Scossa di terremoto a ridosso della costa calabrese

Un terremoto di magnitudo ML 2.8 è stato registrato dai sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, al largo della costa ionica calabrese.

Il sisma è stato rilevato alle 11,09 di oggi, ad una profondità di 30 chilometri.

Tra i comuni più vicini all'area in cui è stato individuato l'epicentro: Roghudi, Melito di Porto Salvo, Montebello Ionico e Motta San Giovanni.

 

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'Ndrangheta: sequestrati beni per un milione di euro

I militari dei Comandi provinciali della guardia di finanza e dei carabinieri di Reggio Calabria, hanno sottoposto a sequestro beni per un valore di circa un milione di euro.

Destinatari del provvedimento sono il 65enne Quinto Antonio Rosaci ed i figli Antonino (35) e Santoro (32).

La misura, disposta dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Dda, fa seguito alle risultanze dell'operazione "Ada" che, nel 2013, ha portato all'arresto di presunti affiliati alla cosca Iamonte di Melito Porto Salvo, tra i quali lo stesso Rosaci.

I sigilli sono stati apposti a quote sociali, patrimonio aziendale, rapporti finanziari della "Capo Sud Games snc", operante nel settore dell'installazione e noleggio di apparati da intrattenimento e divertimento, conti correnti, libretti di deposito al portatore o nominativi, contratti di acquisto di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, assicurazioni riconducibili a Rosaci, ai figli ed ai componenti del nucleo familiare.

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Appica fuoco in un fondo agricolo, arrestato

I carabinieri dell’Aliquota radiomobile della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno tratto in arresto, in flagranza del reato di incendio, il pregiudicato 58enne, Domenico Zampaglione, originario di Montebello Ionico.

L’uomo è stato sorpreso dai militari mentre era intento ad accendere diversi focolai in un fondo ubicato in località Sant’Elia, nel Comune di Montebello Ionico.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Melito Porto Salvo che hanno, prontamente, domato le fiamme.

Nonostante il tempestivo intervento dei pompieri, l’incendio ha danneggiato una cabina dell’Enel, con la conseguente temporanea mancanza di energia elettrica in alcune abitazioni.

Il presunto responsabile, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo.

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Furto di materiale inerte dal letto del fiume, 2 arresti e 1 denuncia

I carabinieri forestali delle Stazioni di Melito di Porto Salvo e Bagaladi, nel corso di un’operazione congiunta, hanno arrestato due persone, colte in flagranza di reato, mentre, servendosi di una motopala, prelevavano e caricavano su degli autocarri materiale inerte dal greto della Fiumara Amendolea, nel comune di Condofuri, in piena area demaniale.

I due arrestati, S.T. di anni 38 residente a Condofuri e P.L. di anni 26 residente a Melito di Porto Salvo, entrambi operai incensurati, erano all’opera per conto di un imprenditore della zona, M.A. di anni 49,  che opera nel settore della lavorazione e vendita di materiale inerte. Il 49enne è stato, quindi, denunciato a piede libero sia come mandante sia come ricettatore del materiale.

Nel corso dell'operazione è stata, inoltre, sottoposta a sequestro la motopala usata durante i lavori abusivi, il cui valore è stato quantificato in circa 70 mila euro.

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Fermati con gioielli di provenienza furtiva, deferiti due cittadini romeni

Agenti della Polizia Stradale, impegnati nello svolgimento di un posto di controllo lungo la Strada Statale 106 nel comune di Melito di Porto Salvo, hanno rivenuto alcuni gioielli che erano stati rubati tempo fa in un comune del reggino. I poliziotti sono entrati in azione allorquando hanno notato un’autovettura con targa rumena che, alla loro vista, ha cercato di eludere il possibile controllo.

La manovra, compiuta con chiaro intento di far perdere le tracce, ha insospettito i poliziotti che, immediatamente, si sono posti all’inseguimento dell’autovettura.

Dopo pochi minuti, gli operatori sono riusciti a bloccare l’auto con a bordo due cittadini romeni di 31 e 23 anni.

Nel corso della conseguente perquisizione, all’interno dell’auto, è stata rinvenuta una cospicua quantità di gioielli ed altri oggetti di incerta provenienza. Ulteriori e più accurati accertamenti hanno permesso di risalire all’identida della persona cui i monili era stati furtivamente sottratti, ovvero un uomo residente nel comune di Ardore (RC).

I due cittadini rumeni sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per il reato di ricettazione. Sono tutt’ora in corso le attività di indagine volte alla ricerca di eventuali complici.

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Arrestato 44enne per maltrattamenti verso i familiari

Nella giornata del 01 Marzo 2017,i Carabinieri della Stazione di Melito Porto Salvo, agli ordini del Maresciallo Aiutante Antonio Caminiti, al termine di mirata attività investigativa ed in esecuzione all’Ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal Tribunale Ordinario di Reggio Calabria,traevano in arresto F.B.D., quarantaquattrenne di Montebello Ionico, poiché ritenuto responsabile di maltrattamenti verso familiari.

Il provvedimento cautelare de quo, giunge all’esito di specifiche indagini svolte dai militari della Stazione CC di Melito Porto Salvo,con la direzione del Tenente Francesco CONIGLIARO, comandante interinale della Compagnia di Melito di Porto Salvo ed a seguito della denuncia sporta dall’ormai ex moglie dell’indagato, che hanno dimostrato come l’uomo, che non accettava la separazione dalla moglie,per ben sette anni l’abbia minacciata di morte ed insultata, rendendole di fatto l’esistenza intollerabile.

In tempi rapidissimi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, valutati sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico di F.B.D., ne disponeva gli arresti domiciliari, ritenuti consoni alle esigenze cautelari.

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La Polizia di Stato ha tratto in arresto un 75enne per evasione

Nella mattinata della scorsa domenica, personale del Commissariato di P.S. di Condofuri impegnato nel consueto servizio di controllo del territorio, giunto a Melito di Porto Salvo, ha sorpreso C. G. classe ‘42 sulla pubblica via a circa 150 metri dalla propria abitazione, luogo ove costui avrebbe dovuto permanere giacché sottoposto agli arresti domiciliari. 

L’uomo, oggi pensionato, stava scontando una pena detentiva domiciliare per il reato di coltivazione in concorso di sostanza stupefacente, risalente al settembre 2015 e, nell’attuale circostanza, al controllo degli Agenti è risultato privo di alcuna giustificazione per allontanarsi con giusta causa dal proprio domicilio.

Colto nella flagranza del reato di evasione, l’uomo è stato, quindi, dichiarato in stato di arresto e sottoposto, nuovamente, al regime della detenzione domiciliare.

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Estorsione ai danni dei propri dipendenti, arresti domiciliari per un imprenditore

 

Il Comando provinciale di Reggio Calabria ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal gip del Tribunale di  Reggio  Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore, indagato dalle Fiamme gialle per il reato di estorsione continuata nei confronti di propri lavoratori dipendenti.

L’indagato, è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione con divieto di comunicare in qualsiasi modo con persone diverse da quelle che con lui coabitano o l’assistono.

L’operazione è scaturita da una precedente attività di controllo in materia di tutela del bilancio comunitario svolta dai Finanzieri della Compagnia di Melito Porto Salvo. In particolare, i militari avevano puntato la loro attenzione su un avviso pubblico di concessione alle imprese di incentivi per l’avviamento al lavoro di soggetti svantaggiati rientrante nel Por Calabria 2000/2006. Un'indagine conclusa con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria dell’indagato e di altri soggetti per diverse ipotesi delittuose.

Nell’ambito di tale attività, gli uomini delle Fiamme gialle avrebbero riscontrato, tra l’altro, come l’indagato, quale amministratore unico di una società di capitali operante nel settore del commercio al dettaglio di alimentari, approfittando dello stato di bisogno di tre dipendenti, avrebbe costretto questi ultimi, con la minaccia di licenziamento se si fossero rifiutati, a sottoscrivere a titolo di quietanza e ricevuta di pagamento, buste paga indicanti somme di denaro superiori a quelle pagate, procurandosi così un ingiusto profitto.

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