazioni di: don Giovanni Primerano, che ha ricordato la figura dei cappellani militari nella Grande Guerra e dello storico Domenico Arone, che ha parlato dei sacrari della Grande Guerra in Italia.

La serata si è conclusa con i brani musicali eseguiti dall’Orchestra di fiati "G. Gemelli", diretta dai maestri Conidi e Campisano, che hanno fatto riecheggiare le dolenti e struggenti note dei canti e degli inni patriottici, per concludere con il "Và Pensiero" di Giuseppe Verdi.

L'esecuzione è stata particolarmente apprezzata e molti dei partecipanti, tra i quali, il console del Touring Dott. Bianco, il Prof. Arone, la presidente dell’Associazione "Filadelfia nostra" e della "Società operai", hanno sottolineato il valore artistico dell’Ensamble.

Da sottolineare, infine, l’esecuzione di un brano “Ai Caduti Filadelfiesi” composto dai maestri Tommaso e Francesco Conidi, nel ricordo di tutti i Caduti delle guerre e del nonno morto durante la campagna russa, le cui spoglie sono rientrate solo da pochi anni a Filadelfia.

L’amministrazione comunale, infine, si è detta pronta a lavorare con l’Istituto Castelmonardo per rendere fissa la mostra sulla Grande guerra e per il museo del Risorgimento.

Il contributo dei calabresi nella Grande Guerra, se ne parlerà a Lamezia Terme

"L’Italia vinceva. Il contributo della regione Calabria” è il titolo dell’incontro-dibattito, in programma il 25 novembre, alle ore 10 al Museo diocesano di Lamezia Terme.

L’evento è promosso dall’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore del Pantheon e vuole commemorare la partecipazione dell’Italia ed in particolare il contributo dei calabresi alla Prima Guerra Mondiale.

Dopo il benvenuto da parte del Vescovo Luigi Cantafora, introdurrà i lavori Giacomo Mannino delegato per le province di Catanzaro e Vibo Valentia delle Guardie d’Onore al Pantheon, mentre l’Ispettore regionale Floro De Nardo assolverà le funzioni di moderatore.

Seguiranno le relazioni dell’Ispettore nazionale ai convegni della G. di O. Ciro Romano, docente del dipartimento  studi umanistici all’Università “Federico II” di Napoli e dell’ateneo finlandese di Jyvaskyla, del Generale di Divisione in ausiliaria Pasquale Martinello, già comandante del Cme-Calabria e presidente dell’associazione “Calabria in armi”, dello storico locale Vincenzo Vilella.

L’evento sarà arricchito dall’esposizione di cimeli e documenti militari, in parte provenienti dalla collezione privata della Guardia Scelta Santo Amelio, e dall’esecuzione a cappella della Corale Nova Vox Aurea di Castrovillari.

Inoltre, interverranno ai lavori alcuni studenti che hanno visitato i luoghi del conflitto. L’iniziativa si inquadra nel programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

 

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Vibo ricorda il capitano Cremona, l'eroe della Grande Guerra celebrato da Ungaretti

“La Grande Guerra, l’eroe e il poeta”, è questo il titolo del convegno commemorazione per il centenario dalla morte del capitano Nazzareno Cremona, che avrà luogo alle 17 di domani (giovedì  19 ottobre), presso il Convitto nazionale “G. Filangieri” di Vibo Valentia.

L’evento voluto dall’associazione storico culturale ViboInsieme, è stato organizzato con la collaborazione del Convitto nazionale, Asi e Centro aggregazione “Solidarietà e Amicizia”, con il patrocinio del Comune di Vibo Valentia.

“Ringraziamo ancora una volta il Comune per avere accolto la nostra richiesta di intitolare la villa comunale al capitano Cremona – spiega Donatella Fazio, neo presidente di ViboInsieme – Quest’anno ricorrono i cento anni dalla scomparsa di Cremona e anche i cento anni della poesia a lui dedicata da Ungaretti, così abbiamo deciso di organizzare qualcosa di particolare che è più di una semplice commemorazione, ma un momento di memoria, cultura e socializzazione. Per questo abbiamo scelto anche di ricordare Felice Muscaglione, editore per anni del giornale Monteleone”.

Questo il programma della manifestazione moderata da Michele La Rocca:

Ore 17 - deposizione di una corona d'alloro al monumento sulla gradinata del Convitto – Santa Maria degli Angeli (suono del Silenzio), con la benedizione di mons. Enzo Varone;

A seguire incontro commemorativo nella sala auditorium del Convitto nazionale Filangieri,

Inno Nazionale,  saluto del presidente ViboInsieme, Donatella Fazio;

Saluto del rettore prof. Alberto Capria e relazione Sen. Prof. Saverio Di Bella;

Intervento familiari di Felice Muscaglione e amici del “Monteleone”;

Presentazione del bozzetto del monumento al capitano Nazzareno Cremona dello scultore A. La Gamba;

Intermezzi musicali (canzoni militari dell'epoca) a cura dei maestri Totò Valenzise e Maurizio Camillò;

Lettura della poesia Il capitano di Giuseppe Ungaretti da parte del poeta Pippo Prestia

Serra San Bruno, celebrata la festa dell'Unità Nazionale

"Anche quest’anno a Serra San Bruno, come di consueto, si sono tenute le celebrazioni del 4 novembre, giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. La giornata è stata istituita nel 1918 per commemorare la fine della 1^ guerra mondiale per l’Italia, e segna la data dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti – l’accordo firmato il 3 novembre 1918, a Padova, tra l’Impero Austro-Ungarico e l’Italia, alleata con la Triplice Intesa (composta da Regno Unito, Francia e Russia)". E' quanto si legge in un nota della Compagnia Carabinieri di Serra San Bruno gudata dal capitano Mattia Ivan Losciale 

"Alla cerimonia - continua il comunicato - hanno preso parte il Sindaco di Serra San Bruno (insieme ad altri rappresentanti del Comune), il Comandante della Compagnia Carabinieri ed il Comandante della locale Stazione Carabinieri, una rappresentanza delle altre Forze di Polizia presenti sul territorio, nonché una numerosa platea di cittadini serresi che hanno voluto testimoniare, con la loro presenza, la vicinanza allo Stato e alle Forze Armate

Le celebrazioni sono cominciate alle ore 11:00 circa, con la traslazione di una corona d’alloro, portata a braccio da due Carabinieiri in Grande Uniforme Storica, dallo stabile municipale alla Chiesa Matrice. Qui una funzione religiosa in commemorazione dei caduti, e subito a seguire la deposizione della corona d’alloro davanti monumento al centro della piazza dedicata all'eroe Azaria Tedeschi, dove il Comandante della Compagnia Carabinieri ed il Sindaco di Serra San Bruno hanno pronunciato un breve discorso".

 

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Vincenzo Manno, il grande musicista serrese morto nella Prima guerra mondiale

Da un trafiletto scovato nel mio archivio di ritagli di giornale leggo di un serrese del quale si è parlato pochissimo, insomma par dimenticato.

Neanche don Leonardo Calabretta  ne  scrive nel suo “Serra San Bruno” edito da SudGrafica di Marina di Davoli nel 2000.

Era il 1996 e al Concorso internazionale di Composizione “Premio Città di Trieste” veniva assegnata ad una concorrente una targa in memoria del serrese Vincenzo Manno.

Nel suo pur breve arco di vita (1888 – 1916), “non poté manifestarsi in pieno per aver donato eroicamente alla Patria la vita e l’arte” come ricorda il Maestro Luciano Chailly e pur si era reso protagonista di notevoli affermazioni nel campo della musica come compositore, pianista e direttore di orchestra.

Si era arruolato volontario nei primi mesi del 1916 al conflitto mondiale, ma a Nova Vas, sul Carso, il 10 ottobre di quell’anno cadde vittima di un attacco austriaco.

Troppo giovane! Era entrato, comunque, nel gotha dei migliori musicisti del tempo lasciandoci un curriculum di tutto rispetto.

Si era diplomato in Composizione nel 1914 alla Scuola di Antonio Savasta presso il “S. Pietro a Majella” di Napoli. Medaglia d’argento, nel 1912, come compositore in un concorso nazionale a Perugia; pianista molto ricercato e assiduo frequentatore di sale da concerto; direttore d’orchestra al San Carlo di Napoli e al Petruzzelli di Bari voluto da Pietro Mascagni. Era già stato scritturato per vari concerti anche all’estero, come a Denver nel Colorado. Non poté assolvere a questi impegni, non poté godere di maggiori successi: venne la guerra.

Tutto qui quel che si sa di Vincenzo Manno, nostro illustre concittadino, con l’auspicio che vengano fuori ulteriori approfondimenti. Con l’auspicio soprattutto che venga ricordato, in una qualche maniera, dalle istituzioni locali sempre che queste ne abbiano la voglia visto che sono continuamente in altre faccende affaccendate!

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