Parte da Catanzaro la mobilitazione No-Tax: “Non riapro, non pago”

"Io non pago per i vostri errori”. Un appello alla “resistenza fiscale” e un invito, a chiare note, a “riaprire tutto e subito”.

Lo lancia, da Catanzaro, l'imprenditrice Monica Minervini, da anni impegnata professionalmente in un settore, quello dei congressi e degli eventi, che più di tutti sta pagando il peso del lockdown.

“Dopo quattordici mesi di chiusure e di non-lavoro - scrive Monica Minervini -  migliaia di aziende come la mia sono sull'orlo del fallimento. Subiamo tutti gli errori evidenti e clamorosi di un'intera classe politica, nazionale e regionale, che, per oltre un anno, non ha saputo dare risposte all'emergenza sanitaria, creando, parallelamente, altre due gravissime emergenze: una economica e, l'altra, sociale”.

“Che Stato è - sottolinea - quello che ti costringe a pagare le tasse, ma ti obbliga a non lavorare? Che Stato è quello che ti calcola il centesimo dei fatturati, ma ti concede briciole di ristori?”. “A chi giova tutto ciò?” si chiede l'imprenditrice, pronta a sostenere un fronte di “resistenza fiscale”.

“Niente aperture, niente tasse” la sintesi di una battaglia che già raccoglie tanti consensi su Facebook. “Sul mio profilo personale - spiega Monica Minervini - arrivano, ogni giorno, le testimonianze e gli sfoghi di chi non ce la fa più”. “Come liberi imprenditori e cittadini - ribadisce - siamo pronti alla mobilitazione. Una protesta pacifica, di disobbedienza civile che immaginiamo come un grande No-Tax Day, per far capire a chi ci governa che adesso siamo stanchi e diciamo basta! Non si può prorogare l'emergenza all'infinito”.

Da Monica Minervini, infine, un invito a riflettere “su decenni di tagli alla Sanità che hanno smantellato la rete ospedaliera pubblica, il sistema della ricerca, le università, causando ciò che tutti stiamo vivendo: non abbiamo posti letto, non siamo in grado di produrre cure e vaccini”. “Dobbiamo pagare sempre noi per i vostri errori?” conclude.

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Per proporre un 'banale' lockdown non serve uno scienziato

Da persone comuni, saremmo portate a pensare che gli esperti del Cts e del Ministero della Salute dovrebbero lavorare per trovare, o quanto meno studiare, soluzioni adeguate a farci convivere, per quanto possibile, con il coronavirus.

Invece, a distanza di un anno, appena l'indice Rt sale di un decimale, i consulenti del governo non fanno altro che proporre la solita ricetta della chiusura generalizzata.

A questo punto, è lecito chiedersi: ma per proporre un 'banale' lockdown, serve uno scienziato?

Emergenza coronavirus in Calabria, si va verso il "coprifuoco" e la didattica a distanza

Alla luce della progressiva diffusione del contagio da coronavirus, la Calabria potrebbe, nelle prossime ore, seguire la strada tracciata da alcune regione ed adottare il coprifuoco.

Il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì –  stando al contenuto in un audio messaggio che ha inviato a sindaci e consiglieri regionali -  starebbe infatti lavorando ad un’ordinanza che dovrebbe contemplare un lockdown notturno dalle 24 alle 5.

Il provvedimento, che dovrebbe avere una durata di 15 giorni, non risparmierebbe neppure la scuola, per la quale s’ipotizza il ritorno alla didattica a distanza per gli studenti di superiori e medie.

Le lezioni dovrebbero invece continuare in presenza per gli alunni delle primarie e degli asili.

Stop alle visite negli ospedali e nelle strutture che ospitano anziani.

Limitazioni dovrebbero interessare anche le visite specialistiche non urgenti, mentre resterebbero aperti gli ambulatori per le prestazioni specialistiche importanti quali quelle oncologiche o simili.

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