Maltratta e minaccia la madre dalla quale pretende denaro, arrestato

I carabinieri della Stazione di Cosenza Principale hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 29enne del luogo, accusato di tentata estorsione, maltrattamenti in famiglia ed evasione.

In particolare, i militari sono entrati in azione dopo aver notato un’accesa discussione tra un uomo ed una donna che si trovavano a bordo di un’auto.

Alla vista dei carabinieri, il passeggero ha lasciato il veicolo per darsi  alla fuga.

Raggiunto ed identificato, il fuggitivo è risultato essere un pregiudicato, sottoposto agli arresti domiciliari.

I successivi accertamenti hanno permesso ai militari di scoprire che l’uomo, che da tempo, maltrattava e minacciava di morte la madre, dalla quale pretendeva denaro per comprare droga ed alcol, era evaso dai domiciliari, in preda ad un forte stato di agitazione.

Una volta raggiunto, la madre, nel tentativo di portarlo alla ragione, lo aveva  fatto salire in auto, dove è scoppiata la discussione notata dagli uomini dell’Arma.

Alla luce delle asfissianti richieste di denaro ricevute, la donna ha quindi deciso di sporgere regolare denuncia, in seguito alla quale, sono scattati gli arresti che hanno portato il giovane nel carcere della città bruzia.

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Maltrattamenti sulle donne nel Vibonese, intervengono i carabinieri

Effetti collaterali da quarantena anche nel Vibonese dove, nelle scorse ore, si sono registrati due casi di maltrattamenti su altrettante donne.

Ad evitare il peggio, il tempestivo intervento dei carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia.  

Nel primo caso i militari della Sezione radiomobile hanno eseguito una misura cautelare di divieto di avvicinamento nei confronti di un 22enne, già sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di residenza, che si sarebbe reso protagonista di ben sette episodi finalizzati a costringere una giovane coppia, formata da un ragazzo di 18 anni e una ragazza di 16, ad interrompere il fidanzamento. Atti persecutori cui hanno messo fine i carabinieri, i quali, dopo aver ricevuto la denuncia, hanno identificato il 22enne, nei cui confronti è scattato il divieto di avvicinamento alle persone offese.

Nel secondo caso, invece, gli uomini dell’Arma hanno denunciato un operaio di 40 anni, ritenuto responsabile di aver molestato l’ex moglie, provocandole ansia e timore per la propria incolumità.

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Dà fuoco alla casa dell'ex compagna, arrestato

I carabinieri della sezione radiomobile e della Stazione di Reggio Calabria Rione Modena, hanno arrestato L.D, 34enne, accusato di tentato omicidio, atti persecutori, minacce e danneggiamento.

In particolare, durante la notte, l'uomo si è recato dall’ex compagna ed avrebbe iniziato a lanciare pietre e arance verso l’abitazione posta in viale Aldo Moro, danneggiandone le vetrate.

Come se non bastasse, avrebbe anche incendiato la tapparella del piano terra, facendo propagare le fiamme nell’appartamento.

La donna, accortasi del fumo, ha chiamato i carabinieri che, giunti sul posto, hanno colto in flagrante l’uomo intento ancora a lanciare oggetti verso l’abitazione.

Una volta spente le fiamme, il 34enne è stato dichiarato in stato d’arresto e ristretto presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

La donna invece, una volta tranquillizzata dal militare specializzato per questo tipo di situazioni, è ritornata a casa.

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Perseguita e minaccia la ex, misura cautelare per un 26enne

I poliziotti del commissariato di Paola hanno eseguito la misura cautelare di divieto di avvicinamento alla vittima, nei confronti di S.O.F.P., di 26 anni, per il reato di atti persecutori.

Il destinatario della misura avrebbe ripetutamente molestato una donna con la quale aveva avuto una relazione sentimentale.

L’uomo, nonostante la fine del rapporto, avrebbe continuato a manifestare in maniera ossessiva una fortissima gelosia nei confronti della vittima.

Infatti, in più circostanze l’avrebbe ingiuriata in pubblico, impedendole di avere una propria vita, inviandole numerosissimi messaggi con frasi offensive su whatsapp, impossessandosi del suo telefono cellulare ed arrivando al punto di picchiarla, anche mentre era in stato di gravidanza.

In conseguenza di tali comportamenti la vittima sarebbe stata costretta a cambiare le proprie abitudini di vita, vivendo in perenne stato d’ansia e paura.

In seguito alla denuncia presentata dalla donna, i poliziotti hanno avviato le indagini che hanno portato alla misura cautelare del divieto di avvicinamento.

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Maltrattamenti in un asilo, arrestate due insegnanti

I carabinieri della Stazione di Cariati hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di L.A., 35enne, e T.C., 54enne, entrambe cariatesi, indagate per “maltrattamenti contro familiari o conviventi”.

Il provvedimento, emesso dal gip il Tribunale di Castrovillari, è scattato in seguito alle indagini condotte dai militari dell’Arma.

Le attività investigative, avviate alla fine dello scorso mese di ottobre in seguito ad alcune segnalazioni anonime ai carabinieri, avrebbero documentato una serie di maltrattamenti di natura fisica e psicologica – assolutamente incompatibili con l’esercizio dell’attività di insegnamento – compiuti dalle due insegnanti nei confronti dei bambini, tutti di età compresa tra i due e i cinque anni, all’interno di una struttura adibita ad asilo.

In particolare, le immagini e le conversazioni captate attraverso le videocamere installate nell’aula, avrebbero permesso di riscontrare condotte intimidatorie e vessatorie, reiterate nel tempo, da parte delle due donne nei confronti dei bambini.

Gli oltre 50 episodi registrati dai carabinieri sarebbero inequivocabili, in quanto farebbero vedere le due donne, in diversi momenti delle attività didattiche all’interno dell’asilo cariatese, mentre compiono numerosi atti di violenza fisica, quali strattonamenti, spintonamenti, trascinamenti, schiaffi e tirate di capelli.

In due episodi, poi, le maestre, approfittando del fatto che due bambini si trovassero sdraiati a terra, sarebbero letteralmente salite sugli arti inferiori dei piccoli, indugiando per alcuni secondi con una gamba nel vuoto, facendo sì che il proprio peso facesse pressione sugli stessi. Ed ancora numerosi colpi alla testa, anche con l’utilizzo di corpi contundenti. Innumerevoli poi i rimproveri immotivati, spesso accompagnati da ingiurie e minacce, anche di morte nonché comportamenti oppressivi ed umilianti nei confronti dei bambini.

Dalla ricostruzione effettuata nel corso delle attività di indagine, sarebbe emerso il sistematico e quotidiano ricorso alla violenza fisica e psicologica: in particolare quest’ultima si evincerebbe da alcuni automatismi dei piccoli che, in diverse occasioni, all’avvicinarsi delle insegnanti si sarebbero coperti il volto intimoriti, aspettandosi percosse come una normale “attività educativa”.

Nel corso delle attività di notifica del provvedimento i militari della Stazione di Cariati hanno effettuato anche un accesso ispettivo unitamente ai carabinieri del Nas e del Nil di Cosenza, all’esito del quale sono state riscontrate una serie di irregolarità, in quanto all’interno dell’asilo venivano rinvenuti cibi e bevande scaduti, congelati senza idonei mezzi.

Inoltre, una delle due collaboratrici è risultata irregolare poiché non assunta.

I militari dell’Arma hanno riscontrato infine la mancanza di documentazione necessaria per svolgere attività lavorative con i minorenni e la mancanza di certificazione sanitaria.

Al termine delle ispezioni sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 23.600 euro, con contestuale sequestro della struttura.

Le due donne, una volta espletate le formalità di rito, sono state poste ai domiciliari.

 

Alcolista minaccia e picchia la madre, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno arrestato in flagranza di reato un sorvegliato speciale, B.L., di 40anni, per maltrattamenti in famiglia e violazione della sorveglianza speciale.

Tutto ha avuto inizio la scorsa notte, quando al 112 è arrivata la segnalazione di una furibonda lite in un’abitazione della frazione Doria di Cassano all’Ionio.

Arrivati sul posto, i militari della locale Tenenza hanno trovato sulla porta di casa una donna tremante e spaventata che ha raccontato di essere stata aggredita e minacciata dal figlio, con un coltello da cucina.

Quando l’uomo, che stava letteralmente distruggendo la casa, si è accorto di cosa stava accadendo è uscito di casa e si è nuovamente scagliato contro la madre.

Una volta bloccato, l’esagitato è stato arrestato e tradotto in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e violazione della misura di prevenzione personale.

La donna, dopo essere stata visitata dalla guardia medica, ha formalizzato la denuncia in caserma, affermando di essere, da anni, vittima dei maltrattamenti del figlio alcolista.

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Colpisce la compagna con un manico di scopa e finisce ai domiciliari

I poliziotti della questura di Reggio Calabria hanno tratto in arresto un uomo accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.

In particolare, gli agenti sono intervenuti a Villaggio Arghillà, dove una donna aveva segnalato di essere stata aggredita dal convivente, in seguito ad un diverbio.

Giunti sul posto, i poliziotti hanno constatato che la donna era stata colpita al volto con un manico di scopa in alluminio, brandito dal marito in preda all’ira generata dalla lite, ed hanno appreso che l’episodio era solo l’ultimo di una serie di vicende violente succedutesi nel tempo.

La donna non aveva mai denunciato le violenze subite, fino all'ultima in cui ha riportato un trauma facciale con l’escoriazione della regione mandibolare sinistra per la quale ha avuto bisogno di alcuni punti di sutura.

L'uomo è stato, pertanto, dichiarato in arresto e su disposizione del gip posto ai domiciliari.

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Anziani maltrattati in una casa di riposo, arresti

Sedici dipendenti di una residenza per anziani di Settingiano (Cz), sono indagati a vario titolo per gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici, sequestro di persona e lesioni colpose.

Per due di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre altri tre sono stati raggiunti da un provvedimento di divieto di dimora nel comune dove ha sede la struttura sanitaria.

Le misure sono state emesse nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Catanzaro, scaturita in seguito alle denunce presentate da alcuni familiari di persone ricoverate presso la struttura, circa presunti maltrattamenti subiti dagli anziani.

Le complesse attività investigative, condotte dalla guardia di finanza di Catanzaro, sono state condotte anche con l’ausilio di intercettazioni ambientali audio-video e con l’esecuzione di perizie tecnico-specialistiche di professionisti del settore sanitario.

Attraverso le intercettazioni audio/video sarebbe emerso che all’interno della residenza sanitaria, alcuni ospiti sarebbero stati sottoposti a gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici: percosse, atti di violenza, derisioni, molestie gratuite e minacce.

Inoltre, sarebbero state riscontrate, condotte di maltrattamenti e vessazioni fisiche anche nei momenti di sonno degli anziani costretti a trascorrere intere giornate in un corridoio, adibito a sala comune al piano seminterrato della struttura, seduti sulle loro carrozzine, ovvero sulle sedie, ove si addormentavano anche in posizione innaturale, con il capo reclinato sulla spalla o sul tavolo, l’uno accanto all’altro, e dove erano, comunque, costretti  a rimanere immobili e non disturbare l’operatore di turno preposto alla loro sorveglianza. 

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