Il Decreto sicurezza e la Corte costituzionale

Non vedo l’ora che qualcuno riesca (non è così semplice!) a raggiungere la Corte costituzionale, per sapere se la legge Salvini è costituzionale o meno.

 Qualche giurista della domenica, in testa Grasso, sostiene infatti che la legge violerebbe l’art. 10 della costituzione. Ebbene, leggiamo questo articolo. “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”.

 Secondo qualcuno, la parola “lo straniero” eccetera, si applicherebbe a uno, dieci, cento, mille, diecimila, un milione, un miliardo e più miliardi di stranieri, i quali, agli effetti dell’art. 10, avrebbero diritto a venire in Italia, ed esservi ospitati e mantenuti. Vediamo se è vero, facendo un esempio ben noto: la Nigeria e gli stranieri che da là provengono.

 La costituzione è stata scritta da degli eletti in data 2 giugno 1946. Alla data del 2 giugno 1946, la Nigeria era una colonia della Gran Bretagna, quindi non vi si trovavano delle “libertà democratiche”, anzi, chi le avesse chieste sarebbe finito come minimo in galera. Alla stessa data, l’Italia, per effetto della guerra, era ancora occupata da truppe straniere, in buona parte britanniche. Era dunque impensabile non solo che un nigeriano, o milioni di nigeriani, fuggissero dalla Nigeria; e, caso mai, venissero proprio in Italia, cioè nella mani delle truppe britanniche qui stanziate.

 Lo stesso per Marocco, Algeria, Tunisia, francesi etc.

 Mi pare ovvio che chi scrisse l’art. 10 e chi lo approvò, non avevano la benché minima intenzione di consentire l’ingresso ad eventuali profughi di Marocco o Nigeria o una qualsiasi delle innumerevoli colonie britanniche, francesi, olandesi, belghe, spagnole, portoghesi…

 Tanto meno era immaginabile che “lo straniero” (aggettivo sostantivato di numero singolare) diventasse masse di stranieri (plurale). Si pensava, al massimo, a qualche dissidente sovietico o di dittature sparse qui e lì nelle Americhe.

 Comunque, se qualcuno riesce ad adire la Corte costituzionale, la Corte sta lì proprio per questo; e dia un responso.

 Una nota finale. L’unico che mostra di aver studiato diritto, secondo me, è De Magistris, il quale non sin sogna di dire che la legge Salvini viola la costituzione art. 10, e se la cava elegantemente con una formula che è carina a sentirsi, però giuridicamente non vuol dire niente: lo “spirito della costituzione”.

Comunque, anche così, staremo a vedere.

 

 

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I veri migranti e i finti benefattori

Ma sì, oggi sto dalla parte dei migranti. Seguitemi bene, e capirete perché.

I migranti (usiamo questo abusato termine), quale che sia il titolo per cui stanno in Italia, ricevono 35,00 € pro capite pro die, ovvero per ciascuno ogni giorno.
35 euro sono circa 70.000 delle fu lire.

Di questi 35 euro, 2,5 vanno in tasca al migrante, o dovrebbero andare; ne restano 32,5.

Dove vanno a finire, questi euro 32,5? Vanno alla coop X, o roba del genere. Questa coop X, se ospita, diciamo, trenta migranti, incassa poco meno di 1.000 euro al giorno.

Orbene, la pasta, comprata sfusa, costa circa 0,40 mezzo chilo, con cui mangiano un primo abbondante da tre a quattro persone. Ovvio che la coop non compra sfuso, quindi spunta un prezzo molto più basso.

Il sugo di pomodoro o altro condimento per trenta persone, costerà, diciamo, tre euro in tutto.

Un secondo di carne o pesce, con contorno, costerà, se proprio vogliamo scialare, 5 euro.

Il gas per cucinare il tutto, va calcolato per trenta, e non per ogni singola persona. Lo stesso per la luce elettrica. Sono comunque cifre modeste.

Contiamo anche i piatti e le posate di plastica, comprati a quintali a costo irrisorio.

Restano eventuale fitto e condominio dello stabile; e lavaggio di indumenti e lenzuola.

Insomma, nel caso peggiore, la coop spende la metà di 32,5, cioè 16 euro e rotti. Dove vanno a finire, gli altri 16?

Andiamo avanti. Quando la Magistratura di Catanzaro ha, finalmente, stroncato gli affari loschi di parroco e benefattore e mafia di Isola, è stato dichiarato che il cibo fornito ai migranti era da “maiali”.

Ebbene, mi chiedo:

- Le ASP e autorità sanitarie in genere effettuano controlli sull’igiene degli alloggi e dei cibi?

- Le autorità in genere controllano la qualità dei cibi e della vita in genere?

- Le autorità finanziarie spulciano le cifre di cui sopra, per appurare dove finiscono i soldi?

- Qualcuno va a vedere se i benefattori, niente niente, s’ingrassano sopra?

Insomma, io, se proprio devo scegliere tra i migranti e certi benefattori, io sto con i migranti sfruttati da certi benefattori.

Ci sono anche i benefattori veri, però vanno lo stesso controllati.

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Arrestato il sindaco di Riace Mimmo Lucano

I finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito, alle prime luci dell’alba, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunaledi Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del comune di Riace ed il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione denominata “Xenia”.

La misura cautelare rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.

Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso della mattinata.

Con Schengen il viaggio è libero, ma non per tutti

Le grida, sussurra il Manzoni, a rigirarle… E invece io, vecchio incallitissimo reazionario, sono rimasto al diritto formulare dei Romani, alle parole che hanno un senso e non un altro. Ed è bene che impartisca a tale proposito alcune lezioni:

  1. La costituzione italiana ha vigore solo in Italia e per i cittadini (“cives”) italiani;
  2. Il “peregrinus”, cioè straniero legittimamente presente nel territorio, è soggetto a precise norme;
  3. L’Italia può stipulare trattati internazionali, compreso quello di Schengen, per la libertà di passaggio da uno Stato contraente all’altro; tale trattato ha efficacia solo per i cittadini degli Stati contraenti;
  4. Lo straniero legittimamente presente nel territorio italiano può essere ammesso a fruire dei benefici di Schengen;
  5. E qui interviene quell’accordo di Dublino che l’Italia è stata così imbecille da stipulare. Tale accordo prevede che i richiedenti asilo, e solo i richiedenti asilo, e solo se il diritto d’asilo sia stato riconosciuto, possano trovare ospitalità in Italia;
  6. In Italia, e non passare altrove, tranne non intercorrano accordi e trattati a tale proposito;
  7. Eventuali accordi europei per la distribuzione dei richiedenti asilo riguardano solo i richiedenti asilo, e solo se il diritto d’asilo sia stato riconosciuto, espressione da intendere in senso letterale;
  8. L’Austria, per fare un esempio, non ha nessun obbligo a far passare qualsiasi persona intenda attraversare il suo territorio o prendervi abitazione; ma solo a far passare cittadini italiani;
  9. I richiedenti asilo, e solo se il diritto d’asilo sia stato riconosciuto, non hanno alcun diritto ad attraversare il confine tra Italia e Austria;
  10. Facciamo un esempio più reale: la democratica Francia impedisce fisicamente l’ingresso a persone che premono a Ventimiglia; e ad altre che, dalla Francia, vorrebbero andare in Gran Bretagna. L’ipocrisia di Macron è vomitevole (toh!), però il ragazzino ha ragione.

 Scusate la lezione di diritto. Chi volesse rispondermi, è pregato di evitarmi prediocozzio generici e buonismo retorico, ma ribattere con argomenti di diritto.

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Ferrara (M5s): "Business immigrazione e riforma del diritto di asilo, vittoria al Parlamento europeo"

Riceviamo e pubblichiamo

"Oggi è stata la prima vera vittoria dell'Italia contro Mafia Capitale e contro il business dell'immigrazione; una vittoria sancita dal Parlamento europeo - in commissione LIBE - grazie all'approvazione del report a firma della portavoce Laura Ferrara. È stato inferto un duro colpo al sistema che creava business illegale e immorale facendo leva sulle lungaggini burocratiche per ottenere un verdetto sulle domande di richiesta d'asilo. Ora ci vorranno massimo sei mesi per valutare una domanda di protezione internazionale (oggi invece fino a 18!), che possono arrivare a soli due mesi per le procedure accelerate. Ci sarà una riduzione del carico burocratico per i Paesi di primo ingresso e anche maggiori garanzie per i richiedenti asilo. In un'ottica di equilibrio tra l'esigenza di garantire la protezione internazionale a chi ne ha diritto e una procedura veloce ed efficace.

Il nuovo regolamento riduce gli abusi che hanno contribuito a sovraccaricare i sistemi di asilo degli Stati membri, restringendo in modo drastico i tempi burocratici su cui si è speculato in passato. Un passo in avanti enorme considerando che un Paese di primo approdo come l'Italia da anni sopportava il peso dell'inefficienza e dell'immobilismo normativo anche a livello europeo.

È un risultato storico. Uno dei nostri obiettivi politici era quello di tagliare il cordone ombelicale che lega la criminalità organizzata con la gestione dei centri di accoglienza. Abbiamo raggiunto ciò che ci eravamo prefissati, perché al termine dell'iter di approvazione il regolamento sarà direttamente applicabile negli Stati Membri e abrogherà la precedente Direttiva Procedure e le relative leggi nazionali di attuazione, tra cui per esempio il Decreto Minniti. Inoltre, procedure più veloci portano a un taglio dei costi crescenti che lo Stato italiano sta affrontando per i centri di accoglienza.

Nel dettaglio, i contenuti possono essere riassunti in queste aree:

- tempi più brevi per valutare la domanda, 6 mesi per la procedura ordinaria (ora ce ne vogliono di fatto 18). Due mesi soltanto per quella accelerata, nel caso di domande di protezione internazionale chiaramente infondate o fraudolente;

- lista comune dei Paesi di origine sicura, verso i quali i richiedenti asilo possono essere rimandati;

- riduzione del carico burocratico per gli Stati di primo ingresso (leggasi Italia);

- la Turchia non viene considerata un Paese sicuro;

- garanzie per i richiedenti asilo, così da avere un miglioramento della qualità delle decisioni amministrative che porterà a minori ricorsi.

Questo voto conferma che il nostro lavoro è apprezzato in Europa. Dobbiamo archiviare in fretta gli errori del passato come il Regolamento di Dublino o l'Operazione Triton. Le prossime battaglie politiche saranno la lotta agli scafisti e ai trafficanti e il ricollocamento obbligatorio e automatico di tutti i migranti arrivati in Italia.

Prossimi step del regolamento: annuncio del mandato negoziale in plenaria. Le procedure di triologo (riunioni tra i rappresentanti di Parlamento, Consiglio e Commissione) inizieranno a settembre 2018".

Laura Ferrara, europarlamentare M5s

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Vibo, Forza Italia discute di "Immigrazione: tra Europa, diritti umani e accoglienza"

"Immigrazione: tra Europa, diritti umani e accoglienza".

È questo il titolo dell’incontro che si terrà lunedì 11 dicembre alle ore 17,30 presso la Biblioteca comunale di Vibo Valentia, organizzato da Forza Italia giovani ed il Dipartimento provinciale diritti umani e libertà civili della Calabria.

Un incontro al quale, dopo i saluti degli organizzatori, rispettivamente, Francesco Pontoriero e Anna Maria Giofrè interverrà Claudia Sarlo, Responsabile comunale del dipartimento, Fabio Signoretta, coordinamento Forza Italia Giovani, Maria Josè Caligiuri, responsabile regionale del Dipartimento, e Corrado L’Andolina, sindaco di Zambrone.

Concluderà i lavori, moderati dal giornalista Antonio Ricottilli, Giuseppe Mangialavori, coordinatore per la provincia di Vibo Valentia di Forza Italia. Durante la manifestazione saranno proiettate alcune foto concesse dal fotografo Francesco Mazzitello

Un incontro voluto per trattare un tema attuale per il territorio ed in cui si cercherà di valutare le problematiche che ruotano attorno al fenomeno dei flussi migratori e che coinvolgono da vicino cittadini ed amministratori.

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Calabria, arrestati due scafisti

A conclusione di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria la Squadra Mobile reggina, unitamente a personale della Nave “Diciotti” della Capitaneria di Porto, ha sottoposto, a fermo d’indiziato di delitto 2 cittadini extracomunitari, Issa Diallo, di 19 anni e Ibrahim Sourba, di 21 anni.

I dure, originari, rispettivamente, del Senegal e della Guinea, sono gravemente indiziati di essere stati al comando di due imbarcazioni sulle quali hanno viaggiato parte degli immigrati sbarcati al porto di Reggio Calabria nelle giornate del 4 e 5 novembre scorsi, dopo essere stati soccorsi in acque internazionali, al largo delle coste libiche.

 L’intervento degli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria ha permesso di raccogliere le testimonianze dei superstiti, i quali hanno riferito di essere stati imbarcati su un gommone sovraccarico con più di 150 persone a bordo, tutte prive di giubbotto di salvataggio.

 Ad entrambi i fermati la Procura della Repubblica ha contestato il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver condotto dalle coste libiche, verso il territorio dello Stato italiano, due imbarcazioni a bordo delle quali hanno viaggiato parte dei migranti giunti al porto di Reggio Calabria, procurando in tal modo l’ingresso illegale nel territorio dello Stato di stranieri privi di cittadinanza italiana e di titolo per risiedere permanentemente sul territorio nazionale.

 Inoltre, Diallo è gravemente indiziato di aver provocato la morte di due persone, come conseguenza non voluta del delitto doloso di immigrazione clandestina.

 Al termine dell’ interrogatorio di garanzia, il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria ha disposto per entrambi la misura cautelare della custodia in carcere. 

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Cittadini stranieri vivevano in condizioni degradanti, denunciate 9 persone

La guardia di finanza della Compagnia di Paola ha individuato e sequestrato un intero fabbricato affittato illegalmente a 15 venditori ambulanti di nazionalità bengalese.

Nel corso del controllo, i finanzieri hanno scoperto che i 15 immigrati, tra cui 2 minorenni, pagavano cento euro al mese a persona per vivere e dormire a terra, tra cumuli di spazzatura, stanze sporche, prive di pavimenti, mobili e perfino letti; stoviglie ed accessori in pessime condizioni, bagni e docce fatiscenti ed in comune posti all’esterno della palazzina.

Durante l'attività finalizzata, tra l’altro, alla lotta alla contraffazione, le fiamme gialle hanno, anche, richiesto l’ intervento  di un ispettore dell’Asp di Cosenza, il quale ha effettuato un sopralluogo confermando le “precarie” condizioni igienico-sanitarie dei locali risultati, pertanto, incompatibili con le “normali condizioni di vita”.

I cittadini extra-comunitari sono stati, quindi, accompagnati presso la caserma della guardia di finanza, per essere identificati mediante rilievi foto-dattiloscopici.

Al termine di tali attività sono stati, dunque, individuati 7 cittadini stranieri privi di titolo di soggiorno. Complessivamente, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica due persone, che avevano affittato i locali, per il reato di “Favoreggiamento della permanenza illegale dello straniero nello Stato”, con conseguente sequestro (ai fini della confisca) degli immobili aventi una superficie di oltre 700 metri quadrati.

Cinque clandestini sono stati denunciati per il reato di “Ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”, tre sono stati identificati, mentre altri due sono riusciti a scappare.

Infine, per altre due persone è scattata la denuncia per i reati di “Detenzione per la vendita di prodotti industriali recanti marchi contraffatti” e “Ricettazione”, ai quali sono stati sequestrati 409 prodotti, fra scarpe, borse, borsellini ed occhiali da sole, recanti marchi contraffatti.

Al fine di sottoporli a tassazione, in un secondo momento i finanzieri procederanno, anche, al calcolo dei canoni che i locatari hanno percepito “in nero”.

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