Serra, il Comune stabilizza 52 ex Lsu/Lpu. Tassone: “È un traguardo storico”

La giunta comunale ha deliberato di “programmare la stabilizzazione di personale a tempo indeterminato nell’anno 2020, riservata ai lavoratori contrattualizzati a tempo determinato ex Lsu/Lpu in possesso dei requisiti di legge”. Ai fini della stabilizzazione, l’Amministrazione comunale si è avvalsa delle condizioni derogatorie previste dall’articolo 1 della legge n. 160 del 27 dicembre 2019.

La conclusione del procedimento è prevista presumibilmente “con decorrenza dal 1° giugno 2020 e comunque entro il termine ultimo previsto al 31 dicembre 2020”.

La stabilizzazione riguarda 36 soggetti di categoria A1 e 16 soggetti di categoria B1, mentre il regime orario inizialmente stabilito è di 18 ore settimanali, che potranno essere incrementate successivamente.

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Lsu-lpu, Gallo (Cdl):"Regione e governo rispettino gli impegni per evitare che migliaia di lavoratori restino a spasso"

 

«La storicizzazione delle risorse destinate a lsu e lpu è un dato positivo, ma affatto esaustivo: Regione e governo rispettino gli impegni assunti per evitare che a fine ottobre migliaia di lavoratori restino a spasso».

Il consigliere regionale Gianluca Gallo segnala le criticità che ancora permangono lungo il cammino di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità in Calabria.

A tal riguardo, nei giorni scorsi la giunta regionale ha annunciato di aver provveduto alla conferma del contributo regionale di 39 milioni di euro, iscritto in bilancio già da anni, per poter garantire anche in futuro il sostegno ai lavoratori in questione.

«Sicuramente una buona notizia – commenta il capogruppo della Cdl – che però non cambia le prospettive dei precari che oggi, con dignità e competenza, garantiscono servizi essenziali in gran parte dei Comuni calabresi». Il pericolo, osserva Gallo, «è che un dato meramente tecnico, per quanto necessario, diventi il tappeto sotto il quale nascondere la polvere delle cose ancora da fare, con il pericolo di arrivare all’autunno senza elementi concreti in mano e senza avere a quel punto la possibilità di fare più di tanto, considerata l’ormai imminente chiusura della legislatura regionale».

In particolare, secondo l’esponente della Cdl, a far difetto «sarebbero norme e stanziamenti: non si è sin qui provveduto all’introduzione di deroghe ai vincoli assunzionali da parte dei Comuni, dunque impossibilitati ad assorbire eventualmente lsu e lpu. Inoltre, è ancora vigente la norma che prevede la mobilità interna nel raggio di 250 chilometri, col rischio in questo caso di costringere centinaia di persone al trasferimento o, in alternativa, alla rinuncia all’impiego».

Ma non è tutto: «Un problema è annidato nell’ammontare della dotazione finanziaria: servono, come noto, altri 89 milioni, oltre ai 59 messi a disposizione dalla Regione. Dovrebbe garantirli il Governo, ma non è chiaro se e quando questa certezza potrà dirsi acquisita, specie di fronte ai chiari di luna che stanno caratterizzando le politiche economiche e finanziarie dell’esecutivo Conte».

È invece necessario, rimarca Gallo, «che la questione venga definita entro il 31 Ottobre. In caso contrario, a quella data, in concomitanza con la scadenza dei contratti a termine che oggi legano lsu e lpu agli enti locali, in migliaia potrebbero rimanere senza occupazione, poiché ormai fuori dal bacino del precariato e privi del diritto a qualsivoglia ammortizzatore sociale».

Una situazione tutt’altro che rosea, «di fronte alla quale esultare è fuori luogo e controproducente», annota Gallo, chiamando alle proprie responsabilità governo e Regione «Se chiare e definite sono le responsabilità di Roma, è altrettanto evidente che Catanzaro non può ritenere assolti i propri doveri: a Dicembre, di concerto coi sindacati, si era stabilito che la Regione avrebbe avanzato una proposta normativa, da sottoporre al Governo, finalizzata alla stabilizzazione piena ed effettiva di tutti i precari. Non se ne ha traccia, così come non v’è traccia, oltre che degli stanziamenti promessi, del Tavolo di confronto che l’Esecutivo Conte avrebbe dovuto attivare al Ministero della Funzione pubblica. Insomma, tanto da resta da fare perché la scadenza ottobrina non trascorra invano, lasciando macerie sociali dietro di sé».

Chiaravalle Centrale, proroga di quattro mesi per gli Lpu/Lsu

Prorogati fino al 30 aprile 2019 i contratti dei lavoratori Lpu/Lsu in servizio presso il Comune di Chiaravalle Centrale. La giunta ha adottato la delibera e i relativi atti consequenziali previsti dalla circolare di riferimento della Regione Calabria firmata dall'assessore Angela Robbe. Un provvedimento che non risolve per intero la vertenza dei precari ma che, comunque, consentirà loro di trascorrere almeno un Capodanno più sereno. Per come spiegato dal sindaco di Chiaravalle, Mimmo Donato, “in assenza dei fondi nazionali per l'avvio delle procedure di stabilizzazione, la Regione ha messo ha disposizione per l'intero bacino dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità (5mila persone in tutta la Calabria), circa 38 milioni di euro”. Somme “sufficienti a coprire solo i primi quattro mesi dell'anno che sta per iniziare”. Dopo settimane di contrasti interni al governo Conte, manca ancora, invece, la copertura prevista dalla nuova manovra finanziaria varata dal Parlamento. Ulteriori risorse che consentirebbero una successiva proroga fino a ottobre del 2019. Resta, pertanto, una pesante incognita sul futuro per migliaia e migliaia di precari storicizzati calabresi che, in molti enti locali, garantiscono, da quasi 20 anni, la continuità dei servizi essenziali. 

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Argusto, allarme del sindaco: comune bloccato dallo sciopero Lsu-Lpu  

“Questo Comune di trova nell'impossibilità di garantire i servizi essenziali quali: trasporto alunni, manutenzione impianti, notificazione avviso tributi, ausiliari del traffico, attività di supporto degli uffici comunali, essendo in servizio presso l'ente un solo dipendente a tempo indeterminato”.

E' quanto scrive il sindaco di Argusto, Valter Matozzo, piccolo centro delle Preserre catanzaresi, rivolgendosi direttamente al prefetto del capoluogo. Un allarme che scaturisce dallo stato di agitazione dei cinque dipendenti del cosiddetto bacino ex Lsu ed Lpu che hanno aderito alla protesta degli oltre 4.500 precari calabresi contro il governo nazionale. “Il mancato inserimento in Manovra dei fondi necessari per la nostra stabilizzazione è inaccettabile dopo ben 25 anni di servizio negli enti locali” è l'accusa che lanciano i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità di Argusto, unendosi al coro dei tanti colleghi che, in questi giorni, stanno occupando i rispettivi Comuni di appartenenza.

Anche la sede municipale del piccolo centro risulta occupata “fino alla manifestazione nazionale del prossimo 12 dicembre che si terrà direttamente a Roma, sotto i palazzi del Parlamento”. Nel mirino delle critiche la deputazione calabrese di maggioranza, giudicata “totalmente assente sul problema”. Definite “insufficienti e parziali” anche le recenti rassicurazioni del ministro per il Sud, Barbara Lezzi.

Una mano tesa nei confronti dei lavoratori è arrivata dall'esponente di Fratelli d'Italia Wanda Ferro, eletta alla Camera, che, contattata telefonicamente, ha preannunciato un ordine del giorno e uno specifico emendamento del suo partito al Senato per reinserire nella legge di bilancio le risorse necessarie per la stabilizzazione dei precari calabresi. L'auspicio espresso da Lsu ed Lpu è che “simili iniziative trovino un sostegno trasversale da parte di tutti i parlamentari calabresi, di tutti gli schieramenti, per salvare 4.500 famiglie sull'orlo del baratro”.

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Lsu-Lpu, Anci Calabria pronta a manifestare a Roma con i lavoratori

«Al fianco dei lavoratori e pronti ad andare con loro a manifestare a Roma».
Il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, ribadisce la condivisione d’intenti dei Comuni con gli ex Lsu e Lpu calabresi e con le organizzazioni sindacali, alla luce della mancata approvazione in Commissione bilancio della Camera degli emendamenti alla manovra economica che avrebbero potuto risolvere la vertenza che vede a rischio il futuro di 4.500 famiglie, ma anche la stessa capacità degli Enti il corretto funzionamento degli uffici.
 
«Più passa il tempo, maggiori sono le preoccupazioni che si accumulano - ha affermato Callipo -. Da mesi ormai i Comuni calabresi sollecitano una piena assunzione di responsabilità da parte di Governo e Parlamento su un problema che rischia di mettere in ginocchio gli Enti locali e gettare nello sconforto 4.500 famiglie. Finora ci sono state soltanto promesse e anche oggi il ministro Barbara Lezzi ha rassicurato sulla volontà di Palazzo Chigi di risolvere la questione. Ci auguriamo che sia davvero così, ma occorrono al più presto impegni formali. Ma qualora le risposte concrete che attendiamo non dovessero arrivare entro l’inizio della prossima settimana, saremo a Roma a protestare con lavoratori e sindacati».
 
Callipo ha poi ribadito le istanze ritenute prioritarie dai sindaci: «Occorrono innanzitutto le deroghe che consentano di superare i limiti imposti dalle normative in vigore in materia di assunzioni nella Pubblica amministrazione. Senza di queste i Comuni non possono procedere alle stabilizzazioni, che comunque richiedono maggiori stanziamenti di fondi Statali da destinare alle assunzioni. Ormai il tempo sta finendo, perché il 31 dicembre i contratti scadranno. Occorre fare presto e fare bene se si vuole davvero evitare che questo cruciale nodo sociale e amministrativo venga finalmente sciolto».
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Serra, l’amministrazione comunale in piazza con gli lsu-lpu

È prevista per domani, venerdì 16 novembre, presso la Prefettura di Catanzaro la manifestazione organizzata dai sindacati insieme agli lsu ed lpu calabresi.

Al sit-in sarà presente anche il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, accompagnato da diversi componenti dell’amministrazione comunale.

«I lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità – afferma Tassone in un comunicato – garantiscono il mantenimento dei servizi essenziali in diversi centri calabresi e, per questo motivo, riteniamo ci sia bisogno di un impegno comune da parte di tutti, superando ogni tipo di barriera, perché di fronte al futuro di questi lavoratori, padri e madri di famiglia, non c’è schieramento politico che tenga».

Il primo cittadino serrese entra, poi, nel merito della manifestazione: «Chiediamo al governo di stanziare i 29 milioni di euro mancanti e di procedere alla deroga dei vincoli che impediscono ai Comuni di avviare la stabilizzazione. Dopo oltre 20 anni, è inaccettabile che ancora oggi si parli di precarietà. Il governo nazionale, la Regione Calabria e i parlamentari calabresi prendano seriamente in mano questa situazione, nel rispetto della dignità di questi lavoratori, altrimenti si rischia di dare seguito a una bomba sociale dalle proporzioni gigantesche».

 

 

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Vertenza Lsu/Lpu: garanzie dalla Regione per la stabilizzazione

«Dopo una settimana di protesta, alla Regione Calabria ci stavano aspettando. Ogni aspetto della vertenza degli Lsu/Lpu in corso è stato ampiamente valutato, pertanto non abbiamo dovuto discutere oltre gli aspetti già chiari per tutti. Possiamo dire, con una cauta soddisfazione, che è stato fatto un passo in avanti. Si potrebbe aver messo la parola fine su tutta questa storia, durata anche troppo».

Sono state queste le parole usate dal segretario generale della Cgil di Vibo Valentia, Luigino Denardo, per commentare l’esito dell’incontro avvenuto ieri mattina, al Dipartimento Lavoro della Regione Calabria, tra la dirigenza della regionale, le parti sociali - Cgil e Cisl - ed una delegazione di lavoratori Lsu ed Lpu, che da lunedì scorso hanno iniziato un percorso di protesta per rivendicare la loro contrattualizzazione. Nella sostanza, gli accordi definiti con la Regione sulla vertenza Lsu ed Lpu prevedono un dettagliato processo tecnico e politico per la loro ricontrattualizzazione. Come sindacato, è stato chiesto il vincolo temporale delle procedure, per non estendere troppo nel tempo l’attesa. Il dirigente del dipartimento Pasquale Capicotto, con delega politica del presidente, ha ufficializzato la disponibilità degli Enti dove collocare i 48 lavoratori, non solo per riavviarli alla contrattualizzazione, ma anche per stabilizzarli.

«Da qui, per metà mese saremo convocati per sincerare e condividere le soluzioni definite ed entro fine marzo sarà sottoscritto il nuovo contratto di lavoro».

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